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King John

I BOTTINI PRELEVATI AI GALLI E PORTATI IN TRIONFO

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Buongiorno, voglio porre un quesito agli esperti di questa sezione. Le fonti storiche ci danno notizia di vari trionfi celebrati nel periodo repubblicano che videro sfilare ricchezze prelevate ai Galli. Infatti, nel 200 a.C. “trionfò sui Galli durante l’anno di magistratura il pretore Lucio Furio e versò nell’erario trecentoventimila assi di bronzo, centounmila e cinquecento denari d’argento” (Tito Livio, Ab Urbe condita, XXXI, 49, 2);  sempre  Tito Livio (Ab Urbe condita, XXXIII, 23, 7 e 9) riferisce che in occasione del trionfo di Gaio Cornelio Cetego sui Galli Insubri e Cenomani (197 a.C.) e di Quinto Minucio Rufo sui Liguri e sui Galli (197 a.C.) furono fatti sfilare 237.500 (libbre?) di bronzo e 81.000 denari d’argento bigati ed inoltre furono apportati al Tesoro 254.000 (libbre) di bronzo e 53.200 denari; in seguito al trionfo di Claudio Marcello sui Galli (196 a.C.) l’erario romano si arricchì di 320.000 libbre di bronzo e di 234.000 denari (Ab Urbe condita, XXXIII, 37, 11). de Callatay intende le somme relative al bronzo come "livres", libbre, mentre altri autori italiani le riferiscono agli assi: secondo voi di cosa si trattava? Assi romani? Io propenderei per questa opzione che farebbe il paio con i "denari bigati". Se è così (assi + denarii romani) si tratta di importanti informazioni relative alla circolazione della moneta romana al di fuori dei confini della Repubblica...Che ne pensate?

Grazie a chi vorrà contribuire.

trionfo.jpg

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Credo che Livio si riferisca al valore monetario (rapportato ai tempi in cui scriveva) del bottino, e non alla sua composizione effettiva. I metalli preziosi presso i Celti erano ampiamente impiegati per la produzione di oggetti di prestigio, parures, torques, finimenti per cavalli, falere, e solo in minima parte per la produzione di monete. C'é da pensare che il bottino fosse per lo più costituito da tali oggetti. Ciò che emerge dai ritrovamenti in area padana, inoltre, sembra indicare che nel periodo a cui ci si riferisce la moneta romana più diffusa fosse il vittoriato. Infine sarebbe interessante, a questo proposito, riflettere sui ripostigli del Campidoglio e di Civita castellana.

 

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@g.aulisio grazie per il chiarimento! 

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Sappiamo che in origine l'asse pesava una libbra di bronzo, e valeva quanto essa. Questa corrispondenza si era già persa al tempo dei trionfi che tu citi, ma immagino che nella mentalità fortemente tradizionalista di Tito Livio avesse lasciato la uno strascico: esprimere il pesodel metallo in termini monetari.

Per questo, anche io sono convinto che le libbre di bronzo fossero effettivamente libbre; laddove invece leggi "81.000 denarii" significa "abbastanza argento che se ne potranno coniare 81.000 denarii"

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6 ore fa, L. Licinio Lucullo dice:

Sappiamo che in origine l'asse pesava una libbra di bronzo, e valeva quanto essa. Questa corrispondenza si era già persa al tempo dei trionfi che tu citi, ma immagino che nella mentalità fortemente tradizionalista di Tito Livio avesse lasciato la uno strascico: esprimere il pesodel metallo in termini monetari.

Per questo, anche io sono convinto che le libbre di bronzo fossero effettivamente libbre; laddove invece leggi "81.000 denarii" significa "abbastanza argento che se ne potranno coniare 81.000 denarii"

sì, deve essere proprio così. Grazie del chiarimento.

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