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alb123

1900 anni dalla morte di Traiano

Ciao a tutti,

Oggi quando ho aperto il telefono mi sono ritrovato questa notizia dell'ANSA di cui allego il link.

http://www.ansa.it/amp/sito/notizie/cultura/arte/2017/08/07/1900-anni-fa-moriva-limperatore-traiano_598840a2-17fb-497c-933f-d773b69411b8.html

Tra l'altro a Roma si terrà una mostra proprio su di lui di cui troverete tutte le info a quest'altro link.

http://libreriamo.it/arte/la-mostra-dedicata-allimperatore-traiano/

Quest'anno ricorre il 1900° anniversario della morte di Traiano, di cui personalmente adoro le monete😄.

Ma come molte delle nostre monete ( parlo per i collezionisti delle romane imperiali😀) hanno già 1900 anni o più?

Mamma mia se li portano proprio bene😉.

A presto,

Alb123

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Bravo @alb123, mi era sfuggita questa importante ricorrenza .

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49 minuti fa, Legio II Italica dice:

Bravo @alb123, mi era sfuggita questa importante ricorrenza .

Dai capita anche ai grandi allora😉.

Perchè non iniziare con una discussione tipicamente estiva.

Parliamo un pò di politica...politica di quasi 2000 anni fa ( non so se è considerata una discussione vietata dal forum, ma fatta la legge trovato l'inganno😀)!

Stando alla definizione di Edward Gibbon, Traiano rientra tra i cosidetti "buoni imperatori", ma secondo voi è giusto oppure no?

C'è qualcun altro che meriterebbe questo titolo?

I più audaci possono magari immedesimarsi in personaggi, o anche semplici cittadini, di un determinato momento storico e protestare contro o afavore di un determinato provvedimento😄.

Naturalmente chi vuole nessuno è o deve sentirsi obbligato in qualche modo.

A presto,

Alb123

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Ciao @alb123, il migliore Imperatore romano fu e rimarra' per sempre : Traiano , non per plageria i contemporanei gli attribuirono l' appellativo di Optimus Princeps , bensi' perché lo merito' , non solo per le sue campagne militari ma anche per le sue azioni in campo civile e sociale ; appunto per queste sue doti umane il sommo poeta Dante Alighieri pone il pagano Traiano in Purgatorio , infatti nel Canto X si trova questo passo :

Esempi di umiltà: Traiano e la vedova (70-96)

Picture

 
Dante si muove dal punto in cui si trova e vede scolpita un'altra storia nel bianco marmo, proprio accanto a Micòl. Qui è rappresentata la gloria dell'imperatore Traiano , che spinse papa Gregorio a pregare per la sua salvezza: l'imperatore è raffigurato a cavallo, mentre una vedova gli si avvicina in lacrime. Intorno a lui è pieno di cavalieri che levano al cielo le insegne imperiali a forma di aquila d'oro, che sembrano muoversi al vento. Sembra che la vedova si rivolga a Traiano e gli chieda giustizia per il figlio ucciso, mentre l'imperatore risponde di attendere il suo ritorno. La vedova ribatte che Traiano potrebbe non tornare, e lui replica che il suo successore le darà soddisfazione. La vedova ricorda al principe che se un altro farà del bene al suo posto a lui non verrà alcun vantaggio e Traiano accetta allora di fare giustizia prima di partire, poiché prova pietà per la donna. Solo Dio, osserva Dante, può aver prodotto tali sculture, che non si sono mai viste sulla Terra e che sembrano parlare anche se non lo fanno.
 
Altri Imperatori che si possono accostare a Traiano ma su un gradino inferiore , secondo me sono stati il predecessore Nerva ai cui principi spesso si ispiro' Traiano e Antonino Pio .
Adriano sarebbe stato un degno erede ma la pace che seppe dare al suo Impero fu inquinata da una condotta morale non all' altezza degli Imperatori nominati , mentre alla memoria del grande Marco Aurelio purtroppo influi' negativamente il triste fatto dei Martiri di Lione e di aver restaurato la successione al trono ereditaria anziché la scelta del migliore e Commodo ne fu la triste conseguenza .
Non trovo altri Imperatori all' altezza di Nerva , Traiano ed Antonino Pio .
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Inviato (modificato)

Salve! Sempre riguardo al senso della giustizia di Traiano, ho letto di altri episodi: si dice che egli usasse ricevere di persona chiunque volesse ottenere da lui giustizia, e che alle preoccupazioni del suo segretario sul fatto che si fidasse troppo di tutti, lui rispose: "Tratto tutti come vorrei che l'Imperatore trattasse me, se fossi un privato cittadino".

Secondo un altro aneddoto, una matrona si lamentò presso di lui del marito assente, accusandolo di maltrattamenti e di averla ridotta in povertà, al che Traiano rispose: "E che importa a me di questo?". Allora la donna continuò affermando che il marito parlava sempre male di Traiano e del suo governo, e l'Imperatore rispose: "E che importa a te di questo?".  (tratto da Wikipedia)

Un saluto e buona giornata! :)

 

 

 

Modificato da clairdelune
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Ciao @clairdelune, anche circa i rapporti con i Cristiani Traiano fu molto preciso e tollerante , basta leggere le epistole scambiate con Plinio il Giovane , Legato di Bitinia e Ponto , a proposito del comportamento che Plinio avrebbe dovuto tenere verso i seguaci del Cristianesimo , al che Traiano rispose che non esisteva alcuna normativa di legge contro costoro e che si attenesse quindi al Senatus Consultum in materia .religiosa .

Queste le epistole che illustrano bene il pensiero di Traiano verso i Cristiani 

Lettera di Plinio a Traiano :

« E’ per me un dovere, o signore, deferire a te tutte le questioni in merito alle quali sono incerto. Chi infatti può meglio dirigere la mia titubanza o istruire la mia incompetenza? Non ho mai preso parte ad istruttorie a carico dei Cristiani; pertanto, non so che cosa e fino a qual punto si sia soliti punire o inquisire. Ho anche assai dubitato se si debba tener conto di qualche differenza di anni; se anche i fanciulli della più tenera età vadano trattati diversamente dagli uomini nel pieno del vigore; se si conceda grazia in seguito al pentimento, o se a colui che sia stato comunque cristiano non giovi affatto l’aver cessato di esserlo; se vada punito il nome di per se stesso, pur se esente da colpe, oppure le colpe connesse al nome. Nel frattempo, con coloro che mi venivano deferiti quali Cristiani, ho seguito questa procedura: chiedevo loro se fossero Cristiani. Se confessavano, li interrogavo una seconda e una terza volta, minacciandoli di pena capitale; quelli che perseveravano, li ho mandati a morte. Infatti non dubitavo che, qualunque cosa confessassero, dovesse essere punita la loro pertinacia e la loro cocciuta ostinazione. Ve ne furono altri affetti dalla medesima follia, i quali, poiché erano cittadini romani, ordinai che fossero rimandati a Roma. Ben presto, poiché si accrebbero le imputazioni, come avviene di solito per il fatto stesso di trattare tali questioni, mi capitarono innanzi diversi casi. Venne messo in circolazione un libello anonimo che conteneva molti nomi. Coloro che negavano di essere cristiani, o di esserlo stati, ritenni di doverli rimettere in libertà, quando, dopo aver ripetuto quanto io formulavo, invocavano gli dei e veneravano la tua immagine, che a questo scopo avevo fatto portare assieme ai simulacri dei numi, e quando imprecavano contro Cristo, cosa che si dice sia impossibile ad ottenersi da coloro che siano veramente Cristiani. Altri, denunciati da un delatore, dissero di essere cristiani, ma subito dopo lo negarono; lo erano stati, ma avevano cessato di esserlo, chi da tre anni, chi da molti anni prima, alcuni persino da vent’anni. Anche tutti costoro venerarono la tua immagine e i simulacri degli dei, e imprecarono contro Cristo. Affermavano inoltre che tutta la loro colpa o errore consisteva nell’esser soliti riunirsi prima dell’alba e intonare a cori alterni un inno a Cristo come se fosse un dio, e obbligarsi con giuramento non a perpetrare qualche delitto, ma a non commettere né furti, né frodi, né adulteri, a non mancare alla parola data e a non rifiutare la restituzione di un deposito, qualora ne fossero richiesti. Fatto ciò, avevano la consuetudine di ritirarsi e riunirsi poi nuovamente per prendere un cibo, ad ogni modo comune e innocente, cosa che cessarono di fare dopo il mio editto nel quale, secondo le tue disposizioni, avevo proibito l’esistenza di sodalizi. Per questo, ancor più ritenni necessario l’interrogare due ancelle, che erano dette ministre, per sapere quale sfondo di verità ci fosse, ricorrendo pure alla tortura. Non ho trovato null’altro al di fuori di una superstizione balorda e smodata. Perciò, differita l’istruttoria, mi sono affrettato a richiedere il tuo parere. Mi parve infatti cosa degna di consultazione, soprattutto per il numero di coloro che sono coinvolti in questo pericolo; molte persone di ogni età, ceto sociale e di entrambi i sessi, vengono trascinati, e ancora lo saranno, in questo pericolo. Né soltanto la città, ma anche i borghi e le campagne sono pervase dal contagio di questa superstizione; credo però che possa esser ancora fermata e riportata nella norma. »

Risposta di Traiano a Plinio :

« Mio caro Plinio, nell’istruttoria dei processi di coloro che ti sono stati denunciati come Cristiani, hai seguito la procedura alla quale dovevi attenerti. Non può essere stabilita infatti una regola generale che abbia, per così dire, un carattere rigido. Non li si deve ricercare; qualora vengano denunciati e riconosciuti colpevoli, li si deve punire, ma in modo tale che colui che avrà negato di essere cristiano e lo avrà dimostrato con i fatti, cioè rivolgendo suppliche ai nostri dei, quantunque abbia suscitato sospetti in passato, ottenga il perdono per il suo ravvedimento. Quanto ai libelli anonimi messi in circolazione, non devono godere di considerazione in alcun processo; infatti è prassi di pessimo esempio, indegna dei nostri tempi. »

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Esemplare il comportamento di Traiano,esemplare il post di @Legio II Italica ,interessante la discussione aperta da @alb123.

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Inviato (modificato)

..........e non dimentichiamo tra i meriti di Traiano , seppur istituiti da Nerva , gli aiuti concessi ai bambini poveri ed orfani di tutta Italia , aiuti continui fino al raggiungimento dell' eta' in cui avrebbero dovuto sostenersi da soli ; questa normativa di Nerva Traiano , sebbene in forma e modalita' diverse , sopravvive ancora oggi tramite i cosi' detti  "assegni familiari" .

Eppure nonostante i tanti meriti militari ed umani , secondo quanto tramanda Cassio Dione , sembrerebbe anche l' Optimus Princeps essere stato dipendente dei mali dell' epoca , quali l' ubriachezza e i rapporti sessuali con lo stesso sesso , specialmente con bambini , sara' vero ? non lo sapremo mai ; personalmente non lo credo o non voglio crederlo ; penso piu' sia stata una voce postuma messa in giro per denigrare la vita di un grande Imperatore difficilmente imitabile .

Modificato da Legio II Italica

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Salve @Legio II Italica , sempre a favore di Traiano vorrei solo citare l'augurio (che, credo, illustra bene la buona opinione che si aveva di lui) che secondo Eutropio, se non ricordo male, i senatori del Tardo Impero rivolgevano al nuovo Imperatore: "Possa tu essere più fortunato di Augusto e migliore di Traiano".

Un saluto!

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1 ora fa, clairdelune dice:

Salve @Legio II Italica , sempre a favore di Traiano vorrei solo citare l'augurio (che, credo, illustra bene la buona opinione che si aveva di lui) che secondo Eutropio, se non ricordo male, i senatori del Tardo Impero rivolgevano al nuovo Imperatore: "Possa tu essere più fortunato di Augusto e migliore di Traiano".

Un saluto!

Ciao @clairdelune, "piu' fortunato di Augusto" credo che l' augurio si riferisse all' ambiente familiare in quanto Augusto in questo fu veramente sfortunato : tra la figlia , Giulia , dai costumi facili e che sembra complotto' contro di lui , i nipoti diretti : Giulia minore , Marcello , Caio , Lucio , Agrippa Postumo , Agrippina maggiore , che morirono tutti in giovane eta' tranne Agrippina , gli antichi amici e collaboratori stretti : Agrippa e Mecenate morti molto prima di lui , solo la moglie Livia gli sopravvisse ; per altro nei 41 anni di regno , la Fortuna non lo abbandono' mai .

"migliore di Traiano" ben sapendo che sarebbe stato un augurio difficilmente realizzabile , ma la Spes non muore mai .

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