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Legio II Italica

Battaglia di Tagina e Sepolcro di Totila

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Legio II Italica

Siamo nell’ anno 552 , il diciassettesimo della guerra gotica , l’ Italia e Roma in particolare e’ un territorio quasi desolato di risorse , di popolazione ed anche di ideali ; sono passati alcuni decenni dalla fine ufficiale dell’ Impero romano d’ occidente non essendo piu’ presente a Roma una figura imperiale , anche se simbolica , dopo Romolo Augusto . Dalla deposizione di Romolo Augusto due stirpi germaniche si sono contese la supremazia d’ Italia , prima gli Eruli di Odoacre e successivamente gli Ostrogoti di Teodorico ; gli Italiani , cosi’ chiamati in quanto i “Romani” nome che racchiudeva un mondo multirazziale , ormai in occidente come nome , non esistono piu’ , quindi ogni popolo europeo riprende il proprio nome nazionale o assume quello degli invasori barbari , forse i soli Italiani si sentono ancora Romani , Procopio comunque nella sua opera li chiama Italiani avendo la sensazione come testimone diretto dei fatti , della fine di un epoca e di una antica civilta’ , chiama invece “Romani” i Bizantini , quali legittimi eredi di un grande Impero , sebbene di “Romano” abbia ben poco ; gli Italiani non riescono a realizzare in pieno la gravita’ della loro situazione come di un popolo sottomesso al conquistatore , e’ questa per loro una condizione nuova mai provata dopo tanti secoli di sicurezza , di supremazia militare e civile ; fu certamente un fatto eccezionale vedere sottrarsi dai barbari le proprieta’ , le terre , la liberta’ . Una certa ripresa di liberta’ civile avvenne sotto il buon regno di Teodorico che ridiede lancio all’ economia , ristrutturo’ gli antichi edifici , per l’ ultima volta indisse spettacoli nell’ Anfiteatro Flavio e cosa piu’ importante lascio’ agli Italiani le cariche amministrative del novello Regno d’ Italia , riservando per se e per i suoi Goti quella militare alla quale anche alcuni Italiani aderirono ingrossando le fila dell’ esercito goto , chissa’ se per ideali politici o forse nella speranza di creare un forte Regno italico da contrapporre all’ Impero d’ oriente , fondendosi cosi’ con i conquistatori , e’ questo ad esempio il caso del Senatore romano Albino , del Referendario di Teodorico il romano Cipriano e di chissa’ quanti altri minori cittadini romani .
Per non dilungarmi troppo , dopo l’ uccisione di Amalasunta da parte dei suoi Goti , la quale era figlia di Teodorico e regina d’ Italia , volendo essa stessa vivere e fare convertire il suo popolo agli usi , costumi e religione degli Italiani , venne per questo eliminata . Giustiniano che era in buoni rapporti con lei , decise di intervenire in Italia a seguito anche di un grande progetto europeo di riannettere all’ Impero orientale gran parte dei territori occidentali perduti . Questa grande e lunga guerra iniziata nel 535 ebbe fine nel 553 , l’ Italia passo’ in questo periodo il piu’ brutto periodo della sua storia ultra millenaria e Roma in particolare fu per alcuni mesi completamente priva di cittadini , si stringe il cuore nel leggere questi passi del testimone Procopio .
Nel 551 avvenne la svolta decisiva della guerra gotica , Belisario con le modeste forze militari di cui disponeva non riusciva a concludere la guerra in Italia , dopo alterne vicende e collaborazione non sempre condivisa con Narsete , generale di origine armena mandato in suo aiuto da Giustiniano , fu infine richiamato a Costantinopoli e sostituito con Narsete che divenne unico responsabile della campagna in Italia , costui dimostro’ capacita’ militari notevoli e costrinse i Goti a scontrarsi con lui nella piana di Tagina , l’ antica Tadinum , odierna Gualdo Tadino , questa battaglia segno’ l’inizio della fine di Totila e dei Goti .
Alcuni preamboli alla battaglia : Il Re Totila , il cui vero nome era Baduila , si trovava in quel periodo a Roma in attesa di rinforzi da Teia , arrivati mosse verso i Bizantini di Narsete deciso a concludere la lunga guerra con una decisiva battaglia ; Totila pose gli accampamenti presso Tagina . Narsete inviò legati a Totila esortandolo a deporre le armi e ad arrendersi , non avendo egli alcuna speranza di sconfiggerlo e ordinò agli stessi ambasciatori che gli chiedessero , in caso di rifiuto , di stabilire il giorno della battaglia e Totila rispose: "dopo non più di otto giorni saremo a combattervi”
Gli eserciti , dopo alcune scaramucce per la conquista di una collina e le arringhe dei due comandanti , vennero posti di fronte l' uno con l' altro . Narsete e Giovanni erano circondati da una folta difesa di lance e da un gran numero di sceltissimi Unni e dal fiore delle truppe bizantine ; essi comandavano l' ala sinistra presso la collina . Valeriano , Giovanni Faga e Dagisteo con i loro soldati comandavano l' ala destra ; in entrambe le ale vi erano ottomila fanti arcieri disposti a semicerchio . Al centro dello schieramento erano posti i Langobardi , gli Eruli e le altre truppe mercenarie , disposte in modo che non potessero tentare la fuga durante il combattimento . Narsete dispose nell' estremità dell' ala sinistra mille e cinquecento cavalieri , un terzo dei quali doveva soccorrere le truppe che arretravano perché in difficoltà . Totila schierò le sue truppe allo stesso modo e animava l'esercito passando in rassegna le truppe in tutta corsa ed esortandolo a dare il meglio di sé nel combattimento finale .
Totila procedette quindi in mezzo ai due eserciti per rinviare ulteriormente la battaglia , essendo intenzionato ad attendere l' arrivo dei duemila guerrieri ostrogoti da lui premurosamente attesi ; alla ricerca di un modo per tenere a bada il nemico fino alla loro venuta , si vestì di tessuti ricchissimi d' oro con pendenti dal suo cimiero e dalla sua asta , bende così sfolgoranti di brillantissima porpora che si potevano addire a solo un monarca . Chiese infine a Narsete un abboccamento , ma il generale bizantino , comprese le intenzioni di Totila , rifiutò .
I duemila guerrieri ostrogoti finalmente raggiunsero l' accampamento degli Ostrogoti e si schierarono a battaglia . Lo schieramento bizantino vedeva nell' ala sinistra Narsete stesso con le sue guardie del corpo insieme a Giovanni con le migliori truppe bizantine e gli Unni ; al centro i federati barbari , in particolare longobardi , che ricevettero l'ordine di smontare da cavallo e combattere appiedati in modo da prevenire una loro eventuale fuga ; nell' ala destra il resto delle truppe . Lungo le due ali di cavalleria , Narsete pose 8.000 arcieri appiedati , 4.000 per parte , che si disposero prima della battaglia a semicerchio . I Goti schierarono invece la cavalleria davanti e la fanteria dietro , Totila, inoltre , contava sulla carica dei suoi guerrieri ostrogoti , che sperava sfondassero le linee nemiche , evitando così il combattimento a distanza .
La battaglia iniziò con la carica dei cavalieri lancieri di Totila che tentarono di sfondare le linee nemiche al centro dello schieramento ma si trovarono sotto il tiro degli 8.000 arcieri bizantini disposti a semicerchio che li chiusero in mezzo , massacrando un gran numero di Goti , i cui superstiti tentarono la fuga travolgendo la propria fanteria . Totila tentò la fuga ma pare che venne raggiunto ed ucciso da un ufficiale bizantino . Grazie ad un uso sapiente della fanteria , la battaglia si concluse dunque con la vittoria bizantina e l' uccisione di Totila .
La morte di Totila a leggere Procopio , pare che avvenisse nel seguente modo : mentre Totila fuggiva al calar della notte con non piu’ di 5 uomini , era inseguito da alcuni Romani che pero’ non sapevano che uno dei fuggiaschi era Totila , uno degli inseguitori a nome Asbade , un Gepido , colpi Totila a morte il quale fu trasportato ancora vivo in una localita’ vicina , distante circa 9 chilometri , chiamata “ad caprae” , che corrisponde all’ attuale Caprara , vicino alla cittadina di Scheggia , dove infine mori’.
Nei pressi di Caprara si erge un vecchio casolare diroccato , sotto il quale sono stati scoperti ruderi di epoca tardo romana che la tradizione locale indica come il Sepolcro di Totila , forse e’ fantasia , forse no , certamente e’ strano che nei pressi di un modestissimo villaggio chiamato all’ epoca dei fatti “Caprae” anche oggi un piccolo villaggio formato da “quattro case” , venisse eretto un simile tumulo , certamente questo monumento , se di tmulo si tratta , non fu eretto al momento della sepoltura di Totila da parte dei suoi Goti fuggitivi , ma e’ possibile che fosse costruito successivamente molti anni dopo i fatti bellici , dai Goti rimasti in Italia a ricordo di quel loro Re e della battaglia che segno’ l’ inizio della fine della loro avventura italiana .

Sotto la piana di Gualdo Tadino dove si svolse la battaglia e il cosi' detto "Sepolcro di Totila" , sotto il quale Casale abbandonato si trovano i ruderi in foto , di fattura alquanto semplice .
 

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Circa la figura storica di Totila esiste un grande mistero sul motivo del doppio nome : Baduila = Totila ; il primo nome sembra essere stato quello reale o almeno ufficiale , perche’ tale risulta dalla numismatica .
E’ perfino messa in dubbio la nazionalita’ gotica di Totila perche’ alcuni storici lo danno come Italiano , nativo dell’ Italia del Nord - Est , regione Venezia ed Istria , discendente pero’ da un ceppo goto , forse da questo fatto nasce il doppio nome , Baduila come goto e Totila come romano italico ; rimane il mistero sul significato del nome latinizzato .
Il parere secondo alcuni che Totila significhi “l’ immortale” non e’ dimostrato o confortato da nessun reperto o scritto storico . Se fosse accertata la “nazionalita’ italiana” di Totila , potrebbe cambiare anche il significato della sua missione storica , impedire cioe’ ai Bizantini di impossessarsi dell’ Italia , prevedendo in questo il solo loro interesse alla conquista e parallela pesante fiscalizzazione della penisola , come in realta’ avvenne .
Totila nel corso della guerra si dimostro’ alcune volte spietato , ma chi non lo era in quella tremenda e lunga guerra ? ma era uomo che comprendeva anche le necessita’ della vita e del momento in cui viveva , come quando nel proposito di voler distruggere materialmente Roma iniziando dall’ abbattimento della Mura , esasperato dai continui voltafaccia del Senato e del popolo romano pronto secondo le situazioni nel passare alla causa dei Goti oppure a quella degli imperiali bizantini , si fece convincere dalla famosa lettera di Belisario nella quale lo pregava di non distruggere la Citta’ piu’ grande e piu’ bella della Terra , affiche’ fosse ricordato dai posteri e dalla Storia come il protettore della Citta’ anziche’ essere condannato come il suo distruttore .
Sotto alcune monete di Baduila Totila

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Circa la tomba di Totila esiste un altra versione riportata da Wikipedia : "Lo storico vissuto nell'Ottocento Camillo Ramelli (1804-1855) definì come attendibile la identificazione della tomba di Totila rinvenuta nel febbraio del 1759 a Matelica, presso il Piano dei cavalieri, chiamato in origine Piano delle tombe o delle capre. Nella cripta, di chiara origine gota, fu ritrovato un cadavere tumulato secondo le usanze dei nobili goti, con un anello d'oro al dito, quattro corpi di soldati di guardia e una spada e lo storico ritenne compatibile il luogo con la descrizione della battaglia fornita dal cronista Procopio di Cesarea. Questa interpretazione è stata però contestata dagli storici che riportano la descrizione fatta dalla stesso Procopio, secondo cui la sepoltura fu modesta in quanto i fedeli del re erano inseguiti dai bizantini. Il corpo venne però ritrovato dagli inseguitori che inviarono a Costantinopoli la corazza, il cappello impreziosito di gemme e i vestiti sporchi di sangue"

Occorre anche dire che Procopio , testimone dei fatti , scrive chiaramente che la localita' della sepoltura di Totila era distante 84 stadi dal luogo della battaglia che corrispondono a circa 15 chilometri , quindi oltre al fatto del ricco arredo personale trovato dal Ramelli non rispondente ai fatti , neanche la distanza di Matelica da Gualdo Tadino corrisponde alla distanza percorsa dai fuggitivi , la quale in linea d' aria tra le due cittadine e' di circa 19 chilometri , mentre aggirando le montagne appenniniche sale ad oltre 30 chilometri .

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Per concludere questo post , due parole sulla fine del regno dei Goti in Italia ed anche come popolo storico . Con la battaglia di Monte Lattaro del 553 tra Bizantini e Teia , avvenuta nei colli presso la cittadina di Angri in provincia di Salerno,  di cui una via attuale porta ancora il nome di : Via dei Goti , si concluse la guerra gotica in Italia . Con la morte di Teia e la resa dei Goti , termina la lunga avventura storica di questo popolo germanico ; i Bizantini concessero la vita ai pochi sopravvissuti con l' ordine di lasciare l' Italia senza mai piu' combattere contro l' Impero ; molti di loro , anche chi non aveva partecipato alla lunga guerra , ripassarono le Alpi , altri si sparsero nelle regioni italiane confondendosi con gli Italiani , altri ancora fuggirono presso i Franchi , altri che non vollero arrendersi si rifugiarono in Citta' fortificate come Crema e Pavia , pronti a combattere , ma anch' essi vista l' impossibilita' di continuare la guerra infine si arresero . Il regno dei Goti in Italia non esisteva piu' , con la morte di Teia , nessun altro Goto ha la forza o il carisma di prendere in mano la situazione e il popolo si disperse perdendo l' identita' nazionale , sparendo dalla storia . Comunque in Italia , specialmente nel Friuli Venezia Giulia , qualche comunita' gotica si insedio' e sopravvisse nei secoli futuri lasciando memoria di se in qualche nome locale , infatti ancora oggi esiste in provincia di Udine . a circa sei chilometri , la frazione chiamata Godia .

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