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Legio II Italica

Cavalleria persiana : il Catafratto sasanide

Risposte migliori

Legio II Italica

Spero di fare cosa gradita , in particolare a @@Cesare Augusto , forse studioso di storia persiana ; il raro passo sottostante e' tratto da : Heliodori , Aethiopicae , Historie , IX , 15 ; uno scrittore storico cristiano di Emesa o di Tessalonica di cui poco o nulla si conosce ; viene descritto l' aspetto , l' armamento e il combattimento di un cavaliere catafratto al tempo , imprecisato , delle guerre contro i Romani , forse presente lui stesso o raccontato da un anonimo testimone nell' imminenza di uno scontro .

" Il sontuoso apparato dei Persiani affascinava gli sguardi , le loro armature argentate e dorate illuminavano la pianura . Il Sole si levo' appena e i suoi raggi colpirono sul viso i Persiani . Si spanse dappertutto una luce indescrivibile che pareva sprizzare dalle armature stesse ; i Catafratti sono i migliori soldati dell' esercito persiano e la loro formazione di battaglia un muro incrollabile . Ecco la forma del loro armamento : l'uomo e' scelto e deve possedere un vigore eccezionale ; ha la testa coperta da un elmo chiuso tutto d'un pezzo che come una maschera rappresenta esattamente un volto umano e copre completamente la testa dalla cervice al collo , salvo gli occhi in modo da poter vedere . La mano destra e' armata di un Kontos piu' lunga di una lancia ordinaria ; la mano sinistra rimane libera per tenere le redini . Al fianco e' sospesa una sciabola ; il petto e tutto il corpo sono corazzati , cosi' e' fatta la corazza : delle placche di bronzo e di ferro quadrangolari e d'una medesima misura , sono legate tra loro per le estremita' e si incastrano come embrici le uno sotto le altre sia nel senso della lunghezza sia in quello dell'altezza in modo da formare una superficie ininterrotta . Esse sono nella faccia interna attaccate insieme mediante lacci morbidi . Ne deriva che sembra come una veste di scaglie che aderisce al corpo senza impedirlo e lo fascia completamente coprendo separatamente ogni gamba senza impacciare i movimenti perché puo' bene articolarsi . L'armatura e' provvista di maniche e va dal collo alle ginocchia , e' aperta soltanto all' altezza delle coscie per consentire all' uomo di montare a cavallo . Su tale corazza le frecce rimbalzavano , né c'era da temere alcuna ferita , il gambale va dalla punta del piede al ginocchio e si attacca alla corazza . Una simile armatura protegge anche il cavallo , le sue zampe sono avvolte in schinieri , la sua testa coperta di placche frontali , dal suo dorso pende lungo ciascun fianco un tessuto di lame di ferro che lo protegge lasciando tuttavia libera la pancia per non infastidirlo durante la corsa . Il cavaliere cosi' armato e per cosi dire infossato , inforca il cavallo , ma non vi sale da solo , bisogna che a causa del suo peso lo si sollevi . Al momento dello scontro abbandona le redini , da di sprone e si lancia di gran carriera e con grande frastuono sul nemico , simile ad un uomo di ferro o a una statua tagliata in un solo blocco che si mette in movimento . Il Kontos puntato orizontalmente , spinge lontano la cuspide , dalla parte del ferro esso e' sostenuto da un laccio attaccato al collo del cavallo , mentre l' impugnatura e' fissata alla sua groppa . In tal modo esso non cede all' urto , anzi aiuta la mano del cavaliere che altro non fa se non dirigere il colpo . Egli si piega e si inarca per procurare una piu' profonda ferita e il suo slancio e' cosi' impetuoso che egli trapassa tutto quello che si trova d'avanti , spesso trapassa con un sol colpo due nemici alla volta "

Questa la descrizione terrificante di un Catafratto persiano ; si comprende bene come una cavalleria composta di varie migliaia di questi "mostri" ferrati ingigantiti dalle armature metalliche , complete , potesse incutere terrore e sgomento negli avversari , formando al momento dello schieramento persiano una muraglia compatta e splendente , specialmente nei fanti nemici ; l' unica loro speranza era quella adottata un tempo passato dai Romani contro gli elefanti da battaglia , cioe' di aprire all' ultimo momento della carica , prima dell' impatto , dei corridoi entro cui fare transitare quel corpo di cavalleria , per poi aggredirli alle spalle , in quanto probabilmente la manovrabilita' e agilita' non doveva essere eccessiva visto il peso totale cavaliere piu' cavallo ; poi una volta colpito il cavallo da sotto la pancia , il cavaliere catafratto caduto a terra diventava facile preda dell' agile fante .

Le uniche rappresentazioni figurative sicure di un Catafratto , oltre a questa descrittiva , sono quelle degli altorilievi persiani , come la prima in foto , quelle posteriori sono tutte ipotetiche che prendono spunto da queste o di fantasia .

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Modificato da Legio II Italica

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Cesare Augusto

Buona sera al forum e grazie legio II Italica, sono informazioni preziose ed utili per chi come me si accinge a trattar dei Parti che due cavallerie utilizzavano; il rullo compressore della cavalleria pesante o catafratta e la leggera, di logoramento continuo ed assillante come ebbe a subirne Crasso nello scontro vicino a Carre; grazie ancora e buona serata

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Legio II Italica

Altra utile informazione sul modo di guerreggiare dei Persiani ci giunge da Plutarco , Vita di Crasso , 24 , 4 :

"Invece che con corni e trombe , i Parti usano infondersi coraggio , prima di attaccare , con dei tamburi che vengono percorsi contemporaneamente con martelli di bronzo , in vari punti del campo di battaglia . Se ne produce un cupo , terrificante fragore , pari al mugghio di una immensa mandria mischiato al rumore del tuono ; si direbbe che essi abbiano compreso che dei nostri sensi , l'udito e' il piu' facile a turbarsi e che i sentimenti suscitati attraverso di esso ci impressionano con maggiore efficacia e sconvolgono quasi il nostro intelletto . I Romani erano spaventati da un tale rumore quando i Parti , gettando quanto le copriva risplenderono improvvisamente nelle loro armature apparendo brillanti come una fiamma , con le loro corazze e i loro elmi di acciaio lucente di Margiana ed anche i loro cavalli risplenderono , coperti di ferro e di bronzo"

La regione di Margiana era nella parte orientale del regno partico , vicino alla Bactriana , da qui si estraeva ottimo minerale ferroso da cui si ricavava altrettanto ottimo acciaio , di qualita' migliore di quello in uso dai Romani al tempo di Crasso , inoltre erano famosi anche gli ottimi cavalli utilizzati dai Catafratti .

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