grigioviola Inviato 10 Aprile, 2019 Autore #26 Inviato 10 Aprile, 2019 (modificato) Da sottolineare come il busto nudo coperto solamente con Aegis sia noto solamente per la zecca di Roma. Per la zecca di milano invece (anche qui decisamente non comune, sebbene non rarissimo come per le emissioni romane) è girato a sinistra ed è abbinato a un balteus (tipico dei legionari) e a una lancia: Per la zecca di Siscia invece non sono noti esemplari con Aegis. Ma cos'è l'aegis (o egida che dir si volglia)? La leggenda (mito greco) ripresa anche da Omero nell'Iliade, descrive l'aegis come una sorta di scudo fabbricato da Efesto con la pelle della capra Amaltea - la capra che allevò Zeus. Era uno scudo indistruttibile e resistente anche ai fulmini. Il fatto che la sua origine derivi da pelle caprina fece si che l'aegis sia stata di volta in volta rappresentata sia come scudo che come abbigliamento corazzato. Spesso l'egida è abbinata anche alla testa di Medusa poiché, secondo un altro mito, Perseo quando ucciso Medusa, tenne per sé la testa dato che essa era in grado di pietrificare chiunque la guardasse. In seguito Atena prese questo rubò questo potente feticcio a Perseo e lo inserì nel suo scudo realizzato con pelle caprina. La ripresa di questa tipologia di busto con egida dagli imperatori antonini, si allaccia in maniera molto stretta a un'altra tematica iconografica cara un po' a tutta la dinastia Valeriana: la capra Amaltea e il culto di Giove a Falerii. Uno dei rovesci tipici dedicati a Valeriano II ma emessi durante il regno congiunto di Valeriano I e Gallieno presenta infatti il rovescio con Giove seduto in groppa proprio alla capra Amaltea (legenda IOVI CRESCENTI). Ce l'abbiamo per le zecche di Roma, Colonia e Viminacium: Il mito della capra Amaltea che alleva il giovane Zeus, Giove per i romani, destinato a governare l'Olimpo degli dei si inserisce perfettamente nel programma ideologico politico e iconografico di Valeriano I e del figlio Gallieno fondendo assieme il mito e l'augurio che il giovane cesare fosse destinato - come lo fu il piccolo Giove - a governare l'Impero proseguendo la dinastia famigliare. Augurio purtroppo finito in tragedia dato che appena due anni dopo aver assunto il titolo di cesare, Valeriano II morì (probabilmente per malattia). Il mito ritorna ancora nel corso delle emissioni di Gallieno fondendosi anche alle origini famigliari: egli infatti indicava quale città natale dei suoi antenati l'etrusca Falerii dove era molto forte il culto di Giove: - città di Falerii, porta di Giove - Origini espressamente citate in due estremamente rari multipli d'oro e d'argento: Questi rarissimi esemplari mostrano al dritto Gallieno e sua moglie Salonina e al rovescio una capra che allatta due fanciulli con vicino un aquila e all'esergo un fascio di folgori. Se appare evidente il richiamo alla legenda della capra Amaltea (abbinata qui anche agli attributi tipici di Zeus/Giove ovvero l'aquila e il fascio di fulmini), si è speculato con più teorie sui due fanciulli. Alcuni autori hanno identificato la duplice versione di Giove venerata a Falerii (Dijovis, una sorta di Giove benefico, e Vejovis, una versione maligna di Giove). Alfoldi invece ha identificato i due fanciulli con Zeus e Salonino. Nuovamente l'augurio, questa volta a Salonino, di proseguire la dinastia e governare l'Impero sull'esempio/protezione di Giove... e ancora una volta il destino però si rivelò avverso visto che Salonino venne ucciso da Postumo in Gallia. Appare quindi stretto e intrecciato su più fronti il richiamo al mito di Giove e della capra Amaltea, della sua pelle usata per l'egida invincibile corazza destinata solo a un imperatore in grado di condurre Roma verso un periodo di fasti garantendo una dinastia duratura sull'esempio dei predecessori antonini... il tutto con un elevato e squisito gusto filo-ellenico. PS le immagini delle monete sono tratte dalla collezione Holmes. Modificato 10 Aprile, 2019 da grigioviola 5 Cita Awards
crispino Inviato 10 Aprile, 2019 #27 Inviato 10 Aprile, 2019 Complimenti un articolo molto molto istruttivo. È stato un vero piacere leggerlo! Cita
grigioviola Inviato 22 Gennaio, 2020 Autore #28 Inviato 22 Gennaio, 2020 Il 11/7/2017 alle 12:16, grigioviola dice: Prossimamente uscirà un saggio a firma di Jean-Marc Doyen (noto numismatico francese) in cui sarà analizzato il rapporto iconografico che sembra esserci tra Gallieno e gli imperatori - della dinastia Antonina - Traiano e Adriano. Uno degli elementi che saranno presi in esame è proprio questa tipologia di busto estremamente rara in Gallieno e quindi frutto di una ben precisa e mirata scelta non soltanto meramente stilistica, ma evidentemente più profonda e ambiziosa. Giusto per non stare con le mani in mano ho fatto una rapida ricerca senza troppe pretese e... in effetti, guardando le rappresentazioni "eroiche" di Adriano, le similitudini ci sono eccome. Un tipo di busto molto particolare per Gallieno (non propriamente raro) e, che mi risulti, utilizzato solamente presso la zecca di Milano è il seguente: esemplare proveniente dal ripostiglio di Reyssouze (foto tratta dal sito cgb.fr) che trova in Adriano il suo equivalente sia su sesterzi che denari come dimostrano questi due esemplari (entrambi tratti dal sito cgb.fr): Ritornando invece al busto dell'antoniniano da me proposto in questa discussione, che ve lo ricordo, è il seguente: mi sembra di cogliere delle similitudini con il busto utilizzato ad esempio per questo sesterzio (foto sempre tratta da cgb.fr): Se vi venissero in mente esemplari ancor più calzanti e prossimi iconograficamente... ben vengano ulteriori riproposizioni! ...le domande che sorgono spontanee sono: cosa voleva riprendere Gallieno della politica/messaggistica Adrianea? E soprattutto, perché Adriano? In relazione a quanto vi anticipavo, vi comunico che è finalmente uscito il saggio di Doyen sulla ripresa operata da Gallieno dei modelli dei suoi predecessori Traiano e Adriano: https://www.academia.edu/36364862/SPQR_OPTIMO_PRINCIPI._Trajan_et_Hadrien_comme_mod%C3%A8les_iconographiques_de_Gallien_260-268_apr._J.-C._ In particolar modo, oltre a essere raffigurata e citata la mia moneta - per la prima volta pubblicata in un saggio ufficiale che la descrive (anche se in precedenza era stata pubblicata nel catalogo delle emissioni di Gallieno di Cedric Wolkow (CATALOGUE DES MONNAIES ROMAINES – GALLIEN – LES ÉMISSIONS DITES « DES FIGURES DEBOUT ») - si cita l'esistenza di un secondo esemplare noto per il mio tipo che proviene dal ritrovamento di Bliesbruck ed è registrato nel catalogo del ripostiglio pubblicato nel libro: Gricourt, Naumann & Schaub 2009, Le mobilier numismatique de l’agglomération secondaire de Bliesbruck (Moselle), Fouilles 1978-1998 (BLESA 5), Paris, Errance, 2009. In totale gli antoniniani con questo busto singolare sono tre, di cui due con il medesimo rovescio, e tutti condividono il medesimo conio di dritto (e a mio avviso anche il conio di rovescio il mio esemplare con quello di Bliesbruck, sebbene siano entrambi rovesci poco leggibili) (foto ripresa dal libro di Doyen, immagine n. 32 © J.-P. Petit) 1 Cita Awards
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