volterrano50 Inviato 18 Agosto, 2015 #1 Inviato 18 Agosto, 2015 In merito al tesoro di 498 solidi di Sovana faccio presente che ancora aspettiamo l'uscita della pubblicazione del Dr. Arslan ma nel frattempo posso assicurare che i 498 solidi sono stati tutti fotografati e decifrati in Soprintendenza a Firenze e pertanto tutelati. Ho fatto un ipotesi sul seppellimento del ripostiglio che ritengo interessante ed è la seguente: Un’ipotesi sull’occultamento del tesoro. Arles Milano Ravenna Roma Costantinopoli Tessalonica Onorio 2 28 1 Valentiniano III 3 35 25 2 Petronio Massimo 1 Maggioriano 1 1 Libio Severo 11 2 10 Antemio 29 9 43 Glicerio 1 Giulio Nepote 5 7 6 Romolo Augusto 4 1 2 5 Teodosio II 1 51 1 Pulcheria 1 Marciano 33 1 Eudoxia 1 Leone I 131 9 Maggioriano per Leone 1 Libio Severo per Leone 4 3 Ricimero per Leone 2 Antemio per Leone 2 2 Leone I e Leone II 1 Leone II e Zeno 6 Zeno 2 Ariadne 1 Basilisco 6 Giulio Nepote per Basilisco 1 2 Basilisco e Marco 2 9 64 85 91 238 11 Dall’analisi della composizione del tesoro, che copre i primi tre quarti del V secolo d.C., si nota che circa la metà delle emissioni appartengono alla zecca di Costantinopoli. Molto probabilmente questo flusso di monete poteva giungere a Ravenna sede dell’Impero d’Occidente. Si può notare inoltre che le emissioni a noi più vicine non vanno oltre il 476 d.C. data della caduta dell’Impero d’Occidente. Sappiamo che nel settembre del 476, Odoacre detronizzò Romolo Augusto e lo mandò in esilio a Napoli. Ora se analizziamo il percorso della corte imperiale di Romolo Augusto per arrivare a Napoli, vediamo che la via più logica e breve sarebbe la seguente: Ravenna, Cesena, Sansepolcro, Arezzo, Torrita di Siena, Chiusi, San Casciano dei Bagni, SOVANA, Porto Ercole e da quest’ultima località l’imbarco per Napoli. Va anche ricordato che Sovana nel V secolo d.C. era un crocevia importante per il commercio, in quanto era in prossimità della via Cassia che da Roma portava a Firenze e come abbiamo visto dal mar Tirreno all’Adriatico. Vista la rilevanza del tesoro viene da pensare che potrebbe essere appartenuto ad un personaggio di rango della corte imperiale e che una volta giunti a Sovana, cause di forza maggiore l’hanno consigliato a occultarlo, nella speranza poi di rientrarne in possesso, cosa che evidentemente non è avvenuta o per la morte dello stesso o più probabilmente per l’impossibilità a tornare a Sovana, territorio sotto il dominio barbarico. Mi piace la seconda ipotesi in quanto la leggenda di un tesoro di San Mamiliano è rimasta viva in Maremma per quindici secoli, tanto che Alessandro Dumas la fece propria e la inserì nel suo romanzo “Il conte di Montecristo”. San Mamiliano morì il 19 ottobre del 460 d.C. a Montecristo dove si era ritirato e fu adottato come patrono dalla diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello ed il suo culto si propagò in tutta la bassa Maremma e nell’arcipelago toscano. Pertanto la leggenda che parlava di un tesoro di San Mamiliano sepolto sotto l’altare del santo aveva una parte di verità, ma i luoghi erano tanti dove cercare, fino a quel fatidico giorno del 2004 nel quale gli archeologi della Soprintendenza della Toscana l’hanno riportato alla luce. 6 Cita
adelchi Inviato 2 Aprile, 2017 #2 Inviato 2 Aprile, 2017 È stato pubblicato qualcosa di ufficiale recentemente? Qual'è lo stato degli studi? Grazie a chi vorrà informarmi. Saluti . ADELCHI. Cita
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