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Arcano

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Salve ragazzi volevo sapere un informazione: poichè durante l'era imperiale a Roma si sono successi moltissimi imperatori io mi chiedevo se le monete di un imperatore una volta morto non avessero avuto + valore, ad esempio un denario di Augusto circolava ed aveva valore nel periodo in cui era imperatore ad esempio Nerone o Vespasiano o Marco Aurelio?

Mi affido a voi e grazie :)

Modificato da Arcano

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Certamente si, alla morte di un imperatore, le sue monete circolavano per molto tempo ancora; questo perchè il valore di ciascuna moneta era determinata dal contenuto intrinseco del metallo. Solo in alcuni casi le monete di alcuni imperatori perdevano temporaneamente valore per poi essere immediatamente riabilitate da una contromarca. E' il caso degli imperatori colpiti da Damnatio Memoriae ovvero Dannazione della memoria come ad esempio il famoso Nerone.

In realtà poi era difficilissimo praticare una efficace demonetizzazione visti i grandi confini dell'impero, dunque una moneta doveva avere valore fino a quando la sua usura ne consentisse ancora l'accettazione da parte degli utenti. Una prova concreta sono ad esempio i denari repubblicani che circolarono fino a Traiano che si preoccupò di ritirare per poi riconiare nuovi denari detti di "restituzione" oppure gli usuratissimi assi, dupondi e sesterzi da Augusto a Vespasiano che furono ancora riutilizzati dai Vandali incidendogli sopra i segni del valore in nummi.

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ciao Arcano, non vedo perchè un denaro avrebbe dovuto avere più valore dopo la morte dell'effigiato. Quello che conta è il peso e il titolo. Presumo che finchè non veniva distribuita la nuova moneta all'esercito, le monete vecchie continuassero ad essere tollerate, giusto per il valore intrinseco del loro peso. Dopodichè con il pagamento delle tasse e tributi vari venivano raccolte e fuse.

Attendiamo comunque contributi più qualificati ;)

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Certamente si, alla morte di un imperatore, le sue monete circolavano per molto tempo ancora; questo perchè il valore di ciascuna moneta era determinata dal contenuto intrinseco del metallo. Solo in alcuni casi le monete di alcuni imperatori perdevano temporaneamente valore per poi essere immediatamente riabilitate da una contromarca. E' il caso degli imperatori colpiti da Damnatio Memoriae ovvero Dannazione della memoria come ad esempio il famoso Nerone.

In realtà poi era difficilissimo praticare una efficace demonetizzazione visti i grandi confini dell'impero, dunque una moneta doveva avere valore fino a quando la sua usura ne consentisse ancora l'accettazione da parte degli utenti. Una prova concreta sono ad esempio i denari repubblicani che circolarono fino a Traiano che si preoccupò di ritirare per poi riconiare nuovi denari detti di "restituzione" oppure gli usuratissimi assi, dupondi e sesterzi da Augusto a Vespasiano che furono ancora riutilizzati dai Vandali incidendogli sopra i segni del valore in nummi.

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Wow risposta esaustiva grazie mille centurione :D

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ciao Arcano, non vedo perchè un denaro avrebbe dovuto avere più valore dopo la morte dell'effigiato. Quello che conta è il peso e il titolo. Presumo che finchè non veniva distribuita la nuova moneta all'esercito, le monete vecchie continuassero ad essere tollerate, giusto per il valore intrinseco del loro peso. Dopodichè con il pagamento delle tasse e tributi vari venivano raccolte e fuse.

Attendiamo comunque contributi più qualificati ;)

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Grazie mille anche a te, anche se io non avevo detto che un denario doveva valere di più, ho solo detto non avrebbe + avuto valore forse hai dimenticato di leggere il "NON". :P :P

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