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Legio II Italica

La Testuggine romana

Risposte migliori

Legio II Italica

Tra le varie invenzioni di tattica militare romana spicca tra tante per originalita’ quella che a prima vista sembra una soluzione semplicissima , quasi ovvia a farsi , cioe’ la formazione a Testuggine , ma che al contrario non era cosi facile da immaginare e mettere in pratica ; infatti credo che non fu mai applicata in battaglia sia campale , sia da assedio , da nessun esercito prima dei Romani . Non conosco con certezza chi fu l’ inventore di questa strana , funzionale ed ermetica formazione tattica , potrebbe essere stato Marco Antonio nel corso delle sue guerre orientali , perche’ Cassio Dione ne parla come gia’ esistente in una di queste circostanze , atta a difendersi dalle frecce dei Parti , certamente se non fu Marco Antonio , fu un personaggio vissuto piu’ o meno in questa epoca di fine Repubblica , potrebbe essere stato anche Silla , Licinio Lucullo , Crasso o Pompeo Magno , quando Roma incrocio’ le sue armi con gli eserciti Orientali di Mitridate Re del Ponto , di Siria , di Armenia o dei Parti , molto abili nell’ uso e nel tiro con l’arco , loro principale arma di offesa . Cassio Dione credo sia stato il primo e forse unico scrittore a descriverci dettagliatamente come questa Testuggine era formata e come agiva in battaglia , cosa che vedremo sotto , inoltre sappiamo con certezza che la Testuggine , come formazione tattica , era in uso corrente al tempo di Traiano , infatti ne abbiamo una nitida rappresentazione in un momento cristallizzato sulla sua Colonna quando un gruppo di legionari assedia un Castellum dei Daci proteggendosi con gli scudi dagli oggetti lanciati dai difensori delle mura , appunto con questo tipo di formazione . Ora tralasciando le varie rappresentazioni piu’ o meno reali viste su film , documentari televisivi o raffigurate su libri , affidiamoci invece completamente alla descrizione fatta da Cassio Dione , contemporaneo dei fatti , inoltre Governatore di Provincia e Senatore , il quale sicuramente ebbe modo di osservare dal vivo come la Testuggine veniva formata e come agiva ; quindi non resta che leggere la sua descrizione .
Prima di concludere questa breve premessa , una considerazione di carattere militare ; quando i Romani dovevano per necessita’ affrontare e difendersi dagli arcieri o dai frombolieri nemici , prima del corpo a corpo con la fanteria avversaria , oppure se attaccati da forze di cavalleria catafratta , del tipo dei Parti che erano usi lanciare nuguli di frecce nel mucchio della fanteria avversaria , in questi due modi di offesa , impenetrabili pero’ ai dardi e ai proiettili in pietra , tramite appunto la formazione a Testuggine , riuscivano cosi’ a superare l’ effetto micidiale di queste due armi di offesa nemiche .

Da : Cassio Dione , Storia Romana , Libro XLIX , Tomo XXX

Descrivero’ adesso la testuggine e come essa si forma . Le bestie da soma , i soldati armati alla leggera e i cavalieri , vengono collocati nel mezzo dello schieramento ; una parte degli opliti armati di scudi oblunghi , cilindrici e cavi , si dispongono all’ intorno sui limiti estremi , a forma di quadrato e rivolti verso l’ esterno protendendo in avanti gli scudi , coprono tutta la massa . Gli altri , cioe’ quelli che hanno gli scudi larghi si raccolgono nel mezzo , tutti stretti tra loro , e alzando gli scudi a difesa propria e di tutti . In questo modo non si vede per tutto lo schieramento altro che scudi , e tutti sono al riparo dai dardi nemici , a motivo della compattezza della formazione assunta .
Tale formazione e’ cosi’ salda che sopra di essa si puo’ anche camminare e possono persino andare cavalli e carri , ogniqualvolta i Romani si trovano in luoghi cavi e stretti . Questa dunque e’ la forma che assume lo schieramento , e ha preso il nome di <<Testuggine>> per la sua robustezza e per il sicuro riparo che offre . I Romani vi ricorrono in due casi , quando si avvicinano ad una fortezza per conquistarla o quando circondati da ogni parte da arcieri nemici , si inginocchiano tutti contemporaneamente compresi i cavalli che sono stati ammaestrati a piegare le ginocchia e a distendersi per terra . Cosi’ fanno credere al nemico di essere sfiniti , quando poi si avvicinano i nemici si alzano all’ improvviso e li annientano

 

Questa la testimonianza e descrizione della Testuggine fatta da Cassio Dione ; a leggere il testo si capisce bene come le rappresentazione odierne siano semplicistiche e approssimative , infatti sembrerebbe da quanto letto che questa formazione di emergenza comprendesse non un solo piccolo reparto della Legione , ma tutto il complesso , cioe’ fanti , cavalieri , cavalli compresi e bestie da tiro , lasciando fuori solo i carri , protetti forse solo da un piccolo distaccamento della Legione ; insomma a vedere la formazione a Testuggine , da parte del nemico , doveva gia’ a vista incutere paura e terrore vedendo un enorme blocco compatto e inviolabile di scudi con all’ interno uomini pronti a colpire , senza ricevere offese .
Per quanto riguarda la Testuggine nel caso di assedio a citta’ nemica , questa manovra e’ meno chiara come movimento e come in realta' avvenisse , probabilmente doveva essere formata solo dai fanti che si avvicinavano protetti dagli scudi alle mura e una volta raggiunte le mura dalla prima fila si arrestava , poi con l'uso di picconi o di arieti forse minavano le mura , oppure tramite scale iniziavano la scalata alle mura , oppure , ipotesi meno plausibile , permettevano agli ultimi uomini della fila , quelli piu' lontani dalle mura , di salire sugli scudi di quelli piu’ vicini alle mura , sempre protetti dagli scudi e cosi’ via fino a formare una alta torre umana , raggiungendo infine i merli ; mentre i Legionari della Testuggine che avevano formato la base della torre umana , cioe' i piu' vicini alle mura , attendevano per entare l’ apertura delle porte della citta’ assediata . Doveva comunque essere una monovra di assedio congiunta con altri sistemi di assedio : arieti , catapulte , torri in legno ecc. in quanto la Testuggine da sola non credo avesse la capacita' di espugnare da sola un Castello o tanto piu' una Citta' nemica ; la sua forza principale doveva essere prettamente campale .
 

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Polemarco

@@Legio II Italica

Mi complimento ed aggiungo una "chicca".

"Il catasto degli annali dell'epoca Han inserisce nei primi anni dell'era cristiana, nella zona nordoccidentale della Cina, ... una città chiamata Li-Kien, il nome più antico che i cinesi aveno dato all'impero romano. Dunque, nel 36 a.c. Due generali cinesi, Kan Yen Shou e Ch'en T'ang assediarono vittoriosamente una città dell'Asia centrale occupata dagli unni, facendo prigionieri 145 mercenari stranieri. ... Si crede anche che stupirono i nuovi padroni con le innovazioni tipiche della tecnica romana, come la costruzione di palizzate per le fortificazioni e la formazione a testuggine, che i Cinesi chiamarono "formazione a scaglie di pesce". Il brano è tratto da "La via della seta" di Luce Boulnois (ed. 1993).

L'autrice cita il Prof. Homer H. Di S " cui va l'intero merito di questa notizia storica curiosa, ha dimostrato che quei mercenari erano probabilmente dei legionari superstiti della battaglia di Carre, qualcuno di quei diecimila prigionieri deportati dai Parti nell'estremo oriente del loro impe,Ro e che, anni dopo, evasi o forse venduti dai padroni, si ritrovarono a difendere una piazzaforte a seimila chilometri dal luogo in cui avevano subito la disfatta, nelle file degli Unni contro i Cinesi." Si aggiunge che probabilmente i legionari si erano uniti sul posto con donne cinesi o indigene di razza unna, tibetana o scita, e così conservato o tramandato la loro cultura militare.

Polemarco

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Legio II Italica

@@Legio II Italica

Mi complimento ed aggiungo una "chicca".

"Il catasto degli annali dell'epoca Han inserisce nei primi anni dell'era cristiana, nella zona nordoccidentale della Cina, ... una città chiamata Li-Kien, il nome più antico che i cinesi aveno dato all'impero romano. Dunque, nel 36 a.c. Due generali cinesi, Kan Yen Shou e Ch'en T'ang assediarono vittoriosamente una città dell'Asia centrale occupata dagli unni, facendo prigionieri 145 mercenari stranieri. ... Si crede anche che stupirono i nuovi padroni con le innovazioni tipiche della tecnica romana, come la costruzione di palizzate per le fortificazioni e la formazione a testuggine, che i Cinesi chiamarono "formazione a scaglie di pesce". Il brano è tratto da "La via della seta" di Luce Boulnois (ed. 1993).

L'autrice cita il Prof. Homer H. Di S " cui va l'intero merito di questa notizia storica curiosa, ha dimostrato che quei mercenari erano probabilmente dei legionari superstiti della battaglia di Carre, qualcuno di quei diecimila prigionieri deportati dai Parti nell'estremo oriente del loro impe,Ro e che, anni dopo, evasi o forse venduti dai padroni, si ritrovarono a difendere una piazzaforte a seimila chilometri dal luogo in cui avevano subito la disfatta, nelle file degli Unni contro i Cinesi." Si aggiunge che probabilmente i legionari si erano uniti sul posto con donne cinesi o indigene di razza unna, tibetana o scita, e così conservato o tramandato la loro cultura militare.

Polemarco

Grazie @@Polemarco anche per questa tua testimonianza . Avevo sentito parlare di questa notizia , non ricordo se letta o vista su Focus , potrebbe , perche' no , essere un fatto realmente accaduto ; se la citta' esiste ancora , magari con altro nome , qualche abitante attuale dovrebbe ancora avere nel suo DNA tracce diverse da quello della razza tipicamente orientale e forse anche in alcuni tratti somatici .

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Legio II Italica

In aggiunta alla segnalazione fatta da Polemarco ho rintracciato poco fa questo sito che nomina il fatto esposto :

CINESI CON DNA DA ANTICHI ROMANI

http://itacultura.forumfree.it/?t=53201799

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Polemarco

Gli scudi della tua testuggine mi consentono altra divagazione.

Ricorderete, quando si traduceva dal greco e dal latino, che la parte dello schieramento più importante era quella destra. A destra si poneva il condottiero o il suo comandante più abile.

Mi sono sempre chiesto il motivo della preferenza del "corno destro" (così nelle traduzioni).

Soltanto qualche anno fa leggendo "L'oplita, il legionario ed il soldato" ho trovato la ragione.

Lo schieramento oplitico prevedeva come armamento lo scudo e l'asta.

La spada si usava solo in casi disperati quando il nemico aveva rotto la formazione.

Se voi considerate il singolo soldato con lo scudo retto dalla sinistra e con l'asta nella destra, vi renderete conto che ciascuno dei combattenti era spinto a gettarsi sulla destra per trovare la protezione del prorpio emitorace destro presso lo scudo del compagno.

Poiché, all'inizio, lo scontro avveniva come nel rugby (il pacchetto di mischia) la spinta in avanti ed a destra provocava la rotazione dei due schieramenti.

Per evitare questo incresciosa rotazione, si era soliti schierare a destra i soldati più forti e quindi più capaci di contrastare la spinta laterale congiunta dei propri compagni di linea.

Da qui la maggiore capacità combattiva del corno destro in quanto formato dai più muscolosi.

Polemarco

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Legio II Italica

Da due passi della lunga storia romana , uno di Tito Livio , l' altro di Sallustio , forse anche di qualche altro scrittore romano prima di Cassio Dione , si capisce che la formazione a Testuggine ha origini antiche , sembra che inizialmente venne utilizzata solo per assedi , in seguito acquisi' forza maggiore in campagne campali ; un primo esempio di formazione "a testuggine" utilizzato dalla fanteria romana , fu ricordato da Tito Livio nel corso dell'assedio di Veio agli inizi del IV secolo a.C. . In questa situazione i soldati romani serravano le file e si avvicinavano tra loro , quasi fossero delle tegole di un tetto che ripara dalla "pioggia di dardi e frecce", sovrapponendo gli scudi, tenendoli di fronte a loro ed alzati sulle loro teste . Ovviamente la testuggine era una formazione lenta , che era spesso utilizzata negli assedi , per avvicinarsi alle mura avversarie , oppure in battaglia in campo aperto , quando si era circondati da ogni lato , come accadde nella campagna partica di Marco Antonio.
Viene ricordata ancora da Livio durante le guerre sannitiche o da Gaio Sallustio Crispo durante la guerra di Giugurta ; affinche' fosse efficace necessitava di grande affiatamento di reparto , coordinazione nei movimenti ed esercitazioni specifiche .
 
 
A proposito della "spinta destra" di Polemarco un altro passo di Livio dove dimostra come la formazione di attacco fosse sacra e inviolabile per tutti indistintamente : Nel 340 a.C. il console Tito Manlio Torquato punì il proprio figlio con la decapitazione , per aver disobbedito agli ordini , spingendosi con grande furore combattivo oltre le file romane e mettendo a rischio l'integrità del proprio schieramento , pur avendo i Romani infine vinto la battaglia ; guai ad uscire dalla formazione serrata della Legione repubblicana , come ci racconta Tito Livio , Libro VIII , tomo VII :

« Dal momento che tu , Tito Manlio, senza alcun riguardo per il comando dei due consoli e per l'autorità paterna , hai combattuto contro il nemico , contrariamente alla nostra disciplina , oltre le file dello schieramento e , per quanto è dipeso da te , hai allentato la disciplina militare , che fino ad oggi è stata alla base della potenza romana , [mancanza del testo] costituiremo un esempio doloroso , ma salutare per l'avvenire della gioventù romana »

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