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Nomi "alternativi" delle monete meridionali


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tornese71

Cari frequentatori e animatori di questa ricca parte del forum,

ogni tanto sento parlare delle monete meridionali con nomi... diciamo così... alternativi rispetto a quelli ufficiali.

Ad esempio cingranella, patacca, cianfrone... (sicuramente ce ne sono altri... quali?)

Di tali denominazioni rimane a volte traccia nei modi di dire, in vecchie canzoni o filastrocche dialettali, insomma nelle memorie popolari.

Sarebbe bello riunire in questa discussione le varie denominazioni che conoscete, magari con spiegazioni circa l'origine della "variante" del nome e qualche foto.

Per esempio, mi pare palese che la monetina da 5 grana si chiami anche cingranella proprio per via del suo valore (nel dialetto di alcuni paesi delle mie parti cingherane).

Ma altri nomi più criptici (almeno per me) da dove saltano fuori?

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francesco77

Cari frequentatori e animatori di questa ricca parte del forum,

ogni tanto sento parlare delle monete meridionali con nomi... diciamo così... alternativi rispetto a quelli ufficiali.

Ad esempio cingranella, patacca, cianfrone... (sicuramente ce ne sono altri... quali?)

Di tali denominazioni rimane a volte traccia nei modi di dire, in vecchie canzoni o filastrocche dialettali, insomma nelle memorie popolari.

Sarebbe bello riunire in questa discussione le varie denominazioni che conoscete, magari con spiegazioni circa l'origine della "variante" del nome e qualche foto.

Per esempio, mi pare palese che la monetina da 5 grana si chiami anche cingranella proprio per via del suo valore (nel dialetto di alcuni paesi delle mie parti cingherane).

Ma altri nomi più criptici (almeno per me) da dove saltano fuori?

Nel volume delle monete napoletane del vicereame di Andreani-D'Andrea-Prefetto dovrebbe esserci in appendice un lavoro a firma Gionata Barbieri che parla dei mestieri popolari a Napoli, se non erro vi sono riportate espressioni in dialetto che narrano di monete napoletane di secoli fà. Poi ti segnalo questo studio di Adolfo Marciano pubblicato in Panorama Numismatico. Se mi viene altro in mente ti farò sapere.

  • Lo core drinto a li tornise. Cavalli, grana, cinquine, carlini e scudi ricci nel capolavoro letterario del seicento napoletano: Lo cunto de li cunti di Giovan Battista Basile (A. Marciano) 265/settembre 2011
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francesco77

http://digilander.libero.it/storia_e_numismatica/Le%20monete%20e%20i%20mestieri%20popolari%20di%20Napoli%20-%20Gionata%20Barbieri%20-%202007.pdf

Ecco il file di cui ti parlavo. Forse ci sarà qualcosina inerente alla tua domanda. Buona lettura!

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tornese71

Nell'articolo di Marciano si parla, tra le varie monete, anche della zannetta, del valore di mezzo carlino.

Anche la cingranella e l'armellino corrispondono al mezzo carlino, in epoche differenti.

Sulla spiegazione del nome cingranella mi sono risposto da solo.

Armellino deriva evidentemente dal tipo di raffigurazione (l'ermellino o appunto armellino andante).

Ma zannetta?

Edited by tornese71
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Rex Neap

Nell'articolo di Marciano si parla, tra le varie monete, anche della zannetta, del valore di mezzo carlino.

Anche la cingranella e l'armellino corrispondono al mezzo carlino, in epoche differenti.

Sulla spiegazione del nome cingranella mi sono risposto da solo.

Armellino deriva evidentemente dal tipo di raffigurazione (l'ermellino o appunto armellino andante).

Ma zannetta?

Deriva dal nome dello strumento che serviva per tosare queste monetine a forma di...." zanna" = dente.

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francesco77

Quindi, se ho capito bene, il mezzo carlino veniva chiamato anche zannetta non ab origine, ma dopo la tosatura.

Interessante...

E questo non è niente, se esageravano con la tosatura il mezzo carlino diventana "lenticchia pantelleria" ....... :rofl:

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Il tarì mi ha sempre incuriosito da quando tanti anni fa sentii una canzone di Frankie Hi NRG dal titolo fight faida che alla fine aveva l'antica filastrocca "setti fimmani e un tarì",

qual'è l'origine del nome?

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tornese71

Il tarì mi ha sempre incuriosito da quando tanti anni fa sentii una canzone di Frankie Hi NRG dal titolo fight faida che alla fine aveva l'antica filastrocca "setti fimmani e un tarì",

qual'è l'origine del nome?

Una volta si ipotizzava che potesse derivare da una pronuncia speciale del plurale dirāhim della voce araba dirhem, cioè denaro.

Oggi si ritiene, credo pacificamente, che invece derivi da altra parola araba - tarīy - che vuol dire fresco.

Quindi tarì = fresco di conio, nuovo

Io però vorrei conoscere, come da titolo della discussione, da dove derivano (e quali sono) i nomi "alternativi" delle monete meridionali.

Patacca, cianfrone.... altri?

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Rex Neap

@@tornese71....ciao Vittorio....ho riesumato una discussione con interventi intercorsi tra due mostri sacri di questa Sezione, uno, non c'è bisogno di presentazioni perché è il nostro Curatore, dell'altro, purtroppo non si hanno più sue notizie nel Forum :cray:ed è una grave perdita...io l'ho conosciuto !!

Leggila attentamente e troverai le risposte alle tue domande > http://www.lamoneta.it/topic/71911-notizie-su-una-patacca-autentica/page-2

Ciao

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Layer1986

Scusate ma tecnicamente anche tarì, piastra, ecc... sono "alternativi" in senso letterale visto che si usavano come unità di misura, almeno per l'argento, i carlini... un tarì era chiamato 2 carlini, la piastra 12 carlini e così via...

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Trovo curiosa ed interessante questa discussione. E’ una di quelle che va oltre la semplice richiesta di conservazione o mera valutazione cercando invece di scoprire i motivi che hanno determinato particolari appellativi alle monete circolanti ai tempi dei nostri avi. Insomma una sorta di etimologia popolare.

Sapevo di avere, ma ci ho messo tempo a ritrovarlo, un articolo a firma di Nicola Borrelli che tratta proprio l’argomento: Numismatica Popolare – Denominazioni, Tradizioni, Leggende, in Folklore – Rivista di tradizioni popolari, Napoli 1946.

L’articolo condensa in poche pagine una serie di nomi popolari di monete cercando di spiegarne l’origine. Chiaramente mi limito a riportare qui solo quelli inerenti le monete circolanti nel nostro Meridione come da titolo della discussione. Credo si possano tralasciare le spiegazioni relative a termini quali Robertino o Alfonsino, chiaramente derivanti dal nome del sovrano riportato sulla moneta mentre credo si possa passare direttamente a quelli più “particolari”.

Il primo che troviamo è Mancanza. L’articolo cita testualmente: “era detta a Napoli una moneta d’oro di Carlo III per distinguerla da altra, parimenti d’oro, di valore superiore”. In effetti veniva così chiamato il 4 ducati (o doppia) coniato sotto Carlo di Borbone e poi sotto Ferdinando IV.

Segue Suonanti, che risulta essere l’appellativo dato ai carlini. Qui mi pare ovvio che il temine derivi dal fatto che il carlino di buona lega, aveva un bel suono tintinnante, mentre se di bassa lega o peggio falso, alla prova della “pietra di marmo” aveva un suono sordo. Legato a questo termine, nell’articolo, troviamo Musica, che pare sia un termine utilizzato all’epoca per indicare in maniera generica il denaro e pare che ad esso sia legato il modo di dire: “i denari fanno udire il sordo e ballare il cieco”.

Fa seguito il Gigliato, chiaramente derivato dai motivi floreali della croce.

Il Coronato, termine credo abbastanza noto, che nasce dalla scena dell’incoronazione di Ferdinando I d’Aragona riportata sulla moneta.

La Cella (da uccello), termine indicante la moneta battuta all’Aquila, che ha origine dal simbolo cittadino (l’aquila) riportato sulla moneta.

Altri termini derivano invece dall’epigrafia della moneta, cioè dalla legenda (o parte di essa) riportata sulla moneta. Da qui i termini Pubblica, Sirena (doppio ducato di Ferdinando I), Libertina (dal grano della Rep. Napoletana?).

Vengono poi riportati dei termini generici, quali Ranèlle (da grano), Pisielli (piselli), Formelle (bottoni), Carrinielli (da carlini) e Mirèlle (da medaglia) per indicare monete di poco conto. A questi poi si aggiungono termini generici per indicare le monete come Pezze o Grane.

L’articolo si chiude poi con alcuni termini di cui si ignora l’origine e tra essi vi è il Cianfrone.

Dai vari link allegati nella discussione appare chiaro che con il termine Cianfrone si vada ad indicare il ½ ducato. Secondo R. Ciferri – Repertorio Alfabetico di Numismatica Medievale e Moderna – questo nome fu dato alla moneta ossidionale d’argento coniata a Roma durante il sacco del 1527 e da qui poi ripreso nella monetazione napoletana a partire da Carlo V per indicare il ½ ducato. Il termine pare derivi dalla moneta spagnola Chanflòn dal valore di ¼ di peseta ma appiattita perché sembri di diametro maggiore simile a quello del 2/4 di Peseta. Anche i termini Patacca e Pataccone credo siano ormai chiari.

A Napoli anche le monete de Regno d’Italia pare non siano state immuni da nomignoli, infatti sempre dall’articolo del Borrelli pare che il nichelino (20 centesimi tipo Libertà librata) fosse chiamato Faccione per via del volto dell’Italia al D/.

Aggiungerei, fuori dal citato articolo, anche il termine Zecchino che andava ad indicare la moneta da 2 ducati.

Magari si può continuare con nomignoli particolari specifici di determinate zone, ma in questo credo di non poter essere d'aiuto.

Sperando di aver risposto almeno in parte a @@tornese71 vi chiedo scusa se vi ho annoiato ma quando trovo l’argomento interessante non so resistere.

Edited by fedafa
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tornese71

Trovo curiosa ed interessante questa discussione. E’ una di quelle che va oltre la semplice richiesta di conservazione o mera valutazione cercando invece di scoprire i motivi che hanno determinato particolari appellativi alle monete circolanti ai tempi dei nostri avi. Insomma una sorta di etimologia popolare.

[...]

Sperando di aver risposto almeno in parte a @@tornese71 vi chiedo scusa se vi ho annoiato ma quando trovo l’argomento interessante non so resistere.

Grazie, Davide-fedafa, sia per la risposta così particolareggiata che per aver giudicato interessante la discussione da me proposta, della quale hai colto in pieno lo spirito.

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