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Nikko

Un'inedita emissione londinese?

Complice il mio ultimo acquisto, mi piacerebbe discutere con gli appassionati e non della zecca di Londinium di un piccolo enigma numismatico.

 

E' cosa nota che la zecca britannica chiuse i battenti intorno al 325 con le le serie PROVIDENTAE AVGG e CAESS per Costantino I e figli e le SECVRITAS e SALVS REIPVBLICE a nome di Elena e Fausta.

 

Già da qualche anno il segno di zecca era passato da PLN a PLON,cui fu anche momentaneamente aggiunto un crescente.

A pagina 116 del RIC VII ,tra le note a piè pagina, si cita, inoltre, un unico esemplare della serie PROVIDENTIAE AVGG avente PLON dot come mintmark.

 

Se è vero che una rondine non fa primavera, una singola moneta non è sempre sufficiente distinguere una emissione inedita, soprattutto se la differenza sta in un "pallino". Devo infatti ricordare che dal processo di incisione dei conii potevano risultare dei piccoli buchi, in modo particolare al centro del conio, che sulla moneta diventavano proprio dei pallini; gli anglosassoni li chiamano "centering dot", punti di centraggio dei conii. 

D'altra parte, sono numerosi gli esempi di mintmark caratterizzati dalla presenza di un dot, e parlo di un vero e proprio simbolo, voluto dall'incisore.. non di un casuale residuo di lavorazione dei conii...

 

Nel corso degli anni sono emersi numerosi ulteriori esemplari col suddetto segno di zecca (PLON dot) e nasce spontanea la domanda: siamo di fronte a una sorta di costante "incidente" di conio o a una vera e propria nuova emissione?

 

post-6706-0-89334400-1445352374_thumb.jp

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Londra mi intriga e mi appassiona. Lo sapete bene, anche se per il momento ho scelto di fermarmi a Alletto sconfinando solo sulle serie imitative ridotte (minimi) FEL TEMP REPARATIO. Prima o poi affronterò però anche il mondo dei Costantinos.

Tutto questo per dire che in materia la mia conoscenza è minima.

 

Tuttavia, nello specifico mi frullano alcuni pensieri che vi espongo sperando di non dire castronerie... e se le dico, perdonatemi!

 

Il dot non credo sia lì per caso, sicuramente ha una sua ragione d'essere.

Segno di zecca? Potrebbe essere, e in questo caso potrebbe quindi rappresentare una nuova emissione (da fissare il termine di riferimento del "nuova" però... perché potrebbe essere anche "vecchia" e quindi essere semplicemente una emissione "diversa", mi spiego, hai motivo di inquadrarla come successiva a quella conosciuta senza dot? non potrebbe precederla?).

Ma, e dico ma, nel caso specifico della moneta che hai postato, il dot, se fosse segno di zecca qualificante una emissione distinta, non sarebbe un po' troppo spostato dal resto dell'esergo PLON? 

In più, sbaglio io a leggerla o la legenda del rovescio è PROVIDEN°(dot) °(dot)TIAE AVGG?

Il mio gusto per la simmetria mi porta a ipotizzare un dot, che però da foto non vedo, nell'angolo in basso a sinistra della porta di campo. Se ci fosse io leggerei la legenda così: °PROVIDEN° °TIAE AVGG° e all'esergo semplicemente PLON.

Il tutto detto con estrema timidezza, a testa bassa perché so che in materia di costantiniane @@Nikko è imbattibile.

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Supporter

Ciao @@Nikko,

 Ipotesi è sicuramente molto interessante; al momento, data la posizione particolare dei pallini, concordo con quanto detto da @@grigioviola, anch'io ricollegherei i pallini, se non dipesi dalla coniatura, alla legenda...

Un caro saluto

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Inviato (modificato)

Prima di tutto vi ringrazio per la partecipazione :)

In secundis, sgombriamo il campo da un piccolo equivoco: i pallini posti sulla sommità delle torrette che sovrastano la porta fanno parte delle torrette stesse. Come tali sono un elemento costante di questo rovescio e li troviamo anche sgli esemplari prodotti ai altre zecche ;)

 

VI faccio però notare come due ulteriori dot siano effettivamente presenti, benchè accennati, all'interno della porta e immediatamente al di sopra di essa. Se quest'ultimo è ragionevolmente un "centering dot",  essendo proprio al centro del rovescio, per quello posto nella parte bassa della porta il discorso cambia... In casi analoghi, per altre zecche, queste pallini sono indicati nel RIC come parte del mintmark!

 

Potreste avere ragione, invece, per quanto riguarda il dot in basso a destra, che può anche essere considerato come parte della leggenda.

Vi allego un esemplare per il quale tranquillamente mi sento di sposare questa teoria.

 

post-6706-0-11582400-1445370265_thumb.jp

 

Questa è la descrizione che ne fanno: 

 

REVERSE

PROVIDEN-TIAEAVGG• [PROVIDENTIAE AVGG•]; camp gate, two turrets, no doors, star above, varying number of stone layers. Dot in arch. PLON in exergue.

NOT IN RIC

UNLISTED ISSUE. Specimen similar to LONDON 293 except for dot over PLON (in arch). Coins with such m.m. are not listed in RIC as a separate issue. However, dot in arch is mentioned in footnotes 293 and 296 on p. 116 (for Constantine's I and Constantine's II coins). The relatively large number of known specimens suggests, that dot is not an accidental die crack or an engraver's error. On the other hand, dot above arch is probably a centering mark (see example of LONDON 293 with dot above arch). Note also the second dot after rev. legend. Coin should be listed after LONDON 300.

 

Se, però, prendiamo in considerazione la mia moneta, ho qualche dubbio. Il dot mi sembra nettamente separato dalla leggenda.

 

Insomma.. un bel casino.. :D

Modificato da Nikko
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Inviato (modificato)

Anche in quest'ultimo esemplare c'è un dot nella parte bassa interna della porta... Mmm a mio avviso il sistema di don della tua moneta è analogo a quello di quest'ultima... Agli occhi di un profano ovviamente. Ma in ogni caso... Parte della legenda... A che pro? Con quale significato? Ammesso facciano parte del mintmark: erano a uso interno per gli addetti ai lavori (segni di controllo qualità o simili) oppure erano comprensibili a tutti?

Modificato da grigioviola

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Ciao Nikko,

mi fai notare un particolare cui non avevo mai fatto caso. Conoscevo le PLON e PLON crescent ma queste PLON (dot?). Compaiono per Costantino e Costantino II.

Ma si tratta veramente di PLON dot o parliamo di un simbolo a chiusura della legenda a rovescio?

 

A favore della prima opzione la presenza della serie con il crescent (magari quella con il dot è leggermente successiva); contro una certa distanza tra la N e appunto, il dot. Non riesco a convincermi... vado al Cloke-Toone. Non vi sono grandi accenni in merito. Ci sono però due monete contraddistinte dalla presenza del dot e Toone non si sbilancia: li segnala come "pellet at the end of mint mark or reverse legend". Insomma, non si sbilancia in proposte.

In una nota tra l'altro si legge della presenza di esemplari "In Cae Bardd one with irregular mintmark dot PLON and one with PLON dot".

 

Domanda: se il dot chiude la legenda al dritto perchè non è sempre presente? Allora è un segno di zecca? Potrebbe... ma allora perchè in un raro/unico caso il dot sta davanti? Apre e chiude la legenda? Faccio come Toone... non mi sbilancio, non ho certezze... ;)

 

Ciao

Illyricum

:)

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Anche in quest'ultimo esemplare c'è un dot nella parte bassa interna della porta... Mmm a mio avviso il sistema di don della tua moneta è analogo a quello di quest'ultima... Agli occhi di un profano ovviamente. Ma in ogni caso... Parte della legenda... A che pro? Con quale significato? Ammesso facciano parte del mintmark: erano a uso interno per gli addetti ai lavori (segni di controllo qualità o simili) oppure erano comprensibili a tutti?

 

Simboletti come il dot, il crescente, il doppio crescente, addirittura il dot in crescente sono di assai comune riscontro sulle monete costantiniane e si ritiene fossero utilizzati per sequenziare o distinguere le emissioni, analogamente alle lettere a volte presenti nei campi del rovescio.

 

Un dot nei campi del rovescio, ce ne sono diversi esempi, o al termine della leggenda è probabile che avesse analoghe funzioni di sequenziamento.

 

IL mio esemplare ha una differenza sostanziale rispetto a quello che ho allegato poco fa, ovvero una diversa leggenda del dritto. CONSTANTINVS AG, piuttosto che CONSTANTINVS AVG. 

 

Per cui si potrebbe anche assumere che la "nuova" emissione preveda entrambe le leggende del dritto, analogamente all'emisisone nota.

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Ciao,

Simboletti come il dot, il crescente, il doppio crescente, addirittura il dot in crescente sono di assai comune riscontro sulle monete costantiniane e si ritiene fossero utilizzati per sequenziare o distinguere le emissioni, analogamente alle lettere a volte presenti nei campi del rovescio.

 

Un dot nei campi del rovescio, ce ne sono diversi esempi, o al termine della leggenda è probabile che avesse analoghe funzioni di sequenziamento.

 

IL mio esemplare ha una differenza sostanziale rispetto a quello che ho allegato poco fa, ovvero una diversa leggenda del dritto. CONSTANTINVS AG, piuttosto che CONSTANTINVS AVG. 

 

Per cui si potrebbe anche assumere che la "nuova" emissione preveda entrambe le leggende del dritto, analogamente all'emisisone nota.

CONSTANTINVS AG è il RIC 294 ed è considerato "scarce" sul Cloke-Toone (19 su 4 hoard) dove però è presentato un esemplare con il classico PLON. Il 293 con la AVG finale invece è "CC" ovvero molto comune, con i suoi 181 esemplari nei 4 hoard di riferimento.

 

Ciao

Illyricum

;)

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Inviato (modificato)

Ciao Nikko,

mi fai notare un particolare cui non avevo mai fatto caso. Conoscevo le PLON e PLON crescent ma queste PLON (dot?). Compaiono per Costantino e Costantino II.

Ma si tratta veramente di PLON dot o parliamo di un simbolo a chiusura della legenda a rovescio?

 

A favore della prima opzione la presenza della serie con il crescent (magari quella con il dot è leggermente successiva); contro una certa distanza tra la N e appunto, il dot. Non riesco a convincermi... vado al Cloke-Toone. Non vi sono grandi accenni in merito. Ci sono però due monete contraddistinte dalla presenza del dot e Toone non si sbilancia: li segnala come "pellet at the end of mint mark or reverse legend". Insomma, non si sbilancia in proposte.

In una nota tra l'altro si legge della presenza di esemplari "In Cae Bardd one with irregular mintmark dot PLON and one with PLON dot".

 

Domanda: se il dot chiude la legenda al dritto perchè non è sempre presente? Allora è un segno di zecca? Potrebbe... ma allora perchè in un raro/unico caso il dot sta davanti? Apre e chiude la legenda? Faccio come Toone... non mi sbilancio, non ho certezze... ;)

 

Ciao

Illyricum

:)

 

Dot sia in chiusura di leggenda che in esergo dopo il crescente!!!!!!

 

post-6706-0-20423700-1445373321_thumb.jp

 

Caro Illy, c'è da impazzirci :D

 

Io, però, un'idea me la sto facendo...

Modificato da Nikko

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Supporter

Discussione estremamente interessante, la presenza dei Dot non può essere casuale..effettivamente possono essere dei segni di zecca...

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E se @@Nikko si sta facendo un'idea... Attendo con ansia che venga illustrata e argomentata

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La differenza non sta solo in dot e crescente... anche il busto non è piú corazzato ma nudo... "eroico".

La butto come ipotesi: dopo la sconfitta di Licinio Costantino e la sua dinastia sono gli unici reggenti. Hanno raggiunto la BEATA TRANQVILLITAS dell'Impero sotto la sua (loro) unica reggenza.

Quindi depongono le armi contro eventuali competitori interni. La zecca di Londinium li omaggia sostituendo PLN con PLON. E seria le emissioni con dot e crescente (come la dinastia che emerge). Il busto li rappresenta come eroi, alla maniera classica, senza armatura. Alla fine, partendo da Londinium, i costantiniani hanno conquistato l'Orbis. Per la cittá è un onore.

Ipotesi "romantica" e non provabile. Ma è sostenibile?

Ciao

Illyricum

:)

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E se @@Nikko si sta facendo un'idea... Attendo con ansia che venga illustrata e argomentata

 

Qualche giorno fa ho rinnovato la patente e al momento di "autenticare" la mia fototessera mi è stata chiesto:" metta una firma da qui a qui", dove "qui" e "qui" non erano altro che due puntini....

 

Insomma, sto ragionando sul fatto che quei puntini non fossero altro che dei segni "guida" per aiutare l'incisore (probabilmente non molto esperto, tanto è vero che lo stilisticamente queste monete non sono un granchè) a delimitare gli spazi su un conio "vuoto".

In alternativa, considerando che sul conio apparivano come buchetti, potrebbero essere la traccia lasciata dalla punta di un qualche strumento. Mi viene in mente, ad esempio, la punta del compasso che, come ben sappiamo, lascia un buchetto sui fogli.

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Ipotesi interessante e direi anche più che credibile.

Sicuramente più probabile rispetto a ipotetici segni per sequenziare o distinguere le varie emissioni... ritengo sia più credibile vederli come segni guida per la realizzazione della legenda e per approntare correttamente il conio.

Ottima deduzione!

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ipotetici segni per sequenziare o distinguere le varie emissioni

 

Probabilmente non è questo il caso, ma il valore sequenziale di questi segni è un qualcosa di acclarato.

Ti dirò di più, per  le RIC VII Rome 264 (che sono sempre delle PROVIDENTIAE AVGG) è stato appurato che in base al numero di pallini presenti all'interno della porta (da 0 a 4) sia possibile distinguere tra cinque diverse sub-emissioni!

 

IN altri casi, ancora, i dot inseriti tra una parola e l'altra della leggenda avevano la funzione di migliorare la lettura e la comprensione della stessa qualora fosse complessa e le parole abbreviate :)

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Inviato (modificato)

Riapro la discussione per segnalare che a Nicomedia furono coniate numerose PROVIDENTIAE CAESS con un dot al termine della leggenda. 

Non capisco perchè tali monete, a differenza delle analoghe londinesi, sono considerate nel RIC come emisisoni a se stante  :confused:

 

post-6706-0-85508000-1445773066.jpg

 

 

Al di la delle varie supposizioni, credo che l'unica possibilità per risolvere questo piccolo enigma stia nello studiare la tecnica di realizzazione dei conii.

Modificato da Nikko

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Riapro la discussione per segnalare che a Nicomedia furono coniate numerose PROVIDENTIAE CAESS con un dot al termine della leggenda.

Non si capisce il perchè tali monete, a differenza delle analoghe londinesi, sono considerate nel RIC come emisisoni a se stante :confused:

attachicon.gif_nicomedia_RIC_VII_126.jpg

Al di la delle varie supposizioni, credo che l'unica possibilità per risolvere questo piccolo enigma stia nello studiare la tecnica di realizzazione dei conii.

Ciao,

se non erro tra l'altro nell'esemplare postato manca la seconda S di CAESS. Volutamente (uso del singolare), forzatamente (mancanza di spazio) o ... ?

Ciao

Illyricum

;)

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Ciao,

se non erro tra l'altro nell'esemplare postato manca la seconda S di CAESS. Volutamente (uso del singolare), forzatamente (mancanza di spazio) o ... ?

Ciao

Illyricum

;)

 

Eh si  :rolleyes:

L'impressione è che in questo caso il dot vada proprio a "sostituire" la S mancante. Del resto anche oggi usiamo un puntino per abbreviare alcune parole.

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