Legio II Italica Inviato 9 Febbraio, 2015 #1 Inviato 9 Febbraio, 2015 Per quale motivo dovrebbe esserci una relazione tra Cassio Dione e Cicerone ? non certamente temporale essendo le due Vite distanti tra loro di circa 250 anni .Quello che unisce Cassio Dione a Cicerone , non puo’ infatti essere il contrario , e’ il giudizio che il primo fa sulla figura umana del grande oratore , scrittore , politico e filosofo di Arpino .E’ un giudizio poco lusinghiero , che ovviamente non intendo ne’ contestare ne’ approvare , ma solo approfondire per tentare di capire meglio il giudizio negativo di Cassio Dione sull’ uomo Cicerone ; e’ difficile e sarebbe anche ingiusto sindacare l’ operato e il comportamento umano di Cicerone a distanza di oltre due millenni perche’ le circostanze dell’epoca in cui visse Cicerone furono gravi e particolari ; quindi possiamo solo leggere e farci un’ idea su cio’ che Cassio Dione , piu’ vicino ai fatti in cui visse Cicerone , esprime su di lui e di conseguenza lo giudica ; questo parere negativo su Cicerone nacque e si baso’ oltre che da scritti storici a lui precedenti , anche dai documenti di archivio , sui quali Cassio Dione certamente ebbe modo di informarsi , essendo un Senatore , aveva libero accesso ai documenti di Stato .Forse noi lontani posteri , dopo aver letto quanto scritto da Cassio Dione , possiamo ipotizzare e giustificare il comportamento di Cicerone , considerando l’ epoca in cui visse ; fu un’epoca storica drammatica , da crepuscolo della Repubblica , di feroci guerre civili , di tentati colpi di Stato , di aspiranti al potere assoluto , di secondi Triunviri : Antonio , Ottaviano e Lepido che si comportarono da veri despoti ed anche come spietati assassini ; in conclusione fu piu’ semplicemente , per noi lontani dai fatti ma di cui conosciamo l’ esito , un epoca di trapasso di un sistema politico : dalla Repubblica , al Principato .Trapasso di governo facile a dirsi , ma quante angosce , quante preoccupazioni per l’ avvenire , quante incertezze , quanti drammi , questo cambiamento ormai in corso e inevitabile per una Citta’ che ormai aveva creato un Impero troppo grande per poter essere controllato e guidato da un consenso di Senatori spesso in disaccordo tra loro per motivi politici e di convenienza personale , provoco’ e fu carico di conseguenze per il futuro , coinvolse tutti i Cittadini dai piu’ nobili e meno abbienti .Fu un epoca umana , tranne pochissime eccezioni , di voltagabbana , di tradimenti , di cambia bandiere , di delatori , a seconda delle convenienze politiche e private ciascuno si comportava secondo i propri vantaggi personali , comportamenti certamente discutibili , ma che si adeguavano all’ incertezza della propria vita e del domani .Cicerone in questo non ne fu esente , sebbene uomo di grande cultura , fu coinvolto dai fatti e dalle situazioni in continua e rapida evoluzione ; in questo clima di cambiamento politico epocale , Cicerone nel suo comportamento civico , si adeguo’ ai tempi in cui visse .Tutto questo , pare confermato a leggere Cassio Dione nella sua Storia Romana , in quanto fu giudice forse piu’ imparziale , in quanto lontano dai tempi in cui visse Cicerone , al contrario il Senatore e Console Quinto Fufio Caleno contemporaneo e avversario politico di Cicerone , nonche’ rappresentante dei Senatori ostili a Cicerone , in un lunghissimo discorso nel corso di una drammatica seduta del Senato , invei’ violentemente e ferocemente contro Cicerone ; ma quest’ultimo essendogli avversario apertamente e politicamente , puo’ essere stato nel suo giudizio meno imparziale , piu’ di parte ; quindi conoscendo il clima di terrore che aleggiava in quei tempi a Roma , deve essere considerato meno attendibile nel suo giudizio su Cicerone , rispetto a Cassio Dione .Cassio Dione , Storia Romana , Libro XXXVIII , Tomo XII-3“Clodio pertanto mise a tacere Bibulo , che al termine della sua carica si era presentato nel Foro e intendeva dopo la conferma del giuramento , fare un discorso sulla presente situazione politica ; poi mosse un attacco contro Cicerone . E poiche’ non riteneva cosa facile vincere un uomo molto potente in citta’ a causa della sua grande eloquenza , cerco’ di conquistarsi non solo l’amicizia del popolo , ma anche dei Cavalieri e dei Senatori , presso i quali Cicerone godeva di altissima stima . Sperava di abbatterlo facilmente , se avesse ottenuto l’ appoggio di costoro e veramente la potenza di Cicerone si basava piu’ sulla paura che incuteva , piuttosto che sull’effetto . Egli infastidiva moltissima gente coi suoi discorsi e coloro che erano aiutati non lo amavano tanto quanto lo odiavano quelli che venivano danneggiati . Infatti la maggior parte degli uomini sono piu’ disposti a sdegnarsi per i torti ricevuti che ad essere grati a qualcuno per i benefici , e credono di essersi disobbligati abbastanza con coloro che li hanno difesi pagando l’onorario, mentre sono tenaci nel vendicarsi in qualche modo contro coloro che li hanno offesi . Per questo Cicerone , cercando sempre di superare gli uomini piu’ potenti e usando verso tutti una violenta e stomachevole liberta’ di parola , si era acquistati acerrimi nemici , e questo perche’ teneva enormemente alla fama di uomo intelligentissimo ed eloquentissimo anche piu’ che a quello di uomo onesto . Per questi motivi ed anche perche’ era pronto a vantarsi piu’ di qualsiasi altro uomo , si credeva superiore a tutti e nei suoi discorsi e nel suo contegno di vita disprezzava tutti e non si sentiva affatto obbligato a seguire le regole normali del vivere , si rendeva fastidioso e odioso , ed era quindi malvisto e odiato anche da coloro che lo apprezzavano”Il brano di Cassio Dione riguardante la seduta del Senato nella quale il Senatore e Console , Quinto Fufio Caleno , seguace di Marco Antonio , attacca veementemente Cicerone , parteggiante di Ottaviano , sia come uomo in generale , sia come oratore , sia come scrittore e sia come filosofo , e’ straordinario come intensita’ e violenza dialettica , tipica dell’agone politico di quel periodo ; e’ pero’ un discorso troppo lungo per essere riportato integralmente , comprende ben 46 fogli , difficile a condensare in quanto spazia su tanti argomenti diversi , quindi chi fosse interessato all’ argomento ne consiglio senz’altro la lettura , anche se di parte , pero’ aiuta a capire il clima politico di quei tempi ; si puo’ leggere tutto il discorso di Quinto Fufio Caleno nel Libro XLVI , dal Tomo I al Tomo XXVIII compresi .Sotto due Denari repubblicani emessi dalla Gens Fufia e Tullia 4 Cita
Theodor Mommsen Inviato 9 Febbraio, 2015 #2 Inviato 9 Febbraio, 2015 (modificato) Mi complimento con @@Legio II Italica per aver avuto il coraggio di pubblicare un post sull'Arpinate (Arpinàs, con l'accento sull'ultima, alla faccia di chi dice che in latino l'ultima sillaba è sempre atona). Consiglio a chi, digiuno di storia letteraria, volesse avvicinarsi alla figura di Cicerone la lettura di Cicerone. La parola e la politica, di Emanuele Narducci e, per iniziare la lettura delle opere, suggerisco la Pro Milone: una delle più belle arringhe che siano mai state pronunciate (e infatti, per timore, non la pronunciò mai, causando la condanna di Tito Annio Milone). Modificato 9 Febbraio, 2015 da Theodor Mommsen Cita
Legio II Italica Inviato 11 Febbraio, 2015 Autore #3 Inviato 11 Febbraio, 2015 Mi complimento con @@Legio II Italica per aver avuto il coraggio di pubblicare un post sull'Arpinate (Arpinàs, con l'accento sull'ultima, alla faccia di chi dice che in latino l'ultima sillaba è sempre atona). Consiglio a chi, digiuno di storia letteraria, volesse avvicinarsi alla figura di Cicerone la lettura di Cicerone. La parola e la politica, di Emanuele Narducci e, per iniziare la lettura delle opere, suggerisco la Pro Milone: una delle più belle arringhe che siano mai state pronunciate (e infatti, per timore, non la pronunciò mai, causando la condanna di Tito Annio Milone). Salve @@Theodor Mommsen , grazie , perche' parli di coraggio ? dopo aver letto tanto sulle opere scritte da Cicerone mi e' venuta spontanea l' idea di scrivere due righe sull' argomento postato , ci sarebbe tantissimo altro , ma e' sufficiente avere esposto i due giudizi sull' uomo Cicerone , il primo di Dione , critico ma piu' distaccato , il secondo di Caleno , come acerrimo avversario politico ; ognuno ne tragga le proprie sensazioni , ciao . Cita
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