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Lo strano caso del penny in alluminio del 1974


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Nel 1973 il prezzo del rame era aumentato di molto e una moneta da 1 centesimo di dollaro USA era arrivata ad avere un valore intrinseco quasi pari al facciale, riducendo di molto il profitto della zecca. Di conseguenza, come spesso avviene in questi casi, si era deciso di cambiarne la composizione metallica in un materiale più economico.

Si era deciso per l’uso di alluminio: i nuovi penny avrebbero avuto lo stesso disegno e le stesse dimensioni di quelli in rame, ma colore diverso e peso molto inferiore (0.937g invece che 3,11g). Oltre un milione e mezzo di queste nuove monete furono battute nella zecca di Philadelphia con millesimo 1974, in quanto sarebbero dovute entrare in circolazione l’anno successivo. Alcune decine di pezzi furono tuttavia distribuiti in regalo ai membri del Congresso degli Stati Uniti d’America come omaggio.

Tuttavia la decisione di coniare i penny in alluminio suscitò non poche polemiche: i produttori di rame temevano di vedersi ridurre la domanda di questo materiale e quindi i loro profitti, i gestori dei distributori automatici si lamentavano per i costi necessari a modificare i loro meccanismi affinché accettassero le nuove monete e i medici sostenevano che l’alluminio è invisibile ai raggi X causando difficoltà in caso in cui un bambino avesse ingerito un penny. Inoltre nei mesi successivi il prezzo del rame riprese a scendere, rendendo conveniente continuare a coniare i penny in rame, cosa che continuò, come molti probabilmente sanno, fino al successivo aumento del prezzo del rame avvenuto nel 1982, anno a partire dal quale i penny vengono coniati in zinco e solo rivestiti da un sottile strato di rame.

Pertanto alla zecca di Philadelphia furono rifuse tutte le monete coniate e fu richiesto ai membri del Congresso di riconsegnare quelle che avevano ricevuto in omaggio. Tuttavia non tutti obbedirono, probabilmente dicendo che le avevano perse e alla fine 12-14 pezzi mancarono all’appello.

Un pezzo fu donato al celebre museo Smithsonian di Washington DC, in cui fa bella mostra nella Collezione Numismatica Nazionale, insieme ad altri celebri pezzi di enorme rarità, tra cui il dollaro del 1804, il Liberty Nickel del 1913 e la Double Eagle del 1933.

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Il 20 febbraio 2001 la rivista "Numismatic News" riporta la notizia della scoperta di un esemplare di questa rarissima moneta.

Un ufficiale di polizia, Albert Toven, fuori dal Rayburn House Office Building, ha visto un parlamentare, la cui identità non è stata resa nota, perdere un "dime" per terra. O meglio, quello che sembra a prima vista essere un "dime". Il poliziotto lo raccoglie, fa per ridarglielo, ma il parlamentare dice che se lo può tenere e così il poliziotto se lo mette in tasca. Una volta giunto a casa, però, si accorge che non è un "dime".

La moneta fu inviata all'azienda di perizie numismatiche ("coin grading", in inglese) ICG che la classificò AU58. Successivamente, però, PCGS la periziò come MS62. Questo esemplare è conosciuto come "Toven Specimen".

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Randy Lawrence, un agente immobiliare 56 enne di La Jolla, California, ma originario del Colorado in casa aveva un sacchetto con varie monete donategli da suo padre, ex sovraintendente alla zecca di Denver, ormai deceduto da decenni. In oltre 30 anni non ci aveva mai fatto caso del contenuto lasciandolo in giro per caso e anche quando recentemente si era trasferito dal Colorado alla California lo aveva tenuto in auto per un mese, insieme alle cianfrusaglie che si portano col trasloco.

Un giorno del gennaio 2014, però, gli è venuta la curiosità di guardare cosa c'era dentro. Rimasto colpito dalla presenza di un penny color alluminio e molto leggero, si è deciso di portarla da un negozio di numismatica.

Il proprietario del negozio e perito Michael McConnell dapprima lo ha scambiato per un falso ma poi ha capito che era reale. Ma non era uno dei 1.500.000 pezzi coniati a Philadelphia e poi quasi tutti rifusi ma è il primo e unico esemplare noto coniato nella zecca di Denver, col segno di zecca D.

Anche se ufficialmente le monete di prova erano state coniate tutte a Philadelphia, è così stato scoperto che alcuni, non si sa quanti, esemplari, erano stati coniati anche a Denver, seppur senza documentazione.

La PCGS lo ha periziato come MS63.

Edited by stf
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Lawrence aveva deciso di vendere la sua moneta all'asta e donare 100,000$ del ricavato totale (che, conoscendo il mercato americano riguardo le monete rarissime o uniche, possiamo facilmente intuire che raggiungerebbe le 7 cifre con facilità) ad un'associazione che si occupa dell'assistenza ai senzatetto.

Ma già un mese dopo, nel febbraio 2014, sia il proprietario della moneta che il gestore del negozio di La Jolla ricevono una lettera da un avvocato per conto della United States Mint, con la quale si richiede la restituzione della moneta, dicendo che non era mai stata emessa ed era stata rubata. Ovviamente i due si sono opposti e per sapere come andrà a finire bisognerà solo aspettare...

Ricorda tanto il celebre caso delle 10 Double Eagle del 1933 che un gioielliere di Philadelphia non sapeva di avere nella sua cassafrorte, di cui se ne era parlato in un'altra discussione tempo fa.

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luke_idk

Purtroppo sì... da collezionista di penny, ero sobbalzato quando avevo letto il titolo della discussione :D

La cosa strana è che gli americani amano molto inventare parole inglesi che siano soltanto loro e, poi, utilizzano una parola assolutamente British e neppure corretta per una cosa, questa sì, davvero americana :D

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