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Afranio_Burro

Bronzo di Maronea

Risposte migliori

Afranio_Burro

Buonasera amici!

Volevo mostrarvi, prima di mettermi a dormire, il mio ultimo acquisto: si tratta di un bronzetto della città di Maronea. Non sono un collezionista di greche, come forse alcuni di voi sapranno, ma quando trovo un pezzo che mi affascina, per un motivo o per un altro, ho sempre piacere a metterlo in collezione. 

Maronea (Μαρώνεια, in greco), era un'importante città della Tracia. Fu fondata, secondo la leggenda, da Marone, figlio di Dioniso, intorno al VI secolo. Il mito di fondazione non è casuale, poiché la città era estremamente famosa, sia tra i greci prima che tra i romani poi, per il proprio vino (e infatti i grappoli d'uva sono elementi distintivi di questa particolare monetazione). Per ulteriori informazioni sulla sua storia, rimando alla pagina di Wikipedia: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Maronea

Veniamo dunque al mio pezzo: come detto, si tratta di un bronzo di 3,29g x 16 mm. Coniata tra il 398 e il 346 a.C. (SNG Cop. 632), presenta al D/ un cavallo con sotto un monogramma, mentre al R/ è presente un quadrato con grappoli d'uva circondato dalla scritta MAP-ONI-TON.

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Il pezzo è senza dubbio in bassa conservazione. Del resto, non essendo io un collezionista della tipologia e non avendo un portafogli "a fisarmonica", debbo accontentarmi. Tuttavia lo trovo più che godibile, soprattutto per il R/ piuttosto interessante e che è il motivo principale per cui ho deciso di prenderla.

Come sempre, ogni commento è ben accetto, e ancor di più lo sarà qualsiasi informazione aggiuntiva sulla storia della città e sulla sua monetazione :)

Buona serata,

Afranio

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King John

Bella e non comune monetina: complimenti!

Molto interessanti i monogrammi: al diritto abbiamo un intreccio tra le lettere :Greek_Pi::Greek_Nu::Greek_Kappa: e al rovescio tra le lettere YE, come nell'esemplare qui postato.

Autonomous coinage of Maroneia, Thrace. 400-350 BC. 

Horse pracing right, PNK monogram below.
MAR-WNI-TWN around linear square containing vine, 
YE-monogram below. 

BMC 66

Note: The monogram on the reverse of BMC 66 shows a 
clear top horizontal stroke of the E. Coins on which 
the top *horizontal* stroke is missing, and has only
an angled stroke formed by the right-hand stroke of 
the V, are BMC 65.
Coins with Monogram Mo are BMC 67 and 68, those with
PY on the obverse are BMC 69.

Ancient coin Art 2003. Found in an orphaned folder and
added June 2010.

BMC_66.jpg

Modificato da King John

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Afranio_Burro

Ciao @King John, grazie :) in effetti non è una moneta molto comune, e non mi ricordo di aver visto discussioni dedicate sul forum. Speravo attirasse più interesse, ma ultimamente le discussioni più calde sono quelle polemiche, sarà la stagione :P

Sai a cosa si riferiscono i monogrammi?

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King John
16 ore fa, Afranio_Burro dice:

Sai a cosa si riferiscono i monogrammi?

Secondo me i monogrammi su questa monetina (come avveniva anche in altri casi) non sono composti da lettere ma da numeri che indicano la pezzatura dell'emissione. I numeri in greco venivano indicati con le stesse lettere dell'alfabeto secondo due diversi sistemi numerali: il sistema numerale più antico è quello detto attico o acrofonico in cui i numeri erano indicati con le lettere iniziali della relativa parola (ad esempio il numero 5 era detto pente ed era indicato con :Greek_Pi_3:); il sistema numerale più recente era quello ionico o alfabetico che si serviva delle 24 lettere dell'alfabeto per  designare i numeri (A=1, B =2, etc.). Da alcune iscrizioni epigrafiche sappiamo che a volte i due sistemi numerali principali convivevano all'interno di una stessa cifra. Spesso venivano usati anche simboli provenienti da sistemi numerali minori, come ad esempio quello originario di Argo in cui il segno :Greek_Omicron: indicava la quantità di 10 dracme.

Al diritto della moneta oggetto della discussione, quindi, veniva indicata la tiratura dell'emissione espressa in dracme che è di 5.000 dracme: poichè la moneta in questione è un obolo, l'emissione si componeva di 30.000 pezzi. Infatti 5.000 (tiratura in dracme dell'emissione) x 6 (numero di oboli presenti in ciascuna dracma) = 30.000 monete coniate.

Al rovescio, invece, abbiamo delle tirature intermedie (rispettivamente 2.000 e 4.000 dracme) che servivano a facilitare le operazione di conteggio delle monete via via coniate: le monete venivano divise in gruppi diversi individuati dalla diversa notazione per poter contare meglio i pezzi coniati, evitando di cadere in errore

BMC_66.jpg.10f791b2f7d19c769246780dd7b674b1.jpg

Modificato da King John
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King John

La numerazione progressiva che aiutava a tenere il conto delle monete via via coniate prosegue al rovescio di quest'altra monetina.... Al diritto rimane tutto invariato perchè il numero relativo designa il taglio finale dell'emissione.

BMC_67.jpg

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King John
Afranio_Burro

Ciao @King John, grazie dei contributi! Capisco il discorso sul monogramma che rappresenterebbe la cifra finale di pezzi da coniare. Quello che non mi torna è come facessero a tenere il conto dei singoli pezzi in corso d'opera! Mi spiego: da un lato il monogramma indica che dovevano essere prodotti, mettiamo, 50 mila pezzi. Ma come facevano a sapere che stavano coniando, per dire, il pezzo numero 18793? 

Non so se mi sono spiegato :D

Modificato da Afranio_Burro

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King John

Il conteggio avveniva ex post, dopo  la coniazione di determinati gruppi di monete caratterizzati da un data notazione numerica. Le notazioni numeriche progressive, infatti, venivano riportate perché aiutavano a portare il conto dei pezzi via via coniati dal momento che rendevano riconoscibili gruppi specifici di monete che altrimenti sarebbero confluiti in una massa unica ed indistinguibile. A mano a mano che gli  operatori della zecca coniavano le monete dell’emissione, le dividevano per notazione numerica.  Quando i conii di rovescio recanti una data notazione numerica si danneggiavano, si contavano i pezzi fino ad allora coniati e  sui conii successivi venivano incisi gli stessi numeri se bisognava completare la coniazione di quel dato quantitativo di monete o dei numeri più grandi dei precedenti se si passava a coniare un quantitativo ulteriore di moneta. Ovviamente prendevano nota del conteggio appena effettuato e sommando questo dato a quelli risultanti dai conteggi compiuti  alla rottura di ciascun conio di rovescio, ottenevano il totale che doveva coincidere con la cifra riportata al diritto...

Modificato da King John

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Afranio_Burro
20 minuti fa, King John dice:

Il conteggio avveniva ex post, dopo  la coniazione di determinati gruppi di monete caratterizzati da un data notazione numerica. Le notazioni numeriche progressive, infatti, venivano riportate perché aiutavano a portare il conto dei pezzi via via coniati dal momento che rendevano riconoscibili gruppi specifici di monete che altrimenti sarebbero confluiti in una massa unica ed indistinguibile. A mano a mano che gli  operatori della zecca coniavano le monete dell’emissione, le dividevano per notazione numerica.  Quando i conii di rovescio recanti una data notazione numerica si danneggiavano, si contavano i pezzi fino ad allora coniati e  sui conii successivi venivano incisi gli stessi numeri se bisognava completare la coniazione di quel dato quantitativo di monete o dei numeri più grandi dei precedenti se si passava a coniare un quantitativo ulteriore di moneta. Ovviamente prendevano nota del conteggio appena effettuato e sommando questo dato a quelli risultanti dai conteggi compiuti  alla rottura di ciascun conio di rovescio, ottenevano il totale che doveva coincidere con la cifra riportata al diritto...

Grazie! Sarà che ho una scarsissima propensione verso i numeri, ma non riesco a capire come tu abbia potuto portare avanti certi studi! :D

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King John

Sono anno che mi ostino a fare calcoli su calcoli....

Modificato da King John

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apollonia

Ciao Afranio

Il tuo bronzo mi ha fatto tornare a una delle mie prime monete d’argento acquistata in eBay come frazione di Alessandro Magno (Eracle al diritto come sulle dramme e i tetradrammi del Grande, cavallo rampante sul rovescio come su alcuni bronzi con Eracle al diritto).

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Il cavallo rampante sul rovescio mi aveva orientato verso Maronea, ma l’amico rorey mi ha indirizzato sulla strada giusta, che ha portato a questa moneta con molte caratteristiche comuni, tra cui il diametro e il peso.

594ff0f6c0ba0_Dyrrachiumrorey.JPG.3a495511bb08353117a571b62bf7e8db.JPG

Nella mia moneta il cavallo appare non alato e senza coda, ma è probabile che le zone di questi particolari siano state levigate o sbiancate.

Nella mia indagine sulle monete di Maronea ho raccolto alcuni esemplari che descriverò in questa discussione.

 

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Modificato da apollonia
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apollonia

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The legendary founder of Maroneia was Maron, a son of Dionysos. This was quite appropriate, given the fact that Maroneia’s wealth came from wine production. The previous owners of this coin included a number of collectors, famous for their connoisseurship. Roberto Allatini (1856-1927) was a member of the famous Italian-Jewish family who were prominent in Thessalonika during the late 19th and early 20th centuries. They owned the most important flour mill in the city (Allatini crackers and other baked products are one of the best known names in Greece today) and they were prominent benefactors of the city. As a collector, R. Allatini seems to have sold quite a few coins in 1904, but he kept collecting, not surprisingly with an emphasis on northern Greece, until his death, after which his remaining coins were sold in Ars Classica XIII in 1928. This coin ultimately passed to Charles Gillet, better known as ‘Kunstfreund’ from the famous catalogue of that name, which contained a small selection of his incredible collection and appeared shortly after his death. The present coin was not in the sale but was sold privately to one of Gillet’s close friends, a well known collector with a wonderful eye for style. It was sold after his death and ended up in yet another fine collection.

 

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Afranio_Burro

Grazie @apollonia! Davvero bello questo statere, siamo su ben altri livelli rispetto al mio bronzetto :)

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apollonia

Avevo raccolto in prevalenza esemplari d'argento ma dev'esserci anche qualche bronzo.

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apollonia

Ecco un bronzo

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apollonia

Altro bronzo

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Afranio_Burro

Grazie apollonia per la bella carrellata. Se, da un lato, è chiaro il perché venisse rappresentato sempre il grappolo d'uva, mi chiedo come mai venisse rappresentato così spesso il cavallo.

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apollonia

Il grappolo d’uva testimonia che i vini di quei luoghi furono celebrati fino dai tempi più antichi. Già gli antichi scrittori mettono in relazione il nome di Maronea con quello di Marone, figlio di Euante, sacerdote di Apollo, che fornì a Ulisse il vino per inebbriare Polifemo.

Anche il cavallo è collegato a Marone, per quanto potrebbe anche accennare al mito dei feroci cavalli di Diomede Trace, che ebbe sede nelle contrade tra Abdera e Maronea.

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apollonia

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