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IGNORED

Paura,papa'tanta paura........


Risposte migliori

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1 minuto fa, ART dice:

Grande monito per noi europei a darci da fare. Vogliamo essere i coniglietti "sovrani" che subiranno e saranno amministrati dagli altri o quelli uniti che decideranno da sè e per sè? Ho posto il quesito in modo semplice ma questa è la domanda fondamentale per noi nel nuovo mondo post-protettorato USA.

 

Tranquillo, questa è solo retorica del passato, ormai non la usano più nemmeno gli USA.

 

Il guaio che abbiamo priorità interne come sanità ecc per pensare ad altro, o meglio dovremmo pensare prima a questioni interne a mio avviso. Starebbe tanto da dire, abbiamo pagato prima conseguenze e limitazioni imposte dalla fine della ww2, poi ci siamo cullati su tante cose. 

In Italia il sovranismo non sappiamo più cosa è da un bel pò🤕

6 minuti fa, ART dice:

Tranquillo, questa è solo retorica del passato, ormai non la usano più nemmeno gli USA.

Beh ultimamente è realtà ahimè, non è retorica, lo vedo, lo sento e lo ascolto da per tutto. Ci sono popolazioni di serie a e di b, per cui certe cose valgono eccome, per altri ....." a cussì" 😅.


Inviato (modificato)
11 minuti fa, caravelle82 dice:

Il guaio che abbiamo priorità interne come sanità ecc per pensare ad altro, o meglio dovremmo pensare prima a questioni interne a mio avviso. 

Io credo proprio che il tempo in cui potevamo pensare prima (o solo) alle priorità interne perchè tanto per quelle esterne bastava procedere attaccati alla gonnella di mamma USA siano finiti: mamma si è stancata e c'ha sfilato la gonna di mano. Non c'è più mamma a difenderci col mestolo in mano, anzi, adesso è capace di suonarlo a tutti, nemici ed ex-amici. Adesso siamo noi (europei) che dobbiamo pensare a noi stessi in tutto, con tutti i costi e i rischi che ciò comporta. La sovranità vera ha un costo, ma nel caso europeo unificato avrebbe il simpatico effetto collaterale di renderci padroni di noi stessi e in grado di difenderci da soli, ovvero di sopravvivere nel mondo che si profila.  

Modificato da ART

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17 minuti fa, ART dice:

Taiwan

Sì adesso con Taiwan. Eh ma meglio di mo...co sti buoni esempi.


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2 ore fa, petronius arbiter dice:

Buona Befana a tutti <_<

epifanie trump.jpg

petronius

 

Eh, scherzaci🤣. Non scordiamoci del fotomontaggio da papa e la dichiarazione che gli sarebbe (pure) piaciuto esserlo🙄🙈

Modificato da caravelle82

Inviato

Eh già, c'è poco da scherzare <_<

petronius 


  • 3 settimane dopo...
Inviato (modificato)

Abbiamo un consistente dispositivo militare USA in formazione in Medio Oriente, composto da un CSG (Carrier Strike Group) incentrato sulla portaerei USS Lincoln (che dovrebbe arrivare in posizione utile fra oggi e domani) e 3 cacciatorpediniere classe Arleigh Burke. Altri 2 Burke sono già schierati nel Golfo persico insieme a 3 fregate classe Indipendence, e un altro dovrebbe trovarsi nel Mediterraneo orientale. Inoltre dovrebbe essere presente in area operazioni anche almeno 1 SSN (sottomarino a propulsione nucleare) classe Virgina e forse anche un SSGN (sottomarino a propulsione nucleare che lancia missili da crociera) classe Ohio.    

Per quanto riguarda le forze a terra è iniziato già da giorni il dispiegamento di 2 squadre di F-15E (in totale 24 aerei, basati nel Regno Unito) alla base di Muwaffaq Salti, in Giordania, dov'era già presente una squadra di F-15E e una di A-10. Sono poi presenti in area una squadra di F-16 che dovrebbe essere schierata sulla base di Prince Sultan, in Arabia Saudita. C'è anche un aumentato considerevole del numero di aerocisterne KC-135 schierate ad Al Udeid, in Qatar, che ora dovrebbero essere una ventina. Nel corso della seconda metà del mese si è registrata anche un'intensa attività di aerei da trasporto C-17 da USA ed Europa verso il Medio Oriente.

Qualche giorno fa il Regno Unito aveva annunciato il dispiegamento in Qatar di un reparto di 12 Typhoon, di cui pare ne siano arrivati solo 4, mentre altri 4 dovrebbero essere schierati in Arabia Saudita e 4 sono rimasti alla base RAF di Akrotiri, a Cipro.

Modificato da ART

  • 2 settimane dopo...
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Avrete di certo sentito della scadenza del trattato New START, in realtà già defunto di fatto da anni, e della ventilata possibilità nuovi accordi simili.

Qualche considerazione in materia.

Questo evento è stato presentato dai media come la caduta dell'ultimo baluardo contro l'impazzare delle armi nucleari nel mondo, ma nell'aspetto puramente formale non è così. In realtà sono ancora validi il Trattato di Non-Proliferazione nucleare, di cui è firmatario tutto il mondo tranne India, Pakistan, Israele, Corea del Nord e Sud Sudan (*) e il Trattato sul divieto delle armi nucleari, che ne vieta possesso, sviluppo, sperimentazione e stoccaggio, firmato o ratificato per la maggiore da paesi in America latina, Africa e Sud-est asiatico (in UE solo da Irlanda, Austria e Malta).

Il problema è che al di la della loro utilità reale, a mio avviso piuttosto dubbia, i suddetti trattati al pari di quelli della serie START (ideati dopo la fine della guerra fredda sul modello dei precedenti SALT) non hanno evitato il lento declino di un approccio di contrasto alle armi nucleari che negli ultimi anni sta diventando ancor più evanescente: l'instabilità e la turbolenza dell'epoca storica odierna mal si concilia sia col sistema dei trattati internazionali che con la voglia generale di non considerare la deterrenza nucleare come un mezzo indispensabile per la sicurezza. In termini più grezzi, chi è che in un mondo a trazione xi-trumpian-putinoide come quello d'oggi rinuncerebbe così facilmente anche solo all'ipotesi di potersi fare scudo dei petardoni atomici in futuro? La sensazione che precludersi per principio questa possibilità sarebbe una decisione, diciamo, un po' da coglioni è a torto o a ragione sempre più viva nelle élite politiche e militari di mezzo mondo. 

La mia impressione personale è che la volontà di rifare un nuovo trattato sul modello START non sia troppo reale ma più una specie di gioco a  mettere i bastoni fra le ruote al nemico, sperando di coinvolgere nelle limitazioni anche i suoi "simili", e in ogni caso siamo ormai al punto in cui non solo la non-proliferazione non sta andando più troppo di moda ma in ulteriori paesi c'è un dibattito più o meno sotterraneo sull'opportunità di mettere in piedi un'arsenale nucleare, o comunque un'apertura su ciò che prima era impensabile. Quelli dove attualmente se ne sta discutendo di più sono Giappone e Corea del sud, e da noi in Germania, Svezia (che un programma nucleare militare l'aveva avviato negli anni '50) e Polonia.

Insomma, comunque vada a finire ci divertiremo assai.

 

 

(*) L'Italia ha una clausola specifica che ci permette di sviluppare armi nucleari se la cosa è fatta all'interno di un programma comune europeo. 

Modificato da ART

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La notizia delle "purghe" in Cina ha avuto poco risalto mediatico ma è qualcosa di molto importante. In questo video la faccenda viene spiegata in modo sintetico ma eccellente:

 

 


  • 3 settimane dopo...
Inviato (modificato)
Il 24/01/2026 alle 18:04, ART dice:

Abbiamo un consistente dispositivo militare USA in formazione in Medio Oriente, composto da un CSG (Carrier Strike Group) incentrato sulla portaerei USS Lincoln (che dovrebbe arrivare in posizione utile fra oggi e domani) e 3 cacciatorpediniere classe Arleigh Burke. Altri 2 Burke sono già schierati nel Golfo persico insieme a 3 fregate classe Indipendence, e un altro dovrebbe trovarsi nel Mediterraneo orientale. Inoltre dovrebbe essere presente in area operazioni anche almeno 1 SSN (sottomarino a propulsione nucleare) classe Virgina e forse anche un SSGN (sottomarino a propulsione nucleare che lancia missili da crociera) classe Ohio.    

Per quanto riguarda le forze a terra è iniziato già da giorni il dispiegamento di 2 squadre di F-15E (in totale 24 aerei, basati nel Regno Unito) alla base di Muwaffaq Salti, in Giordania, dov'era già presente una squadra di F-15E e una di A-10. Sono poi presenti in area una squadra di F-16 che dovrebbe essere schierata sulla base di Prince Sultan, in Arabia Saudita. C'è anche un aumentato considerevole del numero di aerocisterne KC-135 schierate ad Al Udeid, in Qatar, che ora dovrebbero essere una ventina. Nel corso della seconda metà del mese si è registrata anche un'intensa attività di aerei da trasporto C-17 da USA ed Europa verso il Medio Oriente.

Qualche giorno fa il Regno Unito aveva annunciato il dispiegamento in Qatar di un reparto di 12 Typhoon, di cui pare ne siano arrivati solo 4, mentre altri 4 dovrebbero essere schierati in Arabia Saudita e 4 sono rimasti alla base RAF di Akrotiri, a Cipro.

Il dispositivo USA si è ingrossato non solo attraverso l'imminente arrivo della portaerei Ford ma anche con un ponte aereo che ha superato i trecento voli di cargo pesanti C-5 e C-17, che hanno scaricato nelle varie basi americane della regione - di cui la principale è quella di Salti, in Giordania - munizionamento, batterie antimissile aggiuntive ed equipaggiamento vario. Sono state incrementate con 36 caccia F-22 le forze aeree già presenti, composte da uno stormo di F-15, uno di F-35A e uno di F-16, un gruppo di assaltatori (aerei specializzati nell'attacco ai carri armati) A-10, 6 aerei d'attacco elettronico EA-18G, 6 velivoli MPA/multi-intelligence (pattugliatori marittimi / rilevatori di segnali e comunicazioni) P-8, un aereo spia RC-135V, 3 droni spia MQ-4C ottimizzati per la sorveglianza marittima e 4 droni relay radio E-11A, inoltre ci sono 4 E-3B/C AWACS (radar aeroportati). Come supporto alle operazioni sono schierati una trentina di tanker in medio oriente e una cinquantina nelle basi europee. Le difese delle basi sono state potenziate con nuove batterie di PATRIOT e THAAD (sistema di categoria superiore al PATRIOT) con ampie scorte di munizioni.

Sommando la dotazione delle portaerei ce n'è più che a sufficienza per fare un bel casino, con oltre 200 sortite al giorno escluso il molto probabile contributo israeliano.

Gli USA chiedono lo smantellamento dei siti nucleari, lo stop permanente all'arricchimento dell'uranio e il trasferimento fuori dall'Iran dell'uranio arricchito ancora presente. Gli iraniani prendono tempo mentre induriscono i siti più importanti e sparpagliano il più possibile leadership e forze in profondità.

Modificato da ART

Inviato (modificato)

Verso le 10:00 ora iraniana (le 07:00 CET) USA e Israele hanno lanciato due ondate di attacchi contro diversi obiettivi nella capitale Teheran e in altre zone dell'Iran.

Nella prima ondata ci sono state tre grandi esplosioni nella capitale, nella seconda sono state colpite anche le città di Tabriz, Qom, Khorammabad, Karaj, Kermanshah, Isfahan, Ilam, Chabahar e Bushehr. Diversi caccia F-15 della forza aerea israeliana sono stati coinvolti nei raid, con il lancio di munizionamento a lungo raggio. La rotta seguita dai caccia israeliani è quella attraverso Siria e Iraq, con aerocisterne che operano indisturbate nei cieli siriani. Alcuni degli attacchi sono stati portati con una ventina di missili da crociera Tomahawk. Tra gli obiettivi dei raid la Guida Suprema e tutta la leadership politico militare iraniana, probabilmente colti di sorpresa dall'attacco: tra i circa trenta obiettivi colpiti in Iran ci sono il Ministero dell'Intelligence e Sicurezza (MOIS), il Ministero della Difesa, il Quartier Generale dell'Intelligence dei Pasdaran, e la residenza della Guida Suprema.

 

La rappresaglia iraniana è partita con il lancio di missili balistici.

Israele è stato bersagliato da una quarantina di missili in 9 o 10 salve (dalle 9:10 alle 15:35 CET), a cui si aggiunge almeno un'ondata di droni Shaded-136. La quasi totalità dei vettori iraniani è stata abbattuta dalle difese aeree israeliane, ma almeno 1 missile ha colpito ad Haifa e 1 ad Ashkelon, più 1 in un'area non ancora identificata. Le prime salve erano dirette principalmente contro Haifa e contro la zona di Beer Sheva, mentre successivamente gli attacchi si sono estesi anche all'area di Tel Aviv e al resto del paese. 

Poco dopo i primi lanci contro Israele è partito l'attacco alle basi militari statunitensi nella regione. Sono state bersagliate le basi di Al Udeid (Qatar), Al Dhafra (EAU), Ali al Salem (Kuwait), Muwaffaq Salti (Giordania), Prince Sultan (Arabia Saudita), Erbil (Iraq) e una di supporto navale in Bahrein. Quest'ultima è stata colpita in un primo momento da almeno 1 missile balistico e 1 drone Shaded-136, che ha centrato il radome di un radar, e in seguito è stata oggetto di un'altra salva di missili con alcuni impatti. A Muwaffaq Salti sono stati intercettati 2 missili e 1 è andato a segno. Almeno un impatto anche alla base di Ali al Salem, con danni ingenti a una delle piste. I missili lanciati contro le altre basi sono stati intercettati dalle difese aeree, molto attive in particolare a Doha e Abu Dhabi dove sono arrivati almeno una decina di missili rispettivamente. Un impatto si è registrato anche Dubai.

 

Modificato da ART

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