Questo è un post popolare acraf Inviato 19 Agosto, 2017 Questo è un post popolare #1 Inviato 19 Agosto, 2017 (modificato) Nell’ambito del progetto di sistemazione delle varie emissioni che sono state coniate nel corso della Seconda Guerra Punica (o guerra annibalica), che corrisponde anche al momento in cui nacque il denario romano, mi sto occupando anche della monetazione coniata dai Punici in Sicilia in quel periodo. In pratica tale monetazione risulta concentrata nel periodo 213-210 a.C., tra lo sbarco dell’esercito cartaginese di Imilcone ad Eraclea Minoa con 25.000 fanti, 3.000 cavalieri numidi e 12 elefanti, inviato da Cartagine nella tarda primavera del 213 a.C. su suggerimento di Annibale in soccorso di Ippocrate, che era a capo delle forze siracusane filocartaginesi, ammontanti ad almeno 10.000 fanti e 500 cavalieri. Subito dopo lo sbarco in Sicilia, Imilcone si diresse verso Agrigento, che era retta allora da un presidio romano, che fu rapidamente annientato, così che la città passò saldamente in mano punica. Molto probabilmente fu in occasione dell’annientamento del presidio romano che fu sepolto il famoso ripostiglio di 52 aurei marziali (34 di 60 assi anonimi + 2 di 40 assi anonimi + 16 di 20 assi con spiga), rinvenuto nel 1987 nell’area del Bouleuterion, molto vicino al quartiere romano della città e quindi il 213 a.C. constituirebbe un terminus post quem per la coniazione di questi aurei (senza dimenticare che nel ripostiglio erano presenti solo i gruppi A e B degli aurei anonimi da 60 assi e mancava il gruppo C, che appare quasi sicuramente coniato in epoca di poco posteriore e presenta alcune affinità con i successivi aurei da 60 assi con simboli, molto probabilmente coniati nell’Italia meridionale). Serie con Melqart/Elefante Subito dopo avere conquistato Agrigento, Imilcone molto probabilmente fece coniare la prima serie punica, con i tipi Melqart/Elefante e la lettera punica “aleph” (forse la traslitterazione punica dell’iniziale di Agrigento). Questa serie è formata da 4 nominali, con la stessa tipologia e che si distinguono solo per i pesi e diametro: - Shekel (equivalente a un didramma di 6 scrupoli = peso teorico di 6,75 g) - Mezzo di Shekel (o dramma di 3 scrupoli = peso di 3,37 g) - Quarto di Shekel (o emidramma di 1.5 scrupoli = peso di 1,79 g) - Ottavo di Shekel (o triemiobolo di 0,75 scrupoli = peso di 0,84 g) Sono ormai a buon punto sul Corpus, rintracciando 52 esemplari di Shekel con 7 conii D/ e 6 conii R/, 106 esemplari di 1/2 Shekel con 7 conii D/ e 7 conii R/, 4 esemplari di ¼ Shekel con una sola coppia di conii e infine 2 esemplari di 1/8 Shekel con una sola coppia di conii. Shekel: NAC, 88/2015, 378 g. 7,00 ½ Shekel: Hess & Divo, 325/2013, 176 = New York Sale, 25/2011, 132 g. 3,41 ¼ Shekel: NAC, 10/1997, 196 = MuM 61/1982, 235 g. 1,37 1/8 Shekel: Sternberg, 31/1996, 687 g. 0,91 Si conoscono almeno 5 ripostigli contenenti esemplari di questa serie, 4 in Sicilia (in zone comprese tra Enna e Morgantina, anche se di ignota ubicazione più precisa) e 1 in Spagna (pubblicato dal Villaronga come rinvenuto a Tangeri in nord Africa, ma in realtà trovato in Spagna). Non si può escludere che sia stata una emissione coniata a Cartagine, come indicata da un orientamento dei conii generalmente rivolto alle ore 12 (anche se non mancano esemplari con diverso orientamento), esclusivamente per la spedizione di Imilcone. Tuttavia ritengo più verosimile che sia stato Imilcone a predisporre questa serie poco dopo la conquista di Agrigento, utilizzando maestranze cartaginesi al suo seguito. Questa emissione deve essere durata pochi mesi, verosimilmente fino alla fine 213 a.C. e inizio 212 a.C., seguita da una nuova serie a nome di Agrigento, anche al fine di soddisfare una certa autonomia della città, anche se sotto stretto controllo cartaginese. Serie con Zeus/Aquila In questa serie scompare il nominale di Shekel, ossia del didramma equivalente al quadrigato romano, che evidentemente era nel frattempo uscito dal mercato. Appare interessante constatare che i mezzi e i quarti di Shekel possono essere nettamente suddivisi in due gruppi, con incroci di conio solo all’interno di ogni gruppo. Molto probabilmente il primo gruppo è quello con aquila a sinistra e segni di controllo, mentre il secondo gruppo ha aquila a destra e ancora con segni di valore. Anche per questa serie sono ormai a buon punto sul Corpus, rintracciando 109 esemplari (+ 2 incusi) di 1/2 Shekel con 12 conii D/ e 12 conii R/, 17 esemplari di ¼ Shekel con 4 conii D/ e 6 conii R/ e infine 7 esemplari di 1/8 Shekel con due coppie di conii. ½ Shekel: I gruppo: CNG, 67/2004, 232 g. 3,15 II gruppo: Nomos, 6/2016, 99 g. 3,35 ¼ Shekel: I gruppo: NAC_25/2003, 56 g.1,70 II gruppo: CNG, 57/2001, 75 = Tkalec, 2002, 17 g. 1,68 1/8 Shekel: I gruppo: NAC, 10/1997, 97 = MuM, 61/1982, 37 g. 0,84 II gruppo: Copenhagen SNG 109 g. 0.86 Il controllo punico è rivelato dall’esistenza della lettera punica “het” fra i segni di controllo di alcuni conii del primo gruppo dei quarti di shekel. Ho notato che nel primo gruppo prevale ancora l’orientamento alle ore 12, mentre nel secondo gruppo l’orientamento diventa più casuale…. Molto indicativamente suppongo che il primo gruppo sia stato coniato nel corso del 212 a.C. e il secondo gruppo nell’anno successivo, considerando che Agrigento fu riconquistata dalle truppe romane nel 210 a.C. (anche grazie al tradimento dei Numidi guidati da Muttine). Più complessa è la sistemazione della terza serie, che è ancora in corso: Serie con Trittolemo/Cavallo Anche questa serie è composta da tre nominali ancora in argento, integrati da tre nominali in bronzo. Esiste uno studio di Walker, su un importante ripostiglio contenente molti esemplari di questa serie, trovato vicino Morgantina, con identificazione dei conii. Tuttavia ho constatato una situazione molto più complessa, con un numero nettamente maggiore di conii, per cui è importante riuscire a raccogliere un buon numero di esemplari illustrati. ½ Shekel: Ira & Larry Goldberg, 67/2012, 3088 g. 3,33 ¼ Shekel: NAC, O/2004, 1268 g. 2,16 1/8 Shekel: CNG, 91/2012, 60 g. 1,06 Unità BR (= Calciati 1): CNG, ea 130/2006, 116 g. 6,16 1/2 Unità BR (= Calciati 2): CNG, ea 327/2014, 494 g. 4.11 1/4 Unità BR (inedito): CNG, ea 327/2014, 496 g. 2,28 (un altro esemplare è in Parigi, De Luynes 3968 g. 1,65) Il primo e il terzo nominale in argento, come anche i bronzi, hanno in comune la lettera punica “het” che si ritrova anche sulla precedente serie agrigentina, mentre il quarto shekel ha inoltre le lettera punica “taw”. Queste lettere sono di incerto significato. E’ possibile che la maggior parte di queste monete sia stata coniata ancora ad Agrigento, ma ho notato che gli ultimi conii, con calo ponderale, sono molto più scadenti e forse sono stati coniati al seguito delle truppe cartaginesi. Molto probabilmente queste monetine erano destinate soprattutto ai cavalieri numidi, che imperversavano soprattutto nell’interno della Sicilia e non lontano da Morgantina… Ancora da definire la metrologia dei tre bronzi, che presentano al solito un'ampia escursione ponderale, ma i cui pesi standard dovrebbero essere rispettivamente 8, 4 e 2 grammi. Sono ovviamente graditi commenti su queste serie e in particolare se è possibile segnalarmi immagini e dati di esemplari che non sono reperibili online (in collezioni private o in cataloghi non facilmente reperibili). Le emissioni coniate da Annibale nel sud-Italia, soprattutto nel Bruttium, sono invece oggetto di separato studio di un mio collega. Modificato 19 Agosto, 2017 da acraf 21 Cita
gionnysicily Inviato 19 Agosto, 2017 #2 Inviato 19 Agosto, 2017 Grazie Alberto, scarico subito in cartella questo tuo ennesimo lavoro.[emoji106][emoji106] Cita
Archestrato Inviato 19 Agosto, 2017 #3 Inviato 19 Agosto, 2017 (modificato) Buonasera Alberto, Grazie per aver condiviso questo interessantissimo studio, provo a postare un esemplare che ricorda molto il 1/2 shekel della terza seria, ma non sono sicuro si tratti di una moneta utile al tuo corpus, non conoscendo molto le emissioni cartaginesi successive alla prima guerra punica, inoltre il carattere sottostante il cavallo al rovescio mi pare differente. Nella speranza di poter collaborare per quanto posso e augurandomi che l'esemplare non lo avessi già catalogato (nel caso appartenga effettivamente alle serie in questione), l'asta era la Glendining tenutasi a Londra lunedì 9 marzo 1931(e giorni seguenti), allego anche foto della relativa descrizione. La moneta (meglio, il calco, se non erro (?)) è raffigurata alla tavola XXX. Un saluto Modificato 19 Agosto, 2017 da Archestrato Rimozione citazione per migliore leggibilità della discussione. 1 Cita
acraf Inviato 19 Agosto, 2017 Autore #4 Inviato 19 Agosto, 2017 (modificato) Ringrazio Archestrato. Si tratta del mezzo shekel della serie Trittolemo/Cavallo, che non era ancora presente nel mio database (il solito problema dei vecchi cataloghi, spesso ricchi di materiale ma non sempre reperibili). Si tratta della famosa collezione Nordheim, dispersa da Glendining nel 9-13 marzo 1931. Controllerò poi l'identificazione dei conii. Questa serie era stata in passato, fino agli anni '70-80 del XX secolo, attribuita al re numida Hiempsal II, e tale attribuzione è ora riconosciuta essere errata. Un consiglio. Nel rispondere evitare di citare tutto il mio messaggio, che è molto lungo.... Al limite solo definite porzioni. Modificato 19 Agosto, 2017 da acraf 1 Cita
acraf Inviato 19 Agosto, 2017 Autore #5 Inviato 19 Agosto, 2017 Identificati i conii. Corrispondono ai miei provvisori O1/R2, una delle combinazioni più comuni e nota in una decina di esemplari, come in questo esemplare (Gorny & Mosch, 224, 13.x.2014, 343 = Lanz, 24, 25.iv.1983, 424) Cita
apollonia Inviato 19 Agosto, 2017 Supporter #6 Inviato 19 Agosto, 2017 La serie Melqart/Elefante mi ricorda per il rovescio il tetra di 2 Shekels di Alessandro Magno, di cui presento l’esemplare della NY27 Prospero. Cita
apollonia Inviato 19 Agosto, 2017 Supporter #7 Inviato 19 Agosto, 2017 Nell’asta di cui sopra è stato battuto anche questo esemplare da 1 Shekel di Cartagine, che molto probabilmente acraf conosce. Cita
acraf Inviato 19 Agosto, 2017 Autore #8 Inviato 19 Agosto, 2017 Sì. è della combinazione conii O6/R4 (nota in 10 esemplari) ed è uno dei più belli. Colgo l'occasione per sollevare un particolare dettaglio che ho trovato solo in questa serie. Ci sono esemplari, per la verità pochissimi, che mostrano una strana superficie: Shekel (BM 1987.0649.342) g. 6,23 Shekel - coll. Villaronga, Tangeri hoard 94, g. 6,90 (foto gentilmente fornitami dal figlio del famoso collezionista spagnolo, che ha conservato la collezione paterna e ha confermato la provenienza invece da un ritrovamento in Spagna, in Andalusia). Mezzo shekel - Stacks, 10-i-2011, 114 = CNG, 54/2000, 425 g. 2,85 Mezzo shekel - Tangeri hoard 97 g. 3,53 (altro esemplare dal ripostiglio, andato tuttavia disperso ed è rimasta solo una vecchia e modesta foto) Mi piacerebbe capire l'origine di questi particolari difetti, che sembrano essere causati forse da tondelli di argento con metallo non bene amalgamato prima di essere coniati... 1 Cita
Archestrato Inviato 19 Agosto, 2017 #9 Inviato 19 Agosto, 2017 @acraf una curiosità: dato che il carattere sottostante il cavallo (lettera "het") negli altri esemplari del gruppo III presenta la barretta laterale più lunga sul lato destro mentre nel rovescio R2 avviene il contrario, si può parlare di una incisione retrograda di tale lettera? Chiedo scusa se la domanda può sembrare banale, ma l'alfabeto punico/fenicio è ben lungi dalle mie conoscenze.. Cita
apollonia Inviato 19 Agosto, 2017 Supporter #10 Inviato 19 Agosto, 2017 25 minuti fa, acraf dice: Sì. è della combinazione conii O6/R4 (nota in 10 esemplari) ed è uno dei più belli. Colgo l'occasione per sollevare un particolare dettaglio che ho trovato solo in questa serie. Ci sono esemplari, per la verità pochissimi, che mostrano una strana superficie: Shekel (BM 1987.0649.342) g. 6,23 Shekel - coll. Villaronga, Tangeri hoard 94, g. 6,90 (foto gentilmente fornitami dal figlio del famoso collezionista spagnolo, che ha conservato la collezione paterna e ha confermato la provenienza invece da un ritrovamento in Spagna, in Andalusia). Mezzo shekel - Stacks, 10-i-2011, 114 = CNG, 54/2000, 425 g. 2,85 da chi lo usava Mezzo shekel - Tangeri hoard 97 g. 3,53 (altro esemplare dal ripostiglio, andato tuttavia disperso ed è rimasta solo una vecchia e modesta foto) Mi piacerebbe capire l'origine di questi particolari difetti, che sembrano essere causati forse da tondelli di argento con metallo non bene amalgamato prima di essere coniati... Secondo me dipende dal conio ed eventualmente anche da chi lo usava. Cita
Archestrato Inviato 19 Agosto, 2017 #11 Inviato 19 Agosto, 2017 (modificato) 18 ore fa, acraf dice: Mi piacerebbe capire l'origine di questi particolari difetti, che sembrano essere causati forse da tondelli di argento con metallo non bene amalgamato prima di essere coniati... Sembrebbe un problema nella preparazione del tondello, personalmente non saprei se nell'amalgama del metallo o altro, ma la cosa curiosa è che l'anomalia sembrebbe interessare l'intero spessore delle monete e che i difetti presenti nella parte centrale di esse siano più ampi su una faccia e più stretti sull'altra se non vedo male. A giudicare dalla perdita di metallo (?), quasi una scaglia saltata via, nel centro dell'ultimo esemplare mi verrebbe quasi da pensare che il tondello fosse stato prodotto tramite un assemblaggio di parti riscaldate frettolosamente insieme ma non a temperatura di fusione, o a quella temperatura per un tempo troppo breve. Si vedono fessure piuttosto ampie tra le ipotetiche parti assemblate, come se il tondello fosse composto da una parte esterna ed una interna non del tutto fuse/unite, infatti nell'ultimo esemplare, al rovescio, manca anche altro materiale intorno al foro, come se la scaglia saltata non fosse appunto ben adesa al resto del materiale circostante e più larga su un lato rispetto all'altro .. Una caratteristica che non ricordo di avere mai osservato in effetti,sarebbe davvero interessante capire il perché (se non mi sono allontanato troppo dalla realtà) .. fretta nelle operazioni di battitura, regolazione del peso con aggiunta di materiale (con 2 o 3 parti indipendenti di argento riscaldato posizionate sui conii), scarsa cura nella produzione dei tondelli, o niente di tutto questo è la ragione magari .. Un bel mistero affascinante, non c'è che dire, e spero di non aver sognato troppo! Modificato 20 Agosto, 2017 da Archestrato Correzioni ortografiche Cita
acraf Inviato 20 Agosto, 2017 Autore #12 Inviato 20 Agosto, 2017 Caro Archestrato, grosso modo anche a mio giudizio parrebbe più un problema di difettosa preparazione dei tondelli da coniare, con parti del metallo raffreddati diversamente. Sembra quasi che la barra di argento usata poi per essere "affettata" al fine di ricavare tondelli sia stata preparata a guisa di "rollé", cioè con metallo arrotolato su sè stesso e raffreddandosi diversamente tra lo strato interno e quello esterno. Molto probabilmente tale problema si sarebbe risolto se il tondello fosse stato adeguatamente riscaldato, favorendo l'amalgama tra le due parti, prima di essere battuto. Se è così, abbiamo di fronte comunque ad alcune barre di metallo preparate forse frettolosamente e senza vera perizia metallurgica. Un indizio a favore dell'ipotesi di una zecca frettolosamente approntata ad Agrigento dopo la sua riconquista. Sarebbe bello poter fare accurate analisi del metallo nei vari punti del tondello... Un esempio di Shekel coniato con tondello normale, ma non adeguatamente riscaldato: Shekel - Ceresio, 3/1992, 81 = MuM, 72/1987, 716 = Hess & Leu, 31/1966, 185 g. 7,06 Invece un altro esempio di "rollé" (non troppo pronunciato al diritto...): Shekel - Heritage, 3037/2015, 29934 = Heritage, 3019/2012, 23058 = Heritage, 3020/2012, 24874 = Superior Stamp, 10-11.xii.1993, 1647 g. 6,64 In ogni caso quest'ultimo aspetto si riscontra soprattutto nei Shekels, che sono monete più grosse dei mezzi shekels (a parte il caso limite dell'esemplare ex Tangeri hoard, con la parte centrale addirittura staccata e perduta. Non ho mai visto un fenomeno simile nelle altre emissioni antiche, almeno in Italia e Sicilia... 1 Cita
acraf Inviato 20 Agosto, 2017 Autore #13 Inviato 20 Agosto, 2017 Per completezza, mi dimenticavo che nel corso della seconda guerra punica in Sicilia sono avvenute alcune rare contromarche, per le quali rimando alla pubblicazione qui scaricabile: http://www.webalice.it/giovanni.santelli/nua1001.html 1 Cita
acraf Inviato 20 Agosto, 2017 Autore #14 Inviato 20 Agosto, 2017 All'inizio avevo accennato che si conoscono alcuni ripostigli contenenti monete puniche in esame. Provo ad allegare tutti gli studi che le hanno prese in considerazione. Inizio con l'importante studio del compianto Manganaro: Manganaro 1981-1982 Ripostiglio siciliano e data denario.pdf seguito col famoso ripostiglio di Enna pubblicato da Burnett: Burnett 1983 The Enna hoard red.pdf Cita
acraf Inviato 20 Agosto, 2017 Autore #15 Inviato 20 Agosto, 2017 Poi il lavoro di Walker, fondamentale per la serie di Trittolemo/Cavallo: Walker_1984_Some_hoards_from_Sicily.pdf e lo studio di Villaronga sul ripostiglio di Tangheri (in realtà trovato in Spagna): Villaronga 1989 Tangieri Hoard NC.pdf Cita
acraf Inviato 20 Agosto, 2017 Autore #16 Inviato 20 Agosto, 2017 Concludo con la breve pubblicazione di Hersh, che pure aveva visto tutto il materiale trovato nei pressi di Morganatica, con l'intenzione di fare uno studio più esaustivo, che poi non ebbe luogo (forse per ragioni di tempo, essendo poi deceduto dieci anni dopo): Hersh_1992_At_last_Morgantina_AJN.pdf Dalla lettura d'insieme del materiale pubblicato si comprende che vicino Morgantina furono rinvenuti ad opera di tombaroli importantissimi ripostigli (complessivamente dell'ordine di alcune migliaia di pezzi, soprattutto denari e quinari romani). Purtroppo mancano dati di contesto archeologico, che sarebbero stati utilissimi, anche per dirimere definitivamente la complessa questione della datazione del primo denario romano. Le numerose campagne di scavo condotte dagli archeologi americani sulla rocca di Aidone, dove sorgeva l'antica Morganatica, non hanno permesso di trovare NESSUN esemplare della serie con Melqart/Elefante e della serie agragantina con Zeus/Aquila, ma solo pochi esemplari in argento e alcuni bronzi della serie con Trittolemo/Cavallo. Apparentemente gli scopritori clandestini che avevano trovato questi grandi ripostigli li avevano scoperto non sulla rocca di Aidone, ma su una o alcune colline del circondario. Non sono mai riuscito a scoprire i siti più precisi del loro rinvenimento, che comprendeva anche la quasi totalità degli esemplari noti dei Sikeliotan, gli alleati sicelioti delle truppe cartaginesi. Le fonti storiche narrano che le truppe di Ippocrate svernarono proprio a Morgantina nell'inverno del 213/212 a.C., mentre Imilcone si era ritirato ad Agrigento. Erano migliaia di uomini ed era logico che non potevano svernare tutti quanti sulla rocca di Aidone, senza considerare che era fresco il massacro della guarnigione romana, con distruzioni delle sue infrastrutture (e si spiega il famoso ritrovamento della brocca con l'aureo di 20 assi con spiga e alcuni denari e quinari della prima fase, in un pozzo poi sigillato dalle rovine). Mi sembra logico che si fossero acquartierati su colline vicine, con buona posizione strategica e di controllo sull'importante città di Morgantina. Di più non sono riuscito a scoprire.... 4 Cita
Cromio di Aitna Inviato 21 Agosto, 2017 #17 Inviato 21 Agosto, 2017 (modificato) 19 ore fa, acraf dice: Concludo con la breve pubblicazione di Hersh, che pure aveva visto tutto il materiale trovato nei pressi di Morganatica, con l'intenzione di fare uno studio più esaustivo, che poi non ebbe luogo (forse per ragioni di tempo, essendo poi deceduto dieci anni dopo): Hersh_1992_At_last_Morgantina_AJN.pdf Dalla lettura d'insieme del materiale pubblicato si comprende che vicino Morgantina furono rinvenuti ad opera di tombaroli importantissimi ripostigli (complessivamente dell'ordine di alcune migliaia di pezzi, soprattutto denari e quinari romani). Purtroppo mancano dati di contesto archeologico, che sarebbero stati utilissimi, anche per dirimere definitivamente la complessa questione della datazione del primo denario romano. Le numerose campagne di scavo condotte dagli archeologi americani sulla rocca di Aidone, dove sorgeva l'antica Morganatica, non hanno permesso di trovare NESSUN esemplare della serie con Melqart/Elefante e della serie agragantina con Zeus/Aquila, ma solo pochi esemplari in argento e alcuni bronzi della serie con Trittolemo/Cavallo. Apparentemente gli scopritori clandestini che avevano trovato questi grandi ripostigli li avevano scoperto non sulla rocca di Aidone, ma su una o alcune colline del circondario. Non sono mai riuscito a scoprire i siti più precisi del loro rinvenimento, che comprendeva anche la quasi totalità degli esemplari noti dei Sikeliotan, gli alleati sicelioti delle truppe cartaginesi. Le fonti storiche narrano che le truppe di Ippocrate svernarono proprio a Morgantina nell'inverno del 213/212 a.C., mentre Imilcone si era ritirato ad Agrigento. Erano migliaia di uomini ed era logico che non potevano svernare tutti quanti sulla rocca di Aidone, senza considerare che era fresco il massacro della guarnigione romana, con distruzioni delle sue infrastrutture (e si spiega il famoso ritrovamento della brocca con l'aureo di 20 assi con spiga e alcuni denari e quinari della prima fase, in un pozzo poi sigillato dalle rovine). Mi sembra logico che si fossero acquartierati su colline vicine, con buona posizione strategica e di controllo sull'importante città di Morgantina. Di più non sono riuscito a scoprire.... Argomento assai interessante, quello trattato dal dott. Campana, il quale sa benissimo che non solo a Morgantina ma anche in altri siti dell'isola sono stati rinvenuti dai clandestini, e subito dopo dispersi moltissimi tesoretti romani, che testimoniano l'introduzione del denario romano in Sicilia. Purtroppo le zone centrali della Sicilia, ed in maniera particolare quelle dell'ennese, sono state da sempre per la loro posizione isolata le mete ambite dei tombaroli. Nello specifico, la zona compresa tra Enna, Piazza Armerina e Morgantina è disseminata da tantissimi siti archeologici che vanno perlopiù dall'età arcaica al periodo tardo-antico e bizantino, che sono sconosciuti anche alla stessa Sovrintendenza o dove non sono stati mai effettuati degli scavi regolari. Tanto per fare un esempio, basti ricordare il caso della costruzione della diga di Pietrarossa, un invaso artificiale ricadente in parte nel territorio di Aidone, comune dove si trova appunto Morgantina. In questa località alla fine degli anni '80 durante i lavori di sbancamento venne alla luce una statio romana del periodo imperiale, nella quale i tombaroli di Aidone si andavano sempre a rifornire di monete romane. Detto ciò credo che rimarrà un mistero il luogo di rinvenimento di questi ripostigli. Modificato 21 Agosto, 2017 da Cromio di Aitna Cita
Cromio di Aitna Inviato 21 Agosto, 2017 #18 Inviato 21 Agosto, 2017 (modificato) Il 20/8/2017 at 19:47, acraf dice: Le numerose campagne di scavo condotte dagli archeologi americani sulla rocca di Aidone, dove sorgeva l'antica Morganatica, non hanno permesso di trovare NESSUN esemplare della serie con Melqart/Elefante e della serie agragantina con Zeus/Aquila, ma solo pochi esemplari in argento e alcuni bronzi della serie con Trittolemo/Cavallo. Apparentemente gli scopritori clandestini che avevano trovato questi grandi ripostigli li avevano scoperto non sulla rocca di Aidone, ma su una o alcune colline del circondario. Non sono mai riuscito a scoprire i siti più precisi del loro rinvenimento, che comprendeva anche la quasi totalità degli esemplari noti dei Sikeliotan, gli alleati sicelioti delle truppe cartaginesi. Dimenticavo, una piccola precisazione giusto per non cadere in equivoci... La "rocca di Aidone" a cui si fa riferimento non corrisponde al sito di Morgantina. Aidone è infatti un centro di fondazione medievale che sorge a qualche chilometro di distanza dal sito di Morgantina. Si tratta sicuramente di una svista, ma per "rocca" credo si volesse intendere il sito della cosiddetta Cittadella, cioè quella collina dove in origine si trovava il primo stanziamento di Morgantina, prima che venisse abbandonata in seguito alla presa della città da parte del condottiero siculo Ducezio, per poi trasferirsi nel sito di contrada Serra Orlando, che corrisponde alla pianura sottostante la collina della Cittadella. Per focalizzare meglio la situazione topografica del sito di Morgantina, allego la seguente cartina: (Mi scuso per la qualità dell'immagine, ma è l'unica che sono riuscito a reperire su internet) Come si evince dalla cartina, la collina della Cittadella al n. 2 è l'unico rilievo significativo che appare prossimo alla zona di Morgantina. Come hanno appurato gli scavi delle missioni archeologiche americane, il sito della collina della Cittadella dopo il passaggio di Ducezio rimarrà inabitato fino ai nostri giorni. Partendo quindi dal presupposto che gran parte della collina è ancora inesplorata, è logico pensare che le truppe si fossero accampate in questo sito, visto che è l'unico che gode di una visione diretta della zona sottostante. 1 Santuario di S. Francesco Bisconti (è il luogo di rinvenimento della famosa statua restituita dal Getty Museum) 3 Agorà ellenistica 4 Santuario nord 5 Santuario contrada Drago 6 Santuario di Afrodite Modificato 21 Agosto, 2017 da Cromio di Aitna Cita
acraf Inviato 21 Agosto, 2017 Autore #19 Inviato 21 Agosto, 2017 Ringrazio di cuore Cromio per le precisazioni. In effetti ero stato molto impreciso: in realtà non esiste il toponimo "Rocca di Aidone" (forse un mio lapsus per Rocca di Entella, che è tutt'altra cosa). Sopra Aidone infatti non si erge una vera e propria rocca, ma un pianoro ondulato e che termina a est, dopo S. Francesco Bisconti, con un colle più alto, la Cittadella, che infatti ospitava la prima Morgantina, che fu abbandonata dopo il passaggio di Ducezio. E' possibile che abbia ospitato almeno una buona parte delle truppe filocartaginesi che hanno svernato nel 213/212 a.C., ma sorprende che gli archeologi americani non abbiano trovato proprio niente dopo la metà del V secolo a.C. e non so quanto la collina sia stata setacciata ed esplorata nella sua interezza (forse non usavano i metaldetector a differenza dei tombaroli). In ogni caso, come giustamente evidenziato nel post precedente, all'interno della Sicilia non c'era soltanto Morgantina, ma anche altri centri, non sempre più piccoli, come Enna (che conobbe nell'anno successivo una violenta repressione da parte dei soldati romani guidati da uno dei generali di Claudio Marcello, Pinario, con massacro dei tutti i notabili della città), ma con buona posizione strategica per il controllo del territorio a nord e a est di Agrigento e sulla direttrice interna verso l'importante piana di Catania, anche al fine di assicurare i necessari collegamenti tra Agrigento occupata dai Cartaginesi e Siracusa ancora in mano alla fazione filopunica, ma ormai stretta dai Romani (anche se tali collegamenti avvenivano soprattutto via mare, nonostante la superiorità delle forze navali romane). Resta il fatto che l'esercito siceliota di Ipocrate, partito da Siracusa, era riuscito a congiungersi nel 213 a.C. via terra, nei pressi di Morgantina, con l'esercito cartaginese di Imilcone proveniente da Agrigento. Probabilmente ha seguito un itinerario un poco più a sud e più riparato delle già note trazzere usualmente battute vicino ai fiumi Dittaino (antico Chrysas, affluente del Simeto) e Gornalunga (antico Albos), presumibilmente più controllate dalle forze romane. 3 Cita
acraf Inviato 22 Agosto, 2017 Autore #20 Inviato 22 Agosto, 2017 Gradisco un prezioso aiuto, ad avere le scansioni di immagini, sopratutto della serie con Trittolemo/Cavallo, dai seguenti cataloghi che ancora non sono riuscito a consultare: - Peus Busso n. 280, del 30.x.1972, da 64 a 69 - Kricheldorf 22, del 11.ii.1971, 166 - Kricheldorf 33, del 12.x.1978, 172-173 - Numismatic Circular, del november 1968, 7813 Se ci sono esemplari anche delle altre due serie in questi cataloghi, sono benvenute le scansioni (preferibilmente a 600 dpi). Non poco materiale oggetto del mio studio era pervenuto in aste tedesche negli anni '70, e si sa che i primi grandi ritrovamenti sono avvenuti a fine anni '60.... Cita
Archestrato Inviato 24 Agosto, 2017 #21 Inviato 24 Agosto, 2017 Buongiorno, Ieri si è aperta l'asta elettronica 405 di Classical Numismatic Group, al lotto 20 è presente un bronzo (shekel) catalogato come risalente al periodo 215-201 a.C. e dubitativamente attribuito ad una zecca siciliana, potrebbe quindi appartenere agli esemplari di interesse per questo nuovo lavoro @acraf, nonostante le differenze con gli altri esemplari ? Da notare che il catalogatore segnala la presenza di una lettera in apparenza non identificabile sotto il cavallo al rovescio. https://www.cngcoins.com/Coin.aspx?CoinID=343620 Cita
acraf Inviato 24 Agosto, 2017 Autore #22 Inviato 24 Agosto, 2017 Riporto la foto: Non dovrebbe essere una moneta cartaginese coniata in Sicilia durante la seconda guerra punica, ma a Cartagine, più o meno nello stesso periodo (i SNG Copenhagen 302-331 sono tutti coniati a Cartagine e non in Sicilia). Per una rapida panoramica delle emissioni puniche in bronzo coniati in Sicilia e Italia meridionale e collegate a quella guerra, allego due lavori di Visonà, non reperibili su internet e che avevo scansionato in una biblioteca: Visona_1986_Carthaginian_bronze_coinage_in_Southern_Italy_and_Sicily.pdf Visona_1991-1992_Monetazione_annibalica_bronzo_Bruttium.pdf 1 Cita
acraf Inviato 24 Agosto, 2017 Autore #23 Inviato 24 Agosto, 2017 Nella prossima asta di Baldwin's, 10 del 22 settembre 2017, compare un esemplare di Shekel della serie Melqart/Elefante non censito in precedenza (quindi privo di pedigree), di alta conservazione e con stima a 2500 sterline: https://www.numisbids.com/n.php?p=lot&sid=2143&lot=3002 Si tratterebbe della mia combinazione di conii O6/R5, per la quale conoscevo già 7 esemplari: 1) Leu 83/2002, 132 = NAC 7/1994, 216 g. 6,98 2) Gorny & Mosch, 146/2006, 302 g. 6,96 3) Kricheldorf 49/2017, 187 g. 6,71 4) CNG 38/1996, 172 g. 6,54 5) NAC 9/1996, 294 = MuM 61/1982, 233 g. 6,49 6) G. Hirsch 284/2012, 2207 g. 6,47 7) Gorny & Mosch 236/2016, 322 g. 6,41 L'esemplare di Baldwin's presenta forti sfregature sul metallo, indicando forse una rimozione meccanica (non molto esperta) di sttati di ossidazione. Non posso però fare a meno di notare come la lettera punica all'esergo del rovescio, "aleph", mostri una forma un poco incerta, con linee poco nette. Poi colpisce un pò l'alluce della zampa anteriore destra, che appare abnorme. Solo il pezzo 6 di Hirsch 2012 presenta simili caratteristiche e con esso c'è in comune un bordo perlinato al diritto molto approssimativo. Questi due pezzi mi lasciano un poco dubbioso e gradirei avere vostri pareri e se questi dettagli discordi possono essere compresi nella variabilità della originale coniazione manuale, tenendo anche presente le modalità della pulizia e restauro della moneta. Cita
acraf Inviato 24 Agosto, 2017 Autore #24 Inviato 24 Agosto, 2017 (modificato) Al fine di fornire un corretto quadro generale, i conii del diritto sono molto distinti fra loro e quindi facilmente riconoscibili. Anche i conii del rovescio sono nettamente distinti e riconoscibili. Di conseguenza desta sospetto un conio molto simile e le piccolissime differenze devono essere prima valutate se possibilmente frutto di ritocchi da parte dell'incisore greco. Il conio O6 risulta abbinato con 3 conii rovescio, che ho provvisoriamente denominato R5 - R6 - R7 (anche se il conio R5 dovrebbe essere ultimo in quanto generalmente abbinato a O6 più usurato e con piccole fratture di conio). Mostro qui sotto esempi delle tre combinazioni di conio: O6/R5 BM O6/R6 Kricheldorf O6/R6 Paris Vorrei cercare di spiegare perché a mio giudizio l'esemplare Baldwins (che diventa il n. 8 dell'elenco nel post precedente) desta forti sospetti e stasera scriverò a Baldwin per esprimere i miei sospetti che sia un recente falso da pressofusione su argento moderno.... Ho preso in considerazione tre settori della moneta da esaminare più attentamente: Inizio dal rovescio, settore 1: 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8)Baldwins Gli ultimi tre esemplari non hanno il trattino che unische la sommità della proboscide alla zampa, poi hanno l'alluce abnorme e stilisticamente "strano". Infine la linea di esergo si è prolungata, con linea più sottile e leggermente curva. Modificato 24 Agosto, 2017 da acraf 2 Cita
acraf Inviato 24 Agosto, 2017 Autore #25 Inviato 24 Agosto, 2017 (modificato) Passo al settore 2. 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8)Baldwins Anche in questo caso gli ultimi tre esemplari hanno una minima discordanza, con la lettera pèunica "aleph" tracciata in maniera più incerta, come capita quando si falsifica una firma.... Modificato 24 Agosto, 2017 da acraf Cita
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