gpittini Inviato 20 Novembre, 2013 #1 Inviato 20 Novembre, 2013 DE GREGE EPICURI Mi pare che sul tema "lettere nel campo e loro significato" non abbiamo fatto grandi progressi. Si fronteggiano, senza che riusciamo ad acquisire nuovi elementi, due ipotesi: una sostiene che la lettera indica un valore (esprimente il numero di centennionali; o, che è lo stesso, le centinaia di denari), l'altra che si tratta semplicemente di una lettera di controllo della produzione. Ora vorrei riproporre il tema per questo bronzetto di Iulianus, che è (a quanto ho trovato) di Eraclea, fra il 355 ed il 361, secondo periodo. Al D. DN IULIANU-S NOB (CAES), testa nuda di Giuliano a destra. Al R. FEL TEMP REPARATIO, M nel campo a sinistra, esergo illeggibile: tuttavia, incrociando i vari dati, RIC VIII Eraclea 95 sembra certa. Ovviamente, la scena è: uccisione del cavaliere caduto. La moneta pesa 1,9 g. e misura 16,5 mm. Il peso medio di queste monete è indicato (RIC) in 2,25 g. Nel periodo immediatamente precedente, la lettera nel campo è: epsilon. Domanda: ma questa M che cosa sta a definire? Se epsilon sta per 5 centennionali, M dovrebbe stare per 10. Ma è così? Cita
Marcus Didius Inviato 21 Novembre, 2013 #3 Inviato 21 Novembre, 2013 Salve Gianfranco, mi scuso ma prima d'ora non sono riuscito a rispondere. Posto quanto Damian Salgado nel suo libro "Monedas Romanas el bajo imperio (294-498 d. J.C.) a pagg.106-7 scrive in merito alle marche di valore poste sulle maiorine svalutate. Marcus Didius Cita
Exergus Inviato 22 Novembre, 2013 #4 Inviato 22 Novembre, 2013 Forse sbaglio, ma personalmente mi risulta difficile credere che due monete praticamente identiche, circolanti contemporaneamente, abbiano potuto avere un valore diverso distinguendosi solamente da un minuscolo carattere al verso. Stesso diametro con una differenza di peso di soli due decimi di grammo. Io, senza occhiali non sarei stato in grado di distinguerle, anche per distinguerle dal peso sarebbe servita una bilancia di precisione. I simboli al verso sono veramente numerosi, taluni simboli si trovano indifferentemente su AE2 e su AE3, credo che questo avrebbe generato una confusione non indifferente. Esiterebbe anche il problema dei simboli al dritto dietro al busto sui quali si potrebbero fare diverse ipotesi. 1 Cita
Marcus Didius Inviato 22 Novembre, 2013 #5 Inviato 22 Novembre, 2013 Exergus: "Forse sbaglio, ma personalmente mi risulta difficile credere che due monete praticamente identiche, circolanti contemporaneamente, abbiano potuto avere un valore diverso distinguendosi solamente da un minuscolo carattere al verso. Stesso diametro con una differenza di peso di soli due decimi di grammo. Io, senza occhiali non sarei stato in grado di distinguerle, anche per distinguerle dal peso sarebbe servita una bilancia di precisione". Concordo, essendo monete di uso comune, la maggior parte della popolazione non avrebbe riconosciuto le diverse lettere e dare un valore diverso. Erano lettere comprensibili solo agli addetti della zecca, agli operatori del commercio ma tra la gente comune ..... Forse bisogna trovare qualche altra opzione su queste lettere. Marcus Didius Cita
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