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clairdelune

Domus Augusti: Tempio e Biblioteca di Apollo

Risposte migliori

clairdelune

Salve a tutti! Continuando la mia "passeggiata letteraria" tra gli edifici di epoca augustea vorrei soffermarmi sul Tempio di Apollo Palatino e la contigua Biblioteca di Apollo, sperando che l'argomento possa interessarvi :) Per parlarne, seppur brevemente, credo sia però necessario prendere in considerazione l'ambiente circostante, al quale questi due edifici sono strettamente collegati.

Dalla casa di Ottaviano a quella di Augusto
Quando Ottaviano decise di andare ad abitare sul Palatino non lo fece solo perché quello era il luogo dove era nato, ma anche perché questa scelta aveva un grande valore simbolico. Il Palatino, infatti, era il luogo dove, secondo la leggenda, Romolo aveva fondato la città. Il messaggio era quindi chiaro: andando ad abitarvi, Ottaviano appariva idealmente come il fondatore di un nuovo scenario, una nuova Roma.
Prima di trasferirvisi, sappiamo da Svetonio che abitò nella casa che era stata dell'oratore Gaio Licino Calvo, sopra le "scale degli orefici", nei pressi del Foro Romano; nel 42 a.C. acquistò quindi sul Palatino la casa di Quinto Ortensio Ortalo. La casa non era particolarmente lussuosa, ma Ottaviano la scelse per la sua posizione privilegiata: essa si trovava, infatti, proprio dirimpetto alla casa Romuli , reputata la dimora del primo re di Roma, e probabilmente nei pressi del Lupercale, la grotta dove i gemelli vennero allattati dalla Lupa. Pochi anni dopo, tra il 40 e il 36 a.C., Ottaviano acquistò e fece demolire alcune abitazioni vicine, dando inizio ad un ampliamento della sua dimora, trasformandone la struttura interna e migliorando inoltre la decorazione degli ambienti con lussuosi pavimenti in marmo e affreschi. Questa dimora non aveva confronti con le altre abitazioni dell'epoca, e poneva di fatto Ottaviano al di sopra degli altri aristocratici della Repubblica.
I lavori di costruzione, però, si interruppero bruscamente a causa di un evento improvviso e straordinario: nel 36 a.C. un fulmine si abbatté su una parte della proprietà. Ottaviano interpretò questo avvenimento come un segno divino: Apollo, suo dio protettore, reclamava un posto accanto a lui, ed egli decise quindi di edificare un Tempio nel punto in cui il fulmine si era abbattuto. La struttura abitativa fu così radicalmente stravolta, venne smantellata e in parte interrata, e sfruttata come basamento su cui costruire quella che diventerà la Casa di Augusto.
Ovidio descrive così il complesso augusteo: "Febo ne possiede una parte, l'altra fu assegnata a Vesta; Augusto in persona occupa quella che rimane"; possiamo quindi immaginare che il complesso era unitario ma tripartito. Dal testo La Roma di Augusto in 100 monumenti di Andrea Carandini sappiamo che la casa di Augusto sorgeva all'interno del santuario di Apollo: proprio accanto al podio del Tempio, infatti, si trova un nucleo di strutture riconducibili ad una casa privata (la domus privata Augusti).
La monumentalità di questa abitazione era evidente soprattutto per via della facciata, che la faceva assomigliare ad un tempio: infatti, una scalinata conduceva alla domus, e alla base di essa si trovava un altare dedicato al Genius Augusti; in cima alla scalinata vi era il vestibolo entro cui si trovavano le statue dello stesso Genius e di Marte e Venere. Al centro del vestibolo si apriva la porta, inquadrata da trofei e sormontata da un frontone con iscrizione e con appesa la corona di quercia, simbolo del potere concesso ad Augusto dal Senato nel 27 a.C.
L'eccezionalità di questa abitazione consisteva quindi non tanto nelle dimensioni o nel lusso, quanto proprio nel suo carattere sacrale.

59f70391a7268_affrescostanzadelleMaschere.jpg.f9a467a205232d1ba9757badbc243efd.jpg

in immagine: affresco della Stanza delle Maschere

  

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clairdelune

Il Tempio di Apollo

Quando, come abbiamo visto, nel 36 a.C. un fulmine cadde su una parte della casa di Ottaviano, questi era tornato da pochi mesi a Roma dopo aver sconfitto Sesto Pompeo nella battaglia di Nauloco. Devoto ad Apollo, Ottaviano intendeva celebrare la vittoria costruendo un tempio, quando con questo segno eccezionale il dio manifestò la volontà di risiedere in quel luogo. Così iniziò la costruzione del Tempio di Apollo e dell'area che lo circondava (area Apollinis), ed il Tempio venne dedicato il 9 ottobre del 28 a.C.
A rendere particolarmente prezioso l'edificio non erano solo i materiali utilizzati (come ad esempio l'avorio per i battenti della porta), ma anche la presenza di opere d'arte greche: statue in marmo di Paros di Apollo e Diana, risalenti al VI secolo a.C., decoravano il frontone del Tempio, mentre nella cella vi era un gruppo statuario composto da Apollo al centro (opera, si pensa, dello scultore Skopas), e ai lati dalla madre e la sorella del dio, Latona e Diana.
L'area Apollinis era il vasto spazio di santuario antistante il Tempio, una piazza porticata cinta da un colonnato di ordine dorico in marmo giallo di Numidia e marmo rosato di Portasanta. Alternate alle colonne vi erano 50 statue rappresentanti le Danaidi, ognuna delle quali era fronteggiata dalla statua di un cavaliere, così come narrava il mito (le 50 figlie di Danao sposate ai 50 figli di Egitto). Davanti al Tempio vi era infine un altare affiancato dalle sculture della Mandria di Mirone.
Il riferimento all'Egitto non poteva non ricordare la sconfitta di Antonio e Cleopatra nella battaglia di Azio del 31 a.C.; l'area dedicata ad Apollo, quindi, aveva un grande valore simbolico, oltre che artistico, e celebrava l'unico vincitore delle guerre civili da poco concluse.

La Biblioteca di Apollo
Questa Biblioteca si apriva sul Portico delle Danaidi, ed era la seconda biblioteca pubblica di Roma: sempre dal testo di Andrea Carandini scopriamo che era costituita da una spaziosa sala absidata decorata da uno o più ordini di colonne, con pareti e pavimento rivestiti di marmi colorati e decorata con arredi preziosi e statue. Sul fondo della sala, un'edicola ospitava una statua di Apollo con le fattezze di Augusto, mentre lungo le altre pareti, tutt'intorno, si ergevano colonne tra cui si aprivano delle nicchie, probabilmente per gli armadi contenenti le opere dei massimi autori dell'antichità, divise in una sezione greca e una latina.
Ad aiutare nelle loro ricerche intellettuali e studiosi che vi si recavano vi erano degli schiavi e liberti, guidati dal direttore della Biblioteca, che all'epoca di Augusto era Gaio Giulio Igino, un liberto di origine ispanica.
La Biblioteca di Apollo era anche il luogo in cui si riuniva il Senato, e da alcune caratteristiche (come ad esempio i gradoni all'interno della sala, destinati ai seggi dei senatori) possiamo intuire che Augusto l'aveva probabilmente progettata per svolgere entrambe le funzioni. Questo trasferimento delle istituzioni nel suo palazzo non era dovuto solo a motivi di comodità, ma mirava a svuotare di senso i luoghi tradizionali della politica, associando pian piano la casa di Augusto alla sede effettiva del potere.

pianta.png.e6b2a7ebe23db38b8ec4c92eb0cc0921.png

 

fonte: "La Roma di Augusto in 100 monumenti", di Andrea Carandini
immagine: Wikipedia
altri testi sull'argomento (entrambi di A. Carandini): "La casa di Augusto. Dai Lupercalia al Natale"
                                                                                             "Le case del potere nell'antica Roma"

Grazie per aver letto fin qui! Attendo sempre con piacere, se vorrete, vostre considerazioni o correzioni :)

Buona giornata!


 

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Legio II Italica

Grazie @clairdelunedel bellissimo e interessante post , al quale vorrei solo aggiungere la testimonianza di Svetonio circa gli arredi della Casa  come erano al tempo dello storico :

"Le suppellettili e l' arredamento erano semplicissimi , come si può vedere dai letti e dai tavoli rimasti ancora oggi , la maggior parte dei quali a stento appartengono ad una eleganza privata . Dicono che dormisse su un letto con modeste coperte"

E ancora Svetonio a seguito di un incendio che distrusse in gran parte la Casa di Augusto , a dimostrazione di quanto il popolo romano lo amasse così tanto , che :

"Quando si dovette ricostruire la casa di Augusto del Palatino , che era stata distrutta da un incendio,  i veterani , le decurie , le tribu'  ed anche gli uomini di tutte le classi sociali , gli donarono somme di denaro in proporzione a quanto ciascuno poteva ; Augusto però passò sopra ai vari gruzzoli di monete e prese da ciascuno al massimo un denario" 

 
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clairdelune

Salve @Legio II Italica e grazie! In effetti la sobrietà era una caratteristica di Augusto, alla quale egli dava molta importanza, e mi chiedevo appunto come la semplicità dell'arredamento si potesse accordare alla ricchezza delle decorazioni descritta da Andrea Carandini... Oppure potrebbe essere che la parte pubblica della domus fosse più sfarzosa mentre quella privata più modesta? :rolleyes:

Un saluto!

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Legio II Italica
50 minuti fa, clairdelune dice:

Salve @Legio II Italica e grazie! In effetti la sobrietà era una caratteristica di Augusto, alla quale egli dava molta importanza, e mi chiedevo appunto come la semplicità dell'arredamento si potesse accordare alla ricchezza delle decorazioni descritta da Andrea Carandini... Oppure potrebbe essere che la parte pubblica della domus fosse più sfarzosa mentre quella privata più modesta? :rolleyes:

Un saluto!

Credo che tu abbia centrato la probabile verita' : la parte di rappresentanza della Casa di Augusto piu' consona ai ricevimenti ufficiali , l' altra parte privata , piu' adatta al carattere di Augusto piuttosto riservato e lontano da inutili frivolezze .

Infatti ancora Svetonio ci racconta che quando Augusto decideva "di fare qualcosa in solitudine e senza essere disturbato , disponeva nella Casa di un luogo appartato al piano superiore , un attico , che chiamava "Siracusa" o "Studio" , era li' che si ritirava"

Di Svetonio ci e' giunta dal passato una lapide che lo ricorda ai posteri , si tratta di frammenti di una lastra marmorea che uniti davano una lunghezza di circa due metri e una altezza di circa un metro e mezzo . Forse la lastra venne rotta quando Svetonio cadde in disgrazia nel 122 sotto Adriano , a causa di una non chiara amicizia di Svetonio con Sabina , una specie di damnatio memoriae .  

DSCN2018.JPG

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Theodor Mommsen

Tra l'altro è proprio grazie alle informazioni fornite da Svetonio che siamo certi dell'identificazione della Casa di Augusto.
In merito al rapporto fra Augusto, lo spazio pubblico e lo spazio privato, vorrei suggerire il bel saggio del compianto Augusto Fraschetti, Augusto, Roma-Bari 2013.

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clairdelune

Salve a tutti e buona domenica! :hi:
Vorrei tornare un momento al Tempio di Apollo e in particolare all'altare e statua del dio situati davanti al Tempio. Nel già citato testo "La casa di Augusto. Dai Lupercalia al Natale", Carandini descrive infatti una larga piattaforma ospitante, oltre all'ara, una statua di Apollo con in mano una lira; il tutto racchiuso su tre lati da un recinto con tripodi, affiancato a sua volta dalle sculture della Mandria di Mirone. Nel libro compare anche il rovescio di questo denario di C. Antistius Vetus (16 a.C.), raffigurante Apollo vicino ad un'ara, al di sopra di una base decorata con ancore e rostri di navi:

denario.jpg.f83fae74aebfda52e153ca4377500efe.jpg

https://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-AUGDNR/58

Le ipotesi presentate riguardo questa statua di Apollo, se non ho capito male, sono essenzialmente due, basate soprattutto sulla legenda Apollini Actio :

1) la moneta rappresenterebbe la statua innalzata presso Nicopoli, sul promontorio aziaco (la battaglia fu infatti combattuta e vinta a ridosso del tempio di Apollo; Cassio Dione racconta inoltre che Ottaviano eresse un tempio sul luogo in cui aveva piantato la tenda prima della battaglia),

2) l'immagine si adatterebbe bene proprio al Tempio di Apollo sul Palatino, in quanto il complesso circostante il Tempio (ovvero il Portico delle Danaidi), richiamando l'Egitto, voleva appunto celebrare Ottaviano come il vincitore di Azio; le ancore e i rostri delle navi presenti sulla base, inoltre, e la legenda, sarebbero anch'esse un riferimento alla battaglia. 

La statua di Apollo davanti al suo Tempio sul Palatino potrebbe essere stata presa a modello anche per queste monete, ad esempio:

 https://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-AUGDNL/24

https://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-AUGDNL/160

Voi cosa ne pensate? Mi piacerebbe conoscere le vostre opinioni in merito :)

Un saluto!

Modificato da clairdelune

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Legio II Italica

Ciao @clairdelune, poni delle domande interessanti ma di non facile risposta , parlo naturalmente per me ; certamente statua e tempio furono innalzati a ricordo della battaglia navale di Azio e la legenda APOLLINI ACTIO , dovrebbe stare ad indicare "per opera o per azione di Apollo"

Insomma un ringraziamento ad Apollo per la vittoria conseguita , dietro qualche voto espresso prima della battaglia .

Per il resto le monete esprimono chiaramente il significato della legenda e del fatto storico .

Non saprei dirti altro .

Un saluto

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clairdelune

Salve @Legio II Italica , grazie della risposta :) Effettivamente mi ha incuriosito molto la possibilità che l'immagine di Apollo rappresentata su quelle monete potrebbe essere collegata ad una statua, ed in particolare a quella davanti al suo Tempio sul Palatino, come ipotizza Carandini.

Nel testo "Le monete di Ottaviano Augusto: un moderno e raffinato mezzo di comunicazione" (F. Catalli e A. Cavicchi) si ipotizza invece che si riferisse al tempio eretto presso Nicopoli; per le altre due monete (quelle nel link al catalogo del Forum, con riferimento alla XII acclamazione imperatoria), si pensa che il prototipo sia stato proprio la statua eretta nell'area apollinis

Non possiamo sapere come stiano veramente le cose, ma la trovo un'ipotesi interessante ^_^ 

Grazie ancora, buona serata!

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Legio II Italica
8 minuti fa, clairdelune dice:

Salve @Legio II Italica , grazie della risposta :) Effettivamente mi ha incuriosito molto la possibilità che l'immagine di Apollo rappresentata su quelle monete potrebbe essere collegata ad una statua, ed in particolare a quella davanti al suo Tempio sul Palatino, come ipotizza Carandini.

Nel testo "Le monete di Ottaviano Augusto: un moderno e raffinato mezzo di comunicazione" (F. Catalli e A. Cavicchi) si ipotizza invece che si riferisse al tempio eretto presso Nicopoli; per le altre due monete (quelle nel link al catalogo del Forum, con riferimento alla XII acclamazione imperatoria), si pensa che il prototipo sia stato proprio la statua eretta nell'area apollinis

Non possiamo sapere come stiano veramente le cose, ma la trovo un'ipotesi interessante ^_^ 

Grazie ancora, buona serata!

Ciao , dai tuoi scritti si nota chiaramente una particolare passione storica per il periodo augusteo .

D' altra parte anche io sono stato e sono sempre molto interessato alla figura di Augusto perché per quello che riusci a compiere nel corso della sua vita , deve essere stata una persona eccezionale per tanti motivi , anche se agli inizi della rivoluzione si macchio' di crimini , ma il discorso sarebbe troppo lungo .

Se non lo avessi in biblioteca , ma credo di si dato il tuo interesse , ti consiglio questo libro : Ronald Syme : La rivoluzione romana , Einaudi Editore

un classico del periodo di Augusto

Ciao

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Theodor Mommsen

@clairdelune, aggiungo (in maniera simpaticamente critica) che Carandini ha torto anche quando dovesse avere ragione, quindi va preso con molta cautela.

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clairdelune

Salve @Theodor Mommsen , ricevuto! :lol: Capisco bene che, in casi come questo, non ci sono certezze ma solo ipotesi più o meno probabili; per questo, quando ho un po' di tempo, cerco di confrontare più testi per crearmi poi, anche e soprattutto con il vostro aiuto, una mia idea :blush:

Grazie e buona giornata!

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Legio II Italica
1 ora fa, Theodor Mommsen dice:

@clairdelune, aggiungo (in maniera simpaticamente critica) che Carandini ha torto anche quando dovesse avere ragione, quindi va preso con molta cautela.

Il problema principale dell' Archeologia romana , ma anche dell' Archeologia in generale , e' che tutto , o quasi , si basa sui ritrovamenti murari , sui luoghi dove questi giacciono da secoli e sugli accessori rinvenuti ad essi collegati come stratigrafia di giacenza o come stile dei manufatti .

Ma questi da soli non potrebbero fornire dati incontestabili agli Archeologi se non fossero supportati dalle testimonianze letterarie degli storici del passato , questi a loro volta pero' non sempre erano diretti testimoni dei fatti , ma spesso si rifacevano a scritti di precedenti storici , quindi soggetti ad inesattezze od anche errori .

Tutto cio' , come mi sembra di capire , crea a distanza di millenni piu' che una certezza , una presunta certezza , considerando anche i rivolgimenti dei terreni , le stratigrafie spesso sconvolte , i reperti mischiati di molte epoche storiche , di modo che nessuno , forse , puo' esclamare con assoluta certezza : EUREKA ! nel senso di : sono certo di aver trovato . 

Non sono un Archeologo , ne' uno storico di professione , quindi potrei aver detto delle sciocchezze , ma il senso del mio pensiero non vuole contestare nessuno , anzi sarei felice di essere smentito .

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Legio II Italica
Il ‎06‎/‎11‎/‎2017 alle 10:35, clairdelune dice:

Salve @Theodor Mommsen , ricevuto! :lol: Capisco bene che, in casi come questo, non ci sono certezze ma solo ipotesi più o meno probabili; per questo, quando ho un po' di tempo, cerco di confrontare più testi per crearmi poi, anche e soprattutto con il vostro aiuto, una mia idea :blush:

Grazie e buona giornata!

Ciao @clairdelune, provo a darti una mano sulla questione , anche se probabilmente ne sarai gia' al corrente .

Cito ad aiuto Cassio Dione , LI , 2 : "Per onorare tale giorno (2 Settembre 31 a.C.) egli (Ottaviano) dedico' ad Apollo una trireme , una quadrireme e altre imbarcazioni in successione fino a dieci ordini di remi tratte dal bottino delle navi catturate . Costrui' anche un Tempio piu' grande ed istitui' un agone sacro con gare ginniche e musicali e corse di cavalli , da celebrarsi ogni quattro anni , al quale diede il nome di Ludi Aziaci . Fondo' anche una citta' sul luogo dove si trovava l' accampamento , radunando alcuni degli abitanti dei dintorni e mandandone via altri e le diede il nome di Nicopoli ; lastrico' con pietre quadrangolari il punto dove sorgeva la sua tenda , lo adorno' con i Rostri tolti alle navi nemiche e costrui' un Tempio col tetto aperto in onore di Apollo . Questi fatti avvennero piu' tardi"

Simile descrizione dei fatti anche in Svetonio . Quindi Ottaviano dopo la vittoria di Azio amplia il vecchio Tempio di Apollo che gia' esisteva ad Azio , infatti Virgilio cita questo Tempio di Apollo come gia' esistente fin dal tempo di Enea , eretto dai naviganti per ingraziarsi il dio poiché il mare in questo punto era spesso tempestoso .

A Roma , nel Foro , Ottaviano costrui' poi l' Arco Aziaco a ricordo della battaglia navale ed emise una moneta con l' Arco piu' altre , tra cui nel 13/12 a.C. il Denario con al dritto Ottaviano e al rovescio Agrippa ornato con la Corona Navale , citando anche il nome del Console in carica Lentulo Cosso , moneta forse emessa in occasione della morte di Agrippa , amico d' infanzia di Augusto e vero artefice del successo militare di Azio e non solo .

Un saluto

Vittoria di Azio , Arco Aziaco ..jpg

 

Vittoria di Azio.jpg

Modificato da Legio II Italica
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clairdelune

Salve @Legio II Italica Grazie mille per questi approfondimenti, in particolare per quanto riguarda le varie celebrazioni a seguito della vittoria ad Azio e in onore di Apollo.

Meglio quindi attenermi ai fatti: Tempio e altare di Apollo sul Palatino furono dedicati al dio come ringraziamento per la vittoria conseguita, e anche le monete con la figura di Apollo con in mano una lira (come ad esempio quelle inserite al post #7) fanno riferimento alla battaglia di Azio. Non ci sono invece riscontri circa l'ipotesi che la suddetta statua di Apollo sia servita da modello per quelle monete :rolleyes:

Grazie ancora per l'aiuto, sempre molto disponibile :)

Un saluto!

Modificato da clairdelune
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