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      Aggiornamento   15/10/2017

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VALTERI

Metaponto : stateri con figura umana

Risposte migliori

VALTERI

Nel  periodo immediatamente seguente alla monetazione incusa , Metaponto produce un ristretto gruppo di piuttosto rare monete a doppio rilievo con al rovescio immagini a figura umana .

 

Al diritto permane ancora la spiga con etnico , di chiara derivazione dai tipi incusi .

 

Al rovescio compaiono immagini a figura intera di Apollo ed Eracle ed una terza figura a corpo umano con testa di toro, che la leggenda nel campo consente di attribuire alla divinità fluviale Acheloo .

 

A breve , la successiva , cospicua monetazione di Metaponto , prenderà il diffuso tipo con teste al diritto mentre la spiga migrerà ai rovesci .

 

Unisco le immagini dei soli tipi che ho saputo trovare , sperando che altri utenti possano aggiungere ulteriori immagini .

post-41289-0-18282100-1460402326_thumb.j

post-41289-0-91502200-1460402344_thumb.j

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acraf

Il primo esemplare è quello della collezione De Luynes 466 e fornisco una immagine migliore, per cogliere maggiori particolari:

 

post-7204-0-81586900-1460412497.png

 

Si tratta di una eccezionale e ristretta emissione, in onore del dio fluviale, come è confermato dalla leggenda.

 

Più esattamente il culto di Acheloo era applicato anche al foukme locale, vicino Metapontum, che era Casuention.

Quindi la moneta doveva essere dedicata più esattamente ad Acheloos Casuention.

 

Il culto del dio fluviale androprosopo è oggetto di un approfondito saggio, intitolato Potamikon, che sarà pubblicato tra alcuni mesi in un primo grosso volume (dedicato alle emissioni in bronzo, dopo una lunga disgressione sulla storia di questo culto), in lingua inglese.

 

 

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TARAS
Ringrazio acraf per il suo post.
In effetti la tipologia in questione (Noe 311) sembra essere una chiara evidenza per un culto locale di Acheloo a Metaponto. Sulla base della teoria degli epiteti locativi, fu probabilmente venerato come Acheloos Casuention, come già indicato da acraf.
Come giustamente sottolineato da Valteri, la moneta in questione fu emessa "nel periodo immediatamente seguente alla monetazione incusa", dato confermato dalla osservazione di Noe, per cui il conio di diritto è lo stesso usato per la serie Noe 261, una delle ultime tra quelle incuse.
 
L'iscrizione al rovescio: Axeloio Aetlon. Probabilmente celebra l'istituzione di giochi in onore di Acheloo (come atto di espiazione) dopo lavori di regimentazione delle acque nella chora della polis, archeologicamente attestate proprio alla metà del V secolo (contemporaneamente all'emissione in questione); prima di quelle opere la zona era continuamente soggetta a disastrosi allagamenti.
La pratica di onorare Acheloo come atto espiatorio dopo lavori di bonifica era diffusa nel mondo greco. Pausania (I.42.2) ci racconta del tiranno di Megara, Teagene, che innalzò un altare in onore di Acheloo dopo aver deviato il corso del fiume locale.
In pratica, per gli antichi greci, ogni volta che si deviava un fiume era come infliggere ad Acheloo ancora una volta la lesione del corno strappato da Eracle, quindi si sentivano spinti a chiedergli perdono, ad espiare, con la costruzione di altari e la celebrazione di riti o giochi sacri. La maggiore sostenitrice di questa ipotesi sull'uso della immagine di Acheloo è Helga Di Giuseppe ("I riti del costruire nelle acque violate"), la quale estende la sua interpretazione, forse in maniera un po' forzata, a qualsiasi zecca italiota o siceliota che usò coniare tori androprosopi. A suo parere, ogni volta che un fiume locale venne deviato o regimentato, la Comunità adottò l'iconografia sulla sua moneta, come una forma di compensazione per la divinità ferita. Così i tipi coniati rappresenterebbero sia una forma di propaganda politica sia un atto di riparazione religiosa delle comunità locali. Dunque in sintesi Di Giuseppe sostiene che l'immagine del toro androprosopo non si limiterebbe a rappresentare il fiume locale, come molti studiosi suggeriscono, ma invece rappresenterebbe il fiume locale deviato e irreggimentato, che pertanto diventa come Acheloo, un dio ferito a cui chiedere perdono.
 
 
Metaponto è l'unico caso noto di numismatica in cui vediamo una rappresentazione di Acheloo come un uomo barbuto con le corna di toro e orecchie bovine. (La stessa zecca emise anche dioboli d'argento con una testa di toro androprosopo di profilo, che è la prima attestazione occidentale per lo schema di profilo, probabilmente derivato dai tipi in elettro dell'Asia Minore mediante Kyrene. Le zecche Akarnane adotteranno lo schema dei dioboli metapontini solo 10 o 20 anni dopo.)
Tornando però allo schema inusuale dello statere, si tratta in effetti di una raffigurazione che, pur rara nelle arti visive, ricalca la rappresentazione di Acheloo come riportato nelle fonti letterarie antiche (stranamente, la forma di toro androprosopo, così diffusa nelle arti visive, non è mai menzionata dagli antichi autori.).... Alcuni esempi:
 

Ovidius Naso, Metamorphoses:

http://www.perseus.tufts.edu/hopper/text?doc=Perseus%3Atext%3A1999.02.0074%3Abook%3D9%3Acard%3D1

 

Ovidio non descrive mai la forma di toro androprosopo per Acheloo (menzionato ai versi IX, 68 e 96 ), ma ne descrive solo la sua trasformazione in "Tauro" (IX, 80, 81): "Sic quoque devicto restabat tertia tauri forma trucis: tauro mutatus membra rebello."

 

Esiodo, Teogonia. 

http://www.perseus.tufts.edu/hopper/text?doc=Perseus%3Atext%3A1999.01.0129%3Acard%3D337

Nomina Ἀχελώιόν al verso 340, tra una lista di divinità, senza descriverlo.

 

Sophocles, Trachiniae:

http://www.perseus.tufts.edu/hopper/text?doc=Perseus:text:1999.01.0195 

Ἀχελῷον è nominato al verso 9, e subito dopo Sofocle ci descrive le sue trasformazioni:

 

"μνηστὴρ γὰρ ἦν μοι ποταμός, Ἀχελῷον λέγω,

ὅς μ ̓ ἐν τρισὶν μορφαῖσιν ἐξῄτει πατρός,

φοιτῶν ἐναργὴς ταῦρος, ἄλλοτ ̓ αἰόλος

δράκων ἑλικτός, ἄλλοτ ̓ ἀνδρείῳ κύτει

βούπρῳρος: ἐκ δὲ δασκίου γενειάδος

κρουνοὶ διερραίνοντο κρηναίου ποτοῦ.

 

Dunque Acheloo è descritto nelle fonti antiche come toro, come serpente, e come uomo con protome taurina, mai come toro androprosopo o androcefalo.

In effetti l'unica fonte antica che siamo riusciti a rintracciare in cui venga descritto un toro androprosopo è empedocle (βουγενῆ ἀνδρόπρῳρα / ἀνδροφυῆ βούκρανα), tuttavia nel passaggio in questione il filosofo ci sta descrivendo la sua zoogonia e la forza dell'Amore che unifica le cose, dunque nulla a che fare col mito di Acheloo.

 

Dal mio punto di vista la forma del toro androprosopo venne preferita da pittori e incisori perché poteva meglio rappresentare la "trasformazione" di Acheloo, una specie di fotogramma del momento in cui si sta tramutando in toro, non esattamente una forma statica della sua rappresentazione. In ogni caso stiamo parlando di una divinità mutliforme, la cui rappresentazione non deve essere vista come legata in modo indissolubile ad una data iconografia. Inoltre, vale la pena notare che la più antica immagine cultuale di Acheloios scoperta in Grecia continentale non era rappresentata come toro androprosopo; Si tratta del Acheloos Peplophoros: una statua, in cui Acheloios è raffigurato come uomo barbuto che indossa abiti femminili (HP Isler, "Acheloos," in CMIL, No.77, MM Lee, "Acheloos Peplophoros" in Hesperia, Vol.75 (2006), 317-325). La statuetta è datata tra il 480 e il 450 aC ed è stata trovata insieme ad un'iscrizione che denomina la figura come "Acheloios" (IG XII, 9, 135), probabile marcatore di confine di un santuario locale dedicato ad Acheloo e le ninfe. Un altro esempio di rilievo votivo da Atene, datato alla fine del 5 ° secolo aC, mostra Acheloo raffigurato come un essere umano con corna (H.P. Isler, "Acheloos," in CMIL, n. 210). Per ulteriori esempi di Acheloios come essere umano cornuto sui rilievi attici si veda H.P. Isler, "Acheloos," in CMIL, n. 211-212.

 
 
Saluti :)
Nico
 
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njmolinari

I wonder if this is Acheloios Athletas (or something similar), as opposed to Acheloios Causention, which is depicted as a man-faced bull on the other varieties from Metapontion?  I have no doubt that the man-faced bulls from Metapontion are indeed Acheloios Causention, but this one might be different because it shows the full body with the discus and I believe the Greek means "of the Athletes", right?

 

Nick 

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njmolinari

Also, the ancient accounts say "ox-like face," whereas this coin has a human face with bovine ears and horns, so this one doesn't match the majority of ancient accounts either.  The closest thing to these ancient descriptions of Acheloios are the Near Eastern bearded (regular) bulls, like the centerpiece of the Great Lyre of Ur.

post-38236-0-67903600-1460471464_thumb.j

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TARAS

I wonder if this is Acheloios Athletas (or something similar), as opposed to Acheloios Causention, which is depicted as a man-faced bull on the other varieties from Metapontion?  I have no doubt that the man-faced bulls from Metapontion are indeed Acheloios Causention, but this one might be different because it shows the full body with the discus and I believe the Greek means "of the Athletes", right?

 

Nick 

 

Aethlon should stay for "award" of the athletes

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acraf

L'interessante studio di Helga di Giuseppe è scaricabile nel sito di Academia.edu.

Eccolo in formato pdf

 

H._Di_Giuseppe_Acheloo_e_le_acque_deviat.pdf

 

L'appellativo Aethlon indica che furono indetti dei Giochi in onore di Acheloo, ovviamente intesi non solo come semplici manifestazioni sportive (atletiche) come intendiamo adesso, ma con connotati anche spirituali e commemorativi.

A che scopo fare i Giochi?

Appunto, come descritto magistralmente dal bravo Taras, per la Di Giuseppe questi Giochi furono indetti per commemorare la rinnovata salubrità dell'agro grazie a opere di bonifica.

 

Quasi sicuramente è così per Metaponto, ma concordo che non si dovrebbe implicare che ogni zecca che ha emesso monete con toro androprosopo abbia eseguito opere di bonifica del proprio fiume. Al limite molte di esse hanno voluto solo ingraziarsi il dio del fiume, considerando l'importanza delle acque dolci per la vita della città stessa....

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VALTERI

Rutter , nel suo "Historia numorum" ( n. 1491 pag. 132) , per il culto di Acheloo a Metaponto , rimanda a  L. Lacroix ,Monnaies et colonisation dans l'occident grec ( Brussels 1965 ) , opera , questa , che non conosco

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TARAS

Rutter , nel suo "Historia numorum" ( n. 1491 pag. 132) , per il culto di Acheloo a Metaponto , rimanda a  L. Lacroix ,Monnaies et colonisation dans l'occident grec ( Brussels 1965 ) , opera , questa , che non conosco

 

Si tratta di un'opera generale sugli aspetti della "colonizzazione" greca in occidente attraverso la lettura di alcuni tipi monetali. Dal mio punto di vista l'opera fu sicuramente valida cinquanta anni fa, ma è ormai obsoleta nella sua visione ellenocentrica della grecità d'occidente come una sorta di "periferia" culturale, per cui l'autore cerca continuamente nelle tipologie monetali magnogreche riferimenti a culti della madre patria, riti della madrepatria, tradizioni della madrepatria ecc; come se le poleis greche occidentali fossero state davvero "colonie" intese nel senso più moderno ed imperialista del termine, equivoco questo che ha infestato gli studi classici per decenni, prima che venisse recentemente meglio chiarita la qualità della relazione tra "colonie" occidentali e poleis di partenza degli ecisti.

Tornando al tema del thread, nel libro di Lacroix Acheloo a Metaponto è citato brevemente, con alcuni riferimenti bibliografici. in relazione ai giochi Acarnani ed alla associazione col culto delle ninfe presente in Grecia continentale. Per la storia degli studi sulla moneta in questione consiglierei di iniziare da Arthur Sambon che nel 1915 scrisse: "Didrammo del 466 a.C. in onore dell’Acheloo per la bonifica dell’agro metapontino." http://ans.cplibraries.com/cgi-bin/koha/opac-detail.pl?biblionumber=186412

 

Saluti :)

Nico

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acraf

Quell'articolo di Arthur Sambon su pubblicato nel 1915 nella rivista "Rassegna Numismatica".

Colgo l'occasione che quella rivista, fondata da Furio Lenzi, un grande personaggio del panorama numismatico italiano nel primo trentennio del XX secolo, fu una delle più prestigiose riviste italiane, che ha ospitato non pochi interessanti articoli, inclusi alcuni su ripostigli rinvenuti in Italia.

Purtroppo è una rivista, che durò dal 1904 al 1935, non facilmente reperibile e sarebbe altamente auspicabile che la Società Numismatica Italiana possa scansionarla, anche se non la annovera tra le storiche riviste numismatiche italiane. Il Lenzi fu tra i fondatori dell'Istituto Italiano di Numismatica, nel 1912, del quale fu Segretario nei primi anni....

 

http://www.socnumit.org/doc/Numismatici/LENZI_Furio.pdf

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Archestrato

Ho potuto trovare alcune altre immagini che riproducono esemplari della tipologia degli stateri con figura umana di Metaponto, una serie di notevole fascino che, devo ammettere, molto poco conoscevo prima di questa interessante discussione:

post-48266-0-92414200-1460596120_thumb.jpost-48266-0-79464900-1460596143_thumb.j

post-48266-0-57735000-1460596170.jpeg

Da notare come nel secondo esemplare la figura umana sia racchiusa in una corona di alloro

Modificato da Archestrato
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numa numa

Quell'articolo di Arthur Sambon su pubblicato nel 1915 nella rivista "Rassegna Numismatica".

Colgo l'occasione che quella rivista, fondata da Furio Lenzi, un grande personaggio del panorama numismatico italiano nel primo trentennio del XX secolo, fu una delle più prestigiose riviste italiane, che ha ospitato non pochi interessanti articoli, inclusi alcuni su ripostigli rinvenuti in Italia.

Purtroppo è una rivista, che durò dal 1904 al 1935, non facilmente reperibile e sarebbe altamente auspicabile che la Società Numismatica Italiana possa scansionarla, anche se non la annovera tra le storiche riviste numismatiche italiane. Il Lenzi fu tra i fondatori dell'Istituto Italiano di Numismatica, nel 1912, del quale fu Segretario nei primi anni....

http://www.socnumit.org/doc/Numismatici/LENZI_Furio.pdf

Confermo che la SNI sta portando avanti il progetto di mettere in rete le riviste di numismatica piu antiche ed ora estinte di difficile reperimento

Il progetto comprende diverse testate tra cui la 'Rassegna Numismatica'

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TARAS

Quell'articolo di Arthur Sambon su pubblicato nel 1915 nella rivista "Rassegna Numismatica".

Colgo l'occasione che quella rivista, fondata da Furio Lenzi, un grande personaggio del panorama numismatico italiano nel primo trentennio del XX secolo, fu una delle più prestigiose riviste italiane, che ha ospitato non pochi interessanti articoli, inclusi alcuni su ripostigli rinvenuti in Italia.

Purtroppo è una rivista, che durò dal 1904 al 1935, non facilmente reperibile e sarebbe altamente auspicabile che la Società Numismatica Italiana possa scansionarla, anche se non la annovera tra le storiche riviste numismatiche italiane. Il Lenzi fu tra i fondatori dell'Istituto Italiano di Numismatica, nel 1912, del quale fu Segretario nei primi anni....

 

http://www.socnumit.org/doc/Numismatici/LENZI_Furio.pdf

 

Confermo che la SNI sta portando avanti il progetto di mettere in rete le riviste di numismatica piu antiche ed ora estinte di difficile reperimento

Il progetto comprende diverse testate tra cui la 'Rassegna Numismatica'

 

Dell'articolo in questione ho un estratto, tempo permettendo (appena rimetto in ordine gli scaffali e lo studio) faccio un pdf e condivido.

 

Saluti

Nico

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Archestrato

Questa notevolissima serie di stateri di Metaponto mi ha davvero incuriosito, infatti ho osservato i vari esemplari postati nei ritagli di tempo di questi ultimi giorni, ponendomi un quesito nell'osservare il particolare del fiore, visibile in basso a ore 5 nell'esemplare del post 13 ( catalogato al numero 48 nella prima immagine dopo le monete al post 1):

Visto il legame dell'emissione di questi stateri raffigurante Acheloo con interventi di regimentazione delle acque a Metaponto, non sembrerebbe logico immaginare un simile legame anche tra tali opere ed il "simbolo" del fiore, che sorgerebbe in questo caso dal suolo sulla moneta, per ricordare la rifioritura di aree prima non proprio salubri ed ora invece risanate?

post-48266-0-53460200-1460888857.jpeg

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VALTERI

I 6 stateri del post 1 , raffigurano 2 a 2 in sequenza , Acheloo , Apollo ed infine Eracle .

 

L'esemplare al n. 48 del BMC 1 Italy ha Apollo al rovescio :  il fiore sorgente dalla linea di terra dovrebbe essere  probabilmente legato a questa figura .

Modificato da VALTERI

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Archestrato

In effetti è il fatto che le emissioni di stateri con figura umana siano durate per un periodo di tempo probabilmente molto breve, che mi ha indotto a riflettere se non sia forse possibile ritenerle legate da significati e rimandi comuni (la commemorazione e la memoria di un evento specifico), e non solo da similitudini in termini di raffigurazioni..

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Archestrato

Aggiungo che alla pagina 20 del pdf al post 8 (inizio del secondo paragrafo), si evidenzia come siano state rilevate prove di interventi di bonifica a Metaponto nell'area del temenos di Apollo, il che naturalmente confermerebbe per il legame tra il simbolo del fiore e la figura di Apollo presente sull'esemplare 48 del BMC 1 Italy (post 13) un possibile riferimento ad una serie di interventi diffusi di bonifica e regimentazione sulle acque locali, ai quali potrebbe (il condizionale è d'obbligo) riferirsi interamente o in parte la serie di stateri oggetto di questa discussione.

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acraf

Ipotesi molto verosimile e ringrazio per il suo sviluppo.

Sicuramente la serie con Acheloo, Eracle ed Apollo (in questo ordine) formano una emissione coniata in una determinata circostanza.

Sarebbe bello riuscire a ricostruire nei dettagli tutta la serie, anche per individuare i conii e suoi possibili incroci...

Bisogna cominciare dal Noe 312-319 e dovrei cercare la sua opera.....

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Archestrato

http://www.tpsalomonreinach.mom.fr/Reinach/MOM_TP_071825/MOM_TP_071825_0007/PDF/MOM_TP_071825_0007.pdf

Al link sopra riportato è possibile trovare un interessante file pdf contenente poche pagine molto interessanti scritte da Sambon e che si riferiscono al culto di Eracle a Metaponto e la sua rappresentazione sul alcune monete allora (1921) inedite.

Parrebbero esserci dunque ragioni per ritenere credibile l'ipotesi che anche la figura di Eracle sia connessa ad un unico evento, o serie di eventi, riguardante il ritorno di acque più salubri in aree malsane, allo scopo di accrescere il benessere anche socioeconomico della città.

Molto interessante sarebbe scoprire se nel territorio metapontino siano presenti prove di aree toccate da opere di bonifica/regimentazione nel V secolo a.c. ed in qualche modo connesse con la figura di Eracle, per documentare e sostenere meglio l'ipotesi di un filo conduttore comune per queste emissioni legate alle figure di Acheloo, Eracle ed Apollo.

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TARAS

http://www.tpsalomonreinach.mom.fr/Reinach/MOM_TP_071825/MOM_TP_071825_0007/PDF/MOM_TP_071825_0007.pdf

Al link sopra riportato è possibile trovare un interessante file pdf contenente poche pagine molto interessanti scritte da Sambon e che si riferiscono al culto di Eracle a Metaponto e la sua rappresentazione sul alcune monete allora (1921) inedite.

Parrebbero esserci dunque ragioni per ritenere credibile l'ipotesi che anche la figura di Eracle sia connessa ad un unico evento, o serie di eventi, riguardante il ritorno di acque più salubri in aree malsane, allo scopo di accrescere il benessere anche socioeconomico della città.

Molto interessante sarebbe scoprire se nel territorio metapontino siano presenti prove di aree toccate da opere di bonifica/regimentazione nel V secolo a.c. ed in qualche modo connesse con la figura di Eracle, per documentare e sostenere meglio l'ipotesi di un filo conduttore comune per queste emissioni legate alle figure di Acheloo, Eracle ed Apollo.

 

Ciao Archestrato,

per Metaponto lavori di bonifica nel V secolo sono attestati in archeologia, leggi questo articolo, in particolare pag. 69-70: 

http://www.old.consiglio.basilicata.it/pubblicazioni/ARCHEOLOGIA%20DELLE%20ACQUE/De%20Siena.pdf

 

Indubbiamente c'è una connessione tra Acheloos (dio dei fiumi e delle acque dolci), Herakles (l'eroe civilizzatore per antonomasia, nella cui mitografia spesso ricorrono episodi di bonifica delle acque), ed Apollo (logicamente collegato al benessere della popolazione dopo la bonifica di aree paludose, ricordiamo che Apollo, tra le sue varie connotazioni, ha anche quella di dio della salute, infatti i greci lo veneravano con l'epiteto di "Ακεσιος", cioè colui che cura, che guarisce, ed anche "Παιων", cioè colui che tiene lontane le calamità).

 

Saluti :)

Nico

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