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odjob

RIVISTE Panorama Numismatico maggio 2015

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odjob

Salute la rivista del mese di maggio,giunta al n°306 ci riserva i seguenti articoli:


 Gianni Graziosi, L’arte dell’illusione,Si parla di siti in cui si possono postare le illusioni ottiche effettuate tramite l'uso delle banconote.Il curatore della rubrica ci spiega prima l'illusione ottica e poi ci spiega ,anche tramite la pubblicazione di immagini relative al tema in oggetto,il significato di illusione ottica effettuato mediante l'ausilio di banconote,pazienza e ricerca del soggetto.

In copertina, Miti e leggende di Creta e monete con il labirinto di Cnosso.Da una discussione di questo forum a cui ho dato l'incipit è scaturito questo articolo di Giampiero Bertinetti che vede protagonista il labirinto sulle monete greche di Cnosso.Questo articolo è frutto delle conoscenze storiche e mitologiche dell'autore e degli spunti di altri utenti del forum a segno che si possono creare nei forum discussioni utili e belle derivanti dalla passione dei medesimi utenti. 


A pag.17 Isidoro Minniti ci parla di una"criptica "moneta salernitana Il follaro RVCATA,rararamente citata nelle fonti antiche
 
Riccardo Martina ci parla dei Quattrini napoletani per i Presìdi toscani, emessi da Ferdinando IV di Borbone nella Regia Zecca di Napoli.Egli fu il primo,dopo due secoli d'istituzione dello Stato dei Presidii,a coniare moneta propria di questo Stato
 
 
Jean-Claude Alcamo,a pag.25, scrive su Il trifollaro con il cavaliere di Ruggero, conte di Calabria, e la rappresentazione del vessillo della Santa Sede di Roma,analizzando questa tipologia monetale come non era stato fatto prima da altri studiosi di Numismatica e ponendo dei dubbi sulla sede di conio della medesima.
 
Roberto Costanzo presenta Due medaglie poco note della campagna di Carlo VI in Sicilia nel 1718-1720, entrambe celebrano le vittorie del sovrano germanico

A pag.35 troviamo l'articolo Monete della dominazione imperiale e pontificia a Modena (prima partescritto da Michele Chimienti, Guglielmo e Claudio Cassanelli,i quali analizzano attraverso la documentazione d’archivio le emissioni modenesi d'inizio XVI secolo.
 

Giuseppe Carucci scrive su L’ultimo dei Romanov, parlandoci della riforma del sistema monetario voluta da Alessandro III e le coniazioni del suo successore Nicola II, figura controversa e ultimo zar dell’Impero russo.

Per le Notizie dal mondo numismatico, si troverà il resoconto del 7° Convegno NIP  che si è svolto a Milano il 28 marzo scorso e che ha avuto per tema Aspettando l’Expo…

Inoltre, Una medaglia per il cinquecentesimo anniversario della Pala di San Francesco del Correggio, 1515-2015, ricorrenza celebrata con una medaglia coniata sia in argento che in bronzo.

 Per quel che concerne i libri pubblicati,questo mese troviamo la recensione effettuata da Gianni Graziosi sul libro"Le monete di Sabbioneta", di Lorenzo Bellesia

Per le Emissioni numismatiche, le coniazioni italiane 2014 delle serie “Flora” e “Fauna nell’arte”, “Italia delle arti” e “Compositori europei”.
 



 
-Grazie
odjob

Edited by Liutprand
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4mori

Come sempre anche questo mese si preannuncia un numero veramente interessante e ricco di curiosità, attendo con inpazienza la mia copia per poter commentare i vari articoli.

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odjob

Ho iniziato a leggere l'articolo "Miti e leggende di Creta e monete con il labirinto di Cnosso",ad un certo punto si parla di Delfi e di delfini e mi chiedevo se non ci fosse attinenza con l'etimologia del nome Delfi con il pesce

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apollonia
Supporter

Ho ricevuto il fascicolo di Panorama Numismatico con il mio articolo 'Miti e leggende di Creta e monete con il Labirinto di Cnosso' e ho visto che la copertina è diversa da quella preannunciata perché è stata scelta una miniatura medievale per illustrare il labirinto e, come moneta, un tetradramma con Apollo sul diritto e il labirinto nella stessa forma a spirale sul rovescio.

 

post-703-0-52660200-1430909137_thumb.jpg

 

apollonia

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apollonia
Supporter

Ho iniziato a leggere l'articolo "Miti e leggende di Creta e monete con il labirinto di Cnosso",ad un certo punto si parla di Delfi e di delfini e mi chiedevo se non ci fosse attinenza con l'etimologia del nome Delfi con il pesce

 

Secondo una leggenda, il patto di amicizia tra delfini e umani era stato suggellato dall'unione di Poseidone, signore del mare, con Melanto, figlia di Deucalione, alla quale il dio si era presentato con le sembianze di un delfino. Per questo motivo il figlio fu chiamato Delfo, da cui prese nome la città di Delfi - dove si trovava l'oracolo di Apollo - di cui era il re quando Apollo giunse a prenderne possesso.

 

L'origine di Delfi è legata anche ad Icadio, figlio di Apollo, in onore del quale l'eroe fondò la città di Patara e l'oracolo dedicato al dio. Durante un viaggio per mare la sua nave naufragò, ma un delfino lo trasse in salvo e lo trasportò fino ai piedi del monte Parnaso. Qui Icadio fondò la città che chiamò Delfi, in onore del delfino che l'aveva salvato.

 

 

apollonia

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maxbosi

La copertina é rossa, quella vista online era una prima versione, pubblicata per errore

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apollonia
Supporter

Vi sono vari miti e leggende sull’origine del nome della città di Delfi.

 

Secondo un mito Apollo, quattro giorni dopo esser stato partorito da Leto sull’isola di Delo, si liberò delle fasce e, già dotato di infiniti poteri, andò alla ricerca di Pitone, il serpentone figlio di Gea che per volere della gelosa Era aveva importunato e insidiato Leto quando cercava un luogo ove partorire. Apollo lo trovò a Delfi, di cui il serpente era custode, e lo uccise con un nugolo di frecce vendicando così sua madre e diventando lui il custode della città che divenne la sede del suo culto oracolare. Ma secondo una versione più antica del mito, Apollo avrebbe ucciso un serpente femmina di nome Delfina o Delfine, dal cui nome sarebbe derivato il toponimo Delfi/Delfo e, tra i vari epiteti di Apollo, quello di Apollo Delfinio.

 

Il delfino era sacro ad Apollo e questo spiega perché da questo animale si fa derivare il nome della città in diverse leggende.

 

Secondo una di esse, il patto di amicizia tra delfini e umani fu suggellato dall'unione di Poseidone, signore del mare, con Melanto, figlia di Deucalione, alla quale il dio si era presentato con le sembianze di un delfino. L’unione diede loro un figlio chiamato Delfo, dal quale prese il nome la città di Delfi.

Secondo un inno omerico, Apollo, per l’occasione trasformatosi in delfino, scortò e protesse una nave di mercanti cretesi diretti a Pilo dirottandola verso Crisa, il porto del luogo nel quale sarebbe poi sorto il santuario e dove egli aveva già ucciso il serpente che ne era il custode. Da delfis (delfino) prese il nome la città di Delfi e i primi sacerdoti del santuario di cui Apollo era divenuto custode furono appunto i marinai cretesi scelti da lui.

Secondo un’altra leggenda l'origine dei Delfi è legata a Icadio, mitico figlio di Apollo e della ninfa Licia, che in onore del padre fondò la città di Patara con un oracolo a lui dedicato. Durante un viaggio per mare verso l’Italia la nave di Icadio naufragò, ma un delfino lo trasse in salvo e lo trasportò fino ai piedi del monte Parnaso, dove fondò la città che chiamò Delfi come atto di riconoscenza per il suo salvatore.

 

 

apollonia

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odjob

"Il trifollaro con il cavaliere di Ruggero, conte di Calabria, e la rappresentazione del vessillo della Santa Sede di Roma"

 

Interessante questo studio sul trifollaro di Mileto fatta da Alcamo con le considerazioni sullo stendardo portato dal"cavaliere"al dritto.

 

Una delle peculiarità delle monete antiche ben conservate è quella di consentire agli studiosi di Numismatica di decifrare,come in questo caso,l'ambito storico in cui sono state coniate e cosa effettivamente si voleva raffigurare su di esse.

 

--Salutoni

-odjob  

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demonetis

Ho letto l'interessante articolo di Riccardo Martina sulle monete per i Reali Presidi. Articolo ben curato: complimenti all'autore.

Vorrei però dissociarmi dalle conclusioni del Fanciulli sui motivi che hanno mosso il Re a emettere moneta. A mio avviso, Ferdinando ha adottato una scelta meramente politica: rammentare ai suoi sudditi - assai distanti dal Regno - chi fosse il loro sovrano. Se il Re avesse voluto (come sostiene il Fanciulli) premiare la fedeltà degli abitanti avrebbe adottato dei provvedimenti in loro favore, e non l'emissione superflua di nuova moneta.

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francesco77

@@demonetis secondo me Ferdinando IV lo fece per "pubblicità"

 

xxxxxxx .......... xxxxxxx

Edited by odjob
dissentire è lecito ma non sbeffeggiare un utente,oltretutto senza addurre alcuna spiegazione

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odjob

In riferimento all'articolo"Monete della dominazione imperiale e pontificia a Modena"mi è piaciuto leggere le complesse ed alterne vicende storiche che avvolsero Modena nel periodo in studio,ma pur non essendo la monetazione da me studiata ho avuto modo di ammirare monete modenesi di difficile apparizione sul mercato numismatico.

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4mori

Arrivata oggi la copia di Maggio, da un primo sguardo posso dire che ci sono articoli di sicuro interesse, sono curioso e penso che partirò dall'articolo sulla monetazione per lo Stato dei Presidi, dopo la lettura comunque esprimero un parere anche sugli altri articoli.

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4mori

Ho letto l'articolo sullo Stato dei presidi, uno Stato in uno Stato, con monetazione sicuramente non propria, vista la natura commerciale del porto di Orbetello, ed in fine le uniche coniazioni di questo particolare Stato, che devo dire sono molto particolari.

 

Complimenti all'autore dell'articolo.

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Reale Presidio

@demonetis @4mori

 

Vi ringrazio molto per l'interesse con cui avete letto il mio articolo sui quattrini di Orbetello e per i graditissimi e apprezzati complimenti.

 

Nel diritto di replica che mi spetta, posso solo aggiungere alle vostre puntuali osservazioni, che nel pezzo ho inteso far risuonare l'amore che l'indimenticato Mons. Pietro Fanciulli ha sempre manifestato per la nostra meravigliosa terra della Costa d'Argento. Benché conosciuto e stimato come sacerdote e matematico (potete leggere la sua biografia su wikipedia), a lui si deve anche una imponente opera letteraria frutto di accurate ricerche documentarie d'archivio, la Storia documentaria dei Reali Presidios di Toscana in 4 volumi. Un capitolo di questa opera, rivolta ad un ristretto pubblico di addetti ai lavori e presumo quasi sconosciuta in ambito numismatico, è dedicato alla monetazione dei Presìdi, nel quale viene proposta la teoria che ho riportato nella mia sintesi.

E' indubbio che l'ipotesi dell'esigenza di immettere circolante, rimarcando simultaneamente la propria sovranità nell'enclave toscana, sia la più accreditata - anche perché sostenuta da autorevoli studiosi quali la Vanni nell'opera "Zecche d'Italia" a cura di Lucia Travaini - ma rimane comunque insoluta la vexata quaestio: perché nei precedenti 230 anni nessun sovrano spagnolo-napoletano sentì la necessità di immettere moneta di conto con la propria effigie nei domini toscani? Ed ecco che Fanciulli, propone l'affascinante ipotesi "celebrativa" di una emissione ad hoc per quello staterello così lontano ma così fedele alla corona!

D'altronde, un eventuale intento autoreferenziale (o pubblicitario, come spiritosamente detto da @odjob) non striderebbe con una più auspicata politica riformista rivolta a favorire le condizioni di vita della popolazione (@demonetis) che, dai documenti, non risultavano particolarmente arretrate o svantaggiose. Anzi, la classe governante burocratica e militare, spagnola prima e napoletana poi, risultava ben integrata e ben accetta dalla popolazione locale.

Concludo quindi cullandomi sull'iilusione che Re Ferdinando IV, in occasione del suo viaggio in Etruria nel 1785, abbia ammirato e sia rimasto affascinato dalla bellezza unica di quei luoghi, del Monte Argentario, delle sue acque, della sua natura e delle "sue" fortificazioni!

Edited by Totila

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4mori

Sicuramente questo argomento non è conosciuto ai più e rimane un po di nicchia anche nell'ambito numismatico, ma le riviste come questa servono anche a divulgare argomenti che un appassionato non conoscerebbe mai senza la divulgazione e l'interesse che ogni persona prova per la propia terra e per le propie radici storiche, ecco perchè tale articolo è sicuramente interessante ed allo stesso tempo utile alla divulgazione della numismatica tutta.

 

Io da appassionato di numismatica della Sardegna potrei raccontare lo stesso una vicenda molto intrigante su una pesunta moneta mai vista fin ora, questo perchè ciò che spinge un appassionato di numismatica è anche l'attaccamento alle propie radici.

 

Conoscevo lo Stato dei Presidi perchè facente parte come la Sardegna dell'Impero Spagnolo, ma non conoscevo la sua monetazione.

 

Ora grazie anche all'articolo di @ mi sento la mia cultura arricchirsi di più.

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4mori

Ho finito ieri di leggere il numero di Maggio, ho trovato molto scorrevole l'artico "Miti e leggende di Creta" veramente bello, interessante come sempre la rubrica selle prossime aste dove vengono presentati delle bellissime monete che finiranno all'incanto nei prossimi mesi, altrettanto intrigante è la storia dell'ultimo Zar di Russia e della brutta fine fatta da Nicola II.

 

Insomma tutti bellissimi articoli, come sempre un ottima lettura.........................

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