Maverick Inviato 2 Aprile, 2014 #1 Inviato 2 Aprile, 2014 Salve a tutti amici , premetto che questa è una monetazione che non tratto , in particolar modo , questa moneta da 5 centesimi del 1826 . Moneta che mi è stata regalata e che mi ha incuriosito molto . Lo stato di conservazione è molto basso , ho letto che se questa moneta ha una "P" in ovale ha un valore aggiuntivo , cosa mi sapete dire in merito ? Quanto quoterebbe in queste condizioni ? Io azzarderei 5 euro visto la scarsa conservazione :nea: Cita
Paolino67 Inviato 2 Aprile, 2014 #2 Inviato 2 Aprile, 2014 Mi pare sia un Genova, comune, non un Torino, non comune (si vede poco, ma pare essere P in incuso e ancora, mentre per Torino dovrebbe esserci una testina d'aquila). In questa conservazione in caso di una eventuale rivendita temo che nessuno ti darebbe più di un paio d'Euro. Cita
carpdiem79 Inviato 2 Aprile, 2014 #3 Inviato 2 Aprile, 2014 (modificato) confermo l'ottima vista di @@Paolino67 in basso e a destra del fiocco che lega i due rami c'è un' ancora e vista la conservazione il valore è solo storico Modificato 2 Aprile, 2014 da carpdiem79 Cita
Maverick Inviato 2 Aprile, 2014 Autore #4 Inviato 2 Aprile, 2014 @@Paolino67 @@carpdiem79 Grazie mille , avete chiarito questa mia curiosità , quindi è della zecca di Genova per via dell'ancora , peccato per la scarsa conservazione :nea: Cita
Paolino67 Inviato 2 Aprile, 2014 #5 Inviato 2 Aprile, 2014 In ogni caso a caval donato non si guarda... la conservazione! Cita
savoiardo Inviato 2 Aprile, 2014 Supporter #6 Inviato 2 Aprile, 2014 Poverina... Ha fatto il suo lavoro e ne ha pagato il prezzo! Sulle sue spalle tanti anni e tante mani... Valore storico.. Ma se il prezzo del rame continua a salire si puo' ancora sperare in qualcosa di piu'! ;) 1 Cita
PAPERONEdePAPERONI Inviato 4 Aprile, 2014 #7 Inviato 4 Aprile, 2014 Moneta che ha svolto piu' del dovuto il suo compito. Cmq da aggiungere tranquillamente in collezione. Ciao! Cita Awards
Luca Vezzaro Inviato 4 Aprile, 2014 #8 Inviato 4 Aprile, 2014 Paolino ha già pienamente inquadrato il pezzo. Se volessimo ricordare qualcosa della sua storia, che sicuramente tutti conosciamo ma che mantiene un suo interesse, potremmo dire che è un pezzo di Maurizio Veglia, da qui la MV al R, coniata a Genova (segno dell'áncora) sotto la direzione di Podestà. Nota di curiosità è il fatto che pur portando il millesimo 1826, questa moneta è molto probabilmente stata coniata tra il 1829 ed il 1831. Lo stesso decreto è del febbraio 1827. Va infine detto che questo conio è stato anche ripreso nel 1859 a Bologna da Vittorio Emanuele II. Questi pezzi, forse 11000 del 1859 ed altri 807682 l'anno seguente, si distinguono proprio per l'assenza dei segni di zecca e direzione. Ciò detto, pur essendo una moneta umile, se ha destato in te interesse significa che sta ancora, dopo quasi 200 anni, svolgendo una sua funzione. Ciao Inviato da iPad con App. Lamoneta.it 2 Cita
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