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favaldar

Le tasse su le tasse?

Inviato (modificato)

Secondo voi è normale una spesa del genere su un lotto di un'asta Svizzera? Per me è assurdo da 30 euro di aggiudicazione arrivare a pagarne 80!!!!

A parte i 20 euro di spedizione assicurata su una moneta di gr.4 e del valore di 30 euro?!?!

:fool:

 

 

 

Commision: 17.50
VAT value ( rap to commision ): 20%
MIN SHIPPING & INSURANCE: 20
VAT(handling+shipping+insurance): 20%
If you pay by credit card: 4%
VAT Credit Card Fee: 20 

 

 

Lot Price
30
Subtotal: 30
Total Commision: 5.25
VAT (from commission): 0.88
HANDLING: 15
Total shipping & insurance: 20
VAT Handling+Insurance+Shipping: 7
TOTAL INVOICE: 77.25
Credit card commision: 2.81
VAT Credit Card: 0.56
Total with credit card: 80.62

 
 
 
Modificato da favaldar

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"Secondo voi è normale una spesa del genere su un lotto di un'asta Svizzera? Per me è assurdo da 30 euro di aggiudicazione arrivare a pagarne 80!!!!"

 

Beh, se le spese "accessorie" erano indicate nelle condizioni generali dell'asta....direi che la spesa finale, purtroppo, sia....... "normale". :pardon:

 

M.

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Per convincermi a comprare a un'asta svizzera devo proprio trovare la moneta che cerco da decenni.

Se la GB uscirà dalla EU sarà la stessa cosa. Tra prezzo+IVA + spese + dogana italica+spese bancarie per il bonifico  ci sarà da farsi due conti prima di partecipare.

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"Tra prezzo+IVA + spese + dogana italica+spese bancarie per il bonifico ci sarà da farsi due conti prima di partecipare."

 

E non mi pare che nella "lista" di costi riportata da favaldar siano esposti anche i diritti doganali italiani.

 

Quindi forse bisognerà aggiungerli ancora alla "nota spese". :crazy: :nea:

 

M.

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Inviato (modificato)

Secondo voi è normale una spesa del genere su un lotto di un'asta Svizzera? Per me è assurdo da 30 euro di aggiudicazione arrivare a pagarne 80!!!!

A parte i 20 euro di spedizione assicurata su una moneta di gr.4 e del valore di 30 euro?!?!

:fool:

 

 

Commision: 17.50

VAT value ( rap to commision ): 20%

MIN SHIPPING & INSURANCE: 20

VAT(handling+shipping+insurance): 20%

If you pay by credit card: 4%

VAT Credit Card Fee: 20 

 

 

Lot Price

30

Subtotal: 30

Total Commision: 5.25

VAT (from commission): 0.88

HANDLING: 15

Total shipping & insurance: 20

VAT Handling+Insurance+Shipping: 7

TOTAL INVOICE: 77.25

Credit card commision: 2.81

VAT Credit Card: 0.56

Total with credit card: 80.62

Dillo a me che ci sono incappato per una moneta da più di 2000 CHF....

Fai tu i conti...solo i diritti doganali italiani sono circa il 20%.....sul totale compreso tutte le spese applicate alla partenza....

Modificato da Tinia Numismatica

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Inviato (modificato)

"solo i diritti doganali italiani sono circa il 20%.....sul totale compreso tutte le spese applicate alla partenza...."

 

Quindi "l'imponibile" di favaldar su quale dovrebbero calcolarsi i diritti doganali italiani dovrebbe essere di 77,25 (non ho capito se parliamo di euro o di S.F....)..

 

Se si tratta del 20% sono altri 15,45....... :crazy:

 

M.

Modificato da bizerba62

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Il loro conto è in Euro. Esiste un diritto di recesso se non sbaglio sulle vendite on-line?

 
 
G
M
T
 
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"Il loro conto è in Euro. Esiste un diritto di recesso se non sbaglio sulle vendite on-line?"

 

Sulle vendite on-line si.....sulle aste on-line direi di no, salvo, ovviamente, che il recesso sia esercitato per vizi del bene acquistato.

 

Sarebbe abbastanza complicato gestire un'asta online riconoscendo il diritto di recesso agli aggiudicatari.

 

Esempio: batto una moneta tanto per batterla e ne faccio salire il prezzo perché c'è un altro concorrente che la vuole.

 

Poi questo lascia e la moneta me l'aggiudico io.

 

A quel punto, visto che in realtà la moneta a quel prezzo non mi interessa (anzi...forse non mi interessava proprio la moneta), esercito il diritto di recesso.

 

E' giusto? Non so, ma qualche volta dovremmo anche metterci nei panni di chi organizza un'asta..

 

M

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Inviato (modificato)

"solo i diritti doganali italiani sono circa il 20%.....sul totale compreso tutte le spese applicate alla partenza...."

 

Quindi "l'imponibile" di favaldar su quale dovrebbero calcolarsi i diritti doganali italiani dovrebbe essere di 77,25 (non ho capito se parliamo di euro o di S.F....)..

 

Se si tratta del 20% sono altri 15,45....... :crazy:

 

M.

2000chf il prezzo di aggiudicazione.

il 20% i diritti d'asta, quindi 400 CHF

spedizione, assicurazione e VAT sui diritti e spedizione altri 200CHF circa. Dazio italiano calcolato sul totale di 2000+400+200= 2600CHF.

Al cambio circa 2300 euro, diritti italiani circa il 20%, sono altri 460 euro. più spese di sdoganamento. Totale circa 2800 euro, ovvero circa 3200CHF. una tassazione globale, a partire dal prezzo di aggiudicazione del 60% circa.

Non male...poi mi devono spiegare come si fa a restare nei prezzi di mercato comprando in svizzera...forse l'unico sistema è andare la e portarsele in tasca senza dichiarare nulla, ma sarebbe un reato, no?

Modificato da Tinia Numismatica
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Beh, se si ha intenzione di acquistare sopra una certa soglia di valore, il costo del viaggio potrebbe ampiamente giustificarsi e ....ammortizzarsi.......bisogna però ricordarsi di indossare pantaloni dotati di tasche.....comode.......non per metterci le monete....ci mancherebbe.....ma... vuoi tornare dalla Svizzera senza qualche..... tavoletta di cioccolato????? :clapping:
 
"....una tassazione globale, a partire dal prezzo di aggiudicazione del 60% circa."

 

Però, se acquisti come operatore commerciale, a seconda del regime fiscale seguito, potrai anche "scaricare" fiscalmente questi costi....se invece sei un privato, Ti rimane tutto sul groppone.

 

Più in generale, si può dire che prima di fare offerte su aste estere, specialmente se svolte in Paesi extra U.E., è necessario conoscere bene i costi accessori stabiliti dalle condizioni generali, la fiscalità del Paese (se non è indicata nelle condizioni generali) e tenere conto anche dei costi di sdoganamento italiani.

 

Altrimenti, specialmente per un privato, l'acquisto di monete in aste extra U.E. può trasformarsi in un "bagno di sangue" (il caso di favaldar docet), pur rientrando tutto ciò nei costi "fisiologici" (cioè previsti e/o prevedibili) dell'aggiudicazione.

 

M.

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Se acquisto come commerciante, vado automaticamente fuori mercato. Difficile che una moneta spunti, in asta, un prezzo così basso che applicandovi sopra il 60% tra diritti e dazi e poi un minimo di margine di guadagno, permetta lo stesso di rimanere entro le valutazioni correnti di vendita. Seconda faccenda: i commercianti di altri stati con accordi economici più favorevoli dei nostri si ritrovano con un carico impositivo e fiscale inferiore del nostro, e quindi, a parità di margine, potranno offrirla ad un prezzo sempre inferiore. Terzo, quei commercianti che invece di importarle regolarmente , se le mettessero in tasca, avrebbero modo di offrire la stessa moneta ad un prezzo di molto inferiore( almeno un 20%) rispetto al collega che l'ha comprata e importata regolarmente.

Quindi, dire che " posso scaricare fiscalmente" questi costi, pur essendo tecnicamente esatto, praticamente non porta nessun vantaggio e neanche riporta le situazioni ad un livello di equità. Quindi, alla fine, ne soffre meno il privato, che compra per se, rispetto a chi compra per la sua attività.

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Inviato (modificato)

"Se acquisto come commerciante, vado automaticamente fuori mercato..."
 
Beh, quello è un discorso squisitamente commerciale....Se hai il cliente che vuole quella moneta e Ti incarica di prendergliela (o Tu sai che lui la cerca...), farai le giuste considerazioni sul Tuo margine e gliela vai a prendere.
 
D'altronde, non mi pare che i commercianti italiani disertino le aste svizzere (o quelle U.S.A.) perché, a causa dei costi "indotti",  gli acquisti  sono sempre fuori dalle valutazioni di mercato.
 
Quindi, pur con gli aggravi di costi che abbiamo visto, i commercianti italiani le monete alle aste extra U.E. le comprano....certamente saranno in gran parte monete "già vendute" e non monete tanto per fare "magazzino"
 
D'altro canto, un commerciante che poi rivende quello che compra non può comprare come "privato" (per quanto, se anche lo facesse, a questo punto sarebbe ancor più penalizzato e ancor più fuori dal mercato, non potendo scaricare nulla dei costi di acquisto).
 
"Seconda faccenda: i commercianti di altri stati con accordi economici più favorevoli dei nostri si ritrovano con un carico impositivo e fiscale inferiore del nostro, e quindi, a parità di margine, potranno offrirla ad un prezzo sempre inferiore."
 
Vabbè...questo è il solito problema della nostra fiscalità comparata con quella degli altri.
 
Però, torno a dire, non è che i commercianti italiani per questo motivo non comprano monete alle aste svizzere o americane.....e chi lo fa avrà i suoi buoni motivi "commerciali" per farlo.
 
"Terzo, quei commercianti che invece di importarle regolarmente , se le mettessero in tasca, avrebbero modo di offrire la stessa moneta ad un prezzo di molto inferiore( almeno un 20%) rispetto al collega che l'ha comprata e importata regolarmente."
 
Mah, il commerciante che acquista ufficialmente la moneta in Svizzera, se la fa spedire in Italia e poi, sempre ufficialmente, la rivende, non ha secondo me un valido motivo per mettersela in tasca ed importarla in modo irregolare (salvo quello, ovviamente, che sappia già a chi darla in via "ufficiosa"....alias... "in nero"...ma quello non sarebbe un commerciante virtuoso...e quindi non ci interessa).
 
Intanto perché, quando se la mette in carico dovrà indicarne la provenienza (e qualcuno, in sede di controllo, potrebbe sempre chiedergli di vedere come è stata importata dalla Svizzera in Italia...), poi perché il commerciante si sarà scaricato i costi deducibili e/o detraibili fiscalmente (ad esempio: IVA e diritti doganali) e dunque non avrà alcun interesse a non pagare i diritti doganali di importazione, che potranno essere comunque scaricati fiscalmente.
 
Tutto questo, chiaramente, non è invece consentito ad un privato. 
 
"Quindi, dire che " posso scaricare fiscalmente" questi costi, pur essendo tecnicamente esatto, praticamente non porta nessun vantaggio e neanche riporta le situazioni ad un livello di equità. Quindi, alla fine, ne soffre meno il privato, che compra per se, rispetto a chi compra per la sua attività."

 

Mah, sul fatto che ne soffra meno il privato che il commerciante, non so se....... favaldar sarebbe d'accordo. :crazy:

 

Il discorso del "vantaggio" o dello "svantaggio" è sempre soggettivo.

 

L'aggiudicazione per il commerciante, al netto di ciò che egli potrà fiscalmente scaricarsi, si rivelerà conveniente o meno a seconda del tempo trascorso dall'acquisto alla rivendita e del prezzo a cui la moneta sarà ceduta.

 

L'optimum sarebbe quando si ha già il cliente che te la prende subito e te la paga bene.

 

Il pessimum sarà invece quando ti tieni in carico la moneta a lungo per poi venderla anche male.

 

(Considerazioni un tantino "alla Catalano"...lo ammetto...ma tant'è... :pardon:).

 

Per il privato, che non deve rivendere la moneta (almeno...si suppone..), la questione ovviamente cambia.

 

Se il collezionista Tizio vuole proprio quella moneta che sta disperatamente cercando da anni e finalmente la vede passare nell'asta "Bernina" di Davos..... ed ha mezzi sufficienti per prenderla.....che gli importa se poi ci deve pagare sopra anche l'IVA, l'handling, i diritti doganali, lo scotch per chiudere la busta  ecc.?

 

Tizio sarà un collezionista felice comunque. :pleasantry:

 

Se invece il collezionista Caio, più attento al portafoglio di quanto non lo sia Tizio, nella stessa asta ha visto una moneta non fondamentale per la sua raccolta ma che parte bassa e che egli ha puntato più per questa ragione che non perché quella moneta la cercava da anni e non la trovava....se ci aggiungi poi che Caio non aveva letto bene le condizioni di vendita e non pensava all'IVA svizzera, alla dogana italiana, allo scotch, ecc.....e alla fine dell'asta scopre di essersela aggiudicata e di dover pagare il triplo dell'hammer price.....

 

Caio sarà un collezionista inc....zato. :crazy:

 

Morale: Il benessere o il malessere del commerciante e del collezionista che acquistano una moneta da un'asta fuori U.E. dipenderà da una serie di fattori molto soggettivi.

 

M.

Modificato da bizerba62
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@@bizerba62 direi che la felicità, oltre a risiedere nelle piccole cose come le monete, sta nel fattore precisione, cioè nel leggere bene le clausole contrattuali, perché se qualcuno è informato non dovrà subire situazioni spiacevoli e sarà consapevole di ciò che andrà a spendere alla fine.

 

PS: fermo restando che tutto questo sorge perché dobbiamo pagare un mare di burocrazia..........che non serve a mantenere servizi efficienti........

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"direi che la felicità, oltre a risiedere nelle piccole cose come le monete, sta nel fattore precisione, cioè nel leggere bene le clausole contrattuali, perché se qualcuno è informato non dovrà subire situazioni spiacevoli e sarà consapevole di ciò che andrà a spendere alla fine."

 

Non c'è dubbio....anche se nell'esempio che fai, prima ancora della felicità, penso che la conoscenza delle "regole del gioco", comporti innanzitutto la ...".consapevolezza"...dell'offerente di ciò che gli potrà capitare in caso di aggiudicazione e cioè, in buona sostanza, di quanto dovrà sborsare per la moneta che ha puntato se dovesse aggiudicarsela.

 

M.

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