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VALTERI

I tonni di Cizico

Risposte migliori

VALTERI

Alcuni gradevolissimi esemplari dalla vasta produzione di stateri in elettro di Cizico .

Del primo raro  esemplare con mucca e vitello  , da NAC 64 n. 826 ,  unisco l'interessante commento del catalogatore , che ben illustra le peculiarità di quella monetazione che , non avendo una raffigurazione araldica della polis ( né l'etnico ) , ha inserito nella composizione di  tutti i circa 240 diversi tipi di diritti  , quel tonno che aveva parte non secondaria nell'economia cittadina . 

001 NAC 64 n. 826.png

002 CNG Triton VIII n. 366.png

003 NGSA 5 n. 100.jpg

004 NGSA 5 n. 102.jpg

005 NAC 64 n. 8260.jpg

006 CNG Triton VIII n. 366.jpg

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King John
Supporter

Il tonno era raffigurato anche sulle monete di Gades, l'odierna Cadice dove il  tonno è ancora oggi molto pescato: l'ho visto con i miei occhi una settimana fa. Guardate...

SPAIN. Gades. Ca. late 3rd century BC. AR hemidrachm (16mm, 2.49 gm, 6h). Head of Heracles left, wearing lion skin headdress, paws knotted at neck / Punic script, tuna fish right. CNH pg. 83, 4. SNG BM Spain 132 variant (Heracles right). Very rare, particularly so in high grade! NGC Choice AU★ 5/5 - 4/5.

2619215.jpg

2017-09-05 12.43.10.jpg

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Modificato da King John
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VALTERI

Avrei aggiunto un "mi piace " al Tuo post , ma poteva sembrare riferito al tonno .

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King John
Supporter
21 minuti fa, VALTERI dice:

Avrei aggiunto un "mi piace " al Tuo post , ma poteva sembrare riferito al tonno .

Se pure l'avessi interpretato in tal modo ti avrei perdonato...

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apollonia

Testa di Eracle sul diritto? E chi l’ha mai visto come nell’inscatolato al post # 2? L’occhio da pesce morto è il suo, non quello del tonno!

Anche sull’antica monetazione della Spagna l’eroe e semidio della mitologia greca Eracle, in collegamento sincretico con il punico Melqart, ha le fattezze di un volto umano come si vede dalla foto di un esemplare autentico, e non di una maschera di cera.

660062.jpg.517f555a1ccfd5b582a3b6c692df4395.jpg

PS. Avete notato nella foto centrale del post # 2 la somiglianza con Carlo Tavecchio, il presidente della FIGC “Apocalypse Now”? Qui non mi sto riferendo al pesce, beninteso!

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VALTERI

Da CNG 63 lotto 36 ( 21-05-2003 ) , un bronzo  di Gades di fine 3° sec.  , con un ritratto di Meiqart-Eracle non troppo lontano da quello in post 2

001 CNG 63 n. 36.png

002 CNG 63 n. 36.jpg

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numa numa

La monetazione di Cizico , stateri e frazioni e' una delle piu interessanti piacevoli ditutta la serie greca. Le rappresentazioni di animsli, animali mitici, eroi greci e volti e' straordinaria. 

Ben venga una studiosa che aggiorni gli studi , ormai molto datati del Greenwell e Von Fritze, gli unici disponibili su questa monetazione ( a parte Bodenstedt e Weidauer che pero abbracciano tutta la monetazione arcaica in elettro).  

In Italia di tali pezzi se ne vedono pochissimi . Purtroppo  sono monete quasi sempre molto costose con una barriera all'entrata nolto elevata.  

Grazie Valteri per proporci di volta in volta emissioni del mondo greco particolarmente accattivanti o interessanti. 

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King John
Supporter

Gli stateri di Cizico sono caratterizzati al rovescio da un semplice quadrato incuso quadripartito ma al diritto da un’impressionante varietà di raffigurazioni: animali di ogni tipo, esseri fantastici, eroi, quasi tutti gli dèi del pantheon greco, scene mitologiche. Spesso le raffigurazioni sono molto originali e non è raro imbattersi in figure dal realismo sorprendente, veri e propri ritratti che destano stupore per il fatto di essere riportati su monete di epoca anteriore a quella ellenistica.

Se poi si tiene conto dell’uso degli incisori di Cizico di copiare anche i tipi monetali di altre città greche (tra cui Taranto, Gela, Siracusa, Acanto, Abdera, Maroneia, Panticapeo, Corinto, Delo, Sinope, Lampsaco, Corcira, Apollonia, Durazzo e Cirenaica) davvero si può affermare con il Greenwell che “there is no Greek state which produced so many and such varied types as did the city of staters upon its electrum coinage”

Così, mentre la maggior parte dei tipi monetali greci tendeva all’immobilizzazione in modo da poter essere immediatamente riconoscibili dall’utente di cui si sollecitava il gradimento istintivo (fenomeno di cui si trova traccia anche nella denominazione delle monete: si parlava, infatti, di civette di Atene, pegasi di Corinto e di testuggini di Egina), a Cizico, invece, ci si ingegnava a rinnovare continuamente le raffigurazioni del diritto.

Si contano oltre 200 tipi monetali diversi riportati sui ciziceni: si calcola che l’immagine al diritto venisse cambiata almeno una volta all’anno. Il variare continuo dei tipi monetali non influenzava negativamente la reputazione dei ciziceni perché essi rimanevano sempre riconoscibili grazie a tre elementi ben precisi, il più importante dei quali è il tonno immancabilmente riportato al diritto. Cizico era situata sulla punta di Arcotoneso, nella Propontide, il mare che unisce l’Egeo con l’Ellesponto e il Ponto Eusino ed in cui transitavano enormi banchi di tonni lungo rotte migratorie che andavano dal Mar Nero verso l’Egeo e viceversa. Presto il pregiato e abbondante tonno pescato a Cizico divenne il simbolo stesso della città, il prodotto che da solo la identificava sulle monete (anche altre città greche venivano identificate per mezzo del prodotto principale su cui fondavano la loro prosperità: Metaponto per mezzo della spiga d’orzo, Melos tramite la mela Cirene per mezzo del silfio, Naxos tramite il grappolo d’uva, Selinunte per mezzo del selinon). Nelle prime emissioni monetarie di Cizico (VI secolo a.C.) il tonno era il soggetto principale del diritto ma col tempo degradò a elemento identificativo della città emittente, raffigurato ai piedi del soggetto raffigurato o a volte integrato con esso (ad esempio tenuto in mano per la coda dal personaggio raffigurato.

Altri due elementi inconfondibili erano il caratteristico stile “arcaico” dei ciziceni e il metallo di cui erano composti, l’elettro, in un’epoca in cui la lega d’oro e d’argento era stata ormai abbandonata a favore dell’oro o dell’argento puro. Il risultato è una moneta sempre ben accetta sui mercati internazionali e immediatamente riconoscibile nonostante l’assenza di una sia pur minima legenda che ne illustrasse la provenienza.  

FONTE: https://www.academia.edu/32199942/F._De_Luca_Unadlocutio_di_Alcibiade_su_uno_statere_di_Cizico_in_Monete_Antiche_n.89_Settembre_-_Ottobre_2016

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apollonia

@VALTERI che scrive al post # 6

Da CNG 63 lotto 36 ( 21-05-2003 ) , un bronzo  di Gades di fine 3° sec.  , con un ritratto di Meiqart-Eracle non troppo lontano da quello in post 2

Nella varietà di bronzi coniati a Cadice (Spagna) tra il 269 e il 206 a. C. dei quali si può prendere visione dai siti e dalle aste in rete, ve ne sono alcuni con la raffigurazione della testa di Eracle di Tiro (Melqart) in pelle di leone dai tratti che richiamano le monete celtiche come quello da te postato e altri con la raffigurazione di Eracle tipo quella dei bronzi del Grande come questo

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Invece, nel caso della rara emidramma di tipo Eracle (Melqart)/Tonno coniata dalla stessa zecca, il diritto è sempre raffigurato sull’argento con le fattezze dell’esemplare da me descritto al post # 5, con la sola eccezione di quello nel sarcofago al # 2 che dovrebbe essere dell’Heritage.

Esemplari dell’emidramma simili a quello del post # 5 li puoi trovare in wildwinds, CNG, acsearch e qui http://www.coinproject.com/search_city_result.php?city=Gadir&region=PHOENICIAN-AND-PUNIC&type=13

Anche su altri argenti della stessa zecca il diritto è così, come si vede dalla dramma ‘light’ battuta alla NAC 78 (lotto 171) del 26 maggio 2014.

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Greek Coins. Gadir. Under the Carthaginians. Light drachm 225-200, AR 3.57 g. Head of Melqart l., wearing lion’s skin headdress, with club over r. shoulder. Rev. mhlm in Punic characters Tunny r.; below, ‘ gdr in Punic characters. CNH 3. Villaronga-Benages 632. Burgos 1313. Very rare. About extremely fine.

 E pure su una dramma di peso normale le cose non cambiano.

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Type: Ancient Spain - Region: PHOENICIAN AND PUNIC - City: Gadir

Metal: Silver - Denomination: Drachm - Struck / Cast: struck

Date Struck: Late 3rd century BC - Weight: 3.3 g

Obverse Description: Head of Melkart-Herakles left, wearing lion's skin headdress; club on left shoulder.

Reverse Legend: Phoenician script MP'L above and 'GDR below. Reverse Description: Tunny-fish left.

Mint: Gadir - Primary Reference: CNH pg. 83, 3 (var.) - Reference2: Burgos 1313

Photograph Credit: Jesus Vico S.A. Source:  http://www.jesusvico.com

Grade:  About EF

 

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VALTERI

@Apollonia post 9 

Quanto hai scritto  è interessante per me che poco conosco della monetazione di area iberica .

l'accostamento a ritratti di gusto celtico , potrebbe lasciare immaginare eventuali apporti di artigiani o maestranze di quella origine ?

 

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apollonia
2 ore fa, VALTERI dice:

@Apollonia post 9 

Quanto hai scritto  è interessante per me che poco conosco della monetazione di area iberica .

l'accostamento a ritratti di gusto celtico , potrebbe lasciare immaginare eventuali apporti di artigiani o maestranze di quella origine ?

 

Certamente. Nel periodo di massima espansione, i Celti del 3°sec. a. C. si spinsero anche fino a Cadice, a sud della Spagna, che fu probabilmente popolata dai Celti delle Gallie, che sono contigue, o dell’Africa, da cui è separata dallo stretto di Gibilterra.

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apollonia

Una nota conclusiva.

La colonia punica di Gádir (Cadice), in fenicio אגדר (Gdr, fortezza), fu probabilmente la più antica città fondata nell'occidente dell'area mediterranea dai Fenici nell'XI secolo a.C., anche se oggi si fa risalire ufficialmente la sua nascita all'VIII secolo a.C. (770 a.C. circa). Sorse su quello che in passato era un piccolo arcipelago e ora una sola isola, per sfruttare le ricche vie di commercio del rame e dello stagno. Nell'antica Grecia era conosciuta come Gadeira e ai tempi della Repubblica romana come Gades, da cui deriva il gentilizio attuale di gaditano. Era sede di un importante santuario dedicato a Melqart. Ai tempi delle guerre puniche fu alleata di Cartagine ma dovette riconoscere la supremazia romana nel 205 a.C. riuscendo a continuare nella sua intensa attività commerciale, rafforzando le comunicazioni con il resto del paese.

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Spagna_cartaginese

 

L‘iscrizione fenicia 'GDR sotto il tonno al rovescio delle monete d’argento postate in precedenza significa quindi ‘(moneta) di Cadice’. La si vede bene anche su questo bronzo coniato a Gádir che raffigura la testa di Melqart e due tonni.

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La foto sottostante è di un bronzo di Alessandro Magno della zecca di Macedonia (Price 288) che mostra la somiglianza di Eracle con Melqart.

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danielealberti
Il 17/9/2017 at 14:43, King John dice:

Gli stateri di Cizico sono caratterizzati al rovescio da un semplice quadrato incuso quadripartito ma al diritto da un’impressionante varietà di raffigurazioni: animali di ogni tipo, esseri fantastici, eroi, quasi tutti gli dèi del pantheon greco, scene mitologiche. Spesso le raffigurazioni sono molto originali e non è raro imbattersi in figure dal realismo sorprendente, veri e propri ritratti che destano stupore per il fatto di essere riportati su monete di epoca anteriore a quella ellenistica.

Se poi si tiene conto dell’uso degli incisori di Cizico di copiare anche i tipi monetali di altre città greche (tra cui Taranto, Gela, Siracusa, Acanto, Abdera, Maroneia, Panticapeo, Corinto, Delo, Sinope, Lampsaco, Corcira, Apollonia, Durazzo e Cirenaica) davvero si può affermare con il Greenwell che “there is no Greek state which produced so many and such varied types as did the city of staters upon its electrum coinage”

Così, mentre la maggior parte dei tipi monetali greci tendeva all’immobilizzazione in modo da poter essere immediatamente riconoscibili dall’utente di cui si sollecitava il gradimento istintivo (fenomeno di cui si trova traccia anche nella denominazione delle monete: si parlava, infatti, di civette di Atene, pegasi di Corinto e di testuggini di Egina), a Cizico, invece, ci si ingegnava a rinnovare continuamente le raffigurazioni del diritto.

Si contano oltre 200 tipi monetali diversi riportati sui ciziceni: si calcola che l’immagine al diritto venisse cambiata almeno una volta all’anno. Il variare continuo dei tipi monetali non influenzava negativamente la reputazione dei ciziceni perché essi rimanevano sempre riconoscibili grazie a tre elementi ben precisi, il più importante dei quali è il tonno immancabilmente riportato al diritto. Cizico era situata sulla punta di Arcotoneso, nella Propontide, il mare che unisce l’Egeo con l’Ellesponto e il Ponto Eusino ed in cui transitavano enormi banchi di tonni lungo rotte migratorie che andavano dal Mar Nero verso l’Egeo e viceversa. Presto il pregiato e abbondante tonno pescato a Cizico divenne il simbolo stesso della città, il prodotto che da solo la identificava sulle monete (anche altre città greche venivano identificate per mezzo del prodotto principale su cui fondavano la loro prosperità: Metaponto per mezzo della spiga d’orzo, Melos tramite la mela Cirene per mezzo del silfio, Naxos tramite il grappolo d’uva, Selinunte per mezzo del selinon). Nelle prime emissioni monetarie di Cizico (VI secolo a.C.) il tonno era il soggetto principale del diritto ma col tempo degradò a elemento identificativo della città emittente, raffigurato ai piedi del soggetto raffigurato o a volte integrato con esso (ad esempio tenuto in mano per la coda dal personaggio raffigurato.

Altri due elementi inconfondibili erano il caratteristico stile “arcaico” dei ciziceni e il metallo di cui erano composti, l’elettro, in un’epoca in cui la lega d’oro e d’argento era stata ormai abbandonata a favore dell’oro o dell’argento puro. Il risultato è una moneta sempre ben accetta sui mercati internazionali e immediatamente riconoscibile nonostante l’assenza di una sia pur minima legenda che ne illustrasse la provenienza.  

FONTE: https://www.academia.edu/32199942/F._De_Luca_Unadlocutio_di_Alcibiade_su_uno_statere_di_Cizico_in_Monete_Antiche_n.89_Settembre_-_Ottobre_2016

Il copiare i tipi monetali poteva essere collegato a mio avviso a interessi commerciali con le polis di cui veniva copiatas la moneta.

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King John
Supporter
14 minuti fa, danielealberti dice:

Il copiare i tipi monetali poteva essere collegato a mio avviso a interessi commerciali con le polis di cui veniva copiatas la moneta.

In alcuni casi è sicuramente vero, ma in altri secondo me era dovuto alla continua ricerca di sempre nuovi tipi monetali che fu tipica della zecca di Cizico, caso unico in tutto il mondo greco .

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VALTERI

Come ricordato più sopra , da considerare  una " uniformità " nella diversità .

In tutto l'arco della monetazione , 3 gli elementi pressoché sempre riconoscibili  :

- stile  arcaico

- lega di elettro invece che oro

- tonno praticamente elevato a simbolo

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King John
Supporter
2 ore fa, VALTERI dice:

Come ricordato più sopra , da considerare  una " uniformità " nella diversità .

In tutto l'arco della monetazione , 3 gli elementi pressoché sempre riconoscibili  :

- stile  arcaico

- lega di elettro invece che oro

- tonno praticamente elevato a simbolo

Certo. Fermi restando questi tre elementi immancabili ci si compiaceva nel cambiare spesso la raffigurazione principale al diritto.

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