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Legio II Italica

Il Governo perfetto

Roma antica nella sua lunga storia evolutiva durata circa 12 secoli come predissero gli aruspici etruschi a Romolo quando vide dall’ alto del Palatino volteggiare 12 avvoltoi contro i 6 visti da Remo dall’ Aventino , ebbe modo di governarsi in tre diverse condizioni di governo : Monarchia , Repubblica , Impero . Indubbiamente la forma di governo che permise a Roma di affermarsi prepotentemente prima in tutta Italia e successivamente nell’ area mediterranea gettando le basi dell’ Impero , fu la condizione politica repubblicana . Polibio , il politico , militare e infine scrittore greco delle imprese dei Romani , dapprima nemico di Roma che giunse in Citta’ nel 166 a.C. come ostaggio di guerra e che in seguito , in base ai meriti culturali personali , entro’ a far parte del circolo degli Scipioni , divento’ successivamente un ammiratore ed estimatore dello Stato romano .
La complessa costituzione repubblicana di Roma che Polibio vi trovo’ , difficile a concepire per un Greco , merito’ le appassionate lodi dello storico greco verso lo Stato romano , che nella costituzione repubblicana vi trovo’ concentrate insieme tutte le singole forme di governo conosciute nell’ antichita’ , la democratica , la oligarchica e la monarchica ; fatto unico e geniale nella storia dei popoli antichi che permise a Roma la conquista militare e civile del mondo antico .
Ma come si presentava agli occhi meravigliati di Polibio questa forma di governo romana ? Polibio vi vedeva genialmente concentrate insieme le tre forme di governo che si conoscevano al suo tempo ; questo perche’ il potere politico , teoricamente era nelle mani della democrazia , cioe’ del Popolo , che nelle assemblee votava le leggi ed eleggeva i vari funzionari dello Stato ed i Consoli . I Consoli a loro volta teoricamente rappresentavano agli occhi di Polibio la monarchia , in quanto pur rimanendo in carica un solo anno , in questo lasso di tempo rappresentavano il massimo potere politico e decisionale dello Stato , infatti secondo Polibio : « I Consoli, prima di guidare le Legioni al di fuori dalla città , esercitano l' autorità su tutti i pubblici affari a Roma . Gli altri magistrati , ad eccezione dei tribuni della plebe , obbediscono ai loro ordini. »; infine il Senato , questo organo di Governo statale era paragonato alla Oligarchia in quanto costituito da ex Magistrati e da antiche e ricche famiglie senatoriali ed aveva un potere di consultazione quando veniva convocato per discutere di problemi interni ed esterni allo Stato . Il Senato essendo costituito da personaggi di lunghissima esperienza conferiva ad esso un grande peso alle loro opinioni sui vari problemi di modo che con il passare del tempo , queste loro opinioni giunsero ad avere la forza di una legge , in particolare nelle situazioni di politica estera . Questo connubio di convivenza di tre forme apparentemente diverse di Governo cosi’ differenti e distinte , affiancate dalla iniziale onesta’ interiore dei rappresentanti dei vari rappresentanti di Governo e del Popolo , fecero si che Roma raggiunse politicamente il suo massimo splendore e questo fu il motivo della meraviglia e dell’ ammirazione di Polibio nei riguardi di Roma e dei Romani . Oltre a questa organizzazione politica di per se geniale ed innovativa , i Romani crearono due altre figure a completamento del quadro politico : un Dittatore e i Tribuni della Plebe . Il Dittatore veniva eletto in occasioni molto particolari ed aveva la durate di sei mesi ; le sue caratteristiche principali erano tre : la temporaneità , la pienezza dei poteri e la procedura di designazione del dittatore . Il ricorso alla dittatura avveniva solo in frangenti di crisi per la repubblica , come i casi di guerra o di grave crisi politica interna . Il Dictator veniva scelto e nominato dai consoli , con l’ assenso del Senato , tra personaggi di chiara fama , di solito ex consoli che si erano distinti per le loro capacità politiche o militari . Una volta scelta la persona adatta a ricoprire il ruolo , questa veniva nominata con una cerimonia dai caratteri quasi religiosi ; al dittatore venivano inoltre conferiti ventiquattro littori , simboli del potere supremo ed assoluto , contro i 12 dei Consoli .
I Tribuni della Plebe si possono paragonare molto genericamente ai Sindacati odierni ; la sacralita’ degli eletti , cioè l' inviolabilità , faceva sì che chiunque toccasse il tribuno diventasse passibile di pena capitale . Il Tribuno aveva il diritto di presiedere i Concilia Plebis e in epoca più tarda il diritto di convocare il Senato . Dal 449 a.C. acquisirono un potere ancora più formidabile , il diritto di veto sospensivo contro provvedimenti che danneggiassero i diritti della Plebe emessi da un qualsiasi magistrato , compresi altri Tribuni della Plebe . Polibio aggiunge che se anche uno solo dei Tribuni della plebe avesse opposto il proprio veto verso una legge iniqua , il Senato non solo non avrebbe potuto eseguire alcuna delle sue deliberazioni ma neppure tenere sedute ufficiali o riunirsi .
I Tribuni avevano inoltre il potere di comminare la pena capitale a chiunque ostacolasse o interferisse con lo svolgimento delle loro mansioni , sentenza di morte che veniva solitamente eseguita mediante lancio dalla Rupe Tarpea . Questi sacri poteri dei Tribuni furono a più riprese sanciti e confermati in occasione di solenni riunioni plenarie di tutto il popolo plebeo . Fu insomma una carica politica molto ambita anche da parte dei nobili .

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Io preferisco la struttura della città di Cartagine, almeno da quanto ci dice Aristotele nella Politica.

Forse è un po' troppo aristocratica, ma più funzionante per una città-stato.

Comunque la presenza di due magistrati all'apice di uno stato è presente in molte civiltà mediterranee: in molte spura etrusche, i sufeti a Cartagine e in alcune città Fenice, la diarchia a Sparta.........

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Io preferisco la struttura della città di Cartagine, almeno da quanto ci dice Aristotele nella Politica.

Forse è un po' troppo aristocratica, ma più funzionante per una città-stato.

Comunque la presenza di due magistrati all'apice di uno stato è presente in molte civiltà mediterranee: in molte spura etrusche, i sufeti a Cartagine e in alcune città Fenice, la diarchia a Sparta.........

 

Ciao @@ARES III , infatti come ben dici erano Citta' Stato , che pero' , scusa il gioco di parole , non avevano il senso dello Stato come di appartenenza ad una nazione comune e riferimento a una comunità di individui che condividono alcune caratteristiche comuni come la lingua , il luogo geografico , la storia , le tradizioni e la cultura , cioe' il senso della collettivita' e del bene comune tra tutti i cittadini ; l' apice della Repubblica si ebbe dopo la fine della guerra sociale nell' 88 a.C. quando la cittadinanza romana venne estesa a tutti i socii , cioe' agli Italici . Dopo la fine della Repubblica , quando i costumi , la moralita' dei Romani iniziarono a declinare e gli interessi personali a crescere , ebbe inizio la decadenza .

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