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Claudius

Sampietrino ridotto??

Risposte migliori

Claudius

Ciao amici :)

sottopongo agli esperti questi due monetine, a parte l'anno dovrebbero essere uguali "senonchè" la prima è di diametro decisamente inferiore, manca completamente della leggenda (che in termine da antico romanista come me viene definita fuori tondello), in buona sostanza sembra esser stato ridotto. <_< <_<

Ma i tempi in cui le monete venivano ridotte per regolarizzare la loro validità ponderale erano finiti ormai, o forse no?? :blink: :blink:

Olretutto la circonferenza è regolare non presenta segni di lavorazione e l'usura del bordo è analoga a monete "regolari", di che si tratta??

Grazie come sempre a tutti

PS: piccola curiosità, ma perchè si dice SaMpietrino e non SaNpietrino, visto che il riferimento è ad una persona e si tratta di una parola composta?

post-1465-1161024575_thumb.jpg

Modificato da Claudius

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rcamil

Ciao, il sampietrino di Perugia è effettivamente "ridotto" ossia coniato sulla base ponderale del 1797, che riduceva alla metà il peso legale di questa tipologia rispetto al 1796, in teoria, poi la realtà delle diverse zecche è ben diversa e i pesi sono assai "liberi" :rolleyes:

Nella realtà il passaggio dal sampietrino normale al ridotto avvenne dopo la coniazione di monete "normali" anche con millesimo 1797, e per compiere tale passaggio, le strade intraprese dalle varie zecche furono diverse, dalla riduzione di peso e diametro, con rifacimento dei coni (esempio Roma), alla semplice riduzione del diametro con cui le monete venivano fustellate dopo la coniazione (il tuo caso, con perdita della legenda ;) ) fino alla semplice riduzione dello spessore della lamina, con il mantenimento sia del diametro che dell'impronta (è il caso della zecca di Gubbio, che mantiene anche il millesimo 1796 :o )

Quanto alla "M" non saprei, ma essendo un nome popolare non credo che sia stato pensato e coniato secondo le regole della grammatica... :P

Ciao, RCAMIL B)

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Claudius

Grazie Rcamil :)

Sempre parlando di SaMpietrini ;) mi puoi postare qualche foto delle varianti con il San Pietro di tre quarti con la testa voltata ecc..?

Sono molto più rari di quelli regolari?

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rcamil
Sempre parlando di SaMpietrini  ;)  mi puoi postare qualche foto delle varianti con il San Pietro di tre quarti con la testa voltata ecc..?

Sono molto più rari di quelli regolari?

162222[/snapback]

Ciao, sono tutte varianti della zecca di Roma.

Credo che con "testa voltata" tu intenda questa tipologia del 1796, moneta rara ma non troppo ;) :

sampietrinoroma1796trequartiix5.th.jpg

... e per "tre quarti" le due varianti del 1795, queste sì più rare delle successive monete datate 1796 ;) , il primo con la legenda "PRINCEPS APOST." :

sampietrinoroma17952pg4.th.jpg

Il secondo con legenda "APOSTOLORUM PRINCEPS" :

sampietrino1795romafm6.th.jpg

Ciao, RCAMIL B)

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Paleologo

Discussione molto interessante: grazie Claudius e Rcamil! Ho riscontrato questa stessa caratteristica su un baiocco sempre di Pio VI nella mia collezione. Non riuscivo a immaginare perchè qualcuno, sia pure in un periodo di gravi ristrettezze, si fosse messo a tosare monete di rame... In sostanza, se ho capito bene, si tratta di una "pre-tosatura" ;) effettuata dalla zecca stessa per adattare vecchi tondelli al nuovo standard ponderale senza preoccuparsi del preventivo rifacimento dei conii. Appena possibile vi posto la foto del baiocco in questione e vediamo se corrisponde alla spiegazione.

Ciao, P. :)

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Paleologo

Ecco quanto promesso e complimenti per la bufala che ho scritto sopra: si tratta ovviamente di un baiocco di Pio VII per Bologna del tipo del 1816, quello con lo stemma "adagiato" (scusate il tecnicismo :P ) che sul Gigante è chiamato "dell'8° tipo". Anno di regno XVI/XVII (illegibile), Pagani 99-100, Muntoni 42(?). Si tratta comunque di un pezzo secondo me interessante.

post-838-1161706069_thumb.jpg

La moneta, chiaramente tosata, ha un diametro di 30mm esatti (33 originali) e un peso di 9.8 grammi (12 originali). Queste misure non credo siano casuali: in pratica la moneta è stata resa conforme allo standard decimale per il baiocco, introdotto da Gregorio XVI mi pare nel 1834: 30mm per 10.17g (poi 10g sotto Pio IX). La differenza di peso potrebbe essere dovuta a ulteriore usura e comunque è poco significativa.

Questa moneta dovrebbe quindi aver circolato per almeno 17 anni prima di essere "riciclata" sul nuovo standard. Mi viene quindi da fare tre ipotesi:

1) Che la tosatura sia stata fatta per iniziativa privata, ad esempio da un cambiavalute

2) Che sia stata fatta in zecca, utilizzando delle "rimanenze" delle coniazioni precedenti (si conoscono casi?)

3) Che la moneta sia stata ritirata dalla circolazione, tosata in zecca e quindi rimessa in circolazione. Questa mi sembra l'ipotesi più probabile, anche perchè se fosse stata fatta su larga scala avrebbe permesso di recuperare un discreto quantitativo di metallo da utilizzare per la coniazione di monete nuove. Sarebbe interessante sapere se esistono tracce documentali di questa pratica al tempo di Gregorio XVI o anche più tardi.

Che ne pensate?

Ciao, P. :)

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rcamil

Ciao P., moneta interessante, stando ai dati tecnici che hai rilevato :)

Questa moneta dovrebbe quindi aver circolato per almeno 17 anni prima di essere "riciclata" sul nuovo standard. Mi viene quindi da fare tre ipotesi:

1) Che la tosatura sia stata fatta per iniziativa privata, ad esempio da un cambiavalute

164907[/snapback]

Possibile, le vie dell'iniziativa privata oggi come allora sono infinite :rolleyes:

2) Che sia stata fatta in zecca, utilizzando delle "rimanenze" delle coniazioni precedenti (si conoscono casi?)

164907[/snapback]

Poco probabile, se ne avrebbe notizia trattandosi di una monetazione relativamente recente e in generale sufficientemente documentata, si attendono smentite ;)

3) Che la moneta sia stata ritirata dalla circolazione, tosata in zecca e quindi rimessa in circolazione. Questa mi sembra l'ipotesi più probabile, anche perchè se fosse stata fatta su larga scala avrebbe permesso di recuperare un discreto quantitativo di metallo da utilizzare per la coniazione di monete nuove. Sarebbe interessante sapere se esistono tracce documentali di questa pratica al tempo di Gregorio XVI o anche più tardi.

164907[/snapback]

Assai improbabile, una volta che la zecca avesse avuto la moneta in mano ritirata dal "giro", la via più semplice da percorrere (salvo casi estremi di necessità, quali un assedio o similari) sarebbe stata quella di recuperare il metallo fondendo tutto, per coniare nuove monete.

L'ipotesi punzonatura per recupero solo parziale, per poi rimettere in circolazione monete vecchie ed usurate non mi sembra attuabile. Così come un'eventuale ribattittura (che in questo caso non c'è) su una moneta già esistente, pratica sconsigliata dopo le non felici esperienze nel periodo conclusivo del regno di Pio VI :rolleyes:

Ciao, RCAMIL B)

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Paleologo

Rcamil, mi pare di capire che propendi per l'ipotesi di una punzonatura fatta da un privato. Avrebbe potuto avere uno scopo specifico?

L'usura comunque potrebbe essere anche posteriore alla riduzione (la moneta potrebbe aver circolato fino al 1870, altri 35 anni)

Ciao, P. :)

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rcamil
Rcamil, mi pare di capire che propendi per l'ipotesi di una punzonatura fatta da un privato. Avrebbe potuto avere uno scopo specifico?

164930[/snapback]

Propendo per un "atto privato" :rolleyes: , ma non è detta che sia una punzonatura, magari è una semplice limatura (tosatura), prova ad osservare il bordo, se si rilevano segni vari non cancellati dall'usura, un punzone lascia segni perpendicolari al tondello, la limatura in genere ne segue la curvatura e comunque risultèrà una certa ovalizzazione, prova a vedere i diametri minimo e massimo, non sembra un tondo perfetto ;)

Quanto allo scopo, chissà... :huh:

Ciao, RCAMIL B)

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Guest baiocchella

Su alcuni sampietrini, sotto il busto di S. Pietro, è presente la sigla T.M.

Cosa sta a significare?

Sono per caso le iniziali dell'incisore? Se si come si chiamava?

Si tratta di una variante (rara?) oppure no.

Grazie in anticipo a chi volesse fornirmi queste risposte. ;)

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rcamil

Sono le iniziali dell'incisore Tommaso Mercandetti, attivo presso le zecche di Roma (dove venivano realizzati i conii dei sampietrini anche delle zecche periferiche) e Bologna nel periodo a cavallo tra i pontificati di papa Pio VI (1774-1799) e Pio VII (1800-1823), compreso l'intermezzo della Prima Repubblica Romana, per la quale curò diversi coni.

Tornando ai sampietrini, praticamente tutte le tipologie sono presenti sia con le iniziali del Mercandetti che senza, e solitamente questo non conferisce una maggiore rarità ;) .

Ciao, RCAMIL B)

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Paleologo
compreso l'intermezzo della Prima Repubblica Romana, per la quale curò diversi coni

173033[/snapback]

...incluso quello dei "baiocchi dell'albero" o "alberetti" di cui un bell'esemplare ( :P ) privo della sigla dell'incisore è presentato QUI.

Ciao, P. :)

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