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      Aggiornamento   15/10/2017

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Exergus

Troppa gente? (discussione sociomatematica)

Risposte migliori

Exergus

La Terra è davvero sovrappopolata?

 

Prendiamo un cubo di 1m per lato (1m3) che contiene 1.000 litri (1.000 kg di H2O).

 

Dentro il nostro cubo possiamo infilare comodamente 7 persone, non tanto comode magari... diciamo pure ben pressate :) .

 

Componendo un cubo avente 1.000 dei nostri cubi per lato, abbiamo:

 

1.000 X 1.000 X 1.000 X 7 persone = 7 miliardi di esseri umani.

 

Siamo in tutto solo 1 km3 di umanità, non saremmo nemmeno visibili dallo spazio.

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Trevize

Conosco alcune persone che sicuramente non valgono il volume totale degli atomi di carbonio di cui sono composte, ma credo che questo parametro sia leggermente equivoco in questo caso :)

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Afranio_Burro

La Terra è davvero sovrappopolata?

 

Prendiamo un cubo di 1m per lato (1m3) che contiene 1.000 litri (1.000 kg di H2O).

 

Dentro il nostro cubo possiamo infilare comodamente 7 persone, non tanto comode magari... diciamo pure ben pressate :) .

 

Componendo un cubo avente 1.000 dei nostri cubi per lato, abbiamo:

 

1.000 X 1.000 X 1.000 X 7 persone = 7 miliardi di esseri umani.

 

Siamo in tutto solo 1 km3 di umanità, non saremmo nemmeno visibili dallo spazio.

 

pensa quanti danni riesce a fare un misero cubo di 1km di lato.....

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Exergus

pensa quanti danni riesce a fare un misero cubo di 1km di lato.....

Già... è proprio quello che stavo pensando...

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Gallienus

Sono alto 1,90 e peso oltre 100 kg... altro che sette persone, in un metro cubo ci stiamo a malapena io e Jennifer Lawrence :P

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ARES III

Bisogna però fare delle osservazioni:

 

- il problema non è il numero delle persone, ma semmai lo spazio necessario per la sopravvivenza  di un essere umano. Cioè per far vivere un essere umano è necessario uno spazio minimo composto da terre coltivabili ed acque dolci, che sono in grado di sfamarlo direttamente e indirettamente (ossia per l'allevamento di animali).

Il nostro pianeta non ha poi tutta questa terra coltivabile e tutta quest'acqua per poter sopportare il numero crescente della popolazione umana, senza parlare poi delle sperequazioni tra risorse e popolazione. Infatti dalle terre emerse bisogna escludere tutta quella superfice che è desertica o inadatta alla coltivazione (vedi Antartide o Sahara ).

 

Anche se lo spazio occupato dagli essere umani è eseguo, sono necessari grandi spazi per il loro mantenimento in vita.

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ARES III

@@Monetaio hai perfettamente ragione, solo che parlando di Terra si pensa sempre e solo alla superficie e mai al volume che la circonda e al suo contenuto essenziale.

 

Tuttavia l'ossigeno è prodotto dalle piante, e così si torna direttamente all'argomento principale: cioè all'estensione della superfice terrestre necessaria per la sopravvivenza di un essere umano.

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Exergus

Bisogna però fare delle osservazioni:

 

- il problema non è il numero delle persone, ma semmai lo spazio necessario per la sopravvivenza  di un essere umano. Cioè per far vivere un essere umano è necessario uno spazio minimo composto da terre coltivabili ed acque dolci, che sono in grado di sfamarlo direttamente e indirettamente (ossia per l'allevamento di animali).

Il nostro pianeta non ha poi tutta questa terra coltivabile e tutta quest'acqua per poter sopportare il numero crescente della popolazione umana, senza parlare poi delle sperequazioni tra risorse e popolazione. Infatti dalle terre emerse bisogna escludere tutta quella superfice che è desertica o inadatta alla coltivazione (vedi Antartide o Sahara ).

 

Anche se lo spazio occupato dagli essere umani è esiguo, sono necessari grandi spazi per il loro mantenimento in vita.

Sono d'accordo, la mia era più che altro una fantasticheria per capire quanto spazio occupa fisicamente l'umanità.

 

@@Gallienus, allora lasciamo perdere il km3 di persone tritate e proviamo a metterci un po' più comodi, stando in piedi, 7 miliardi di persone ben allineate possono formare un quadrato di  83.666 persone per lato, se per ogni metro mettiamo 2 persone (ti metto vicino a Jennifer Lawrence :))  risulterebbe un quadrato di 42 km, potremmo stare comodamente sull'isola di Maiorca.

Anche indossando tutti una maglietta rossa saremmo comunque a malapena visibili dallo spazio.

 

post-18735-0-09400800-1453392638_thumb.j

post-18735-0-36656300-1453392647.jpg

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Afranio_Burro

Penso il discorso di @@Exergus fosse una provocazione.. Nonostante la nostra convinzione di avere un peso effettivo nelle dinamiche universali, rimaniamo un minuscolo, insignificante frammento nel cosmo. Anche se ci mettiamo stretti stretti, tutti i 7 miliardi di noi. Figuriamoci, quindi, che peso può avere la nostra singola vita, di cui ci preoccupiamo tanto.. La cosa che mette un po' tristezza è che, per quanto insignificante possa essere, quella stessa vita rimane l' unica cosa che possediamo "veramente".

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Monetaio

Penso il discorso di @@Exergus fosse una provocazione.. Nonostante la nostra convinzione di avere un peso effettivo nelle dinamiche universali, rimaniamo un minuscolo, insignificante frammento nel cosmo. Anche se ci mettiamo stretti stretti, tutti i 7 miliardi di noi. Figuriamoci, quindi, che peso può avere la nostra singola vita, di cui ci preoccupiamo tanto.. La cosa che mette un po' tristezza è che, per quanto insignificante possa essere, quella stessa vita rimane l' unica cosa che possediamo "veramente".

 

Eppure... Se così disposte facessero un salto tutte assieme...

Modificato da Monetaio

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ARES III

Noi siamo insignificanti......ma pensate allora agli organismi unicellulari cosa potrebbero risponderci  ?

 

Non sono comunque le dimensioni che danno valore ad un essere vivente, ma piuttosto alla sua intelligenza-abilità a risolvere problemi complessi.

Pensate alle api o alle formiche, piccole di taglia, laboriose, con un linguaggio comunicativo complesso, e sono anche tra i pochi animali a potersi vantare di poter uccidere e mangiare animali molto più grossi come i leoni.

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cabanes

nihil sub sole novum, @Exergus.
Nel 1968 John Brunner ha scritto il romanzo di fantascienza "tutti a Zanzibar" che l'autore così presenta "...con i miei ultimi lavori ho affrontato tre dei più grossi problemi che si presentano alla specie umana. In tutti a Zanzibar ho cercato di raffigurare le pressioni psicologiche fortissime che derivano dal sovrappopolamento".
Perchè il titolo? Brunner aveva stimato che la popolazione mondiale del periodo in cui ambientò il libro, se stipata, avrebbe occupato l'intera superficie dell'isola. Avrà scelto Zanzibar invece che Majorca per il maggiore esotismo?
A prescindere comunque dalla geografia e dalla geometria, è una lettura interessantissima (e Brunner scrive anche bene) e tuttora attuale, se si riesce a trovare il libro: non so se sia stato ristampato di recente.
 

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Exergus

nihil sub sole novum, @Exergus.

Nel 1968 John Brunner ha scritto il romanzo di fantascienza "tutti a Zanzibar" che l'autore così presenta "...con i miei ultimi lavori ho affrontato tre dei più grossi problemi che si presentano alla specie umana. In tutti a Zanzibar ho cercato di raffigurare le pressioni psicologiche fortissime che derivano dal sovrappopolamento".

Perchè il titolo? Brunner aveva stimato che la popolazione mondiale del periodo in cui ambientò il libro, se stipata, avrebbe occupato l'intera superficie dell'isola. Avrà scelto Zanzibar invece che Majorca per il maggiore esotismo?

A prescindere comunque dalla geografia e dalla geometria, è una lettura interessantissima (e Brunner scrive anche bene) e tuttora attuale, se si riesce a trovare il libro: non so se sia stato ristampato di recente.

 

Interessante, proverò a fare qualche ricerca per trovare il libro.

 

Comunque oggi non ci stiamo più tutti a Zanzibar, ci mancano circa 500 km2, nel 1968 eravamo circa la metà di quanti siamo oggi.

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cabanes

da Exergus "Comunque oggi non ci stiamo più tutti a Zanzibar, ci mancano circa 500 km2, nel 1968 eravamo circa la metà di quanti siamo oggi."

Giusto, Maiorca fa 3640 Kmq, mentre Zanzibar ne fa 2641; però Brunner ambientò il suo romanzo nel 2010: allora eravamo in meno (o forse gli uomini di Brunner si disponevano a quinconce, invece che a scacchiera come i tuoi).
Scherzi a parte, quando ho letto il libro (primi anni '70) ero un giovane idealista che si preoccupava di come il mondo andasse avanti, e soprattutto di come avrei potuto darmi da fare per tentare di cambiarne la rotta: armamenti atomici, sovrappopolazione, fine delle materie prime (il celeberrimo studio dell'MIT "I limiti dello sviluppo" preconizzava l'esaurimento del petrolio nei primi anni del 2000), inquinamento e quant'altro.
Ora che sono invecchiato sono diventato più cinico e non mi preoccupo più di tante cose: per esempio sono convinto (attenzione: non è una battuta) da anni che l'attuale riscaldamento del pianeta non abbia niente a che vedere con l'attività umana. E' che noi ci crediamo così importanti da pensare che tutto dipenda da noi, nel bene o nel male. E invece siamo solo un chilometro cubo! Hai ragione, un po' di umiltà ci farebbe solo bene.

Alla fin fine credo che ci sia solo una cosa che dovrebbe essere cambiata perchè tutto funzioni meglio: la nostra testa.

ma sono vecchio, deluso e scoraggiato: so che è un'impresa impossibile.

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Exergus

da Exergus "Comunque oggi non ci stiamo più tutti a Zanzibar, ci mancano circa 500 km2, nel 1968 eravamo circa la metà di quanti siamo oggi."

Giusto, Maiorca fa 3640 Kmq, mentre Zanzibar ne fa 2641; però Brunner ambientò il suo romanzo nel 2010: allora eravamo in meno (o forse gli uomini di Brunner si disponevano a quinconce, invece che a scacchiera come i tuoi).

Scherzi a parte, quando ho letto il libro (primi anni '70) ero un giovane idealista che si preoccupava di come il mondo andasse avanti, e soprattutto di come avrei potuto darmi da fare per tentare di cambiarne la rotta: armamenti atomici, sovrappopolazione, fine delle materie prime (il celeberrimo studio dell'MIT "I limiti dello sviluppo" preconizzava l'esaurimento del petrolio nei primi anni del 2000), inquinamento e quant'altro.

Ora che sono invecchiato sono diventato più cinico e non mi preoccupo più di tante cose: per esempio sono convinto (attenzione: non è una battuta) da anni che l'attuale riscaldamento del pianeta non abbia niente a che vedere con l'attività umana. E' che noi ci crediamo così importanti da pensare che tutto dipenda da noi, nel bene o nel male. E invece siamo solo un chilometro cubo! Hai ragione, un po' di umiltà ci farebbe solo bene.

Alla fin fine credo che ci sia solo una cosa che dovrebbe essere cambiata perchè tutto funzioni meglio: la nostra testa.

ma sono vecchio, deluso e scoraggiato: so che è un'impresa impossibile.

Come non darti ragione... credo, purtroppo, che la massa cerebrale sia la stessa che c'era a Zanzibar, solo dobbiamo dividercela in 7 miliardi.

 

"La quantità di intelligenza sul pianeta è costante, la popolazione è in aumento"

Modificato da Exergus

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Exergus

Penso il discorso di @@Exergus fosse una provocazione.. Nonostante la nostra convinzione di avere un peso effettivo nelle dinamiche universali, rimaniamo un minuscolo, insignificante frammento nel cosmo. Anche se ci mettiamo stretti stretti, tutti i 7 miliardi di noi. Figuriamoci, quindi, che peso può avere la nostra singola vita, di cui ci preoccupiamo tanto.. La cosa che mette un po' tristezza è che, per quanto insignificante possa essere, quella stessa vita rimane l' unica cosa che possediamo "veramente".

 

A volte su questo mi vengono forti dubbi.

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cabanes

"La quantità di intelligenza sul pianeta è costante, la popolazione è in aumento"

ehi Exergus, ti scappano, o il tuo senso dell' ironia è superbo? Perchè ciò che scrivi ha una sua credibilità, sembra quasi un postulato di termodinamica. Ed anche Lorenz ha scritto qualcosa di simile (mi scuso per le continue citazioni, non è saccenza, semplicemente se dette da un poveraccio come me le cose sembrano meno importanti che se se dette da gente nota).
E, avendo credibilità, ne consegue che la soluzione per migliorare la quantità pro capite di intelligenza è una sola: non potendo aumentare l'intelligenza, bisogna diminuire.... E' una pura questione aritmetica, no?
Mi sa che è meglio che vada a riporre sotto le lenzuola la frazione di metrocubo che mi compete, qui sto diventando niciano

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margheludo

"E perché il sol dell'avvenire splenda ancora sulla terra facciamo un po di largo con un altra guerra" Franco Battiato. ...meditate gente meditate.

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cabanes

post-43721-0-46376500-1456169241_thumb.j

 

Temo che Battiato pecchi di ingenuità: le guerre non hanno mai risolto (ammesso che una guerra possa risolvere qualcosa) il problema della sovrappopolazione.

L' immagine che segue vuole essere un gentile omaggio a Exergus !

 

post-43721-0-01393900-1456169313.jpg

 

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margheludo

Dubito fortemente che al colto cantautore sia sfuggito il dato che ci hai fornito,credo piuttosto che il passo in questione nasconda un significato un po piu complesso di quello che ci appare superficialmente.

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Littore

Penso il discorso di @@Exergus fosse una provocazione.. Nonostante la nostra convinzione di avere un peso effettivo nelle dinamiche universali, rimaniamo un minuscolo, insignificante frammento nel cosmo. Anche se ci mettiamo stretti stretti, tutti i 7 miliardi di noi. Figuriamoci, quindi, che peso può avere la nostra singola vita, di cui ci preoccupiamo tanto.. La cosa che mette un po' tristezza è che, per quanto insignificante possa essere, quella stessa vita rimane l' unica cosa che possediamo "veramente".

 

Eppure, almeno in teoria, questa situazione, a prima vista desolante, ha la sua consolazione, che riporto con le parole di Pascal:

 

“L’uomo non è che una canna, la più fragile di tutta la natura; ma è una canna pensante. Non occorre che l’universo intero si armi per annientarlo: un vapore, una goccia d’acqua è sufficiente per ucciderlo. Ma quand’anche l’universo lo schiacciasse, l’uomo sarebbe pur sempre più nobile di chi lo uccide, dal momento che egli sa di morire e il vantaggio che l’universo ha su di lui; l’universo non sa nulla. Tutta la nostra dignità sta dunque nel pensiero. E’ in virtù di esso che dobbiamo elevarci, e non nello spazio e nella durata che non sapremmo riempire. Lavoriamo dunque a ben pensare: ecco il principio della morale”.

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cabanes

Dubito fortemente che al colto cantautore sia sfuggito il dato che ci hai fornito,credo piuttosto che il passo in questione nasconda un significato un po piu complesso di quello che ci appare superficialmente.

 

sono d'accordo se si dice che il messaggio insito nella frase di Battiato è un po' più profondo del suo significato letterale:

io il musicista Battiato andavo a vederlo ai Woodstock nostrani e alle Feste dell'Unità negli anni 70, quando da solo, dietro il suo sintetizzatore alto come una cattedrale, intratteneva per ore noi appassionati: erano i tempi di "Clic", di "sulle corde di Aries"... musica misterica e insieme politica, Stockhausen e T. Leary a braccetto.

Magnifico compositore, allora, molto meno addesso (opinione personale di musicofilo. Chiunque può pensarla diversamente). Ma il Battiato pensatore, tutte le volte che l'ho sentito, mi è sembrato abbastanza ovvio, talvolta banale, e mi spiace, vista l'ammirazione che portavo al musicista.

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margheludo

È un passo che esprime appieno il suo modo cinico di vedere l'umanità come singola entità,che per arrivare a destinazione ha bisogno di essere curata dalle malattie, liberata dai parassiti e dai peli superflui,nonché messa a dieta per poter avanzare più speditamente fino alla meta . Sempre che sia questa la chiave di lettura ,in quest'ottica poco importa se a darci una sforbiciata sarà un altra guerra o un epidemia planetaria,basta che accada ed anche in fretta perché così numerosi e sempre in crescita finiremo per estinguerci non appena saranno esaurite le risorse,un po come accadde alla civiltà di Rapa nui.

Modificato da margheludo
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Monetaio

Senza poi dover essere nichilisti per poter affermare che la qualità genetica umana é in forte declino per gli ovvi motivi del progresso della medicina e dell'accesso alla stessa.

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