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IGNORED

Carausius II... chi era costui?


Illyricum65

Risposte migliori

Buongiorno,

recentissimamente è passato sulla Baia Inglese questo esemplare, senza alcun dato fisico a corredo e dalle immagini alquanto… approssimative come qualità. Anzi, decisamente brutte. Ma ciò è quello che abbiamo a disposizione; d’altra parte non intendendo parlarne specificatamente bensì di fare un discorso più generale e quanto a disposizione pur limitato come qualità non influisce bensì è un pretesto per affrontare un tema.

ftr dettaglio.JPG

FTR.JPG

Per completezza riporto che ha realizzato una decina di €.

Ha attirato la mia attenzione per il titolo dell’asta: Barbarous Coin. Possibly Carausius II?

Carausius II? Ma non c'era un unico e singolo Carausius?!

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“Carausio II?! Chi era costui?” potremmo affermare parafrasando il Don Abbondio di manzoniana memoria… Si tratta di un oscuro ed enigmatico personaggio del quale avevo dimenticato l’esistenza (?). Sul sempre presente Wikipedia alla voce “Carausius II” si trovano poche righe:

Carausio II (... – ...) è un possibile usurpatore romano, che avrebbe regnato sulla Britannia tra il 354 e il 358. La sua esistenza è legata esclusivamente ad una ventina di monete trovate nell'Inghilterra meridionale e recanti la leggenda CARAVSIVS CES; CES sarebbe forse una corruzione per CAES o, secondo un'altra interpretazione, la forma contratta di CENSERIS. Gli storici ritengono che questa figura non sia esistita e che le sue monete siano dei falsi.

 Ma l’occasione mi ha stimolato a cercare qualche dato in merito che riporto di seguito al fine di discuterne un po’ assieme.

Comincio dalla descrizione riportata nell’asta:

Very rare, approximately 20 specimens known.

As far as I am aware, the last one auctioned was 2/12/16 by Morton and Eden. And the price realized was 1300 GBP

Several articles have been written about this series of very valuable coins and are to be found freely available on the internet. All of these coins were discovered in Britain, and some imitate the FEL TEMP REPARATIO, primarily the later series of the “Fallen Horseman” type. Although the legends vary, there are common elements, as some of them are inscribed DOMINO or DOMNO to the left of the head. Also to be considered is the overall style of the issues. 

The attribution to a new "Carausius" rests on the fact that a few of these coins have the name (or a partial name) of Carausius on the obverse. Britain was in upheaval following the decline of Magnentius and It is thought that, one or more local commanders took control of the province and was responsible for this imitative coinage.

The argument against this view is that these are simply local imitations, struck as an expediency due to the lack of official coinage in much of the western Empire. 

However, that argument is illogical for the following reason: The original coin was a perfectly legitimate coin of Constantine or Constantius and was perfectly usable. If you over strike it in your own name, Carausius for example, all you have achieved is to replace one piece of perfectly usable legitimate coinage with another that is unofficial. You are therefore having a no effect on the so called "lack of official coinage". One should also ask, as to why anyone would go to the trouble of over striking a perfectly legitimate and usable coin of Constantine/Constantius (as is usually the case), unless they were trying to get their own message out to the local population? 

PLEASE NOTE: I do not claim this coin is that of CARAUSIUS II. However the style and the partial inscription behind the head  ( I N O ) can be clearly seen. There is therefore a 50% chance that this coin may well belong to this new series.

TRADUCIBILE IN:

Molto raro, circa 20 esemplari conosciuti. Per quanto ne sono a conoscenza l’ultimo è passato in asta presso la Morton and Eden’s Auction del 2/12/2016. Il realizzo è stato pari a 1300 £.

Parecchi articoli sono stati scritti sulle serie di queste preziose monete e sono disponibili gratuitamente in rete. La totalità delle monete è stata scoperta in Britannia e alcune imitano la FEL TEMP REPARATIO, principlamente la serie più tarda del tipo “cavaliere che cade trafitto da un soldato”. Sebbene la legenda vari ci sono degli elementi comuni, ad esempio su alcune vi è inscritto DOMINO o DOMNO a sinstra della testa [del ritratto]. Inoltre può essere considerato lo stile [barbarico] delle emissioni.

L’attribuzione ad un nuovo “Carausius” si basa sul fatto che alcune monete riportano all’obverso il nome (o parte dello stesso) di Carausio. La Britannia si trovava in subbuglio dopo il declino di Magnentius e si ritiene che uno o più comandanti locali abbiano preso il controllo della Provincia e fu responsabile della monetazione imitativa.

L’argomento contro questa visione è che si tratta di imitazioni locali, emesse per ovviare alla scarsità di monetazione ufficiale proveniente dalla parte orientale dell’Impero.

Comunque questa argomentazione è che è illogica per le seguenti ragioni: le monete originali utilizzate sono monete ufficiali a nome di Costantino e Costanzo II e quindi perfettamente in uso. Se vuoi emettere delle monete a tuo nome, Carausius per esempio, il tuo obiettivo è rimpiazzare una moneta ufficiale con una tua “non ufficiale”. Non si ha in pratica effetto sulla “scarsità monetale”. Ci si potrebbe chiedere il perché si profili la necessità di ribattere un esemplare perfettamente legittimato e spendibile di Costantino/Costanzo II (come di norma accade) salvo il tentativo di appropriarsi del messaggio alla popolazione locale?

NB: Io non affermo che questa moneta sia una CARAUSIUS II. Comunque lo stile e l’scrizione parziale dietro la testa (… I N O) è chiaramente leggibile. Ci sono circa il 50% di possibilità che questa moneta appartenga a questa nuova serie.

 

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La prima domanda è la seguente: abbiamo fonti storiche scritte che ci riportino qualche testimonianza a nome di un tale “Carausius II”? La risposta è semplice: no. In realtà un testo antico segnala l’esistenza di un Carausius II nipote del più noto Marcus Aurelius Maus(aeus?) Carausius, autore della fondazione dell’Impero Britannico. Ma si tratta del “The British Chronicle” che spesso affonda le radici più nel mito che nella reale tradizione storica. Comunque riporto alcuni stralci:

carausius II.JPG

Vediamo la parte su Genseris:

Genseris.JPG

Tratto da D. Hughes, The British Chronicle, Heritage Book, 2007.

Seguendo la traccia del mito quindi avremmo una dinastia carausiana con Carausius I capostipite e il figlio maggiore Genseris a succedergli (dopo il tradimento di Allectus, la sua caduta e il reintegro della Britannia nell’Impero Romano) non come reggente bensì come Re dei Britanni in quanto “princeps iuvent”, in un primo momento appoggiato dal governo romano come premio per la sua fedeltà all’Imperatore (Carausio in effetti seppure usurpatore mostrò delle aperture verso Roma – vedi le legende richiamanti alla tradizione romana e le monete AVGGG sperando probabilmente in un riconoscimento paritario – e il suo erede sicuramente avrebbe parteggiato più per il governo centrale che non per quello di Allectus, assassino e usurpatore a sua volta dell’Impero Britannico) e in seguito fatto uccidere per ordine di Costanzo I. Il figlio maggiore ne avrebbe ereditato il regno e le testimonianze non si sarebbero tramandate a causa della instabilità del periodo storico; ebbe un figlio e due figlie, Flavia e Fausta, che sposarono un Governatore romano [Eucherius] e un re britannico [Eudaf II/Octavius].

Teniamo a mente un concetto fondamentale ovvero che le Cronache Britanniche tendono a ripercorrere la storia inglese dal periodo immediatamente pre-romano al Medio Evo seguendo un filo storico basato sulla presenza di re britannici. La storia che ne deriva è spesso distorta, seguendo una trama storica reale ma spesso resa quasi… delirante (mi si consenta il termine) da interventi e distorsioni derivate dal tramandarsi della tradizione orale e da errori nelle trascrizioni compiute da monaci amanuensi.

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Infatti ci sono vari punti enigmatici tra i quali ne evidenzio due principali:

·         Dopo la conquista romana i vari capiclan e Re britannici permangono? Nel Primo Impero certamente sì (vedasi Venuzio, Cartimandua, etc…) ma nel tempo esistono? Perché le fonti non ne riportano la presenza e gli eventuali nomi?

·         Personalmente non escluderei in assoluto la loro presenza ad anticipare una sorta di Medio Evo con un territorio retto da Signori locali di tradizione tribale (al pari dei Signori medioevali) soggetti comunque all’autorità centrale per mezzo di funzionari e governatori romani che rappresentavano l’Imperatore. Se è vero che i vari clan tribali in epoca pre-romana avevano dei Re e che veniva eletto un Re supremo eletto dal un consiglio costituito dai vari capi tribali britannici è possibile che questa struttura sia stata mantenuta sostituendo al Re la figura dell’Imperatore (e la supervisione della struttura governativa romana). Ma perché non ne abbiamo menzione alcuna nelle fonti scritte? Forse sono troppo traviato da una visione fantasy stile “Games of Thrones”/Trono di Spade?

·         Quale è il peso del mito nel testo da cui ebbe origine le “Cronache britanniche”? Forse il mito prevale pesantemente sulla parte storica?

Tralasciando quindi il testo che non ci consente delle considerazioni storiche certe, torniamo a quanto abbiamo di certo. Non ho purtroppo trovato immagini delle 20 monete che per prime furono rinvenute e che crearono il “mito” della presenza di un Carausio II. Le uniche che ho trovato sono queste, più recenti.

88001433.jpg

The Enigmatic Carausius II

CNG 88, Lot: 1433. Estimate $3000.
Sold for $1900. This amount does not include the buyer’s fee.

 


“Carausius II”. Circa AD 354-358. Æ (18mm, 2.18 g, 1h). DOMINO CONSIIOΛ, diademed, draped, and cuirassed bust right / CONSTA[ ] Λ VST, warrior standing left, spearing fallen horseman; TREVS(?) in exergue. Casey pp. 163-7; cf. C.H.V. Southerland, “ ‘Carausius II’, ‘Censeris’, and the Barbarous Fel. Temp. Reparatio Overstrikes,” NC 1945, 4/5 (for obv./rev.) . Good VF, brown patina. Very rare, approximately 20 specimens known.

This coin is from one of the most controversial series in the later Roman coinage. Many articles have been written about the series, most recently, and comprehensively, in a chapter of Casey's book on the reign of the first Carausius (and Allectus). All of these coins were discovered in Britain, and imitate the official FEL TEMP REPARATIO coinage, primarily the later series of the “Fallen Horseman” type. Although the legends vary, there are elements of consistency, such as the appearance of Constantius II's name (or a form thereof) on the reverse, as well as the overall style of the issues. The attribution to a new Carausius rests on the fact that a few of these coins have the name (or a partial name) of Carausius on the obverse. While there is no historical evidence attesting to such a person at this time in Britain, the record during the mid-late 4th century is very incomplete, regardless of the unusual detail that Ammianus Marcellinus accords the province in his history. It is undoubted that Britain was in a period of upheaval following the fall of Magnentius, and that the Roman central authority had a tenuous grip on power there. It is thought that in the power vacuum that existed, one or more local commanders took control of the province and was responsible for this imitative coinage, and intended on placing the name of the legitimate emperor, Constantius II, on the reverse as a sign of fealty. The argument against this view is that these are simply local imitations, struck as an expediency due to the lack of official coinage in much of the western Empire. While Casey tends to side with the skeptics, he concludes that the question is not settled, especially considering the use of Carausius' name, which obviously would not have been on any of the prototype coins, and would therefore be a very unusual feature if not intended for an actual person.

https://www.cngcoins.com/Coin.aspx?CoinID=193028#

Un esemplare venduto nel settembre 2011 da CNG. Cosa commentare? Si tratta di un esemplare sicuramente imitativo con una particolarità: al diritto riporta DOMINO CONSIIOΛ e al rovescio anziché FEL TEMP REPARATIO si nota CONSTA[ ] Λ VST. A mio avviso questo rientra nel discorso “… sopperire alla scarsità monetale locale”, rivista in ottica locale. Emettere monete imitative a limitare la scarsità di quelle ufficiali. Certo è curioso sia il fatto che la legenda al diritto riprenda corrotto il nome di Costanzo II e la carica di DOMINO sia che a rovescio si rimarchi (analogamente corrotta) il nome dell’imperatore. Il tipo riprende le “FTR Horseman falling” inserendo due legende di fantasia. E’ pressochè certo (in seguito alle analisi degli hoard coevi) che nell’occidente dell’Impero le FTR a nome di Costanzo erano estremamente scarse, in favore delle monetazioni di Magnentius dove il tipo non compare.

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Due AE3 di Magnentius da Lugdunum e Treveri.

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Chi era Magnetius (Magnenzio)? Flavius Magnus Magnentius regnò dal 18 gennaio 350 al 10 agosto 353 sulla parte occidentale dell’Impero. Di origini galliche giunse a ricoprire le funzioni di Comes sotto Constans che fece uccidere, nominandosi Augusto di Britannia, Gallia, Spagna, Italia ed Africa. Intenzionato a inglobare anche l’area illirico-danubiana marciò verso questi territori sotto il controllo dell’Impero Orientale di Costanzo II; ciò provocò la reazione di Vetranione (Vetranio) comandante delle truppe pannoniche fedele all’Imperatore dell’area orientale e permettendo a quest’ultimo di rientrare con l’esercito, impegnato in una guerra contro i Sasanidi.  Dopo varie vicende vi fu il sanguinoso scontro a Mursa Maggiore nel settembre 351 con la sconfitta di Magnenzio che riparò ad Aquileia: l’anno seguente fu ricacciato in Gallia con Costanzo II che si attestava in Italia. Nel 353 vi fu un nuovo scontro campale nella battaglia d Mons Seleucus (Gallia) con la definitiva sconfitta dell’usurpatore che il 10 agosto 353 si suicidò a Lugdunum, dove si era rifugiato. 

Riporto di seguito un testo inglese sul tema “Carausius II” e successivamente una traduzione di alcune parti più interessanti per il dibattito.

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 "...  IN THE MIDDLE OF THE fourth century the Prefecture of the Gauls experienced a dramatic series of events which had a great impact on the economic and political life of the area. One of the results of these events was the production of coins which once again bore the name Carausius. Let us look at the history of the period before turning to this enigmatic coinage.
Following the death of Constantine the Great in May 337 there was an interregnum during which the two halves of the dead emperor’s family fought for supremacy. The situation arose from the two marriages of Constantius I—his marriage to Theodora, the emperor Maximian’s stepdaughter, meant that Constantine had many half-brothers, and half-sisters, as well as nephews and nieces. Constantine himself was the product of Constantius’s marriage to Helena, a marriage which was annulled when union with the families of Maximian and Diocletian became politically expedient. The rejected Helena took every opportunity given by the ascendancy of her doting son to vent her displeasure on the other half of the family. When the time came to make detailed plans for the succession, Constantine allotted parts of the empire to his three sons and to two of his nephews from the Theodora branch of the family. Constantine II was to rule Britain, Gaul and Spain; Constantius II would have the East and Egypt; Italy and the bulk of the Balkan provinces went to Constans. The nephews, Dalmatius and Hannibalianus, were to rule, respectively, Thrace, Dacia and Macedonia and Cappodocia and Pontus. By this Constantine attempted to bring about unity in the warring family. It was not to be. Constantius II in collusion with his brothers instigated the massacre of the other half of the family.
Two uncles and seven cousins were killed by troops in Constantinople loyal to the brothers. Two members survived—the half-brothers Constantius Gallus and Julian—the former spared because he was sick, and presumably expected to die, the latter because he was a five-year-old child. Both were detained under conditions of house arrest on imperial estates in the centre of Asia Minor.
Within a couple of years Constantine II and Constans were at war. During an invasion of Italy Constantine was killed, leaving Constans as ruler of the western empire. In 348 the two remaining brothers celebrated the eleven hundredths anniversary of the foundation of Rome and the inception of a new saeculum, the third in Rome’s history and the last according to the prophecies of the Sybilline oracles. Among the other events heralding the new age was the reform of the lower value coinage system. Three new denominations were issued, two of billon and a third of copper, comprising a unit, its half and its third. All denominations bore the legend FEL TEMP REPARATIO (‘The Restoration of the Happiness of the Times’) and a variety of symbols of renewal or victory.
In 350 Constans was overthrown and killed in a coup by Magnentius, a part-British army officer who was acting for Marcellinus, the emperor’s Comes Sacrarum Largitionum. Magnentius associated his brother Decentius in his rule which, at its furthest extent, included Italy. Magnentius was defeated by Constantius at the battle of Mursa in Illyricum in 351. Retreating to the west he was defeated in Gaul in 353 and both he and his brother committed suicide.
Thus in 353 the empire was again reunited and under the rule of a single emperor, Constantius II. Constantius had no children and an understandably paranoid disposition. Making the best of bad circumstances he brought his cousin Constantius Gallus out of exile, married him to his sister, Constantina, and appointed him regent of the East during his absence in the Magnentian war. For reasons that are confused, Gallus was executed in 354. The remains of the family of Constantine the Great now comprised the emperor Constantius and Julian, who was by now under the protection of the empress Eusebia. In 355 Julian was recalled from Athens, where he was studying philosophy under the watchful eye of the agentes in rebus, the supremely efficient secret police force which had been instituted by Constantine and brought to a peak of perfection by Constantius. Abruptly married to the emperor’s sister Helena, he was sent to Gaul where, contrary to every expectation, or imperial intention, he scored a series of brilliant military victories over the Franks and Alemanni, invaded Germany, restored the ravaged cities of the Rhineland and lowered the taxes throughout the prefecture. He was immensely popular with the armies of the West. Inevitably the very situation which Constantius had tried to prevent came about: Julian was proclaimed emperor by his troops who followed him to the East to contest supremacy with Constantius. The clash never came. Constantius died before the armies met and Julian was acknowledged as sole ruler by both East and West.
Two factors contributed to produce a monetary crisis in the West: the need to eradicate all memory of Magnentius; and the need to prevent Julian having access to cash with which to suborn the army (Amm.xxii.7). The first of these was the subject of an imperial enactment which demonetized both the coinage of the usurper and all of the silver-rich Constantinian coins issued before 353, including the reformed FEL TEMP REPARATIO coinage. In the East this coinage had quickly lost any silver content and by the time the empire was reunited the only surviving issue was a very much reduced version of the unit, the production of the half and third having ceased. The main feature of this coin was the reverse type which depicted a Roman soldier spearing a Persian cavalryman who had fallen from his stricken horse. It was this ‘Fallen Horseman’ coin which was legitimized as the only legal coin in the West by the rescript of 354 (C.Th.9.23). At virtually the same time, Julian arrived in Gaul and supplies of money dried up. Julian himself is recorded as being unable to give a soldier who solicited him for the price of a shave even the few coppers that the barber would have charged. A survey of site finds confirms the virtual absence of official imperial coinage in Britain and northern Gaul during Julian’s tenure of office. What is found on sites and in hoards is a substantial quantity of imitiations of the coin prescribed as legitimate by the rescript, that is copies of post-353 ‘Falling Horseman’ FEL TEMP REPARATIO coinage, often overstruck on demonetized Constantinian coins. The overwhelming bulk of these coins are identifiable as bearing, in some form, no matter how garbled, the name of Constantius II. In this mass have been identified a few, and it is very few indeed, which bear the name Carausius or some recognizable attempt to render that name (Pl.9, no.4).
While the above account encompasses the majority of the ‘Carausius II’ coins the first specimen to be identified and published is a copy not of the post-353 coinage but of a type issued early in the FEL TEMP REPARATIO reform in 348–50. This type features the emperor standing in a galley which is steered by a figure of Victory (Evans, 1887). In discussing the coin, which was found at Richborough, Evans advanced the theory that this Carausius was an otherwise unrecorded fifth-century ruler of southern Britain. Observing the placing of a garbled version of the name Constantius (which he read as ‘Constantine’) on the reverse, instead of the normal FEL TEMP REPARATIO inscription which should have occupied that area, Evans concluded that ‘Carausius’ was associated with Constantine III, who revolted in Britain in 406, crossed to the Continent and was defeated and killed in Spain in 411. Further, he noted:

Whether we regard this Carausius as an actual nominee of Constantine at
this critical juncture, or whether we regard him as an independent usurper
who considered it politic to bid for Constantine’s recognition in a
Caesarean capacity, we shall not be far wrong…in referring the issue of
this…coin to the year 409.


Noting that Constantine was elevated because of his auspicious name, Evans comments that:

…the memory of the brave Carausius, who first raised Britain to a position
of naval supremacy, may have influenced the choice of this obscure Caesar
at a moment when the Romano-British population was about to assert as it
had never done before its independence of the Continental Empire.

Evans’s paper remained the major contribution to the elucidation of this coinage until the problem was reopened by C.H.V.Sutherland, who drew upon an enlarged corpus of material (Sutherland, 1945). This included not only Evans’s coin from Richborough but another from the same site and two other unprovenanced specimens. Where it could be ascertained, a garbled version of the name of Constantius replaced the reverse legend. The new specimens were all of the ‘Falling Horseman’ variety. A new dimension was added at this stage by the finding, at Richborough, of another ‘ruler’ making his appearance in this series whose name is read as either Cenceris or Genceris. Sutherland rejected Evans’s attribution of this coinage to the fifth century and placed the issue in the general context of other FEL TEMP REPARATIO copies, in the 350s. He remained convinced that they represented issues by actual rulers who, through the inclusion of the name of Constantius on the reverse ‘can be seen claiming to be the colleagues—junior, perhaps, but colleagues none the less—of a legitimate emperor, Constantius II, whose name they prudently allow to appear on the reverse, however willingly they may have disowned him’. Sutherland concludes that:

The temporary emergence of these petty rulers might be attributed to the
period of (or just after) the usurpation of Magnentius, when Constantius’s
grip on Britain must have been weakened. Here was the opportunity for
partial autonomy, open to those who had enough enterprise to grasp it: and
if this Carausius was the grandson of the third-century emperor, he may
well have inherited his grand-father’s initiative.


Noting the south-eastern focus of the finds led Sutherland to suggest that a semiindependent dominium existed, with Richborough as its administrative centre. In the following quarter of a century a number of further specimens came to light, including one from Silchester, which led to the suggestion that Carausius II ruled over a wide tract of southern Britain (Boon, 1955). Authors reporting these finds accepted Sutherland’s interpretation of their political context (Hill, 1948). A variation on the Sutherland view was offered by C.E. Stevens who proposed that Carausius II was a nominee of Constantius II given the task of detaching Britain from the realms of the usurper Magnentius (Stevens, 1956).
A highly technical review of the problem, and one which is regarded as the definitive study of the coinage, was inspired by the appearance of Stevens’s paper (Kent, 1957). In the light of studies of the internal chronology of the FEL TEMP REPARATIO coinage it is possible to isolate the production of the Carausius and Censeris copies to the years 354–8. These were years in which Constantius held undisputed control over the whole empire, indeed this is precisely the period in which his agents were so active extirpating the supporters of Magnentius in Britain. There is no context here for petty insular rulers sharing domain with the legitimate emperor, nor does the date allow credence to Stevens’s hypothesis of a nominee created to detach Britain from Magnentius, who died in 353. Kent meets the problem of the appearance of Constantius’s name on the reverse of these coins by pointing out that ‘regular’ copies occur with a version of the imperial name on both sides. He concludes that it is ‘most unlikely that an actual ruler called “Carausius II” ever existed’.
Kent’s magisterial survey of the coinage of the mid-fourth century has been persuasive and comment on the Carausius II coins among numismatists has been limited to reiterating his views while observing that specimens of the coins are now known not only from south-east England but from as far north as York and as far west as north Wales (Boon, 1988). This is not the case with ancient historians and an argument has been advanced recently for the re-establishment of Carausius II as a real person, and a rebel in Britain to boot (Thompson, 1990).
Such advocacy meets a problem since it must overcome the silence of Ammianus Marcellinus, who gives what appears to be a very full account of events in Britain at the critical period. Thompson dissents from Kent’s view that Britain was firmly under imperial control, pointing out that the activities of Constantius’s agents, sent to root out the adherents of Magnentius, were actually limited to the year 353 and that the coins in question were not issued before 354.
Thompson’s view, based on a reading of Ammianus, is that a revolt broke out in Britain in the 350s in which, it is implied, ‘Carausius II’ was involved. The silence of the historian about the hypothesized Carausius is explained because

…he included only the outstanding events of Roman history and is
excluding what he thinks of as details…Now, Britain was a distant
province ‘at the extremities of the world’, and so its affairs were of less
interest than those of other provinces closer to the Mediterranean.
Ammianus’s silence does not disprove the existence of Carausius II.


This is true to a certain degree but of all the extremities of the empire it is precisely Britain that Ammianus deals with most fully. For the present, the case for Carausius II remains unproven, and we may note the problem of ‘Genseris’ has been entirely neglected. The corpus of coinage under review now consists of some twenty specimens, but a close study of FEL TEMP REPARATIO copies from hoards and site finds would probably produce more; to date no die-study has been undertaken of the available coins. The questions remain. Why Carausius? Never the easiest of names to reproduce on a coin die, as the bungled efforts of late third-century copyists demonstrate and attempts at the name on the fourth-century coins confirm. Why the imperial name on the reverse and why the use of the titles Dominus and Caesar, in a manner not found in use on the regular FEL TEMP REPARATIO prototypes? Uncouth though they may be, there is a degree of originality in these mysterious objects which persuades the sceptic that something, as yet unexplained, lies behind their production. Whether that has any connection with the third-century Carausius or whether we have here a case of what biologists call ‘convergent evolution’ may never be known.

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Vi segnalo alcune parti a mio avviso di maggior interesse per il tema affrontato:

  • ·         Due fattori hanno contribuito a produrre una crisi monetaria in Occidente: la necessità di eliminare ogni ricordo di Magnenzio e la necessità di prevenire che Giuliano potesse avere accesso al denaro con cui “fedelizzare” l'esercito (Amm.xxii.7). Il primo di questi è stato oggetto di un decreto imperiale che ha demonetizzato sia la produzione dell’usurpatore che tutte le monete ricche d'argento costantiniane rilasciate prima del 353, compreso il FEL TEMP REPARATIO [della prima serie, n.d.r.]. In Oriente questa moneta ha perso rapidamente qualsiasi tipo di contenuto d'argento e quando l'Impero fu riunito l’unica versione era quella ridotta ... La caratteristica principale di questa moneta era il tipo di rovescio, che raffigurava un soldato romano infilzante un cavaliere nemico (persiano?) che cadeva dal cavallo abbattuto. E 'stato questa questa tipologia ' Fallen Horseman ‘ che è stata legittimata come l'unica moneta legale in Occidente dal 354 (C.Th.9.23)... Un’analisi dei depositi monetali britannici e della Gallia del Nord conferma l'assenza sostanziale di monete ufficiali imperiali durante il regno di Giuliano. Ciò che si trova nei siti e nei ripostigli è una quantità notevole di imitazioni della tipologia FEL TEMP REPARATIO 'Falling Horseman' post-353, spesso ribattute su monete svalutate costantiniane. La stragrande maggioranza di queste monete sono identificabili come riportanti, in qualche forma, talvolta confusa, il nome di Costanzo II. In questa massa sono stati identificati alcune, e sono molto poche in realtà, che portano il nome di Carausio o qualche tentativo di rendere riconoscibile il nome.

  • ·         Mentre il discorso di cui sopra comprende la maggior parte delle monete 'Carausio II' il primo esemplare ad essere individuato e pubblicato non è una copia delle monete post 353 ma di un tipo precoce della FEL TEMP REPARATIO riformata nel 348-50. Questo tipo presenta il caratteristico rovescio rappresentante l’Imperatore in piedi su una galea che è guidato da una figura di Vittoria (Evans, 1887). Nel discutere la moneta, che è stata trovata a Richborough, Evans avanzò la teoria che questo Carausio era un inedito sovrano del sud della Gran Bretagna del quinto secolo. Osservando l'immissione di una versione distorta del nome di Costanzo (che egli lesse come 'Costantino') sul rovescio, al posto della normale iscrizione FEL TEMP REPARATIO che avrebbe dovuto occupare quella zona, Evans concluse che 'Carausio' stato associato con Costantino III , che si rivoltò in Gran Bretagna nel 406, attraversò la Manica verso il continente e fu sconfitto e ucciso in Spagna nel 411. Inoltre, osservò:

In qualsiasi modo noi consideriamo questo Carausio come identificazione di Costantino III o se lo consideriamo un usurpatore indipendente non saremo molto lontano dal vero... nell’attribuire questa moneta all'anno 409.


Sottolineando che Costantino fu elevato i ranghi imperiali anche a causa del suo nome beneaugurale, Evans commenta che:

... la memoria del coraggioso Carausio, che per primo elevò la Britannia ad una posizione di supremazia navale, può aver influenzato la scelta di questo oscuro Cesare [Costantino III, n.d.r.] in un momento in cui la popolazione romano-britannica stava per affermare come non aveva mai fatto prima la sua indipendenza dell'impero continentale.

  •   La tesi di Evans è rimasto il maggior contributo al chiarimento di questa moneta fino a quando il problema è stato riaperto da C.H.V. Sutherland, che ha analizzato un corpus allargato di materiale (Sutherland, 1945). Ha incluso non solo l’esemplare di Evans da Richborough ma anche un altro dallo stesso sito e altri due campioni di provenienza incerta. Dove si poteva riconoscerla, si è constatato che una versione alterata del nome di Costanzo ha sostituito la leggenda dell’inverso. I nuovi esemplari erano tutti del tipo 'Falling Horseman'. Una nuova dimensione è stata aggiunta in questa fase di studio dal ritrovamento, a Richborough, dalla comparsa di esemplari della stessa tipologia recanti il nome di un altro 'signore' il cui nome viene letto come Cenceris o Genceris. Sutherland ha respinto l'attribuzione Evans di questa monetazione al V secolo e portato il contesto temporale delle copie imitative FEL TEMP REPARATIO al 350 circa. Rimase convinto che gli esemplari rappresentavano l’esistenza di signori locali che, attraverso l’inclusione del nome di Costanzo sul retro - 'possono essere considerati colleghi-minori forse, ma colleghi non per questo meno legittimi di un imperatore, Costanzo II, il cui nome prudentemente appongono sui rovesci e però possono facilmente rinnegare'. Sutherland conclude che:

 

L'emergenza temporanea di questi governanti piccoli potrebbe essere attribuito al
periodo (o a quello immediatamente successivo) dell'usurpazione di Magnenzio, quando il controllo di Costanzo sulla Britannia deve essere stata indebolita. Qui è stata l'occasione per
parziale autonomia, aperto a coloro che avevano abbastanza intraprendenza per poterla cogliere: e se questo Carausio era il nipote del terzo secolo l'imperatore, egli può avere tratto esempio dall’iniziativa del nonno.

 

Prendendo atto la concentrazione di esemplari nell’ area sud-est britannica Sutherland incentrò l’attenzione su questo fatto che lo portò a suggerire che fosse esistito un dominium semi-indipendente, con Richborough suo centro amministrativo.

  • ·      Nei venticinque anni successivi un certo numero di esemplari dello stesso tipo è venuto alla luce, tra cui uno a Silchester, che ha portato al considerare che Carausio II governò un ampio territorio del sud della Gran Bretagna (Boon, 1955).

  • ·         Altri autori hanno sostanzialmente accettato l'interpretazione di Sutherland concernente il loro contesto politico (Hill, 1948).

  • ·         Una variante alla visione di Sutherland è stata offerta da C.E. Stevens che ha propose il fatto che Carausio II fosse un personaggio appoggiato da Costanzo II e al quale era stato affidato il compito di staccare la Gran Bretagna dai possedimenti di Magnenzio (Stevens, 1956).

  • ·         Un’analisi altamente tecnica del problema che è considerata come lo studio definitivo della monetazione è stata ispirata dall’articolo di Stevens (Kent, 1957). Alla luce degli studi della cronologia interna della monetazione FEL TEMP REPARATIO è possibile tarare la produzione delle copie di Carausio II e Censeris a cavallo degli anni 354-8. Questi anni sono quelli in cui Costanzo mantenne il controllo incontrastato di tutto l'impero, anzi è proprio in questo periodo che i suoi inviati in Gran Bretagna guidati da Paulus Catena sono stati molto attivi nello stanare ed eliminare i sostenitori di Magnenzio. In questo contesto storico non vi è possibilità per i piccoli signori britannici di condividere di dominio con l'imperatore legittimo, né la datazione consente di dare credito all’ipotesi di Stevens circa l’esistenza di un candidato creato da Costanzo II per provocare la perdita della Britannia da parte di Magnenzio, morto nel 353... L’autore conclude infine che è 'molto improbabile che un sovrano reale chiamato "Carausio II" sia mai esistito'.

  • ·         Il magistrale riepilogo di Kent sulla monetazione della metà del IV secolo è risultato essere  convincente e i commenti tra i numismatici circa le monete di Carausio II si sono limitati a ribadire le sue opinioni, aggiungendo che la distribuzione degli esemplari delle monete sono ormai conosciuti non solo a sud-est dell'Inghilterra ma anche a nord fino York e a ovest fino a settentrione del Galles (Boon, 1988).

  • ·         Questo non è il caso degli storici antichi e sull’argomento si è tornati recentemente con il riaccendersi dell’ipotesi dell’esistenza di Carausio II come persona reale e ribelle in Gran Bretagna (Thompson, 1990). Thompson riporta sulla base di un testo di Ammiano Marcellino che nel 350 vi fu una rivolta dove “Carausius II” potrebbe avere avuto un peso. Lo sotrico antico non avrebbe nominato il nome dell’usurpatore perché

[Ammiano]... Ha incluso solo gli eventi eccezionali della storia romana ed è
escluso che potesse entrae a fondo nei dettagli ... Ora, la Gran Bretagna era una lontana
provincia 'alle estremità del mondo' e così i suoi affari erano di meno
interesse rispetto a quelli di altre province più vicino al Mediterraneo
.
Il silenzio di Ammiano non confutare la nega in assoluto la possibilità dell'esistenza di Carausio II.

 

Come critica, va detto che Ammiano tratta un campo molto vasto ed è altrettanto vero che la Britannia è una provincia marginale ma le vicende britanniche vengono ben descritte dall’autore.

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In conclusione sul caso “Carausius II” non si è ancora giunti ad una conclusione definitiva e il problema dei GENSERIS è stato trascurato. Il corpus della monetazione conta circa una ventiba di esemplari ma una revisione approfondita degli hoard con FTR imitativi porterebbe sicuramente producente; inoltre non sono stati seffettuati studi sui die-link eventualmente presenti sugli esemplari noti. La domanda rimane: perché Carausius? Nemmeno il nome più semplice da riprodurre su un conio per gli artigiani del IV secolo… Perché il nome imperiale sul rovescio e i titoli di DOMINO e CESARE che non si riscontra negli analoghi FTR ufficiali? Per quanto rozzi vi è una originalità in questi oggetti che persuade anche il più scettico che qualcosa si cela dietro la loro produzione.

Ma di monete parliamo sul Forum… ed ho trovato l’esemplare venduto recentemente in asta da74

morton and eden logo.JPG

morton and eden.jpg

Lot 454
Estimate: 200 GBP
Price realized: 1300 GBP

'Carausius II', Æ nummus, struck over a Constantine I reduced follis, bust right, with legend domno c[aravsivs ces?], rev., warrior spearing fallen horseman, 1.35g (P.J. Casey, Carausius and Allectus: British Usurpers, pl. 9, 4, this piece), very fine and very rare. For Casey's discussion on this issue see op. cit. chapter 13, pp. 163-167. This type of coin was first published by Sutherland in "Carausius II, Censeris and the Barbarous Fel Temp Reparatio Overstrikes", NC 1945. (£200-300)

https://www.numisbids.com/n.php?p=lot&sid=1773&lot=454

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Indubbiamente un esemplare interessante costituito da una moneta costantiniana ribattuta (una GLORIA EXERCITVS due stendardi che nella prima foto risultava un po' "nascosta").

morton and eden dettaglio.jpg

Ruotando l’immagine si evidenziano sia i soldati che gli stendardi.

Notate il realizzo! 1300 £!

Il fenomeno delle ribattiture a nome Carausius II è stato studiato da Kent già nel 1957:

78.JPG

J.P..C. Kent, The Numismatic Chronicle and Journal of the Royal Numismatic Society,  Sixth Series, Vol.17, 1957, pp. 78-83.

Vorrei ancora aggiungere che Abdy nel suo “Romano-British coin hoard” fa accenno alla presenza di molte copie imitative nei depositi post 348 (fino al 22% del totale). Ipotizza che siano il risultato di fusioni di monete ufficiali demonetizzate alle quali veniva sottratta la percentuale di argento presente in lega. Allargando il discorso al gruppo “Carausius II” ci potrebbe stare la creazione di FTR imitativi post caduta di Magnentius ma in questo caso perché non seguire la legenda proposta dal prototipo (FTR ufficiali) e crearne di nuove di fantasia?

Molte domande… e quasi tutte senza una risposta certa.

Spero di aver acceso la vostra curiosità.

Ciao

Illyricum

;)

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Frequento poco la sezione delle romane imperiali  (chissà che a breve non torni a collezionare denarini; costano poco e sono carichi di storia) ma a leggere Illyricum c'è da rimanere stupefatti dalla sua cultura e preparazione. Non si sa se ammirarlo per questo o per la capacità di affascinare i lettori per il modo con cui ti spiega la storia. Bravissimo! ?

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Vorrei mettere un mi piace,ma sarebbe veramente poca cosa di fronte alla erudizione di Illyricum65 ,quindi te lo dico "in faccia" MI PIACE.

Sei una vera risorsa per il forum e per noi curiosi di natura sempre alla ricerca di approfondimenti.

Saluti .

ADELCHI.

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Grazie dei complimenti ragazzi... mi fate arrossire. Ho solo tentato di presentare i risultati di una ricerca su un tema che sconfina un po' quasi nella... fantasy numismatica.
Grazie ancora
Illyricum
[emoji6]

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Io rilancio con un interrogativo. 

in tutto questo quadro storico numismatico, come si collocano i minimi imitativi che hanno per oggetto sempre - guarda caso - la serie FEL TEMP REPARATIO? 

Stessa autorità (?) emittente? Stesso periodo? Stesso uso? Stesso valore? 

E le imitative di modulo maggiore della medesima serie? 

Di più: per quale ragione o ragioni in Gran Bretagna nel IV secolo andò per la maggiore questa precisa tipologia? 

Ovviamente i complimenti a Illy sono sottintesi :)

 

Modificato da grigioviola
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In parte alcune risposte già ci sono. Ma non vi nascondo il fatto che alla versione di un Carausio II credo gran poco... 

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Awards

stamattina frugando nel mio database alla voce "carausio II" ho trovato l'esemplare CNG e un testo senza indicazioni.....che quindi non so di chi sia :)

mah..... tempi in cui salvavo la roba a casaccio senza indicazioni chiare ... :D

eccolo qua

 

Carausio II testo[1].jpg

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di questa moneta CNG postata all'inizio, mi ha sempre affascinato la legenda DOMINO o simile, perché mi riporta alla mente i DOMINO NOSTRO africani del V secolo (con i quali non ha nulla a che fare ovviamente)....

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Al database aggiungiamo questa che mi son fatto scappare oggi in asta... 

$_3.JPG

15 mm 1.42 gr
si legge bene al dritto (..)TIVS P(..) e il rovescio è chiaramente una FTR
questa è da mettere nel mucchio a pieno titolo.
come collocarle nel panorama dell'epoca? 

 

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Ciao a tutti, mi aggiungo ai complimenti ad Illy.. i suoi scritti coinvolgenti mi trascinano in queste discussioni in cui vado  a naso...

dico la mia..l'idea di un usurpatore alla stregua di Carausio I° o Alletto non mi convince..la possibilità che vi sia stato un Carausio II che abbia partecipato ad una qualche rivolta un pò di più..

Nel posto di  @poemenius..si parla di ritrovamenti, in entrambi i casi, avvenuti a Richborough..dove si trova?

Saluti Eliodoro

 

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Il 6/1/2017 at 23:46, grigioviola dice:

Io rilancio con un interrogativo. 

in tutto questo quadro storico numismatico, come si collocano i minimi imitativi che hanno per oggetto sempre - guarda caso - la serie FEL TEMP REPARATIO? 

Stessa autorità (?) emittente? Stesso periodo? Stesso uso? Stesso valore? 

E le imitative di modulo maggiore della medesima serie? 

Di più: per quale ragione o ragioni in Gran Bretagna nel IV secolo andò per la maggiore questa precisa tipologia?

Ciao,

dopo una temporanea assenza dal Forum (che ho seguito da smartphone ma senza contribuire fattivamente) rieccomi sul tema di apertura.

Io i minimi li vedo più tardi, analogamente al discorso imitative

  • imitative di misura comparabile (nel caso anche ribattitute)
  • imitative di misura calante e magari meno somiglianti ai prototipi
  • minimi (ben più tarde e dove si mantiene l'iconografia FTR per "tradizione" rispetto alle prime)

Le supposte Carausius II le interpreto tra le "iniziali".

La tipologia fu prescelta perchè nel periodo post Magnenzio furono le tipologie giunte sull'isola (intendendo quelle post riforma ovvero le AE 3)

Il 7/1/2017 at 08:59, Poemenius dice:

di questa moneta CNG postata all'inizio, mi ha sempre affascinato la legenda DOMINO o simile, perché mi riporta alla mente i DOMINO NOSTRO africani del V secolo (con i quali non ha nulla a che fare ovviamente)....

Questa somiglianza l'avevo notata e devo dire che ho cercato di ipotizzare invano un parallelo... certo la formula DOMINO/DOMNO è curiosa... solo che qui talvolta il nome seppur corrotto compare!

19 ore fa, grigioviola dice:

Al database aggiungiamo questa che mi son fatto scappare oggi in asta... 

$_3.JPG

15 mm 1.42 gr
si legge bene al dritto (..)TIVS P(..) e il rovescio è chiaramente una FTR
questa è da mettere nel mucchio a pieno titolo.
come collocarle nel panorama dell'epoca? 

 

La metterei nel gruppo intermedio, se dovessi. E attenzione... non leggo nè DOMINO nè CENSERIS o CARAVSIVS ... la reputo una semplice imitativa medio-tarda... ;)

1 ora fa, eliodoro dice:

dico la mia..l'idea di un usurpatore alla stregua di Carausio I° o Alletto non mi convince..la possibilità che vi sia stato un Carausio II che abbia partecipato ad una qualche rivolta un pò di più..

Nel posto di  @poemenius..si parla di ritrovamenti, in entrambi i casi, avvenuti a Richborough..dove si trova?

Anch’io sono dell’avviso dell’amico @grigioviola (che ringrazio per alcune info preliminari) ovvero che un Carausius II non sia mai esistito, cerco di fissare alcune mie considerazioni. Forse CARAVSIVS, come afferma eliodoro era essere un signore locale che si dichiara fedele a Costanzo II e magari su qualche moneta aveva posto il suo nome come emittente ad indicare la sua giurisdizione sul territorio in nome dell’imperatore. Ma avrebbe rischiato le ire di quest’ultimo? Forse era un re britanno dell’area meridionale… ma ripeto… esistevano ed avevano funzioni amministrative sussidiarie alla struttura burocratico-amministrativa romana? Se sì, perché non se ne parla nelle fonti latine? Dall’epoca della conquista claudiana si parla (nel I secolo d.C.) di re tribali che continuano a governare pur sotto il controllo romano… forse che nel tempo vennero vuotati del potere ma rimasero intrecciati nella struttura romano-britannica svolgendo funzione di controllo di ampie aree rurali britanniche mentre nelle città si aveva una trama amministrativo-burocratica più tipicamente latina? A ben pensare rimanda alle strutture medioevali britanniche con i vari signori retti da un governatore e che facevano riferimento al Re…

Richborough è una località (Rutupiae) del Kent, insediamento romano e centro di riferimento locale.

richborough.JPG

Ciao

Illyricum

;)

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1 minuto fa, Illyricum65 dice:

Ciao,

 

dopo una temporanea assenza dal Forum (che ho seguito da smartphone ma senza contribuire fattivamente) rieccomi sul tema di apertura.

 

Io i minimi li vedo più tardi, analogamente al discorso imitative

  • imitative di misura comparabile (nel caso anche ribattitute)
  • imitative di misura calante e magari meno somiglianti ai prototipi
  • minimi (ben più tarde e dove si mantiene l'iconografia FTR per "tradizione" rispetto alle prime)

Le supposte Carausius II le interpreto tra le "iniziali".

La tipologia fu prescelta perchè nel periodo post Magnenzio furono le tipologie giunte sull'isola (intendendo quelle post riforma ovvero le AE 3)

Questa somiglianza l'avevo notata e devo dire che ho cercato di ipotizzare invano un parallelo... certo la formula DOMINO/DOMNO è curiosa... solo che qui talvolta il nome seppur corrotto compare!

 

La metterei nel gruppo intermedio, se dovessi. E attenzione... non leggo nè DOMINO nè CENSERIS o CARAVSIVS ... la reputo una semplice imitativa medio-tarda... ;)

Anch’io sono dell’avviso dell’amico @grigioviola (che ringrazio per alcune info preliminari) ovvero che un Carausius II non sia mai esistito, cerco di fissare alcune mie considerazioni. Forse CARAVSIVS, come afferma eliodoro era essere un signore locale che si dichiara fedele a Costanzo II e magari su qualche moneta aveva posto il suo nome come emittente ad indicare la sua giurisdizione sul territorio in nome dell’imperatore. Ma avrebbe rischiato le ire di quest’ultimo? Forse era un re britanno dell’area meridionale… ma ripeto… esistevano ed avevano funzioni amministrative sussidiarie alla struttura burocratico-amministrativa romana? Se sì, perché non se ne parla nelle fonti latine? Dall’epoca della conquista claudiana si parla (nel I secolo d.C.) di re tribali che continuano a governare pur sotto il controllo romano… forse che nel tempo vennero vuotati del potere ma rimasero intrecciati nella struttura romano-britannica svolgendo funzione di controllo di ampie aree rurali britanniche mentre nelle città si aveva una trama amministrativo-burocratica più tipicamente latina? A ben pensare rimanda alle strutture medioevali britanniche con i vari signori retti da un governatore e che facevano riferimento al Re…

 

 

Richborough è una località (Rutupiae) del Kent, insediamento romano e centro di riferimento locale.

 

 

richborough.JPG

Ciao

Illyricum

;)

quoto quest'ipotesi che trovo molto convincente..

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