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acraf

Un inedito della Symmachia

Segnalo la comparsa nella prossima asta di ArtCoins:

 

post-7204-0-86999400-1429091755_thumb.jp

 

Sicilia, Timoleonte (344-336), Dilitron, Siracusa, c. 344-336 a.C.; AE (g 29,04; mm 30; h -); ZEYΣ EΛEYΘEPIOΣ, testa barbata e laureata di Zeus Eleutherios a s., Rv. Astro con 8 raggi. CNS II, -; SNG Copenhagen -; SNG ANS -. Unico esemplare conosciuto, patina verde, fondi lavorati e lisciati, bb. La moneta è probabilmente l’unico esemplare conosciuto con questi tipi e fu coniata durante il regno di Timoleonte. Al diritto, c’è la testa di Zeus Eleutherios come su altri dilitra del generale Corinzio (cfr., CNS II, n. 80) ma al rovescio c’è l’astro con 12 raggi, simbolo della Symmachia: l’alleanza delle città Greche e dei popoli Italici con Timoleonte contro i Cartaginesi in Sicilia. Conosciamo una prova in piombo sulla quale ci sono i tipi della Testa di Aretusa e l’astro. Il Calciati la describe come una prova per una nuova dracma in bronzo, perciò questo dilitron è l’unico esemplare conosciuto che adotta l’emblema di Timoleonte e il simbolo della Symmachia.

 

A prima vista non sembra un falso, anche se la moneta mostra chiari segni di pulizia. Naturalmente servirebbe un esame dal vivo.

Si tratta di un tipico esempio di una emissione inedita che va valutata attentamente, anche per le ovvie implicazioni scientifiche.

Non c'è molto da aggiungere a quanto esposto nella nota del catalogatore.

Per completezza allego la prova in piombo presente nel Calciati e citata dal catalogatore (la stella non è propriamente simile):

 

post-7204-0-43123800-1429092251_thumb.jp

 

Qualche commento?

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È una moneta che a parer mio presenta delle incongruenze stilistiche, ponderali e temporali. Casualmente, salta fuori dopo averne parlato...

Mah...

Skuby

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Quando ho scritto "A prima vista non sembra un falso" era per provocare commenti in merito.

Ovviamente ho una mia idea personale, che coincide con quella di skubydu.

Anche a me pare una incongruenza e poi l'aspetto della moneta non mi persuade, per la presenza di zone che sembrano "cotte". Il tondello può essere antico, forse una dracma dionigiana con Stella e delfini, ma sembra riconiato con una temperatura troppo alta. Naturalmente per correttezza servirebbe un esame più diretto, ma sarebbe utile sentire il parere anche di altri esperti del settore.

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Nelle foto di Virzi c'e' qualche riscontro su questo pezzo?

E nelle carte Darpa ?

L ipotesi di una "prova" non mi convince

L'aspetto della moneta e' gradevole anche se, come evidenziata da Acraf, vi sono tracce evidenti di pulitura etc .

Quello che un tempo sarebbe stato salutato come un interessante inedito oggi va visto molto criticamente e attentamente e infine la provenienza non e' purtroppo una garanzia...

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Osservando meglio il bronzo la testa appare nobile bella ma i fondi sono molto e stranamente pasticciati. Sarebbe possibile ipotizzare un riconio su tondello antico? E quale sarebbe potuto essere il modello ?

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Me ne vengono in mente un paio, ma preferisco tenerli tali..

Skuby

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:)

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Il vero problema è che, per correttezza e anche onestà intellettuale, non è possibile liquidare su due piedi questo esemplare come  grossolano falso.

Come avevo accennato nel primo post, a priva vista (e le prime impressioni contano molto), non sembra una moneta così falsa.

Da quello che mi risulta, finora esiste SOLO questo esemplare, che quindi resta un UNICUM.

Per quello che si può vedere dalla foto, si capisce solo che la moneta è stata pulita da mani non molto professionali, e sembra che in origine la moneta fosse molto incrostata da duri sedimenti (inclusa la cuprite). Riguardando meglio la foto è possibile riscontrare una sottile frattura del tondello, sia al diritto sia al rovescio, che non appare essere stata pulita e genuina, con sedimenti ancora imprigionati. Per questo ho sempre sostenuto che servirebbe un buon esame dal vivo, magari con microfotografie di vari dettagli.

Se è autentica, chiaramente costituisce un importante argomento di ricerca, anche se alcune considerazioni nella nota del catalogatore di ArtCoins non sono condivisibili.

Inannzi tutto il catalogatore dice che la testa è quella Zeus Eleutherios e che compare anche su una serie del periodo timoleonteo a Siracusa (Calciati, II, n. 80):

post-7204-0-94141100-1429363350_thumb.jp

 

In realtà, a rigore, la testa del dilitron siracusano con cavallo impennante è sì a sinistra, ma con capelli lunghi (mentre sono corti nelle serie precedenti con Fulmine, ma dove la testa è rivolta invece a destra).

 

Inoltre la definizione della stella a 12 raggi come simbolo della Symmachia non appare corretta, non riscontrando su altre emissioni della Symmachia (a parte la misteriosa prova in piombo citata dal Calciati). In realtà la stella di questo esemplare di ArtCoins ha solo 8 raggi.

Sulla monetazione siceliota in grande modulo c'è solo il bronzo dei mercenari Campani, forse di Taormina, dove però la stella è a 16 raggi:

post-7204-0-75824300-1429364667.jpg

 

Quindi resta difficile spiegare questo inedito, anche ammettendo che sia un autentico inedito, apparentemente riconiato sopra la dionigiana Stella e delfini.

 

 

 

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post-35943-0-33100100-1444126398_thumb.j

 

Stessa Moneta nella prossima Asta Pecunem :

 

post-35943-0-17879700-1444126440_thumb.j

 

 

:shok:   :lol:  :lol:

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Sei grande per l'informazione!

Un modo elegante per non buttare la moneta direttamente nella spazzatura, dove meriterebbe di finire....

Resta il mistero del prezzo realizzato in aprile, 1100 euro (poco sotto la stima, ma sempre ragguardevole), per ritornare a meno di un decimo della stima originaria.

Forse chi l'aveva aggiudicato si era accorto di avere un falso e l'ha respinto al mittente, che però si ostina a rimetterlo sul mercato, nella speranza di guadagnare almeno un centinaio di euro.

Ma ho alcuni dubbi che fosse stata veramente aggiudicata in aprile....

In ogni caso una pietosa pagina del commercio numismatico....

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C'è n'est pas possible...

Vedete che danno stanno compiendo questi signori ?

E magari qualche studioso ci casca e pubblica come unicum questo bell'ibrido

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