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VALTERI

F I I S

Risposte migliori

VALTERI

Una moneta , che ho visto recentemente da una asta Tkalec di Febbraio 2001 , al lotto n. 9  :  dracma incusa di Poseidonia ( gr. 3,34 = De Luynes 530 = Traitè tav. 68 , 20 ) , priva dell'etnico e con nel campo la sola parola " FIIS " .

 

Gorini , nel suo " monetazione incusa della Magna Grecia " ( 1972 ) ,ci dice che la parola "FIIS" , allora ( forse anche ora ) di ignoto significato , appare su pochi coni , a volte associata all'etnico , a volte ,appunto , in assenza dello stesso .

 

Rutter , al n. 1108 ( AR drachm ) del suo " historia numorum-Italy " ( 2001 ) , trascrive la parola come  "wiis" e ci dice che figura su stateri e dracme ( non ho saputo rintracciare stateri ) .

 

Entrambi gli Autori , più diffusamente Gorini , ci ricordano vari contributi , avanzati nel tempo , al tentativo di una spiegazione del significato di " FIIS " .

 

Salvo pochissime frazioni , gli incusi di Magna Grecia riportano pressoché sempre i relativi etnici : pur in ignoranza del significato di tale parola , comunque incuriosisce che alcune monete di Poseidonia con "FIIS " ( o wiis ) , riportino questa sola parola , senza etnico .

 

Unisco  l'esemplare ( dracma ex Tkalec ) a singola iscrizione e due esemplari , da Londra-BMC e Gorini , dracme a doppia iscrizione .

 

 

 

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acraf

E' uno dei grandi enigmi numismatici e storici.

Innanzi tutto bisogna capire bene in quali esatti caratteri è scritta la leggenda al diritto. Tutti traducono con "FIIS", ma mi incuriosisce la particolare forma delle vocali I, con una linea segmentata. Poi la lettera F richiama da vicino la grafia etrusca.

Bisogna innanzi tutto capire bene in quale lingua è scritta questa leggenda, che sembra discostare da quella che compone il nome di Poseidonia, che è sicuramente in greco.

Questo per capire bene se non siamo di fronte a un nome indigeno, probabilmente di un centro vicino a Poseidonia. In caso affermativo, capire bene in quale lingua (e non vorrei che sia più etrusco che greco.....).

 

In uno dei più recenti studi sulla monetazione di Poseidonia, quella di Libero Mangeri sulla collezione Sallusto, viene preferita la nota interpretazione del Guarducci come il riferimento al nome dell'ecista di Poseidonia.

 

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numa numa

La F inversa potrebbe essere un digamma?

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acraf

Giusto. Dovrebbe essere un digamma maiuscolo, che si scrive grossomodo come una F, che è una consonante labiovelare e che doveva suonare come una "w". Quindi il suono della parola, come riportata in alcuni autori, è più esattamenete "WIIS".

Era presente nella sesta posizione dell'alfabeto greco, ma il suo uso decadde con l'affermazione della potenza ateniese, già intorno al VI-V secolo a.C.  In tempi successivi conservò solo un connotato numerico, per indicare il numero 6.

Quindi la presenza del digamma in una leggenda greca indica una sua forma arcaica.

Resta da capire la forma delle vocali, che si presenta particolare. Dovrebbero essere due iota, ma non ricordo una forma segmentata, che può essere anch'essa un indice di arcaicismo.

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VALTERI

Gorini ci suggerisce che " ... rimane incontrovertibile il fatto che gli incusi di Poseidonia rappresentano , nel vasto quadro della monetazione arcaica greca , degli autentici capolavori ... Anche le leggende , collocate a sinistra nello spazio vuoto dietro il corpo del Dio , contribuiscono con le linee scandite dei caratteri arcaici a equilibrare la composizione... " :     la  " grecità " , anche artistica , nella composizione delle figurazioni dei coni , coni , vale ricordare , che sempre riportano l'etnico .

 

La dracma ex Tkalec ( De luynes 530 ) , è priva dell'etnico di Poseidonia e la leggenda  " FIIS " è collocata nello spazio meno felice a destra del Dio , quasi in contatto con la mano , per altro  , questa mano , resa piuttosto grossolanamente  .

 

Potrebbe essere interessante vedere altre dracme senza etnico e , soprattutto , quegli stateri  con  " FIIS " che Rutter  cita nella sua opera .

 

Chissà , forse ,  se qualche similitudine , si possa  cercare , ad esempio , con il rarissimo statere incuso a leggenda  " AMI " ( o ASI )  :  figurazioni di assoluto richiamo ai tipi di Sibari , ma con leggenda  ( ignota ) diversa  che ci fa , come ci ricorda ancora Gorini  " ...supporre  che questa moneta sia stata coniata da una polis minore situata nell'area di influenza sibarita ..."  , polis ad oggi del tutto ignota .

 

Per inciso , la I di AMI / ASI è resa con la linea segmentata , così come le I in Sirino / Pixunte nonché quelle terminali in Posei

 

 

 

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VALTERI

Altre due dracme a doppia leggenda , dalla rete

 

1-- dracma  gr. 3,49  ex Triton I n. 112  =  SNG ANS 619

      nel campo  al  D./  POS  a sln.

                         al  R./  FIIS   a des.

 

2-- dracma  gr.  3,33  ex Berk 117  n. 127

      nel campo   al  D./  POSE  a sin. e FIIS  a des.

                          al  R./  FIIS  a sin  e  POSES  a des..

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numa numa

Valteri sarebbe piu' corretto indicate la legenda come WIIS al posto di FIIS

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VALTERI

Nel post di apertura  discussione , ho ricordato che  Rutter  indica come   " w i i s "  il termine

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numa numa

Corretto

Credo sia da riportare come tale essendo la lettura FIIS probabilmente superata

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vitellio

Carissimi,

 

ho letto quanto sopra e mi sono posto alcune domande, in particolare il senso di lettura che deve essere dato a quelle quattro lettere misteriose, anche perché Wiis non mi dice nulla...

 

Ho provato quindi a capovolgere il verso di lettura e a ragionarci un po'...

 

Dunque... SIIV , e mi sembra ci possa stare, data la continuità di verso in alcuni esemplari e rispetto alla legenda POSEI ( vedi foto sotto, prese dal post 6 e 1 di Valteri). 

 

Ora, sulla sigma /S penso non ci siano dubbi di fonetica: ancorché coricata è una S come in POSEI.

 

Invece, per la particolare conformazione segmentata e quasi a fulmine delle iota, Acraf ha delle perplessità, che dovrebbero essere risolte dalla osservazione che in entrambi gli esemplari qui sotto postati anche la iota di POSEI ha la medesima conformazione.

 Forse tale conformazione si puo' spiegare, ma è solo una ipotesi lontana, con la rappresentazione grafica della mitica lettera Jod (antesignano della iota e con simile significato fonetico) o a qualche intermedio .

 

Il raddoppio della iota(/Jod) mi fa pensare a un suono prolungato come la Ypsilon... 

 

Da ultimo sappiamo che il digamma ( che è una labiovelare ), in seguito a rafforzamento articolatorio, da V viene pronunciato anche come una Beta/B

 

In definitiva SIIB o SVB o SYB...

 

Lettura molto suggestiva di Sybaris, di cui Poseidonia con buona probabilità fu colonia... ;)

 

Mi rendo perfettamente conto come questa mia ipotesi possa essere forse un po' troppo fantasiosa, pur tuttavia mi sembra suggestiva anche se da verificare e implementare, ma non la scarterei a priori...

 

Che ne pensate?

 

Cordialmente, :)

Enrico

 

P.S. Anche le due Iota hanno una altra interpretazione possibile cioè come due Qoppa( arcaico di Kappa) ma non vedo come possa esserci facilmente una legenda con solo consonanti (SKKV o BKKS a seconda del verso di lettura).

 

Da non scartare comunque la possibile lettura nel verso classico ma con il Digamma rafforzato in B come BIIS O BYS, ma non mi viene in mente niente a cui riferirlo... salvo il contrario di SYB ( :D)

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Modificato da vitellio
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acraf

Ringrazio il bravo Vitellio per una lettura molto innovativa. Noto che sulle monete WIIS assume un andamento sia sinistrorso sia destrorso.

Quindi a rigore nulla vieta la lettura come SIIW.

Sarebbe molto interessante sentire un esperto di fonetica dell'antico greco. 

Mi sembra di avere letto da qualche parte che la consonante fricativa labiodentale sorda come il digamma (W) possa passare, per un fenomeno detto di "rotazione consonantica" (che ha riguardato soprattutto l'evoluzione della lingua germanica), alla consonante B (o viceversa), ma è un aspetto che va verificato.

Quindi andrebbe approfondita la possibilità di una sorta di traslitterazione tra SIIW e SYB.

Mi ha colpito la presenta di un doppio iota in WIIS (o SIIW), a indicare una vocale comunque molto lunga. Non so come si pronunciava esattamente a quel tempio la vocale Y di Sybaris. Credo che fosse una specie di eu alla francese, ma possibilmente anche un suono simile a un iota lungo. Bisogna considerare che la Y ha iniziato ad essere pronunciato come una I solo in epoca bizantina e di conseguenza nel greco moderno la Y è pronunciata come una normale I.

Modificato da acraf

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