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Legio II Italica

La "fuga" da Roma di Alarico

Risposte migliori

Legio II Italica

L' anno 410 , esattamente il 24 di Agosto , secondo le fonti , Alarico dopo aver in precedenza posto due assedi alla citta' di Roma , penetro' dentro l'Urbe dalla Porta Salaria deliberatamente aperta per tradimento da chi la doveva invece difendere . Alarico re dei Visigoti fu nemico di Roma , sconfitto piu' volte militarmente da Stilicone Vandalo di origine ma profondamente romanizzato , pero' mai vinto definitivamente ; dopo alterne vicende Alarico ottenne il grado di Magister Militum , grado tenuto precedentemente da Stilicone che nel frattempo era stato ucciso da intrighi di corte ( con l' accusa mai provata di intendersela con Alarico , sospetto nato dal fatto che Alarico era stato piu' volte vinto da lui , ma mai catturato ) da Prisco Attalo usurpatore del soglio imperiale occidentale , alla morte di Attalo questo titolo non fu mai riconosciuto ufficialmente da Onorio , figlio di Teodosio I e quindi legittimo imperatore d'Occidente , da qui il ricatto di assediare Roma se non gli fosse stato riconosciuto ufficialmente il titolo di Magister Militum , seguirono i fatti e dopo due assedi con relativi ritiri per trattative con Onorio mai concluse e dopo avere ricevuto pegni da parte dei Romani in oro e argento affinche' togliesse l' assedio , si giunse infine alla fatidica data del 24 Agosto 410 . Secondo la tradizione la Porta della Salaria , esistente quasi intatta fino al 1921 quando fu distrutta per ampliare le mura , fu aperta per decisione di una nobile romana , cristiana , probabilmente proprietaria del fondo dove la porta sorgeva , per porre fine alle sofferenze del popolo sottoposto ad assedio e alla mancanza di cibo ; nessun esercito , nessuna legione , nessun distaccamento militare intervenne per difendere la Citta' , cosi' dopo Brenno re dei Galli , circa 800 anni prima e senza Onore , Roma fu conquistata da rozzi e selvaggi popoli del nord ed est Europa ; Alarico stesso non voleva giungere a tale profanazione di Roma riconoscendone il ruolo di civilizzazione del mondo , ma spinto dai continui rifiuti di Onorio e sembra anche da un sogno o visione avuta giorni prima dell' entrata in Roma , dove gli apparve l'ombra di Annibale che lo incitava a distruggere l'odiata Citta' , si decise al grande Oltraggio . Entrato con i suoi Visigoti dalla Porta Salaria posta a nord della Citta' si puo' ipotizzare la direttrice che prese una volta all' interno di Roma , cioe' che devastasse e depredasse la zona del Quirinale Viminale e che scendendo da questi colli fino a sfiorare il Campo Marzio , passasse per la Via Lata entrando nel Foro , quindi nel Palatino , nel Celio e riuscendo infine dalla Porta Asinaria a sud della Citta' , prendendo la via del Sud Italia percorrendo la via Appia . Questo potrebbe essere stato il percorso seguito dai Visigoti , percorso che li avrebbe portati nei luoghi forse piu' ricchi e maestosi della Citta' , uccidendo e predando . Quali sentimenti , quali sensazioni , quali emozioni , se ne furono consapevoli , poterono nascere in questi barbari del nord europa e nello stesso Alarico alla vista delle innumerevoli meraviglie , delle gigantesche costruzioni , delle varie migliaia di statue di metallo e di pietra che abbondavano nella Roma antica dopo oltre 1100 anni di storia ? sicuramente ne ebbero una sensazione di trovarsi in una Citta' fatta non per uomini ma sede di Dei , forse ne ebbero paura e per questo motivo ne fuggirono dopo solo tre giorni di predazioni , sgomenti del fatto sacrilego compiuto e chiedendo perdono ai loro Dei , lo stesso Alarico probabilmente pentito di avere oltraggiato la Caput Mundi ne mori' di pena o forse di malaria , poco dopo in Calabria e fu sepolto nell' alveo del Busento uno sconosciuto fiume , fino ad allora , di quella terra .

Sotto la Porta Salaria prima della distruzione del 1921 ( purtroppo ! )

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Modificato da Legio II Italica
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Legio II Italica

Porta Asinaria oggi , dalla quale Alarico ed i suoi Visigoti uscirono , o meglio fuggirono , da Roma dopo tre giorni di veloce saccheggio , rei "confessi" del sacrilegio commesso . Esterno ed interno della Porta

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Druso Galerio

onestamente credo che nonostante sia plausibile una sorta di pentimento o rivalutazione delle proprie azioni da parte di Alarico, parlare di sgomento e relativa fuga siano immagini romantiche ma fallaci.

Piu' concretamente Alarico si sara' reso conto di aver in qualche modo ucciso, almeno x lui, la galluna dalle uova d'oro, intesa come possibilita' di lucrare avanzamenti di rango e terre per i suoi.

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Legio II Italica

Indubbiamente tutte le ipotesi sono valide , sia quelle materiali come indicate , sia quelle piu' "romantiche" , certo e' pero' che tutti i barbari "romanizzati" e non , anelavano ad avere i titoli e le cariche romane , sicuramente per un motivo anche economico , ma altrettanto perché riconoscevano in Roma e nelle sue istituzioni una guida per tutti i popoli

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karnescim

certo è che per molto tempo, persone e trasmissioni sono andate in cerca del famoso tesoro di Alarico, chissà mai se qualcuno lo abbia trovato, sempre sia esistito e sepolto con lui anzichè essere diviso fra i suoi

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Legio II Italica

La leggenda ci tramanda che Alarico fu sepolto con il suo tesoro , ma per tesoro va inteso quello personale non tutto il bottino preso a Roma che sara' stato enorme e di cui probabilmente una parte fu diviso tra i suoi Visigoti , nel fiume Busento dopo averne deviato momentaneamente l' alveo e dopo la sepoltura ripristinato nel suo scorrere originario ; la stessa leggenda ci dice che gli operai addetti a questo lavoro nel fiume furono tutti uccisi affinche' nessuno sapesse o ricordasse il punto esatto dove Alarico fu sepolto . Negli ultimi secoli furono compiute ricerche per individuare il punto della sepoltura e recentemente anche con l' aiuto di rilevatori di metalli , ma lungo i 16 Km della lunghezza del fiume non sembra sia stato trovato nulla ; tuttavia la leggenda credo non vada respinta senza condizione , sicuramente questa ipotetica deviazione con il luogo della sepoltura , non va ricercata nei punti dove il fiume scorre incassato tra le montagne , sarebbe stato impossibile fare una deviazione del fiume in queste condizioni ; quindi la ricerca del sepolcro andrebbe intensificata nei punti piu' pianeggianti dove sarebbe stato piu' agevole l' opera di deviazione , pero' per completare il quadro della situazione occorre prendere in considerazione anche altri due fattori , il primo e' quello di considerare che molto facilmente l' alveo attuale del fiume non corrisponde piu' con quello antico a causa di movimenti geofisici del terreno , terremoti , movimenti di faglie , smottamenti , ecc. , avvenuti nel corso di 16 secoli , per cui la possibile sepoltura oggi potrebbe essere ben lontana dal percorso attuale del fiume ; il secondo e' quello di immaginare il percorso seguito da Alarico una volta giunto in Calabria nelle vicinanze del guado del Busento presso il quale mori' , ora considerando che Alarico usci da Roma il 27 o 28 di Agosto , dovrebbe essere giunto in prossimita' di Cosenza con il seguito dell' esercito e dei carri entro Settembre quando il fiume sicuramente era quasi in secca e quindi piu' facile da guadare e deviare per fare posto al suo sepolcro , dopo circa 45/50 giorni dalla partenza da Roma , non potendo andare troppo a rilento per imbarcarsi per la Sicilia , per timore di una reazione romana e che sempre per questo timore non poteva procedere troppo vicino alla costa tirrenica per paura che la flotta romana o di pirati , che a quell' epoca infestavano i mari , potesse intercettarlo , quindi sicuramente si tenne nel viaggio piu' all' interno del territorio calabrese rispetto alla costa e probabilmente in un tratto interno del percorso del fiume puo' trovarsi , se esiste , il suo famoso sepolcro .

Sotto alcuni paesaggi e percorsi del Busento

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Modificato da Legio II Italica

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acraf

Non dimentichiamo che il fiume Busento è lungo in tutto 36 km e finisce immettendosi nel principale fiume Crati, all'interno della città di Cosenza.

Quindi l'area circostante il fiume non è molto ampia e in teoria relativamente facile da esplorare. Per una parte è un fiume incassato in profonde valli e quindi poco adatto ad essere deviato per immettersi nuovamente nel suo originario letto.

Soprattutto nel tratto terminale è circondato da costruzioni varie, per cui bisogna vedere se hanno ricoperto, magari senza rendersi conto, la tomba di Alarico.

Una possibilità per deviare il fiume è quella di sfruttare una sua ansa, da tagliare provvisoriamente, oppure una sua cofluenza con piccoli torrenti, senza però dimenticare la complessità delle rilevazioni dovute alle variazioni geologiche a seguito di terremoti, smottamenti, ecc. Poi esiste sempre la possibilità che la tomba non sia proprio presso il Busento, ma presso altri fiumi vicini.

Ma credo che negli anni il territorio sia stato molte volte esplorato, apparentemente senza risultati.

Mi sembra che i più appassionati in tali ricerche siano stati due fratelli, Natale e Francesco Bosco, i quali hanno ritenuto di poter focalizzare il luogo esatto della sepoltura.

Si sono concentrati sulla confluenza del Caronte con il Canalicchio (oggi poco più che un torrente).

Traggo un estratto da un articolo apparso su "Il Giornale" del 16 febbraio 2009

Il luogo è quello ideale perché si tratta di una vallata deserta che anticamente si trovava nella stessa direzione di un collegamento con il mare. In più Francesco e Natale Bosco hanno individuato una enorme croce scolpita sulla roccia (sicuramente opera dell’uomo) in una località il cui toponimo di origine gotica, «Rigardi», significa, appunto, «osservare con rispetto».

Dall’altro lato della vallata, all’interno di due grotte naturali a strapiombo nella roccia, hanno trovato un altare di probabile origine gotica scolpito un po’ rozzamente. Ma l’elemento ancora più interessante, che ha convinto i due appassionati di archeologia di aver scoperto davvero la tomba di Alarico, è che l’altare poggia su uno strato di sabbia di fiume (l’hanno fatta analizzare da un geologo) del tutto innaturale all’interno di una grotta calcarea di origine vulcanica. Stessa storia all’interno della grotta più piccola, dove anche a occhio ci si accorge di camminare su sabbia “riportata”. Nel corso degli anni, Natale e Francesco Bosco hanno tentato tutte le strade possibili e, ovviamente, legali per ottenere il permesso di scavare. Nulla.

Neppure un sopralluogo e i successivi accertamenti della locale Sovrintendenza archeologica hanno chiarito il mistero del tesoro di Alarico. I due fratelli calabresi non si sono mai dati per vinti: hanno rivolto suppliche alla presidenza della Repubblica, hanno chiesto l’intervento del ministero dei Beni culturali e della Sovrintendenza centrale. Ma tutti i loro tentativi si sono rivelati finora inutili. Come se un impedimento burocratico aleggiasse sulla vicenda impedendo di risolvere il giallo. Una cosa appare certa: anche se nella grotta non c’è il tesoro di Alarico, tutto fa pensare che si possa trovare qualche interessante testimonianza storico-archeologica. E allora, perché non autorizzare gli scavi? E pensare che basterebbero poche migliaia di euro per effettuare un elettro-sondaggio e scoprire se davvero sotto la sabbia, in profondità, si rilevano tracce di metalli...

Più recentemente, nel 2013, è apparso il seguente interessante link sulle principali ipotesi sulla presunta tomba di Alarico (la suddetta confluenza del Caronte col Canalicchio; il famoso tumulo di terra detto Cozzo Rotondo, vicino Bisignano; la collina del Castello dei Sanseverino di Bisignano; il Busento tra Mendicino e Carolei), con relative immagini.

http://www.globonews.it/la-leggenda-della-tomba-di-alarico/

Chi è di Cosenza conoscerà bene questi luoghi, spesso veramente intriganti.

Mi immagino che metadetectoristi abbiano più volte ripassato questi luoghi.....

Qualche cosentino sa di più? Resta il fatto che la locale Soprintendenza sembra molto inerte.....

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Legio II Italica

Considerando che la Tomba di Alarico non e' mai stata ritrovata , nonostante la ricerca sia iniziata dal XVIII secolo , almeno la prima storicizzata , puo' solo dimostrare quattro motivi , il primo , semplicemente che forse non esiste , il secondo , che sia stata cercata nei posti sbagliati , il terzo , come gia' spiegato nella mia prima disamina , che essa sia scomparsa per sempre a seguito di eventi geologici dovuti al territorio calabro estremamente soggetto , infine il quarto , da non scartare a priori , che il fiume contenente la tomba non sia il Busento delle fonti classiche , bensi il Basento , facile sbagliare o confondere nelle trascrizioni una u con una a , fiume della Basilicata che nasce dal Monte Arioso nell' Appennino lucano e che dopo 149 Km. sfocia nel Mar Ionio , uno dei tanti fiumi che Alarico avrebbe potuto incontrare , e morire , nel suo percorso , verso il sud Italia prima di entrare in Calabria , questo perché ritengo , ma e' solo un mio pensiero , pero' strategicamente valido , che Alarico nella sua fuga da Roma non abbia percorso strade conosciute vicine alla costa tirrenica , per i motivi gia' da me esposti in precedenza , ma che si sia tenuto nel percorso , piu' all' interno , rasentando o attraversando gli Appennini , in questo caso l' ipotesi di uno scambio di lettera tra il Busento ed il Basento potrebbe non essere una utopia . Poi mi fanno un po' sorridere quelle presunte montagne di oro e argento che sarebbero state sepolte insieme al corpo di Alarico , descritte da alcuni articoli giornalistici , come se il resto dell' esercito sia rimasto a guardare , a bocca asciutta , il sotterramento di tutto il tesoro trafugato a Roma , quello che eventualmente fu posto insieme al corpo fu solo il tesoro personale di Alarico , certamente non indifferente .

Modificato da Legio II Italica

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acraf

Quella di Basento lucana è una ipotesi alternativa, che ha una sua validità, già adombrata in questo link:

http://www.cosenascoste.com/sulle-tracce-del-tesoro-di-alarico/

Sicuramente il Busento (e pure il Crati) è stato letteralmente setacciato fin dal XVIII secolo, mentre il Basento, molto più lungo e in zone più inospitali, è meno noto.

In ogni caso esistono tecnologie, come l'ecoscandaglio unito a radar a penetrazione del sottosuolo, in grado di individuare aree che sono state alterate dalla mano dell'uomo. Ma simili indagini costano e possono essere applicate solo su pochi ettari di terreno...

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Legio II Italica

Grazie , non conoscevo questo sito internet , vedo con piacere che la mia ipotesi non e' l'unica , anche se l' autore non da spiegazioni sul perché il fiume possa essere il Basento anziché il Busento , comunque un bell' articolo anche se aulico .

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Legio II Italica

Personalmente , fa piacere aver suscitato interesse con l'argomento in essere .

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