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Claudius

Senato Romano: Cinquina

Risposte migliori

Claudius

Ciao

vi sottopongo questa cinquina (Muntoni 79)

Mi meraviglia un pochino quel leone, simbolo abbastanza inusuale per la città di Roma, è forse un riferimento a qualche famiglia particolare? Che so' per esempio i Pierleoni, oppure ha un altro significato?

Cinquina perchè valeva cinque cosa? Denari?

Il peso è attorno agli 1,24 grammi

post-1465-1159103156_thumb.jpg

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rcamil
Mi meraviglia un pochino quel leone, simbolo abbastanza inusuale per la città di Roma, è forse un riferimento a qualche famiglia particolare? Che so' per esempio i Pierleoni, oppure ha un altro significato?

Cinquina perchè valeva cinque cosa? Denari?

155850[/snapback]

Ciao la denominazione cinquina viene appunto dal valore di 5 denari paparini (pari a 4 denari provisini), così recita il Muntoni ;)

Quanto al leone non credo sia da riferirsi ad una famiglia dato che compare sulla monetazione del Senato per tutta la durata delle emissioni.

Ciao RCAMIL B)

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Paleologo

Ho cercato anch'io una giustificazione alla presenza del leone su queste emissioni ma per ora niente di concreto. La migliore spiegazione che ho al momento è un generico riferimento a un simbolo di maestà e autorità.

Ciao, P. :)

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Claudius

Ciao

grazie Rcamil e Paleologo.

In effetti il Leone è stato usato un po' da tutti come generico simbolo di potenza, anche se a Roma meno che in altri posti.

Considerato che si trattava di emissioni senatoriali romane, che per certi versi si ispiravano, almeno come titoli, alla antichità classica, ci avrei visto più logicamente la lupa, che invece non compare...

Bizzarrie medievali.....

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Paleologo
Considerato che si trattava di emissioni senatoriali romane, che per certi versi si ispiravano, almeno come titoli, alla antichità classica, ci avrei visto più logicamente la lupa, che invece non compare...

156236[/snapback]

Esattamente... Chissà che la spiegazione non si possa trovare in una forma di imitazione, come per il pettine sui denari provisini? Quali sono le prime emissioni su cui compare il leone? Indagate gente, indagate... ;)

Ciao, P. :)

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Paleologo

Diavolo di un Claudius! mi hai messo una bella pulce nell'orecchio... :)

Sono andato a verificare sul Berman e ho notato che le prime monete conosciute su cui compare il leone sono grossi e mezzi grossi in argento battuti a nome di Brancaleone degli Andalò, nobile bolognese che fu senatore e capitano del popolo verso la metà del duecento. Questo ha scatenato in me una serie di illazioni...

1) E' possibile che il senatore avesse un leone come insegna araldica? Direi che è probabile, dato che ce l'aveva anche nel nome e che all'epoca gli stemmi erano ancora personali più che familiari... In quanto massima autorità cittadina dell'epoca, Brancaleone avrebbe potuto benissimo battere moneta raffigurante il proprio animale araldico. Sembra tra l'altro che fosse un tipo decisamente bellicoso e autoritario, ce lo vedo bene a scegliersi un leone come insegna.

2) In tutta l'Europa medievale il fatto che una moneta fosse accettata come "buona moneta" (di buon metallo, con peso e finezza ragionevolmente costanti) era essenziale, dato che il suo valore di scambio era dato dal contenuto intrinseco di metallo prezioso. Quindi la riconoscibilità era importante, e sicuramente a questo scopo valeva più l'immagine che la legenda, visto che ben pochi sapevano leggere. Di conseguenza troviamo esempi di tipi monetali invariati per secoli e anche tipi di imitazione, come gli stessi denari provisini del senato romano o le imitazioni "ufficiali" balcaniche di monete veneziane. Quindi non vedo niente di strano nel fatto che la raffigurazione del leone sia stata mantenuta anche su monete battute a nome di personaggi posteriori, una volta che il tipo fosse stato diffuso e accettato (quelli di Brancaleone sono i primi grossi e mezzi grossi battuti a Roma, almeno quelli conosciuti).

Purtroppo queste sono solo ipotesi, per le quali non ho trovato nessun riscontro. E' possibile che anche le monete con il leone siano tipi di imitazione come i denari provisini. All'epoca a Roma circolavano monete di tutta Europa, portate dai pellegrini. Ci vorrebbe un esperto di numismatica medievale per dirimere la questione. Si convochi il consiglio di facoltà di lamoneta! ;)

Ciao, P. :)

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Paleologo

Aggiornamento: nella Cronica dell'Anonimo Romano che descrive vita e opere del grande e sfortunato Cola di Rienzo, si fa riferimento al leone (suppongo una statua) che si trovava in Piazza del Campidoglio, e presso il quale venivano pronunciate le sentenze capitali. Ci troveremmo quindi di fronte a un simbolo specificamente romano dell'amministrazione della giustizia. Questo potrebbe essere il leone raffigurato sulle monete.

La ricerca continua, urge il sostegno degli appassionati di monetazione medievale...

Ciao, P. :)

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Giovenaledavetralla

E si fece proprio una brutta fine...trucidato. :(

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Paleologo
E si fece proprio una brutta fine...trucidato. :(

164615[/snapback]

...il suo corpo fu smembrato e "non ne rimase cica" :o

P. :)

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Claudius

Grazie Paleo :)

ma sei proprio un "mastino" ;) hai la vera stoffa dello storico!!! :D

Anche l'iposesi Brancaleone non è tuttavia da scartare, anche perchè il periodo storico di questa emissione più o meno coincide

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Paleologo
ma sei proprio un "mastino"  ;)  hai la vera stoffa dello storico!!!  :D

164797[/snapback]

Grazie Claudius, questo lo considero davvero un gran complimento :D

Magari tra qualche anno, per combattere l'avanzare dell'alzheimer :P mi ci dedicherò in modo più "professionale"...

Comunque l'indagine continua!

Ciao, P. :)

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Paleologo

Riesumo questa vecchia discussione perchè approfittando del fine settimana lungo concesso dai Santi Patroni ;) ho avuto occasione di dedicare qualche ora a un bel librone di storia dell'arte intitolato "ROMA NEL DUECENTO. L'arte nella città dei papi da Innocenzo III a Bonifacio VIII" a cura di Angiola Maria Romanini, ed. SEAT, Torino 1991. Si tratta di una raccolta di saggi di livello universitario, tra cui "L'architettura tra il 1254 e il 1308" di Marina Righetti Tosti-Croce contiene il passo che potrebbe dire una parola finale sull'argomento di questa discussione (e che purtroppo è l'unica citazione di argomento numismatico di tutto il libro). Scrive l'autrice a proposito dei grossi in argento battuti durante il senatorato di Brancaleone degli Andalò, e che qui vengono chiamati grossi romanini:

Il leone era già stato associato alla città fin dal XII secolo: Onorio di Autun scrive infatti "Antiqui civitates secundum praecipuas feras ob significatione formabant. Unde Roma formam leonis habet, quia ceteris bestiis quasi rex preest" e una rappresentazione grafica dell'immagine letteraria è data nel Liber Historiarum Romanorum, codice della fine del XII secolo dove la città è rappresentata come un leone passante, a fauci aperte e coda alzata e la scritta "Roma edificata a muodo de lione".

Ma il simbolo del leone viene recuperato da Bancaleone anche in modo più monumentale e allusivo; un gruppo classico raffigurante un leone che azzanna un cavallo viene posto sotto la loggia del nuovo palazzo comunale dopo la vittoria del 1254 sul rivale comune di Tivoli. Simbolo del comune tiburtino era il cavallo ed ecco perchè Brancaleone sfrutta abilmente il pezzo classico a fini politici, nell'esaltazione del Comune di Roma.

Si tratterebbe quindi di un simbolo interamente legato all'immaginario medievale (la città in forma di leone quale simbolo di dominanza) ma senza nessun collegamento con le specifiche imprese di questa o quella famiglia.

Ciao, P. :)

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Giovenaledavetralla

c'era anche un Leone sulle monete degli orsini-colonna.

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Paleologo
c'era anche un Leone sulle monete degli orsini-colonna.

243500[/snapback]

Ciao Giove, a quali monete ti riferisci? Per quello che mi ricordo lo stemma Orsini aveva una rosa e un'anguilla, e quello dei Colonna, una colonna (ma va?)

Ciao, P. :)

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Paleologo
A questa:

243530[/snapback]

Ho capito :)

Sono le cosiddette "emissioni senatoriali", non del tutto anonime nel senso che i tipi sono quelli anonimi comunali con il leone e Roma in trono (senza alcun riferimento al papa regnante come autorità emittente) però riportano nell'armetta in basso gli stemmi familiari dei senatori in carica (in questo periodo la carica aveva in genere durata annuale). In questo caso ci sono Colonna e Orsini, due delle famiglie storicamente più importanti a Roma, il che dimostra chiaramente come i baroni avessero ripreso abbondantemente fiato dopo le "mazziate" del primo periodo comunale. Il leone è "in maestà" (con lo sguardo rivolto all'osservatore) come segno di dignità regale, mentre prima era solo passante; questo se non ricordo male divenne la norma dopo che il papa aveva affidato più volte la carica senatoria agli angioini di Napoli (prima Carlo, poi Roberto).

A proposito Giove, da dove è presa l'immagine?

Ciao, P. :)

P.S. Grazie Claudius ;)

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