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danton87

aiuto ipotesi astro più luna sui denari

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danton87

Ciao ragazzi, come al solito mi avvalgo del vostro prezioso aiuto, studiando alcune monete repubblicane come : 335/1b-c, 335/10a-b, 474/1a-b e infine 344/2c mi accorgo che prima sulla testa di Apollo e poi sotto compare un astro che in alcune monete viene sostituito dalla luna come simbolo, è possibile interpretare questo astro come il sole, data la stretta connessione che aveva apollo con Sol in età tardo repubblicana ?????? Grazie

Ps se possibile indicatemi anche qualche cenno bibliografico a riguardo

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L. Licinio Lucullo
Supporter

Come hai evidenziato, nei numerosi denarî raffiguranti la testa di Apollo compare spesso una stella; spesso è parte integrante dell'iconografia del dritto, con una frequenza maggiore rispetto a tutti gli altri attributi del dio (ad eccezione della corona d'alloro).

IN proposito si può richiamare Eratostene, che ci illustra le vicende di Orfeo, il cantore che ricevette in dono da Apollo la divina lira e che, in seguito alla vana discesa negli inferi in cerca dell'amata Euridice, sprofondò nel dolore e nella tristezza per poi morire per mano dell'oltraggiato Dioniso e dei suoi seguaci. Secondo Ovidio invece morì per mano di alcune donne, indignate dall'indifferenza del cantore. Sempre dalle Metamorfosi è sappiamo che la lira, un guscio di tartaruga con sette corde costruito da Ermes, fu gettata nel fiume Ebro ma continuò a suonare; Zeus, che non restò indifferente, la recuperò e la portò tra le stelle. Altri narrano che furono le Muse, Zeus consenziente, a recuperarla. Anche il mito di Arione, musico di Lesbo, ci fornisce una mitica spiegazione riguardante la nascita della costellazione della Lira, ed in questo caso fu lo stesso Apollo a tramutare in stelle sia lo strumento musicale che il delfino che salvò il musico. Considerato che per gli antichi si chiamava Lira tanto la costellazione quanto la sua stella più luminosa, oggi denominata (con termine arabo) Vega, un legame tra Apollo e Vega esiste ed appare quindi probabile che proprio essa sia raffigurata sulle monete repubblicane. Essendo Apollo una divinità dalle molteplici caratteristiche, tale attributo potrebbe riassumere, in un solo simbolo, due positivi volti del dio: Febo (splendente) e Citaredo o Musagete (ispiratore, protettore e dio della arti).

Edited by L. Licinio Lucullo

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L. Licinio Lucullo
Supporter

Lo trovi anche nei denari RRC 410/8, 444/1, 474/1, 474/2 e 474/3. Peraltro, in RRC 410/8 nota che al verso c'è Urania, Musa dell'astronomia: nella serie RRC 410, infatti, simbolo al dritto e Musa al rovescio sono correlati)

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danton87

Quindi stabilire una connessione solare con l'astro in quanto per i romani Apollo era denominato Febo così come Helios in età ellenistica non è poi così azzardatissima.

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Rapax

Quindi stabilire una connessione solare con l'astro in quanto per i romani Apollo era denominato Febo così come Helios in età ellenistica non è poi così azzardatissima.

Secondo me invece è piuttosto azzardata in quanto va tenuto conto che a Roma, in epoca repubblicana, Apollo non era una divinità dalle connotazioni solari ed anche un eventuale e precoce processo sincretico utile a far confluire nel dio attributi e funzionalità solari è da escludere, per un semplice motivo: nella Roma repubblicana non vi erano festività e culti dedicate al Sole.

Vanno poi tenute presenti le motivazioni che portarono i romani ad adottare Apollo ed a celebrare i relativi ludi (vedi seconda Guerra Punica), a livello funzionale questa divinità era precisamente vista come guaritrice e vincitrice.

Il culto di Sol Indiges, comunque attestato, è con molta probabilità di età imperiale in quanto mancano riscontri in tutte le fonti calendariali più antiche (è menzionato solo nei calendari alifano, vallese ed amiternino).

In età repubblicana vi era si un'ara dedicata al Sole ed alla Luna, che sorgeva accanto al tempio di Quirino, ma questa è stata rapportata dagli studiosi non ad un culto dedicato ma alla divinizzazione di Romolo. Sorgendo accanto al tempio di Quirino (Romolo divinizzato) l'insieme dei due luoghi sacri era simbolo di cosmicizzazione del tempo.

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