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Legio II Italica

Gesu' Cristo e il Sol Invictus

Risposte migliori

Legio II Italica

Essendo ormai in pieno clima natalizio , mi sembra adatta una discussione del genere che non vuole mettere assolutamente a paragone Gesu' con la divinita' pagana , ma solo provare a capire perché il dies natalis di Gesu si sovrappose a quello del Solis Invicti pagano .

Tutto nacque probabilmente dall' incertezza del giorno , del mese ed anche dell' anno della reale nascita di Gesu' fin dai tempi a Lui piu' vicini ; all' inizio dell' era cristiana questo problema di datazione forse non fu molto sentito perché la religione pagana romana non si poneva il quesito delle date di nascita dei vari Dei ma richiedeva loro solo di arrecare benefici allo Stato romano a seguito di feste religiose precedute da offerte e libagioni in loro onore , insomma era un rapporto di "dare e avere" ; la situazione cambio' nel III secolo quando una nuova religione , quella del Sol Invictus , si insinuo' profondamente nello Stato sia in ambito civile che soprattutto militare , questa divinita' ebbe per la prima volta un "dies natalis" , quindi divenne un Dio piu' umano , piu' vicino alle aspettative materiali della mentalita' dell' epoca , un Dio che nasceva in un preciso istante presupponeva una natura anche umana , meno ascetica , diverso rispetto alle vecchie divinita' solo astratte che non avevano un inizio certo ; occorreva quindi per i Cristiani correre ai ripari , fu ritenuto per certezza o per manovra calcolata politico religiosa , dare la stessa data del genetliaco del Sol Invicutus , anche a Gesu , cioe' il 25 Dicembre .

Autore di questa monovra di sovrapposizione della data di nascita di Gusu' sembra essere stato Furio o Giunio Dionisio Filocalo  , un letterato romano cristiano vissuto probabilmente a cavallo del III - IV secolo , definito "il poeta dei martiri" ; costui fu il calligrafo di papa Damaso che ricopri' la carica papale tra il 366 e il 384 , fu anche l' autore nel 354 di un calendario romano giunto fino ai nostri giorni . Filocalo che era cristiano , nello stilare il calendario introdusse anche molte feste romane , si tratta comunque del più antico calendario cristiano conosciuto .
Fu anche autore delle epigrafi scritte su grandi lastre di marmo e apposte sulle tombe dei martiri , monumentalizzate da papa Damaso . Di queste epigrafi se ne sono conservate una trentina più o meno integre mentre una cinquantina furono trascritte su codici medievali giunti fino a noi .

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Druso Galerio

Personalmente ritengo sia stato il contrario: la festa del Sole Invitto si sovrappose al Natale cristiano.

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Legio II Italica

Personalmente ritengo sia stato il contrario: la festa del Sole Invitto si sovrappose al Natale cristiano.

 

:confused: , Ciao , le ipotesi personali , se non suffragate da testimonianze , rimangono lecite ci mancherebbe altro , ma tali .

Se il calendario di Flicocalo fu redatto come minimo nel 366 , quindi circa centocinquanta anni dopo dell' adozione della religione del Sol Invictus presso i Romani , al tempo di Eliogabalo (218-222) , come pote' la data di nascita del Sol Invictus sovrapporsi a quella di Gesu' quando questa fu fissata al 25 Dicembre non prima del 366 ?

Modificato da Legio II Italica

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Druso Galerio

proprio qualche giorno fa scrivevo questo in un altro thread:

 

"

Le celebrazioni della nascita di Cristo erano state indicate per il 25 dicembre già nel 204 ( e quindi prima di Eliogabalo), da Ippolito di Roma, che tra l'altro si basava su usanze già diffuse da parecchio nell'oriente cristiano. Non può quindi essere influente in tal senso -come alcuni dicono - la consacrazione del tempio del Sole Invitto avvenuta nel 274-275 e decisa da Aureliano per quella data

La celebrazione del Sole Invitto esattamente il 25 dicembre è documentata per la prima volta solo nel Cronografo del 354, quindi dopo le prime notizie di celebrazioni del Natale in tale data. Inoltre, durante il regno di Licinio (unica altra notizia disponibile) la celebrazione si svolse il 19 dicembre, data forse più prossima al solstizio astronomico nel calendario allora in vigore, e non sempre essa rimaneva fissa.

 

Non abbiamo dunque fonti certe che ci dicano che "da sempre" i seguaci di Mithra festeggiassero il loro Dio il 25 dicembre, anzi è il contrario:  e' acclarato che in realtà quella per loro non fosse neanche una data fissa come accennato riguardo al periodo di Licinio (Cfr. l’iscrizione citata da Allan S. Hoey, Official Policy towards Oriental Cults in the Roman Army, Transactions and Proceedings of the American Philological Association (70) 1939, pp 456-481, a p. 480, nota 128).

Spesso,anzi, la forbice del calendario era anche abbastanza ampia, e veniva scelto il periodo compreso tra il 19 e il 22 ottobre ( si veda M. R. Salzman, New Evidence for the Dating of the Calendar at Santa Maria Maggiore in Rome, Transactions of the American Philological Association (111) 1981, pp. 215-227, a p. 221).

Del resto i mithraisti non avevano neanche un'autorità unica che cercasse di fissare la data, ed era sopratutto legata a contingenze astronomiche.

 

Viceversa, nonostante alcune chiese orientali avessero datazioni contrastanti per il Natale e in effetti alcuni come Clemente di Alessandria indicassero date varie, il 25 dicembre era celebrato già in diverse località, per lo meno in Occidente: S. Ippolito, nel 204 afferma proprio questo nel suo "Commentario su Daniele".

E' quindi improprio, parlare del Natale cristiano come "sovrapposizione successiva" alla festa del Sole Invitto: una già da tempo, almeno in Occidente, aveva una data regolare, l'altra invece per secoli non ebbe mai un calendario realmente fisso.

 

Discorso simile vale per la questione delle riunioni nel "giorno del sole"; è acclarato che già le primissime comunità apostoliche si riunivano la domenica, e quindi è solo successivamente che i cultori del sole invitto si riunirono anch'essi quel giorno. Per un osservatore esterno, non addentro ad entrambi i gruppi, saranno sembrate chiese gemelle, ma di fatto non lo erano.

 

 

Altro spunto, anche se non direttamente in correlazione col mithrasimo, ma comunque indicativo, sono gli studi che negli ultimi anni hanno indicato il 25 dicembre come data realmente storica della natività di Cristo, operati dalla studiosa Annie Jaubert, che è riuscita a confermare con sicurezza alcune date evangeliche grazie alla scoperta di documenti relativa alla turnazione dei sacerdoti ebrei del tempo.

«Le calendrier des Jubilées et de la secte de Qumran. Ses origines bibliques», in «Vetus Testamentum», Suppl. 3 (1953)

"La date de la Cène, Calendrier biblique et liturgie chrétienne", Études Bibliques, Paris 1957

Utilissimo anche Tommaso FEDERICI "25 dicembre è data storica" ,30 Giorni, anno XVIII, novembre 2000 "

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Druso Galerio

Aggiungo che le similitudini fra alcuni aspetti liturgici del mithraismo e del Cristianesimo, vennero usate dai difensori del tardo paganesimo per screditare la ormai non tanto "nuova" religione.

Ma si tratta di una contraddizione tipica del periodo: nei primi secoli, il Cristianesimo era avversato proprio in quanto religione senza radici, con nulla in comune colle religione classiche, un corpo estraneo.

 

In seguito, ormai troppo diffuso per essere combattuto con queste argomentazioni, si usò l'argomento inverso: non più totalmente estraneo, ma anzi una "copia" delle antiche religioni.

E' evidente la contraddizione: se era un culto estraneo ( e così i suoi primi critici, oltre che gli stessi cristiani) lo percepivano, non poteva contemporanemanete essere una banale riedizione di culti affini, o uno dei tanti sincretismi, che, proprio per questo, non si facevano notare poi tanto, come sostenevano i critici più tardi.

 

Sui questi aspetti, molto interessanti, mi sento i consigliare due libri:

 

- La follia dei Cristiani - la reazione pagana al cristianesimo nei secoli I-V,  di Fabio Ruggero

- La conversione al cristianesimo nei primi secoli, di Bardy Gustave

 

Sono entrambi saggi molto ben scritti e documentati.

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Druso Galerio

Questo non significa che, esteriormente, alcune similitudini non potessero esserci, ma queste sono aspetti superficiali, che semplicemente possono applicarsi a fenomeni che si sviluppavano in un ambito culturale complessivamente simile.

E' il caso di certe iconografie come quella dell'aureola e di altre apparenti somiglianze come quella arcinota del mosaico paleocristiano con Cristo che guida il cocchio solare, ascrivibile al comune contesto culturale greco romano in cui entrambe queste religioni orientali sono state importate e "tradotte", motivo per il quale uomini di tradizione classica hanno riportato alla loro maniera immagini provenienti da altri ambiti culturali .

Così immagini come quella del cantico di Zaccaria:"verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge", tipicamente ebraiche, potevano essere visualizzate anche da ambienti di cultura gentile. Ma sono aspetti marginali che non influivano sulla realtà delle dottrine, e non per questo Gesù finiva per identificarsi con Helyos.

 

Tornando quindi al natale,è più probabile che siano stati nel tempo i fedeli nel sole Invitto a decidere di adeguarsi alla datazione di una festività che stava prendendo piede sempre più, e che tra l'altro aveva anche cerimonie e processioni pubbliche (mentre le feste mithraiche avvenivano in contesti rigorosamene privati e unicamente maschili).

Tanto più che dopo l'apogeo della metà del III secolo, il culto di Mithra un secolo dopo ( e torniamo quindi al periodo in cui Filocalo avrebbe operato la supposta "sovrapposizione") era in un declino molto avanzato ( a differenza di altri culti pagani e anche misterici) e quindi non aveva poi molta importanza "coprirlo" con una festa cristiana: era un concorrente già rimasto indietro in maniera definitiva.

Modificato da Druso Galerio

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Legio II Italica

Per quello che conosco in proposito , per cui accetto anche quanto che hai scritto sopra , e' che l' istituzione formale della festa liturgica del Natale , come ricorrenza della nascita di Gesù con la sua datazione al 25 dicembre è documentata a Roma dal 336 ed e' testimoniata nel Chronographus , un calendario redatto appunto verso la metà del IV secolo dal letterato romano Furio Dionisio Filocalo .
Esiste poi un altro fatto che fa ipotizzare che la data del 25 dicembre non sia reale ma costruita , come data supposta di nascita di Gesu' , sarebbe infatti in contrasto con l' episodio dell' adorazione dei pastori del Vangelo secondo Luca , in cui si racconta che i pastori pernottavano nei campi vegliando di notte sul loro gregge ; secondo alcuni autori , ciò avveniva nel periodo compreso tra la festa della Pasqua Ebraica e la festa delle Capanne , cioè tra marzo e ottobre , ma non in inverno , perché ci sarebbe stato troppo freddo , oltretutto Betlemme si trova ad un'altitudine di circa 800 metri sul livello del mare quindi pernottare a Dicembre nei campi all' aperto , sarebbe stato quanto meno poco indicato . Questo fa supporre appunto che la data del 25 Dicembre sia stata un data , diciamo di convenienza , da opporre a quella del Sole , religione ancora in voga nel IV secolo.

Modificato da Legio II Italica

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Druso Galerio

Capisco Legio, ma utilizzare il Cronografo, che è del 354, come unico discrimine, è limitante, e come ti idicavo sopra, sono altre le fonti che possiamo usare.

Sopratutto, è da evidenziarsi come esso non ci dica nulla in merito ad eventuali e poco probabili sovrapposizioni col Sole Invitto: certifica solo l'ufficializzazione di una data seguita da almeno 150 anni ( se non di più in altri luoghi).

E questo per quanto riguarda l'utilizzo puro e semplice del 25 dicembre come data del Natale, e gli eventuali contatti con la festa del Sole Invitto.

 

Il discorso poi del 25 dicembre come data in sè "storica" della Natività è differente, e come ti dicevo esistono studiosi che la considerano molto probabile.

Su questo non ho dati approfonditi, ma a me interessava solo mostrare come la sovrapposizione del Natale con la Festa del Sole Invitto sia un luogo comune storiografico, visto che in realtà le fonti non solo non ce lo dicono, ma ci indicano la direzione contraria.

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Druso Galerio

Tra l'altro, aggiungo velocemente,le presunte affinità tra  dottrina del cristianesimo dell'epoca e mithraismo sono pura apparenza.

 

Il mithraismo è una religione "cosmico - gnostica", dove Mithra, che nel mito è vincitore delle forze astrali che dominano l'universo (compreso il sole, che in segno di resa gli dona la sua corona radiata; Mithra non è quindi il Sole Invitto in sè!) dona agli uomini suoi seguaci un insegnamento segreto magico (una gnosi appunto) che permetterà alle loro anime dopo la morte di sottomettere a loro volta i padroni delle sfere celesti, superandole, e ascendere all'empireo.

 

Ogni sfera celeste, col suo dominus- arconte planetario, quando l'anima dall'empireo si incarna sulla terra, lascia una sua traccia "passionale", cioè le passioni e le debolezze umane.

Nel ritorno al vero "cielo", l'iniziato di Mithra che conosce gli insegnamenti segreti, si libera di questo influsso astrale e può tornare puro nell'Empireo.

 

L'insegnamento mithraico quindi, non è portatore, a differenza del Cristianesimo, di un preciso principio etico, ma allinea la sua morale a quella stoica classica, di rinuncia e soppressione delle passioni, alla ricerca di una atarassia sia in vita, grazie alla varie prove di iniziazione cui i fedeli del dio si sottopongono, sia sopratutto dopo la morte con la liberazione dagli influssi astrali.

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Legio II Italica

Grazie Druso Galerio del gradito contributo , pero' ora non vorrei allargare il discorso al tema prettamente religioso delle due dottrine in quanto gia' ampiamente trattato in altri post ; chiuderei qui la discussione tranne nel caso che altri utenti volessero intervenire per dare un loro parere sul tema specifico di apertura post .

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Saturno

Intervengo nella discussione, per dire che l'ipotesi di effettiva nascita di Gesù sia avvenuta il 25 dicembre, potrebbe essere reale.

La scoperta di un testo trovato a Qumran riportante i turni del sacerdozio ebraico al Tempio, lo conferma.

Riporto un articolo che ne parla :

"Cominciamo col dire che il solstizio d’inverno – data in cui si festeggiava nelle culture politeiste il Sol Invictus - cade il 21 dicembre e non il 25. In secondo luogo è bene precisare che la Chiesa primitiva, soprattutto d’Oriente, aveva fissato la data di nascita di Gesù al 25 dicembre già nei primissimi anni successivi alla sua morte. Il dato è stato ricavato dallo studio della primitiva tradizione di matrice giudeo-cristiana - risultata fedelissima al vaglio degli storici contemporanei - e che ha avuto origine dalla cerchia dei familiari di Gesù, ossia dalla originaria Chiesa di Gerusalemme e di Palestina.

E allora, se la Chiesa ha subito fissato al 25 dicembre la nascita di Gesù, abbiamo oggi prove documentali e archeologiche che possono confermare la veneranda tradizione ecclesiale? La risposta è sì. Nel 1947 un pastorello palestinese trova casualmente una giara, semisepolta in una grotta del deserto di Qumran, un’arida regione a pochi chilometri da Gerusalemme. La località era stata sede della comunità monastica degli esseni, che oltre all’ascetismo praticava la copiatura dei testi sacri appartenuti ai loro antenati israeliti. I monaci del Mar Morto produssero in pochi decenni una grande quantità di testi, poi nascosti in grandi anfore per salvarli dall’occupazione romana del 70 d.C.

All’indomani della fortunata scoperta, archeologi di tutto il mondo avviarono una grande campagna di scavi nell’intera zona desertica, rinvenendo ben 11 grotte, che custodivano, da quasi venti secoli, numerosi vasi e migliaia di manoscritti delle Sacre Scritture israelitiche, arrotolati e ben conservati. Tra questi importanti documenti, uno ci interessa particolarmente: è il Libro dei Giubilei, un testo del II secolo a.C. La fonte giudaica ci ha permesso di conoscere, dopo quasi due millenni, le date in cui le classi sacerdotali di Israele officiavano al Tempio di Gerusalemme, ciclicamente da sabato a sabato, quindi sempre nello stesso periodo dell’anno. Il testo in questione riferisce poi che la classe di Abia, l’VIII delle ventiquattro che ruotavano all’officiatura del Tempio - classe sacerdotale cui apparteneva il sacerdote Zaccaria, il padre di Giovanni Battista - entrava nel Tempio nella settimana compresa tra il 23 e il 30 settembre.

La notizia apparentemente secondaria si è rivelata invece una vera bomba per gli studiosi del cristianesimo antico. Infatti, se Zaccaria è entrato nel Tempio il 23 settembre, giorno in cui secondo il vangelo di Luca ha ricevuto l’annuncio dell’Arcangelo Gabriele, che gli ha comunicato - nonostante la sua vecchia età e la sterilità della moglie Elisabetta - che avrebbe avuto un figlio, il cui nome sarebbe stato Giovanni, questo vuol dire che il Precursore del Signore potrebbe essere nato intorno al 24 giugno, nove mesi circa dopo l’Annuncio dell’angelo. Guarda caso gli stessi giorni in cui la Chiesa commemora nel calendario liturgico, già dal I secolo, sia il giorno dell’Annunciazione a Zaccaria che la nascita di Giovanni. Detto ciò, Maria potrebbe avere avuto la visita, sempre di Gabriele, giorno dell’Annunciazione, proprio il 25 marzo. Infatti, quando Maria si reca da sua cugina Elisabetta, subito dopo le parole dell’Arcangelo, per comunicare la notizia del concepimento di Gesù, l’evangelista annota: “Elisabetta era al sesto mese di gravidanza”. Passo evangelico che mette in evidenza la differenza di sei mesi tra Giovanni e Gesù. E allora, se Gesù è stato concepito il 25 marzo, la sua nascita può essere ragionevolmente commemorata il 25 dicembre, giorno più, giorno meno.

Se così stanno i fatti - e la fonte qumranica li documenta - possiamo affermare senza tema di smentita che grazie alla scoperta della prezioso testo, avvenuto appena sessant’anni fa, la plurimillenaria tradizione ecclesiastica è confermata: le ricorrenze liturgiche dei concepimenti e dei giorni di nascita, sia di Giovanni che soprattutto di Gesù, si sono rivelati pertanto compatibili con la scoperta archeologica del Deserto di Giuda"

 

da L'Occidentale (http://www.loccidentale.it/node/83623)

 

saluti e auguri a tutti

Modificato da Saturno
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Druso Galerio

Grazie @@Saturno, è proprio la "scoperta di documenti" cui accennavo in uno dei miei primi post, e che ha una importanza storica ancora misconosciuta.

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Legio II Italica

Molto interessante e forse risolutivo l' articolo esposto , anche se costellato di troppi se e di coincidenze che devono coincidere , il passo degli animali all' ovile mi sembra piu' una forzatura .

Modificato da Legio II Italica

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petronius arbiter
se Zaccaria è entrato nel Tempio il 23 settembre, giorno in cui secondo il vangelo di Luca ha ricevuto l’annuncio dell’Arcangelo Gabriele, che gli ha comunicato - nonostante la sua vecchia età e la sterilità della moglie Elisabetta - che avrebbe avuto un figlio, il cui nome sarebbe stato Giovanni, questo vuol dire che il Precursore del Signore potrebbe essere nato intorno al 24 giugno, nove mesi circa dopo l’Annuncio dell’angelo.

 

è proprio la "scoperta di documenti" cui accennavo in uno dei miei primi post, e che ha una importanza storica ancora misconosciuta.

 

Scusate, ma a me sembra che in tutto questo ci sia un vizio di fondo.

 

Come si fa a parlare di "importanza storica", quando tutto il discorso sulla coincidenza delle date si baserebbe sull'annuncio dato da un angelo? capisco che, per chi crede, questo possa essere sufficiente (e naturalmente ho il massimo rispetto per questo), ma a uno storico non può certo bastare, uno storico ha bisogno di fatti documentati, e l'annuncio della nascita di Giovanni da parte di un angelo, non mi pare possa definirsi tale.

 

Ferma restando l'esistenza storica di Giovanni Battista (e di Gesù, lo preciso perché molti la mettono in dubbio) credo che sulle loro date di nascita non sia ancora possibile dare una risposta definitiva.

 

petronius

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Druso Galerio

Beh, Petronius, ovviamente la questione dell'annuncio dell'angelo, si espone, in sè e per sè, ai giusti rilievi che esponi, ma dal punto di vista storico l'importanza dei documenti è che mostrano come il racconto del concepimento e della nascita abbia una sua coerenza interna, assimilabile a quella di gravidanze plausibili, e non sia quindi una semplice riscrittura in un racconto mitico privo di agganci ad con la realtà.

 

Le nascite di Giovanni Battista e di Cristo potranno anche non avere avuto nulla di soprannaturale,come è giusto che uno storico consideri, ma il fatto che le tradizioni più antiche collimino fra loro riguardo date e circostanze, e che documenti indipendenti lo confermino,  è indizio, assieme alle varie altre argomentazioni esposte, che molto probabilmente i dati nudi e crudi della storia sono veri, indipendentemente dalle considerazioni di carattere religioso.

 

E questo è importante sia per la questione specifica della data, sia per (ulteriormente) smentire chi associa l'uso di tale data a manifestazioni di altri culti successivi.

Modificato da Druso Galerio
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Saturno

Diciamo che il Vangelo di Luca è stato scritto secondo alcuni studiosi tra il 37 e il 41 (dato confermato dalla la dedica del vangelo stesso «all'eccellente Teofilo», identificato da alcuni col sommo sacerdote di Israele Teofilo ben Anano, in carica dal 27 al 41) e comunque prima del 70 (sempre secondo eminenti  biblisti). Quindi la fonte direi che è abbastanza vicina ai fatti narrati ; a loro supporto,inoltre , c'è la tradizione cristiana che da allora ha tramandato ciò che avvenne al tempo della nascita di Giovanni. Riguardo l'angelo , entriamo nel campo della fede e non riguarda la discussione. Ad ogni modo, si procede per calcoli e supposizioni con un minimo di fondamento, poichè la data certa della nascita del Cristo non sta  scritta da nessuna parte (e aggiungerei, poco importava saperla, a quel tempo.)

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petronius arbiter

Poiché stiamo parlando di date di nascita, non credo di essere fuori tema segnalando qui, che oggi, così come noi festeggiamo il Natale di Gesù, il mondo musulmano festeggia la nascita di Maometto.

 

Si celebra infatti il Mawlid al-Nabi, ovvero l’anniversario della nascita di Maometto, che quest'anno cade esattamente nello stesso giorno della celebrazione della nascita di Gesù. Non accadeva da 457 anni, poiché si tratta di una festa mobile (come la nostra Pasqua), che ricorre il 12 del mese lunare di Rabi’al-awwal come spiega, in un articolo diffuso sul sito web della Conferenza episcopale francese e citato da L’Osservatore Romano, padre Vincent Feroldi, direttore del Servizio nazionale per le relazioni con i musulmani.

 

Da giorni, dice padre Feroldi, i media algerini e marocchini ne parlano. La trasmissione ‘Islam de France’ del 27 dicembre sarà dedicata a questo tema. Alcune diocesi, come quelle di Metz, Angers e Lille, si sono mobilitate attorno all’avvenimento. Cristiani e musulmani, in Belgio come in Maghreb, se ne rallegrano”.

Festeggiamo “ciò che ci unisce”, suggerisce padre Vincent, “senza ignorare ciò che ci differenzia”, perché “non si tratta di incorrere in un banale sincretismo, comparando Gesù e Maometto, ma “questa simultaneità di feste è una bellissima opportunità di incontro e di scambio”, perché “offre la possibilità di dirsi che siamo felici di stare insieme, credenti, in uno stesso atteggiamento spirituale e umano in cui, da una parte, ci rivolgiamo a Dio nella preghiera e, dall’altra, viviamo momenti di fratellanza e amicizia” in famiglia e con il prossimo.

 

Con la speranza che questa fortunata coincidenza sia davvero un auspicio di pace e fratellanza, auguro un buon Natale e un buon Mawlid al-Nabi a tutti :)

 

petronius :)

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Legio II Italica

Poiché stiamo parlando di date di nascita, non credo di essere fuori tema segnalando qui, che oggi, così come noi festeggiamo il Natale di Gesù, il mondo musulmano festeggia la nascita di Maometto.

 

Si celebra infatti il Mawlid al-Nabi, ovvero l’anniversario della nascita di Maometto, che quest'anno cade esattamente nello stesso giorno della celebrazione della nascita di Gesù. Non accadeva da 457 anni, poiché si tratta di una festa mobile (come la nostra Pasqua), che ricorre il 12 del mese lunare di Rabi’al-awwal come spiega, in un articolo diffuso sul sito web della Conferenza episcopale francese e citato da L’Osservatore Romano, padre Vincent Feroldi, direttore del Servizio nazionale per le relazioni con i musulmani.

 

Da giorni, dice padre Feroldi, i media algerini e marocchini ne parlano. La trasmissione ‘Islam de France’ del 27 dicembre sarà dedicata a questo tema. Alcune diocesi, come quelle di Metz, Angers e Lille, si sono mobilitate attorno all’avvenimento. Cristiani e musulmani, in Belgio come in Maghreb, se ne rallegrano”.

Festeggiamo “ciò che ci unisce”, suggerisce padre Vincent, “senza ignorare ciò che ci differenzia”, perché “non si tratta di incorrere in un banale sincretismo, comparando Gesù e Maometto, ma “questa simultaneità di feste è una bellissima opportunità di incontro e di scambio”, perché “offre la possibilità di dirsi che siamo felici di stare insieme, credenti, in uno stesso atteggiamento spirituale e umano in cui, da una parte, ci rivolgiamo a Dio nella preghiera e, dall’altra, viviamo momenti di fratellanza e amicizia” in famiglia e con il prossimo.

 

Con la speranza che questa fortunata coincidenza sia davvero un auspicio di pace e fratellanza, auguro un buon Natale e un buon Mawlid al-Nabi a tutti :)

 

petronius :)

 

Da parte mia , notizia assolutamente non conosciuta ma interessante , pur nella diversita' della Fede potrebbe essere un ottimo motivo per illuminare il cammino dell' Umanita' . Chissa' nel 1558 se la pensavano allo stesso modo .

 

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