Vai al contenuto
  • Sky
  • Blueberry
  • Slate
  • Blackcurrant
  • Watermelon
  • Strawberry
  • Orange
  • Banana
  • Apple
  • Emerald
  • Chocolate
  • Charcoal
  • Annunci

    • Reficul

      Aggiornamento   15/10/2017

      Oggi inizia l'aggiornamento del forum v2018. Potrebbero verificarsi problemi e il forum potrebbe rimanere per pochi minuti non raggiungibile.
      Comunicherò successivamente con un topic in sezione news tutte le novità.  
Accedi per seguire questo  
bizerba62

L'annosa questione delle "perizie"

Risposte migliori

bizerba62

Buona sera a tutti. :hi:

 

In occasione del recente Convegno di Parma, una franca chiacchierata intrattenuta con un un giovane e preparato “medaglista”, membro di un'importante Associazione di Numismatici professionisti, mi ha indotto a proporVi questo modesto contributo, che tocca un argomento forse (anzi...sicuramente) già trattato a suo tempo ma che, a quanto pare, stenta ad essere compreso nella sua essenza, forse perchè trattasi di “essenza giuridica”, che alcuni – e lo posso capire – proprio per questo motivo trovano un poco indigesta.

L'argomento è quello concernente la natura giuridica delle cosiddette “perizie”, ovvero quelle attestazioni di autenticità e, spesso, anche di conservazione, che si riportano a penna o con altri strumenti di scrittura su cartellini descrittivi della moneta e che vengono poi “sigillati” con essa all'interno di bustine di plastica (ma sarebbe lo stesso se la moneta venisse sigillata in una “slab” di stile nordamericano con l'applicazione di un “bollino” non rimovibile sovr'applicato) oppure mediante il rilascio di cartoncini contenenti la riproduzione fotografica della moneta e delle altre indicazioni descrittive, di autenticità e di stato conservativo.

Vorrei affrontare il discorso utilizzando un linguaggio chiaro a tutti, cercando di ridurre al minimo i “tecnicismi”, anche se talora, dato l'argomento, non potrò fare a meno di farne uso.

I punti che vorrei chiarire sono essenzialmente tre:

1. che cos'è esattamente quella cosa che, nell'ambiente numismatico, siamo soliti chiamare “perizia” (impropriamente...e vedremo fra poco perchè)?

2. Vi sono differenze giuridiche fra “periziare” una moneta utilizzando locuzioni preventive quali “a mio parere...”oppure “ritengo la moneta ecc.” piuttosto che ometterle del tutto e scrivere direttamente: “autentica”?

3. Chi è legittimato a redigere? La possono redigere solo i “Periti” (cioè coloro che hanno ottenuto l'iscrizione alla C.C.I.A.A e/o all'Albo dei periti ed Esperti del Tribunale?

Oppure bisogna essere iscritti ad un'Associazione di professionisti numismatici?

 

Dal colloquio intercorso a Parma, qualcosa mi dice che, sull'argomento, esista ancora (ed anche fra alcuni Professionisti) non poca confusione. :nea:

 

(fine prima parte)

  • Mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

bizerba62

Partiamo subito dal primo punto e, forse provocando la delusione di alcuni, diciamo subito che quelle attestazioni riportate sui cartellini, sulle slabs e persino sui “cartoncini fotografici”, non sono affatto perizie.

Lo so...è un brutto colpo....ma è così.

Ciò non significa che non esistano le “perizie numismatiche”, ma perchè si abbia “perizia numismatica” occorre ben più che la compilazione di un cartellino rivettato ad una bustina di pvc.

La perizia è infatti una “relazione tecnica”, di norma scritta (ma potrebbe anche essere esposta oralmente al privato che l'ha commissionata o ad un giudice) che può avere ad oggetto una valutazione economica, una questione di natura tecnica, medico-legale, scientifica, ecc.

Si conoscono tre tipi di perizia, che, per così dire, graduano progressivamente il livello di responsabilità che assume il perito che la rende:

a. la perizia non asseverata (cioè “semplice”); b. la perizia asseverata; c. la perizia asseverata con giuramento.

- Con la perizia “semplice”, il perito si limita a rispondere (di norma, come ho già detto, per iscritto) al quesito che gli viene posto, senza peraltro assumere formalmente responsabilità particolari in ordine ai fatti che egli dichiara di aver esaminato ed alle conclusioni cui è pervenuto;

- Con la perizia asseverata, il perito, al termine del suo elaborato, redigerà un'autocertificazione nella quale confermerà i contenuti, assumendone, in caso contrario, responsabilità civile e penale.

In questo caso, il perito assocerà alla sua relazione una dichiarazione (che sottoscriverà) e che sarà più o meno formulata nel seguente modo (riporto una formula reperita in un articolo pubblicato sul web): “Nella certezza di aver applicato al meglio le mie capacità professionali nella redazione della presente perizia, confermo, sotto la mia personale responsabilità, l'autenticità, la veridicità e la certezza dei contenuti della mia relazione”.

- Nella perizia asseverata con giuramento, il perito, oltre a certificare il contenuto del proprio elaborato, presterà giuramento dinanzi ad un Cancelliere o ad un Notaio, pronunciando una formula “sacramentale” che non tollera deroghe: (“giuro di aver bene e fedelmente adempiuto alle funzioni affidatemi al solo scopo di far conoscere la verita”), conferendo alla perizia un ulteriore, seppur solo formale, elemento di autorevolezza.

Come si può vedere, quella che in numismatica noi chiamiamo abitualmente (e semplicisticamente) “perizia”, non rientra in nessuno dei tre casi (di perizia) sopra indicati.

Ma allora, quella che noi chiamiamo “perizia”...in realtà....cos'è?

Ebbene, le attestazioni rilasciate dal venditore della moneta (ma anche, perchè no, da un terzo non venditore), nelle consuete forme e con gli usuali supporti a noi ben noti, altro non sono che “dichiarazioni di scienza” o, forse più precisamente, “manifestazioni di conoscenza” rispetto alla moneta di cui si dichiara innanzitutto l'originalità e poi, quasi sempre, anche la conservazione.

Purtroppo non disponiamo di un termine “secco”, in italiano, (ciò forse spiega perché impieghiamo il termine "perizia"...)  che rappresenti esattamente il concetto di “manifestazione di conoscenza” applicata alla valutazione dell'autenticità e della conservazione di una moneta, e allora, se permettete, questo termine lo prendiamo in prestito dal francese.

Il sostantivo che più si avvicina al nostro concetto è un termine che riecheggia frequentemente nelle gallerie d'arte, ma che è quasi sconosciuto negli ambienti numismatici italiani; questo termine è....”expertise

La Treccani lo traduce come: “autenticazione di un'opera d'arte fatta da un esperto”.

Mutatis mutandis, la dichiarazione riportata sul cartellino, sulla slab (mediante bollino) o sul cartoncino fotografico, è essenzialmente un' expertise, cioè, in primis, l'autenticazione della moneta e, in secundis (quando c'è) l'apprezzamento soggettivo di chi compie l'attestazione, dello stato idi conservazione n cui egli ritiene trovarsi la moneta.

Le altre indicazioni usualmente riportate sui cartellini rientrano nella descrizione “oggettiva” della moneta (provenienza, peso, diametro, autorità emittente, zecca ecc) e completano il parere espresso.

Venendo a trattare la seconda questione, è' evidente a questo punto (almeno...mi auguro che lo sia...) che le attestazioni di autenticità e conservazione a cui il mercato ci ha abituato, rese nelle predette solite forme, non mutano di un millimetro la “portata” delle stesse e la loro validità (o non validità), se il “certificatore” premette la locuzione “a mio parere”, piuttosto che “la ritengo ecc.” anziché limitarsi ad attestare, semplicemente e “rusticamente” che: “la moneta è autentica”.

Invero, secondo il mio esuberante interlocutore parmense (o parmigiano...non so ancora come si dica) ben più grave sarebbe l'assunzione di responsabilità del certificatore che scrivesse sul cartellino “a mio parere”, mentre meno rilevante sarebbe la sua responsabilità se si limitasse a scrivere sul cartellino solamente che la moneta “è autentica”.

Garantisco di essermi sforzato per comprendere quale potesse essere la saliente differenza passante fra le due modalità lessicali di attestazione, ma non sono venuto a capo di nulla, complice anche il fatto che quando ho chiesto al mio interlocutore di darmi almeno un “assist” per arrivare a comprenderne in base a quale ragionamento (preferibilmente giuridico) Egli sostenesse esservi differenza, la Sua risposta è stata che le cose stavano come diceva Lui....e per me, che sono un “illuminista”, queste risposte fideistiche non sono (ancora) sufficienti a persuadermi. :pardon:

E veniamo ora al terzo ed ultimo punto.

 

(fine seconda parte)

  • Mi piace 6

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

caiuspliniussecundus

Molto interessante. In effetti è sotto gli occhi di tutti (e molte discussioni del forum lo dimostrano inoppugnabilmente) che molti collezionisti italiani sono egualmente competenti nel loro specifico campo quanto alcuni professionisti (se non di più). Il forum in questo campo ha agito da catalizzatore. 

Sto già preparando un cartoncino personalizzato per il mio expertize ....  :crazy: 

scherzo, dai :blum:

  • Mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

rorey36

Grazie Michele.

Quella delle "Perizie" ( potremmo anche definirle "Giudizi"?, meglio di no, altrimenti poi si parlerebbe di moneta giudiziata) è uno dei tormentoni del nostro collezionismo.

Ricordo un'intervento qui sul forum :

"non vedo l'ora di ricevere la moneta comprata all'asta.Poi la porto a periziare." :unknw:

Suppongo che l'avrà portata a "periziare" e si sarà sentito dire che la conservazione non era quella indicata dalla casa d'aste.

Altro esempio:

 

38R.jpg

Sigillata dal "perito" come "Celti del Danubio" e comprata per poco appunto perchè " Celti del Danubio" e non per quello che è effettivamente.

Di esperti in giro ce ne sono e pure bravi. Ma non tutti possono essere esperti in tutte le monetazioni .

Ma per astenersi dal periziare qualcosa che non si conosce ci vuole professionalità. Non è di tutti avercela.

 

 

  • Mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

bizerba62

L'altro giorno, nella discussione sul "grado di rarità delle monete", ho scoperto grazie a Petronius Arbiter che all'estero non lo si utilizza, di norma, questo parametro.

 

Adesso vorrei chiederVi una cosa sulle "perizie": ma all'estero, fatta eccezione per le slabs americane, si usa sigillare le monete nelle bustine di pvc con i rivetti?

 

Non mi pare di avere mai visto "perizie" simili effettuate da un francese, da un tedesco, da un inglese o da un islandese......ma non è che anche questa è una nostra caratteristica peculiare...un po' come lo è in gastronomia la "coda alla vaccinara"? :pardon:

 

E se lo fosse: chi fu il primo ad introdurla e in che anno? (la "perizia"...non la coda alla vaccinara"... :rofl:).

 

Saluti.

Michele

Modificato da bizerba62
  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

rorey36

L'altro giorno, nella discussione sul "grado di rarità delle monete", ho scoperto grazie a Petronius Arbiter che all'estero non si utilizza, di norma, questo parametro.

 

Adesso vorrei chiederVi una cosa sulle "perizie": ma all'estero, fatta eccezione per le slabs americane, si usa sigillare le monete nelle bustine di pvc con i rivetti?

 

Non mi pare di avere mai visto una "perizia" simili effettuata da un francese, da un tedesco, da un inglese o da un islandese......ma non è che anche questa è una nostra caratteristica?

 

E se lo fosse: chi fu il primo ad introdurla e in che anno?

 

Saluti.

Michele

Non ne ho viste nemmeno io.

Molti mandano un certificato fotografico (CGB, Lanz, Kunker ecc.)  oppure la licenza di esportazione con foto ( spagnoli ).

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

bizerba62

Bobba..?

 

Ciao Artur. :hi:

 

Se è stato Lui il primo, parliamo degli anni '70 del secolo scorso?

 

Ma che mi dici dell'estero? "Periziano" nelle bustine anche ad di fuori dell'Italia? (slabs a parte).

 

M.

Modificato da bizerba62

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

elledi

Grazie Michele.

Quella delle "Perizie" ( potremmo anche definirle "Giudizi"?, meglio di no, altrimenti poi si parlerebbe di moneta giudiziata) è uno dei tormentoni del nostro collezionismo.

Ricordo un'intervento qui sul forum :

"non vedo l'ora di ricevere la moneta comprata all'asta.Poi la porto a periziare." :unknw:

Suppongo che l'avrà portata a "periziare" e si sarà sentito dire che la conservazione non era quella indicata dalla casa d'aste.

Altro esempio:

 

38R.jpg

Sigillata dal "perito" come "Celti del Danubio" e comprata per poco appunto perchè " Celti del Danubio" e non per quello che è effettivamente.

Di esperti in giro ce ne sono e pure bravi. Ma non tutti possono essere esperti in tutte le monetazioni .

Ma per astenersi dal periziare qualcosa che non si conosce ci vuole professionalità. Non è di tutti avercela.

Il problema è che bisognerebbe avere l'onestà intellettuale e professionale e dire: non conosca questa monetazione. Ti suggerisco di andare da Tizio. Oppure...fammela studiare (un perito deve avere le capacità di ricerca, approfondimento e studio) e poi cerco di dare una risposta alla tua richiesta...

 

Altrimenti, come dice Michele..si va a finire nella perizia de noantri.

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

antonio bernardo

Grazie Michele, condivido pienamente il tuo intervento e aggiungerei che nel settore tanto ampio è necessaria tanta umiltà e quindi collaborazione reciproca.

 

Antonio

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

elledi

Bobba..?

 

Ciao Artur. :hi:

 

Se è stato Lui il primo, parliamo degli anni '70 del secolo scorso?

 

Ma che mi dici dell'estero? "Periziano" nelle bustine anche ad di fuori dell'Italia? (slabs a parte).

 

M.

A me questa pratica della bustina con i rivetti non è mai piaciuta. Un corredo fotografico in alta definizione con particolari in dettaglio può benissimo sostituire questa pratica un po' "bruta"

 

Avete mai visto un quadro, anche di piccole dimensione dentro la plastica con i rivetti?

  • Mi piace 3

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

fofo

purtroppo la verità è questa.

 

alla fine si limitano nella perizia semplice o asseverata a dare il loro parere "opinabile".

 

molte volte su monete di 300/400/500 anni fa vediamo che da un bel BB si passa a SPL in un giro di mani della solita moneta.

 

per non parlare delle aste.

 

"come detto da una persona del settore poco tempo fa, l'unici veri conoscitori di un determinato periodo numismatico siete voi stessi"

 

spaziano da monete di 2000 e rotti anni fa sino ad oggi e c'è modo e modo di lavorare.

 

poi ci sono soci NIP e periti NiP l'elenco è online per Regione.

Modificato da fofo

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

bizerba62

Ciao Antonio.. :hi:

 

Ben rientrato!

 

M.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

antonio bernardo

Tornando alla sigillatura sono profondamente contrario in quanto significa imprigionare una moneta in una bustina di plastica impedendo la possibilità del tatto che per me è importante. Credo che il principio di sigillare sia legato alla natura truffaldina italica che potrebbe portare alla sostituzione della moneta periziata....in altri Paesi e per altre culture più nordiche questa diffidenza non esiste.

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

antonio bernardo

Grazie Michele...dopo 8 mesi di sassi e tende...ma ne è valsa la pena!

 

un abbraccio

Antonio

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

rorey36

Ciao Antonio.

D'accordissimo. Ho qualche moneta sigillata comprata all'asta Montenegro, solo oro però, e le lascio così perchè non rischiano niente.

AG e BR non le terrei mai nella plastica.

Odio le scatolette made in USA. Non compro monete nei sarcofagi, ma ne vedo sempre di più purtroppo. Se me ne capiterà una sicuramente la "dislabberò" :rofl:

Chissà se alla "Crusca" mi accettano "slabbare e dislabbare"..... :blum: :blum:

  • Mi piace 3

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

claudioc47
Supporter

A me questa pratica della bustina con i rivetti non è mai piaciuta. Un corredo fotografico in alta definizione con particolari in dettaglio può benissimo sostituire questa pratica un po' "bruta"

 

Avete mai visto un quadro, anche di piccole dimensione dentro la plastica con i rivetti?

@@elledi concordo pienamente. Con una buona fotografia, evidenziando i punti salienti di riconoscimento della moneta  è perfettamente inutile sigillare in bustine o contenitori di plastica. Io faccio analisi gemmologiche e non sigillo né diamanti né le pietre di colore, figuriamoci se sigillerei una moneta. Il problema in campo numismatico è che non esiste un percorso di preparazione all'attività peritale, né esistono norme che stabiliscano degli standard operativi, strumentali e di nomenclatura, cosa che invece esiste nel settore gemmologico. Ripeto quello che avevo già espresso diverso tempo fa, io per diventare Gemmologo, ho dovuto frequentare un corso di formazione presso un Ente riconosciuto dallo Stato (IGI, Istituto Gemmologico Italiano), per un anno e mezzo, ho dovuto superare un esame di difficoltà non indifferente per conseguire il relativo diploma. Per operare a  livello europeo, ho dovuto superare un altro esame presso la FEEG (Federation for European Education in Gemmology) nonché iscrivermi al Collegio Italiano Gemmologi, che con la Legge n. 4 del 14 Gennaio 2013, è divenuta Associazione Italiana Gemmologi e per il settore dei diamanti devo operare in base a quanto previsto da una specifica normativa UNI. Tutto questo in campo numismatico non avviene, i "Periti" provengono quasi tutti dal settore commerciale, periziano e vendono le proprie monete con un non indifferente conflitto di interessi, che determina molto frequentemente disaccordo sulla graduazione dello stato di conservazione. 

  • Mi piace 8

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

santone

Facciamo una distinzione :

 

In Italia chiunque può sigillare una moneta dicendo che per lui è autentica è attribuire una conservazione,

 

monete sigillate da periti della CCIAA o N.IP. (dette anche periziate),

 

ricordo che molti periti sono iscritti sia alla CCIAA che ai N.I.P.

Modificato da santone

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

petronius arbiter

- Con la perizia “semplice”, il perito si limita a rispondere (di norma, come ho già detto, per iscritto) al quesito che gli viene posto, senza peraltro assumere formalmente responsabilità particolari in ordine ai fatti che egli dichiara di aver esaminato ed alle conclusioni cui è pervenuto

 

Non mi è chiaro perché la "perizia" cui siamo abituati non possa essere definita una "perizia semplice".

 

1)- Nella perizia cui siamo abituati, il perito risponde a un quesito (questa moneta è autentica?)

2)- Lo fa, di norma, per iscritto (compila il cartellino)

3)- Non si assume formalmente responsabilità particolari  ("a mio parere", la moneta è autentica, se non lo fosse, pazienza)

 

Ci sarà pure una differenza con quello che tu, più sotto, chiami un semplce expertise, ma non riesco a coglierla.

 

Ebbene, tutta questa “tirata” per dire che non solo le expertises (da noi “ruspantemente” chiamate “perizie numismatiche”) le può effettuare chiunque sia competente nella monetazione che certifica, ma che l'autorevolezza di una “perizia” è direttamente proporzionale alla caratura numismatica del certificatore, che non è indicata, necessariamente, dalle “stellette” o dai “bollini” applicati su tessere o su moduli delle Camere di Commercio, ma che risiede nel patrimonio di esperienze, di studi e di conoscenze che un soggetto che può non aver mai posseduto una “pinza rivettatrice”, nondimeno vanta.

Quanto sopra con buona pace di chi ritiene che per “periziare” una moneta si debba essere iscritti agli Albi o alle Associazioni professionali e che le “perizie” eseguite da soggetti non iscritti non avrebbero, a loro dire, alcun valore.

 

Il discorso non fa una piega, ma lo vedo di (quasi) impossibile applicazione pratica. E' come per i gradi di rarità di cui abbiamo appena discusso, siamo tutti d'accordo che spesso non rispecchiano il vero, o non sono comunque sufficienti a stabilire la reale rarità, o sono dati con troppa faciloneria, ma poiché da essi, R2, R3, ecc.,nella pratica, dipende in buona parte il valore di una moneta, sarebbe difficilissimo, se non impossibile, convincere commercianti (in primis) e collezionisti a farne a meno.

 

Per le perizie è lo stesso discorso. Io potrei conoscere le monete americane meglio degli esperti di PCGS (non è vero :lol:), ma in caso di divergenze (moneta falsa per me, buona per loro, o moneta MB per me, SPL per loro) il collezionista, a chi darebbe retta? se anche fossi davvero così esperto, non avrei comunque alcuna chance.

E anche se le divergenze non ci fossero (buona per entrambi, stesso grado di conservazione), tra una moneta periziata da me, e una da PCGS, il collezionista, quale sceglierebbe?

 

petronius oo)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

apollonia

Grazie Michele.

Quella delle "Perizie" ( potremmo anche definirle "Giudizi"?, meglio di no, altrimenti poi si parlerebbe di moneta giudiziata) è uno dei tormentoni del nostro collezionismo.

Ricordo un'intervento qui sul forum :

"non vedo l'ora di ricevere la moneta comprata all'asta.Poi la porto a periziare." :unknw:

Suppongo che l'avrà portata a "periziare" e si sarà sentito dire che la conservazione non era quella indicata dalla casa d'aste.

Altro esempio:

 

38R.jpg

Sigillata dal "perito" come "Celti del Danubio" e comprata per poco appunto perchè " Celti del Danubio" e non per quello che è effettivamente.

Di esperti in giro ce ne sono e pure bravi. Ma non tutti possono essere esperti in tutte le monetazioni .

Ma per astenersi dal periziare qualcosa che non si conosce ci vuole professionalità. Non è di tutti avercela.

 

 

@@rorey36

 

Ricordo questa moneta in un’altra discussione e colgo l’occasione per farti presente che tra gli esemplari dei tetradrammi di Mirina Price 1659 nella collezione dell’ANS ce n’è uno del tutto simile alla tua moneta come disegno e dimensioni sia dell’anfora sia del monogramma.

 

post-703-0-70068400-1460736605_thumb.jpg

 

apollonia

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

chievolan

 

3)- Non si assume formalmente responsabilità particolari  ("a mio parere", la moneta è autentica, se non lo fosse, pazienza)

 

 

 

 

 Questo è il punto critico ..... l'impunibilità del perito che sbaglia.

Mi piacerebbe vedere perizie fatte e sottoscritte "in scienza e coscienza" dove con quella formula si sottintende la credibilità professionale di chi stende la perizia, che sa bene che se sbaglia paga (giustamente).

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

chievolan

....in altri Paesi e per altre culture più nordiche questa diffidenza non esiste.

 

 Boh .... se pensiamo alle aste, dove in tutte nelle prime pagine si garantisce l'autenticità di ciò che viene posto in vendita .... mi sembra che al momento siano molto più serie le aste italiane delle straniere, almeno contando le patacche.

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

bizerba62

@@petronius arbiter

 

Ciao.

 

"Non mi è chiaro perché la "perizia" cui siamo abituati non possa essere definita una "perizia semplice".
1)- Nella perizia cui siamo abituati, il perito risponde a un quesito (questa moneta è autentica?)
2)- Lo fa, di norma, per iscritto (compila il cartellino)
3)- Non si assume formalmente responsabilità particolari ("a mio parere", la moneta è autentica, se non lo fosse, pazienza).
Ci sarà pure una differenza con quello che tu, più sotto, chiami un semplce expertise, ma non riesco a coglierla.
"

 

Se intendiamo per "perizia", ancorché "semplice", ciò che comunemente si intende, e cioè un elaborato contenente non solo una risposta "secca" ad uno o più quesiti ma almeno un minimo di articolato ragionamento che spiega "il perché" della risposta fornita, è evidente che la pura e semplice attestazione che la moneta "è autentica", non corrisponde a quelli che sono "i canoni" normali che caratterizzano una perizia, ancorché "semplice".

 

In questo senso ero andato alla ricerca di un termine, come "expertise", che sta ad indicare nel mondo dell'arte la dichiarazione resa da un esperto in merito all'autenticità dell'opera, che mi sembrava ciò che più si avvicina alle nostre "perizie" numismatiche.

 

Quanto alla non assunzione di responsabilità, il discorso va inteso nel senso che il certificatore, se coincidente con lo stesso venditore, risponderà evidentemente dell'errata valutazione attestante l'autenticità della moneta verso l'acquirente, che avrà diritto a vedersi rimborsato il prezzo pagato (comprese eventuali costi sostenuti per la "perizia") per la moneta acquistata e dichiarata autentica, ma scoperta poi essere falsa.

 

Se invece il certificatore è un terzo (non venditore) a cui il proprietario della moneta si rivolge - pagando - per ottenere "l'expertise", laddove l'attestazione fosse errata il committente potrà farsi rimborsare dal distratto perito quanto pagato.

 

La mancata assunzione di responsabilità riguarda pertanto ulteriori profili che non siano quelli direttamente connessi ai casi di responsabilità "diretta" sopra enunciati.

 
"Il discorso non fa una piega, ma lo vedo di (quasi) impossibile applicazione pratica. E' come per i gradi di rarità di cui abbiamo appena discusso, siamo tutti d'accordo che spesso non rispecchiano il vero, o non sono comunque sufficienti a stabilire la reale rarità, o sono dati con troppa faciloneria, ma poiché da essi, R2, R3, ecc.,nella pratica, dipende in buona parte il valore di una moneta, sarebbe difficilissimo, se non impossibile, convincere commercianti (in primis) e collezionisti a farne a meno.
Per le perizie è lo stesso discorso. Io potrei conoscere le monete americane meglio degli esperti di PCGS (non è vero :lol:), ma in caso di divergenze (moneta falsa per me, buona per loro, o moneta MB per me, SPL per loro) il collezionista, a chi darebbe retta? se anche fossi davvero così esperto, non avrei comunque alcuna chance.
E anche se le divergenze non ci fossero (buona per entrambi, stesso grado di conservazione), tra una moneta periziata da me, e una da PCGS, il collezionista, quale sceglierebbe?
"

 

Beh, non c'è dubbio che ci siano soggetti professionalmente deputati alla certificazione delle monete come ad esempio l'Ente americano che citavi Tu, che potranno godere sul mercato di una certa reputazione.

 

Ma, e qui mi costringi a fare qualche nome, tra un giudizio di autenticità su una moneta napoletana espresso da PCGS e un altro, contrastante, espresso sulla stessa moneta da francesco77, siamo sicuri che daresTi la preferenza al parere di PCGS?

 

E tra il giudizio contrastante, sull'autenticità, espresso dallo stesso Ente americano e da acraf, su una moneta dei socii italici, siamo sicuri che preferiremo il giudizio di PCGS?

 

Mi fermo per brevità a questi due esempi, ma potrei continuare citando altri Utenti di questo forum i cui pareri, nelle monetazioni di competenza, possono ben competere e, perché no, anche sovrastare, il parere di Enti di certificazione, di Case d'aste e di professionisti "tuttologi" che, proprio perché "tuttologi", talvolta commettono anche grosse sviste.

 

Certo, come dici Tu può essere utopia che un singolo privato goda di maggior credito numismatico rispetto ad un Ente certificatore, ad una Casa d'aste, ecc...ma questo è un discorso che va bene, con tutto il rispetto, per il "parco buoi", perché chi invece conosce le capacità e le conoscenze di quei singoli, non avrà esitazioni a rivolgersi a loro, piuttosto che all'Ente, per ottenere un expertise, nei casi dubbi.

 

(Fra l'altro, scusa, ma sono persino alcune ditte numismatiche che già si rivolgono a costoro per conoscerne il parere su certe monete...e questo la dice lunga...).

 

Poi, è evidente che tra il parere di un "pinco pallino", sedicente numismatico, e quello di un Ente certificatore, prevarrà il secondo.

 

L'autorevolezza, in numismatica come dappertutto, va conquistata "sul campo", non a chiacchiere.

 

Saluti. :hi:

Michele  

  • Mi piace 3

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere registrato per lasciare un commento

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunità. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

Accedi per seguire questo  

Lamoneta.it

La più grande comunità online di numismatica e monete. Studiosi, collezionisti e semplici appassionati si scambiano informazioni e consigli sul fantastico mondo della numismatica.

Hai bisogno di aiuto?

×