web27it Inviato 6 Dicembre, 2013 #1 Inviato 6 Dicembre, 2013 ciao, scusate la mia ignoranza, ma sfogliando tra vari risultati d'aggiudicazioni di monete del tipo gigliato, ho notato questo: http://www.mcsearch.info/record.html?id=390039 non riesco a capire quali possano essere le differenze che lo distinguono da un comune gigliato di Roberto d'Angiò. Sarei molto grato a chi potesse fornirmi delucidazioni. grazie Cita
francesco77 Inviato 6 Dicembre, 2013 #2 Inviato 6 Dicembre, 2013 ciao, scusate la mia ignoranza, ma sfogliando tra vari risultati d'aggiudicazioni di monete del tipo gigliato, ho notato questo: http://www.mcsearch.info/record.html?id=390039 non riesco a capire quali possano essere le differenze che lo distinguono da un comune gigliato di Roberto d'Angiò. Sarei molto grato a chi potesse fornirmi delucidazioni. grazie Vedi il simbolo al termine della leggenda al rovescio, è una sorta di frusta, non è un gigliato coniato a Napoli ma a Roma durante il pontificato di Martino V (1417-1431). 1 Cita
web27it Inviato 6 Dicembre, 2013 Autore #3 Inviato 6 Dicembre, 2013 grazie mille, stavo impazzendo.... :good: Cita
francesco77 Inviato 6 Dicembre, 2013 #4 Inviato 6 Dicembre, 2013 Anche lo stile è differente, se lo confronti con quelli napoletani vedrai le differenze. Esistono poi alcuni gigliati napoletani rarissimi per il simbolo riportato al dritto. A titolo di curiosità ti segnalo alcuni vecchi articoli riguardanti l'argomento. A presto, Francesco http://www.ilportaledelsud.org/gigliato.htm http://www.ilportaledelsud.org/gigliati.htm http://www.ilportaledelsud.org/robertini.htm http://www.panorama-numismatico.com/monete-napoletane-inedite-o-poco-conosciute-da-roberto-d’angio’-a-federico-d’aragona/ Cita
vox79 Inviato 6 Dicembre, 2013 #5 Inviato 6 Dicembre, 2013 bhe che dire Francesco, sei stato ... quasi esaustivo :-) , il gigliato in questione è battuto a Roma di Martino V, esistono i gigliati rari coi simboli di cui parlavi, io aggiungerei che esistono altri gigliati battuti dai crociati ad imitazione dei tipi di Napoli e Provenza , che sono veramente rarissimi :-) , su cui sto lavorando per fare una pubblicazione :-) Cita
Liutprand Inviato 6 Dicembre, 2013 #6 Inviato 6 Dicembre, 2013 Aggiungiamo anche che con Martino V il Papato rientra definitivamente a Roma dopo le tribolazioni della Cattività di Avignone e del Grande Scisma d'Occidente che avevano attanagliato la Chiesa negli ultimi 110 anni. Cita
francesco77 Inviato 6 Dicembre, 2013 #7 Inviato 6 Dicembre, 2013 bhe che dire Francesco, sei stato ... quasi esaustivo :-) , il gigliato in questione è battuto a Roma di Martino V, esistono i gigliati rari coi simboli di cui parlavi, io aggiungerei che esistono altri gigliati battuti dai crociati ad imitazione dei tipi di Napoli e Provenza , che sono veramente rarissimi :-) , su cui sto lavorando per fare una pubblicazione :-) Grazie Vincenzo, se ti va puoi postare qualche immagine a titolo puramente illustrativo così gli altri potranno comprendere un po' di differenze sugli stili e su come distinguere quelli napoletani da quelli di imitazione battuti dai crociati. Grazie mille Cita
Gaetano95 Inviato 6 Dicembre, 2013 #8 Inviato 6 Dicembre, 2013 Ho letto velocemente e mi sembra che non ci sia scritto..c'è la frusta perché è il simbolo dello zecchere Domenico Gherardi Cita
vox79 Inviato 10 Dicembre, 2013 #9 Inviato 10 Dicembre, 2013 Guardate i caratteri completamente diversi e la approssimazione della legenda contraffatta. Inoltre è di modulo enorme. Questo è uno dei numero esempi, ma ben rende l'idea della monetazione dei crociati. 1 Cita
francesco77 Inviato 10 Dicembre, 2013 #11 Inviato 10 Dicembre, 2013 Ecco il confronto. Osservate. Si tratta di un'imitazione vera e propria con tanto di copia dei conii fatta a mano e senza aver clonato parte dell'effigie con calchi o attrezzature varie. Mi spiego meglio: il modulo è ovviamente più ampio e con ampi spazi nei campi, a prima vista il re seduto sul trono e la croce gigliata al rovescio potrebbero apparire delle stesse dimensioni dei gigliati coniati a Napoli. Invece è tutto differente, anche le dimensioni dei punzoni delle figure. Quando parliamo di imitazioni non dimentichiamo mai il discorso della praparazione dei conii e dei metalli utilizzati in epoca medievale ........... leggendo le prime due pagine di questo studio del Cosentini possiamo apprendere qualcosa. Grazie per l'attenzione. http://www.lamoneta.it/topic/115084-i-conii-delle-monete-napoletane-aragona-e-borbone/ Cita
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