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Murrina Vasa, lusso nella Roma Imperiale


Massenzio
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I Murrina Vasa erano degli oggetti estremamente lussuosi nella Roma Imperiale,  dei vasi di cui personalmente ignoravo l'esistenza fino a pochi giorni fa. Si dice che il prezzo arrivasse a diverse centinaia di migliaia di sesterzi.

Riporto un articolo che introduce questi interessanti e strepitosi oggetti.

http://www.artslife.com/2017/03/13/murrina-vasa-uno-status-symbol-della-roma-imperiale-incontro-da-bertolami-fine-arts/#undefined.gbpl

 

 

 

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Avevo visto questi celebri manufatti ma non sapevo fossero così ambiti e costosi già all'epoca della loro creazione. Certo si può intuire dalla loro bellezza. Per quanto riguarda il minerale ho pensato si trattasse di pietre tipo agata oppure onice lavorati eccezionalmente . Grazie per la intwressante discussione.....

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22 minuti fa, Devant81 dice:

Avevo visto questi celebri manufatti ma non sapevo fossero così ambiti e costosi già all'epoca della loro creazione. Certo si può intuire dalla loro bellezza. Per quanto riguarda il minerale ho pensato si trattasse di pietre tipo agata oppure onice lavorati eccezionalmente . Grazie per la intwressante discussione.....

Infatti anche io personalmente credo che questi antichi vasi fossero fatti con pietre dure naturali derivanti dal Calcedonio e dai suoi derivati colorati tipo Agata , Corniola , Onice , Sardonice , Diaspri , ecc. e dalla piu' tenera Fluorite forse la Murrha di Plinio .

I Romani ben conoscevano la pasta vitrea , tanto che la usavano anche per sigilli da anello , in sostituzione delle piu' care pietre dure naturali , pero' queste paste vitree avevano colore uniforme , non meravigliosamente variegato come quello dei Vasi .

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2 ore fa, Legio II Italica dice:

Infatti anche io personalmente credo che questi antichi vasi fossero fatti con pietre dure naturali derivanti dal Calcedonio e dai suoi derivati colorati tipo Agata , Corniola , Onice , Sardonice , Diaspri , ecc. e dalla piu' tenera Fluorite forse la Murrha di Plinio .

I Romani ben conoscevano la pasta vitrea , tanto che la usavano anche per sigilli da anello , in sostituzione delle piu' care pietre dure naturali , pero' queste paste vitree avevano colore uniforme , non meravigliosamente variegato come quello dei Vasi .

a cosa ti riferisci,ai soli anelli?ho visto paste vitree per coppe del 1 secolo con una grande varieta' di colori,per esempio queste,ciao:

http://www.arsantiqua-online.com/prodotti.php?id=720

http://www.arsantiqua-online.com/prodotti.php?id=18

http://www.arsantiqua-online.com/prodotti.php?id=673

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Questa tipologia di vasi e fatta prevalentemente di sardonice o agata che sono minerali, quindi intagliati non fusi ,come il vetro,niente a che vedere con la pasta vitrea usata per un altra categoria di contenitori.

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Domanda da incompetente come vendita o acquisti di reperti archeologici non numismatici : e' possibile che un sito internet possa vendere oggetti archeologici artistici romani di alta qualita' del 1 secolo , oltre che etruschi ? chi sa rispondere con competenza ? grazie .

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Domanda da incompetente come vendita o acquisti di reperti archeologici non numismatici : e' possibile che un sito internet possa vendere oggetti archeologici artistici romani di alta qualita' del 1 secolo , oltre che etruschi ? chi sa rispondere con competenza ? grazie .


Sì è possibile, purché come per le monete si attesti la lecita provenienza e quindi si sia in possesso di tutta la documentazione.

Poi che sia opportuno o meno è un altro discorso ma comunque come per le monete anche per le antichità e per l'archeologia ci sono numerose aste.

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7 minuti fa, Massenzio dice:


Sì è possibile, purché come per le monete si attesti la lecita provenienza e quindi si sia in possesso di tutta la documentazione.

Poi che sia opportuno o meno è un altro discorso ma comunque come per le monete anche per le antichità e per l'archeologia ci sono numerose aste.
 

Grazie per la risposta ; comunque a rigor di logica , ma e' un parere personale quindi come ripeto da incompetente , mi riesce difficile equiparare come importanza storica ed artistica una moneta antica , comune o rara , ma di cui comunque ne esistono numerosi cloni , con reperti tipo quelli esposti la cui importanza storica ed artistica e' sicuramente piu' rara e importante di una moneta , credo che la loro sede piu' naturale dovrebbe essere in un Museo ; magari sarebbe meglio se acquistati appunto da un Museo nazionale od anche estero .

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In effetti nell' asta in questione si vende di tutto da vasi attici, o etruschi simili a quelli visti nei musei a bassorilievi sculture capitelli bronzetti pezzi egiziani addirittura...ecc. Anche io mi sono fatto la domanda di legio italica e soprattutto secondo me ammesso la liceità di queste vendite avrei qualche dubbio sulla autenticità dei pezzi visto che dovrebbe essere ancora più difficile che in numismatica,  a parer mio, riconoscere un originale da un falso. Liceità e provenienza saranno un po difficili da dimostrare visto che anche ai giorni nostri esistono frequentatori notturni di siti archeologici e soprattutto in passato. Secondo me siamo veramente ai limiti della legalità in quella stretta fascia dove l'oggetto è desiderato e ben pagato proprio perché chi può acquistarlo si compiace di avere un pezzo da museo quindi si trova l' alibi della collezione privata ecc ecc. Certo ma quel pezzo dove è stato trovato da chi quanto tempo fa è stato denunciato oppure no??? Tutto un po difficile da dimostrare....a quanto tempo addietro deve risalire la lecita provenienza? Se mio nonno era tombarolo oppure ha trovato reperti e non li ha dichiarati è ancora una appropriazione indebita o tutto cade in prescrizione? Il metro da seguire sarebbe che tutto quello che ha un interesse storico artistico  dovrebbe stare in un museo e fare parte del patrimonio collettivo, ma quanto si possono allargare le maglie di questo supremo interesse per lasciare spazio al collezionismo privato? Non so se ci siano leggi precise che rispondano alle domande di cui sopra. Se c'è qualche amico magari avvocato o magistrato ci illumini.....per favore ?

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I pezzi in questione sono stati visionati e autorizzati alla vendita dalla soprintendenza di bologna,se non bastasse si avvalgono di esami di laboratorio nelle strutture più accreditate della nostra nazione.

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Che siano autorizzati non c'era credo dubbio altrimenti verrebbero subito fermati....ci si interroga su quali siano i criteri per stabilire se un manufatto sia vendibile e quindi non esponibile in una struttura museale e soprattutto come stabilire la lecita provenienza di un oggetto che ha tremila anni. In pratica per  essere dimostrato come lecito basta l' ultimo o penultimo passaggio?

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un manufatto e' giudicato vendibile,se la soprintendenza lo reputa tale in quanto non risulta come interessante sotto l'aspetto unitario,come accennato da massenzio a rigor di logica per le monete,esse ne sono state coniate a milioni,di coppe,bicchieri,vasellame,anfore,oggetti in bronzo ecc ecc prodotti a migliaia,molti ne sono esposti in musei,altri ne sono nei magazzini degli stessi,piu' o meno censiti,ma presenti,ed e' questo che fa la rarita' del pezzo,state sereni che se ci fossero unicum non si venderebbero,altro discorso e' il perche' non sono esposti in un museo,evidentemente molti,non tutti,hanno talmente tanto materiale che non sanno neanche dove metterlo,sembra pazzesco ma e' cosi',siamo in italia.

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1 ora fa, massi75rn dice:

un manufatto e' giudicato vendibile,se la soprintendenza lo reputa tale in quanto non risulta come interessante sotto l'aspetto unitario,come accennato da massenzio a rigor di logica per le monete,esse ne sono state coniate a milioni,di coppe,bicchieri,vasellame,anfore,oggetti in bronzo ecc ecc prodotti a migliaia,molti ne sono esposti in musei,altri ne sono nei magazzini degli stessi,piu' o meno censiti,ma presenti,ed e' questo che fa la rarita' del pezzo,state sereni che se ci fossero unicum non si venderebbero,altro discorso e' il perche' non sono esposti in un museo,evidentemente molti,non tutti,hanno talmente tanto materiale che non sanno neanche dove metterlo,sembra pazzesco ma e' cosi',siamo in italia.

Non sono tanto d' accordo . Per i verti comuni , quelli di colore uniforme in genere colore verdino , condivido che nei Musei ce ne siano conservati tanti , ma non si possono paragonare come altissima rarita' a quelli rappresentati in vendita nel sito presupponendo la loro autenticita' storica del periodo dichiarato .

Allego alcune foto di vetri conservati in vari Musei dove ben si vede il rapporto tra comuni vetri di colore uniforme e quelli policromi molto piu' rari , siamo in rapporto di 2 policromi su circa 40/50 uniformi a testimonianza della loro rarita' .

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claudio non capisco,non si parla di altissima rarita',ma appunto di manufatti rari(quelli del sito),non per questo vendibili al mercato,ma pur sempre rinvenuti in modesti numeri.comunque sarebbe fantastico che i reperti fossero esposti sempre e comunque in un museo,magari in altre nazioni succederebbe,ma da noi non e' sempre cosi',il valore aggiunto in italia e' il menefreghismo e sempre meno la cultura

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Buonasera a tutti.

Al mondo esistono solo due esemplari di murrina vasa fatti di fluorite : la coppa Crawford ,senza decorazioni,e la"coppa di Nerone"riccamente decorata e di dimensioni eccezionali(13,5 cm di diametro per 9,5 di altezza).

Furono ritrovate insieme nel 1918 sul confine turco-siriano, la più bella delle due dal 2004 fa parte delle collezioni del British Museum che la pagò duecentoventicinquemila euro.

La rarità di questa tipologia di contenitori per il vino sta nella difficolta di reperire pezzi di minerale sufficientemente grandi da poter essere intagliati e nella fragilità intrinseca del materiale stesso.

Ma perché i romani adoravano bere il vino in codesti recipienti tanto da sborsare cifre folli per acquistarli? (Nerone spese settantamila sesterzi ) forse il motivo sta nel fatto che la fluorite è solubile e dona un sapore particolare al vino in essa contenuto tanto che Plinio descrive un nobile romano che addirittura mordicchiava la coppa da cui beveva,aggiungiamoci la rarità e.la fragilità ed ecco giustificato il prezzo di quelli che erano veri e propri"status symbols".

IMG-20170316-WA0002.jpg

Edited by adelchi
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