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antvwaIa

Un Onorio che forse non avete mai visto

Risposte migliori

antvwaIa

Se fosse davvero Onorio sareebbe un R5. E' è la prima volta che mi capita di vedere questo nummo!

Vediamo se c'è chi lo riconosce e lo discute...

t0tcop.jpg

PS) Non tirate in ballo che non ha la faccia da cavallo: non ce l'ha perché di zecca orientale!

Modificato da antvwaIa

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Mirko8710

Ciao Ant!

E' quasi senza dubbio un Onorio. La legenda si legge piuttosto bene, fortunatamente, nel punto chiave per comprenderlo.

Direi una Gloria Romanorum al rovescio con SMKA in esergo. Oltretutto ha persino il punto alla sinistra degli imperatori...è classificato R5 dal RIC al numero 405.

La tipologia a 3 imperatori è molto bella, ma questa a due, con Teodosio II, la trovo ancora più simbolica e affascinante.

Al D/ D N HONORIVS P F AVG.

modifica: cercando su vcoins ho visto due esemplari, ma nessuno con il punto!

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acraf

Finora ho visto recentemente un altro esemplare, di Rick, sul FAC (senza peso…):

post-7204-0-64189900-1408749949_thumb.jp

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antvwaIa

Sì, Mirko: è la stessa catalogazione che gli ho dato anch'io. Il nummo non è mio, ma di una collezione istituzionale il cui studio ci è stato incaricato (parlo quale portavoce del nostro Gruppo) e nella quale ci sono davvero molti nummi interessanti.

Bello l'esemplare di Rick! :)

Questo esempio serve anche a illustrare che coloro che prendono troppo sul serio i gradi di rarità del RIC sbagliano. Il RIC è e resta un'opera fondamentale e imprescindibile per lo studio (oltre che per la catalogazione) della monetazione imperiale: ma come tutte le opere enciclopediche, richiedono tempi molto lunghi per essere realizzate e quando finalmente sono partorite.... nascono già in parte obsolete.

La stessa cosa succede anche per il MEC che pur recente è molto superato in tantissimi aspetti, senza che per questa venga a meno il suo valore. Per esempio, il MEC ignora completamente l'esistenza della monetazione enea proto-visigota, un po' come avvenne con quella protovandala, della quale ci stiamo solo recentemente rendendo conto insieme a Manuel Pina (Mapila, l'autore di Tesorillo): "scoprendola" ognuno per conto suo e poi confrontandoci e accorgendoci di essere arrivati esattamente alle stesse conclusioni :)

Tornando al RIC, quando fu scritto non si tennero nel dovuto conto le collezioni private e i musei dell'Est europeo. Inoltre i piccoli bronzi del basso impero erano molto snobbati nei musei, per cui per lo più non erano neppure inventariati. Gli stessi nelle relazioni sui ripostigli erano classificati alla cazzo di cane e illustrati anche peggio! Oggi con la diffusione del web e anche grazie a eBay (fonte inesauribile e ricchissimi d'informazioni, anche se da evitare negli acquisti), le nostre conoscenze sui piccoli bronzi del tardo impero si è enormemente arricchita rispetto a quando Kent coordinò la stesura degli ultimi volumi del RIC: essi restano validissimi, seppur incompleti, per la catalogazione dei nummi, ma del tutto inaffidabili per quanto concerne l'indicazione della rarità.

Mi è sempre più chiaro che ciò che davvero interessa in una moneta antica è conoscere il suo contesto di ritrovamento Decontestualizzata, non importa quanto sia ben conservata e quale sia il suo grado di rarità: il suo valore numismatico è e resta compromesso.

Non posso che avercela con coloro che girano con il MD a caccia di "tesori" e che, purtroppo, a volte hanno anche la sventura (per la numismatica) di trovarli. Pochissime volte fanno il gesto doveroso di consegnarli alle Istituzioni: quasi sempre si affrettano a decontestualizzarli e a venderli. Per esempio, è quanto avvenne con un ripostiglio di circa 2-3000 nummi (vandali e imperiali: la voce che parlava di una quantità dieci volte maggiore è un'esagerazione!) databile alla metà del VI secolo ritrovato in Sardegna, a Terralba, alla metà degli anni '80: decontestualizzato, in parte venduto e caduto in mani incompetenti (sto tentando di ricostruirne la storia e di capire dove si trovi quel che resta di tale ripostiglio). Esso, studiato da coloro che sono in grado di farlo, sarebbe in grado di sciogliere molti enigmi sulla monetazione sarda. Ma purtroppo è stato trovato (e numismaticamente distrutto!) dalla persona sbagliata....

Modificato da antvwaIa
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