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fra crasellame

GC
Ercole ed il Leone di Nemea

Inviato (modificato)

Con riferimento agli ultimi acquisti ed in particolare al bronzo AE18 di Alessandro vorrei condividere con voi alcune info riguardanti Ercole che indossa la famosa pelle leonina che troviamo nella maggior parte della monetazione di Alessandro al diritto e nel caso dei bronzi ove troviamo la clava con faretra ed arco al rovescio.

Giunto a Delfi, (Eracle) chiese al dio dove avrebbe dovuto dimorare. La Pizia lo chiamò Eracle allora per la prima volta: invece in precedenza veniva chiamato Alcìde. Gli rispose di stabilirsi a Tirinto, ponendosi al servizio di Euristeo per dodici anni, e di compiere le dodici fatiche che gli sarebbero state imposte, e disse che così, dopo aver portato a termine le fatiche, sarebbe diventato immortale. Udito ciò, Eracle andò a Tirinto e compiva quanto gli veniva imposto da Euristeo. Per prima cosa dunque gli comandò di portargli la pelle del leone Nemeo: questo era una belva invulnerabile, generata da Tifone. Giunto a Nemea e messosi in caccia dal leone, dapprima (gli) scagliò una freccia; ma quando s'accorse che era invulnerabile, afferata la clava, cominciò ad inseguirlo. Poiché quello si era rifugiato nella sua grotta a due uscite, (Eracle) sbarrò un'uscita ed attraverso l'altra giunse fino alla belva e, dopo avergli circondato il collo con una mano, continuò a stringere fino a soffocar(lo), e (poi), caricatolo sulle spalle, portò il leone a Micene.

Ps.-Apollodoro, Biblioteca II 5-1 passim

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La prima prova che Alcìde intraprese fu d'andare ad uccidere un gran Leone, che viveva nella foresta di Nemea sul monte Citerone. Uccidere un leone era cosa ordinaria per un uomo normale, ma uccidere il Leone di Nemea era riservato ad Ercole, perché questo Leone era superiore agli altri per la nobiltà della sua razza. Qualcuno dice che era disceso dal disco lunare (Anaxagoras), altri - tra cui Chrysermus (Lib 2 Rerum Peloponn.) - dicono che Giunone volendo nuocere ad Ercole "interessò" magicamente la Luna nel suo odio e che questa riempì un canestro di saliva e schiuma e che ne nacque questo Leone. Iris lo prese ttra le sue braccia e lo portò sul monte Ophelte, ove divorò lo stesso giorno il pastore Apesamptus, secondo il rapporto di Demodocus (In Rebus Heracleae). Questo Leone era invulnerabile, Ercole lo incontrò appena diciottenne. Scagliò contro il Leone molte frecce che non lo scalfirono, allora prese una mazza e lo colpì e lo fece a pezzi in seguito, senz'altro aiuto che le sue mani, dopo averlo spogliato della sua pelle che quest'Eroe portò finché visse.

Dom Antoine-Joseph Pernety - Les fables Egyptiennes et Greques

ae184nk.jpg

Heracles-nemee.jpg

Fonte Wikipedia

Modificato da fra crasellame

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Nemea

Il luogo del mito.

Il Santuario di Nemea era posto nella valle dell'Argolide. Il luogo secondo la mitologia prese il nome dalla figlia del fiume Asopo, o da Nemea, figlia di  Zeus e di Semele. Citato spesso nella mitologia greca. Nell'antica Grecia il santuario ha dimensioni molto varie, a seconda delle funzioni e dell'importanza. Gli elementi fondamentali, lo spazio sacro e l'altare, sono sempre presenti, invece possono mancare tutti gli altri, compreso il tempio, che ha solo la funzione di "casa del dio", cioè ricovero per la sua immagine. I santuari più importanti erano quelli panellenici, che avevano carattere sovranazionale ed erano riconosciuti da tutte le comunità. Si tratta di quelli di Olimpia (Elide) e di Nemea (Argolide), dedicati a Zeus; di quello di Delfi (Focide), sacro ad Apollo, presso cui era un celebre oracolo; di quello di Isthmia, presso Corinto, consacrato a Poseidone. A Nemea Eracle vi compí una delle sue 12 fatiche uccidendo il leone nemeo, con la pelle del quale si vestì. Il suo nome è legato alla celebrazione dei Giochi Nemei. A cadenza biennale, tra giugno e luglio, si svolgevano a Nemea i giochi  nemei o Nemee, celebrati in onore di Zeus Nemeo o dell'eroe locole Ofelte Archemoros. I giochi storicamente ebbero inizio nel  573 a.C. consistevano in gare ginniche, atletiche, equestri, musicali e poetiche.

Non posto di più ma potete leggere il seguito (molto interessante e corredato da belle foto) qui

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Ottimo fra, molto istruttivo... perche non inserisci qualcosa sulla monetopedia? :rolleyes:

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Molto interessante fra, grazie.

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Molto interessante Fra, ora la domanda che pongo è questa.

Ercole rappresentato nella monetazione di Alessandro è stato inciso sui conii dagli incisorin del tempo ad immagine e somiglianza del condottierio?

in Alcuni testi si dice che Filippo II fù il primo a far coniare monete con la sua immagine, sopratutto sui tetradrammi toviamo Zeus sul dritto con le sembianze di Filippo, Alessandro fece lo stesso?

lele

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Senza avere il conforto dei testi (che non ho ancora) credo di sì.

Aspetto comunque pareri più esperti :)

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