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La Gemma Constantiniana


Polluce
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Si ritiene che questo meraviglioso cammeo sia un dono realizzato per l'Imperatore Costantino in occasione della sua vittoria sul rivale Massenzio a Ponte Milvio e da allora la sua storia è stata molto travagliata per arrivare fino ai giorni nostri passando tra le mani di ammutinati,mercanti e reali.

Secondo la ricostruzione degli esperti a meta del IV secolo venne portata a costantinopoli e stando alle fonti, ricompare nel XIII secolo in Francia. Questi spostamenti lasciano immaginare che sia stata sottratta dal tesoro imperiale della capitale d'Oriente nel corso della IV Crociata, per essere trasferita in un monastero o castello francese.

Per un incredibile coincidenza del fato, la Gemma riemerge dall'oblio nel 1622, entrando nella collezione di uno dei più grandi pittori di sempre, Rubens. 
Nel 1628,ad Anversa, Theodoor Rogiersz aggiunge al cameo una cornice di gemme, probabilmente su richiesta del nuovo proprietario Gaspar Boudaen, che ha intenzione di venderla al sovrano dell'Impero Moghul. Il mezzo scelto per trasportarla? La Batavia.
Per alcuni mesi, resta quindi nelle mani dello psicopatico Jeronimus Cornelisz e degli altri ammutinati. 
La Gemma, recuperata dopo il processo e l'esecuzione di questi ultimi, viene portata a Giacarta, ma raggiunge le coste indiane solo nel 1632, per essere venduta a Mirmousa, un governatore indiano. Dopo giorni di trattative, l'affare non va in porto. La Gemma torna ancora a Giacarta, dove Gaspar Boudaen affida ad alcuni artisti il compito di disegnare in modo accurato l'oggetto; i disegni partono poi alla volta della Persia e dell'India, nella speranza che possano suscitare l'interesse di qualche altro governante. 

Nel 1636 arriva una manifestazione d'interesse dalla Persia, e Boudaen spedisce prontamente l'oggetto. Anche questa volta, però, l'affare salta.

Nel 1638 (ormai a dieci anni dalla partenza del gioiello dall'Olanda) il re di Atjeh, a Sumatra, chiede di vedere la gemma. Il prezzo, troppo alto, fa desistere anche lui. 
Boudaen è disperato, tanto che abbassa il prezzo e tenta di nuovo (1640) con Mirmousa, che però non ricorda bene la gemma e vuole rivederla nella sua residenza di Suratte. "Sì, bella, ma ancora troppo costosa" è la sua risposta. 
Nel'aprile del 1641 la Costantiniana è di nuovo nei magazzini di Giacarta. 
Attorno al 1645-46, Gaspar Bouden trapassa (forse di crepacuore, dato che cerca di vendere la gemma da 18 anni). 
Suo figlio accorre dall'Olanda, convinto di poter riuscire dove ha fallito il padre. 
A chi prova a vendere? Al povero Mirmousa, che da 15 anni si vede passare questo cameo sotto il naso e forse ha sviluppato un certo fastidio per la vicenda. 

Quasi quaranta anni dopo il suo primo viaggio, la Costantiniana torna in Olanda nel 1655 circa, perchè la troviamo nei registri della famiglia Bouden.

Per oltre un secolo se ne perde ogni traccia. Nel 1756 la troviamo battuta a un'asta ad Amsterdam per 5.500 fiorini olandesi. Il nuovo proprietario è Jacob Hop. A partire dal 1783, anche gli eredi di Hop cercano di vendere la Gemma, ma senza successo. Nel 1808, la troviamo addirittura in Francia. 
Ad essersi interessato è addirittura Napoleone, che ha visto un disegno del cameo fatto dal pittore Pierre Lacour. Il prezzo stabilito, 110.000 fiorini francesi, sembra essere alla portata dell'imperatore, ma gli eventi successivi al 1813 lo portano a disinteressarsi dall'acquisto. 
Alla fine, nel 1823, il nipote di Jacob Hop riesce a vendere la gemma al sovrano dei Paesi Bassi, Guglielmo I. Da allora, la Costantiniana rimane in Olanda, arrivando alla sistemazione definitiva nel museo di Leiden nel 2014. 

La storia di questo oggetto, passato dalle mani di Costantino a quelle di Giustiniano, preso dai Crociati, da Rubens e poi da uno psicopatico assassino, quasi acquistato da molti sovrani orientali e da Napoleone Bonaparte e, infine, entrato nel tesoro della corona olandese, è una delle più drammatiche ed eccezionali della storia dell'arte

la Gemma Constantiniana mostra un quadro vittorioso,l'imperatore Costantino in un carro, affiancato da sua moglie, Fausta, e sua madre, Helena. Il figlio primogenito di Costantino, Crispo, si erge con orgoglio davanti al trio. 
Questa potente illustrazione rivela una forte regola dinastica, con l'implicazione che continuerà per molte generazioni a venire.

Due centauri, i cui zoccoli si schiantano e calpestano i nemici di Costantino, sono in primo piano nel cammeo. 
Nel cielo vola la dea Vittoria con una corona d'alloro, che donerà al trionfante Costantino.

Nonostante sia ambientato nella pietra, la scena è viva con il movimento. 
Il nastro svolazzante attaccato alla ghirlanda d'alloro e il cratere di calice rovesciato (una nave usata per mescolare acqua e vino) sotto il centauro di sinistra, anima il cammeo. 
L'intelligente inclusione di questi dettagli allude all'alto livello di abilità posseduto dall'incisore.

Il talento dell'artista è anche reso evidente dalla superficie irregolare della pietra. 
Benché indistinguibile da una prospettiva a volo d'uccello, il cammeo non è uniformemente piatto. 
Cesellando attraverso gli strati colorati alternati di agata, ci sono aree in cui l'incisore ha raggiunto un colore contrastante più alto nella pietra. 
 

 

Grote_Camee.jpg

GC_Title_3.png

GC_Frame.JPG

Edited by Polluce
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La Gemma Constantiniana è anche conosciuta come Il Grande Cammeo, un riferimento alle sue dimensioni e magnificenza. 
Ci sono solo altri due cammei di una classificazione simile che è sopravvissuta fin dall'antichità. 
Si trovano rispettivamente all'interno delle raccolte museali di Parigi e Vienna.
Il telaio era originariamente un elaborato design creato su commissione  dell'artista barocco Peter Paul Rubens impreziosito da gemme preziose e ritratti complessi. 
Un'illustrazione del 1765 dell'artista olandese Simon Fokke rivela la cornice nel suo stato iniziale.
Durante il diciottesimo o diciannovesimo secolo, si pensa che il telaio esterno sia stato rimosso da un proprietario privato. Questi frammenti sono stati poi venduti per alleviare le spese finanziarie personali

PrintedCameo.jpg

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5 ore fa, dux-sab dice:

mi sembra che tanti bassorilievi Romani su marmo, siano anche superiori a questo.

Ciao dux sab,mi viene in mente la gemma augustea anch'essa stupenda,ho trovato proprio mentre facevo delle ricerche per questa un articolo davvero bello dove ne descriveva passo passo tutti I dettagli e mi viene in mente il gran cameo di francia,credo che la particolarità di questo sia anche la sua travagliata storia oltre il fatto di un altro accaduto storico,quello della batavia,per non parlare anche della storia che porta con se della sconfitta di massenzio a ponte milvio e tutto cio che ne viene dopo.

Edited by Polluce
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7 ore fa, dux-sab dice:

su marmo, siano anche superiori a questo.

Non avevo letto bene credevo ti riferissi ad altri cammei,intagliare una gemma credo sia differente da cio che viene fatto su marmo dove l'opera ha piu spazio per esprimersi,nella gemma credo sia piu complicato riportare date la contenuta quantità di spazio,nulla toglie all'uno o all'altro,ma ci troviamo in ognuno di esse ad opere di immensa bellezza,dati anche I tempi in cui venivano fatti

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Salve , quali saranno gli elementi tecnici artistici che fanno ritenere questa gemma in calcedonio azzurro ceruleo appartenente al periodo di Costantino ? lo stile esecutivo e' molto bello il che renderebbe possibile essere anche un gioiello realizzato nei primi due secoli dell' Impero .

Datare con certezza il periodo di esecuzione delle antiche e autentiche pietre dure incise o a cammeo , in mancanza di evidenti fisionomistiche imperiali e di altri particolari , e' cosa non facile . Un altro esempio di cammeo in Sardonice anch' esso ritenuto di Costantino con l' Italia che lo incorona , dove sembra di riconoscere piu' un Imperatore Giulio Claudio o un Domiziano piuttosto che Costantino ; qui si nota una certa differenza artistica con la gemma di apertura post .

Inoltre non vanno sottuvalutate le possibilita' di produzioni di gemme lavorate "moderne" , lavorazioni fiorenti soprattutto dal Rinascimento fino all' 800 , ma in questi casi non e' difficile riconoscere una gemma lavorata recentemente da una antica , in quanto in molti casi sono mancanti delle alterazioni del Calcedonio dovute alla permanenza della gemma in terreni , non ricordo bene se alcalini o acidi , che hanno intaccato la gemma , ma questo purtroppo vale solo per le pietre trovate nei terreni , inoltre molte pietre antiche originali presentano i bordi sbeccati in quanto staccatesi dal castone che le conteneva .

Cammeo in Sardonice con Costantino incoronato dall' Italia.jpg

Edited by Legio II Italica
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Ciao @Legio II Italica risponderti con certezza io non potrei non essendo uno storico del arte,dal articolo in inglese leggo che si parla che Nel 2007 il Royal Cabinet olandese si è fuso con il Money Museum di Utrecht. Nel 2013 questa collezione è stata poi trasferita al Rijksmuseum van Oudehen a Leida  E qui è dove si trova il cammeo,penso che in tutti questi passaggi e date le vicissitudini  abbiano saputo ricostruire la sua storia.

Possibile magari basandosi sulla fisionomia della madre o della moglie..?

Edited by Polluce
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Un Altra Storia che lega questo prezioso artefatto e merita menzione è la storia della Batavia che lo trasportava.

Francisco Pelsaert era un commerciante del  VOC (Vereenigde Oost-Indische Compagnie, Compagnia Olandese delle Indie Orientali) di stanza nel nord dell'India dal 1620. 
Pelsaert si era abituato bene agli atteggiamenti dell'Impero Mughal, governato in quel periodo da Jahangir. 
Una caratteristica della corte di Jahangir era l'apprezzamento dell'arte, della cultura e delle prode produzioni. 
Riconoscendo un mercato per articoli più fini, Pelsaert ha lavorato con il VOC per soddisfare questa richiesta.

Nel 1628, Pelsaert entrò in contatto con un gioielliere di Amsterdam, Casbar Boudaen, che aveva acquisito la proprietà del cammeo. Con l'intenzione di vendere la preziosa gemma per un profitto significativo, fu caricato sulla Batavia e lasciò i Paesi Bassi nell'ottobre dello stesso anno.
Il 29 ottobre 1628 la Batavia salpò dalla città olandese di Texel alla volta di Giacarta per acquistare spezie non sapendo il destino a cui stava andando incontro.
La nave era sotto il comando del commerciante François Pelsaert, mentre Adriaen Jacobsz era il capitano in seconda, entrambi si erano già incontrati in precedenza ed avevano già avuto divergenze; un altro membro influente dell'equipaggio era Jeronimus Cornelisz, un bancarottiere, in fuga dai Paesi Bassi per il timore di venire arrestato.

Durante il viaggio, Jacobsz e Cornelisz concepirono un piano per dirottare la nave, progetto che avrebbe loro permesso di iniziare una nuova vita da qualche parte grazie al carico di oro e argento trasportato a bordo. Dopo aver circumnavigato il Sud Africa, Jacobsz condusse la nave fuori rotta.
Il 4 giugno 1629 la nave colpì la barriera corallina vicino l'Isola di Beacon Delle 341 persone a bordo, di cui 38 fra donne e bambini, la maggior parte venne trasferita sulle isolette vicine per mezzo delle scialuppe di salvataggio.
Una prima esplorazione delle isole non trovò acqua dolce e trovò solo alimenti in quantità limitata (leoni marini ed uccelli). Lasciando indietro 268 persone, un piccolo gruppo comprendente il comandante, alcuni funzionari, pochi uomini ed alcuni passeggeri andò in cerca di acqua potabile. Dopo una ricerca infruttuosa per l'acqua sulla terraferma, il gruppo decise di proseguire su una piccola imbarcazione a remi, verso la città di Batavia, oggi Giacarta.
Durante l'assenza di Pelsaert, Jeronimus e Cornelisz,approfittarono dell' assenza del capitano per tenere un ammutinamento sanguinoso e brutale. 
Quando Pelsaert ei suoi uomini fecero ritorno nel settembre del 1629, scoprirono che delle 316 persone originariamente a bordo della Batavia ne erano rimaste solo 116.ci fu una breve battaglia fra i suoi uomini e gli ammutinati, Persaert ebbe la meglio ed arrestò Cornelisz il cammeo fu recuperato insieme a molti altri oggetti di valore che erano stati requisiti dagli ammutinati assassini.

05728.jpg

BataviaHistory.jpg

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11 ore fa, Legio II Italica dice:

Salve , quali saranno gli elementi tecnici artistici che fanno ritenere questa gemma in calcedonio azzurro ceruleo appartenente al periodo di Costantino ? lo stile esecutivo e' molto bello il che renderebbe possibile essere anche un gioiello realizzato nei primi due secoli dell' Impero .

Datare con certezza il periodo di esecuzione delle antiche e autentiche pietre dure incise o a cammeo , in mancanza di evidenti fisionomistiche imperiali e di altri particolari , e' cosa non facile . Un altro esempio di cammeo in Sardonice anch' esso ritenuto di Costantino con l' Italia che lo incorona , dove sembra di riconoscere piu' un Imperatore Giulio Claudio o un Domiziano piuttosto che Costantino ; qui si nota una certa differenza artistica con la gemma di apertura post .

Inoltre non vanno sottuvalutate le possibilita' di produzioni di gemme lavorate "moderne" , lavorazioni fiorenti soprattutto dal Rinascimento fino all' 800 , ma in questi casi non e' difficile riconoscere una gemma lavorata recentemente da una antica , in quanto in molti casi sono mancanti delle alterazioni del Calcedonio dovute alla permanenza della gemma in terreni , non ricordo bene se alcalini o acidi , che hanno intaccato la gemma , ma questo purtroppo vale solo per le pietre trovate nei terreni , inoltre molte pietre antiche originali presentano i bordi sbeccati in quanto staccatesi dal castone che le conteneva .

Cammeo in Sardonice con Costantino incoronato dall' Italia.jpg

Buonasera tutti, vorrei spezzare una lancia a favore della datazione al IV sec. D.C. del cameo postato da @Polluce ,lo stile e' chiaramente inferiore a qualsiasi opera di I o II sec. ,infatti non vi e'  traccia della fluida plasticita' presente nei camei prodotti nei secoli precedenti,tutto risulta piuttosto rigido e caricaturale .

La resa del bimbo sul carro e soprattutto quella dei barbari travolti dal centauro e' assimilabile a quella dei personaggi raffigurati su molti dittici e camei di IV sec.

Sicuramente a noi appare come un'opera di alto livello,infatti la toreutica del periodo risulta gia' incamminata  sulla strada dall' incipiente rinascenza costantiniana ma ,a ben guardare porta ancora I segni dell' arte tetrarchica.

Riguardo al cameo postato da @Legio II Italica,mi piacerebbe saperne di piu',cosi ad occhio,parrebbe quasi un lavoro ottocentesco,molto di "maniera",quasi stucchevole.

Va da se' che le mie sono considerazioni personali che lasciano il tempo che trovano,ma, per quello che vale, riflettono il mio pensiero.

Complimenti a tutti I partecipanti,riuscite sempre a stimolarmi e a smuovere il mio neurone...

Di seguito un cameo coevo.

Saluti.

Adelchi.

 

Screenshot_2017-12-05-18-53-28.jpeg

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Ciao @adelchi, sebbene tu abbia estratto solo la prima parte del mio intervento , sono solo in parte d' accordo con quanto hai esposto , gli stili di un deteminato periodo , per quanto riguarda la glittica , non rimangono in genere ben definiti in quanto molto dipende dalla maestria dell' incisore , infatti i piu' conosciuti di ogni epoca erano usi firmare o apporre sigle sulle loro produzioni glittiche ; quindi stabilire con certezza l' epoca storica di una pietra lavorata e' cosa ardua in mancanza di dati di riferimento certi .

Per quanto riguarda il cammeo da me postato , ritenuto anch' esso di Costantino , non saprei dirti di piu' ; ti riporto pero' un estratto sul problema della glittica costantiniana tratto da Wikipedia :  ".........si sviluppò così un recupero ideale dei modi dell' arte augustea , detta "rinascenza classica costantiniana". Questa corrente è particolarmente evidente in opere di piccolo formato , come le gemme e i cammei , che raggiungono risultati di tale coerenza da essere state talvolta datate dagli studiosi come opere del I secolo d.C........" 

Un saluto

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Proprio perche I camei non consentono sistemi di datazione assoluta,in mancanza di una giacitura stratigrafica o di materiale organico o ceramico in associazione,la cifra stilistica resta la sola opportunita' per datare o inquadrare un reperto simile.

Riguardo allo stile del periodo costantiniano ,sicuramente e' uno degli stili piu' studiati (per ovvi motivi) e meglio conosciuti quindi perfettamente riconoscibile.

Pienamente d'accordo con te quando dici che l'arte di riferimento per il periodo costantiniano era quella dei primi secoli dell' impero ma e' assodato che nessun artista riesce ad esimersi stilisticamente dal proprio periodo storico ,neanche quando si rifa' a vette artistiche precedenti.

Quindi direi che l'oggetto in questione risulta perfettamente inquadrabile sia stilisticamente che cronologicamente.

Un caro saluto.

Adelchi.

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Il 5/12/2017 alle 10:26, Polluce dice:


Quando Pelsaert ei suoi uomini fecero ritorno nel settembre del 1629, scoprirono che delle 316 persone originariamente a bordo della Batavia ne erano rimaste solo 116.ci fu una breve battaglia fra i suoi uomini e gli ammutinati, Persaert ebbe la meglio ed arrestò Cornelisz il cammeo fu recuperato insieme a molti altri oggetti di valore che erano stati requisiti dagli ammutinati assassini.

 

 

Da Storie di Naufragi di Deperthes :  "... Pelsart volse il pensiero alle merci ed agli effetti preziosi di ragione della compagnia, dispersi nell'isola le sue indagini non tornarono infruttuose, perchè si ritrovò tutto, ad eccezione di un anello e di una catena d'oro ma prima di sera l'anello fu consegnato al capitano."

"Il 25 di settembre, il capitano ed il piloto, accompagnati dai palombari guzarati ( = gujarati, del Gujarat, India Nord- Occidentale), tornarono all'infranto vascello: il cielo era sereno e bassa la marea. Ne' primi sforzi fu trovata una cassa e poco dopo ne fu pescata un'altra; ............ etc ..................... ".

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