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Legio II Italica

Una Vittoria poco presente

Risposte migliori

Legio II Italica

L’ iconografia della Vittoria nelle monete romane era una delle piu’ care ai Consoli repubblicani e in seguito agli Imperatori in quanto tramandava fatti bellici vittoriosi della Repubblica e dell’ Impero , grazie ai quali Consoli e Imperatori accrescevano i confini di Roma tramite territori tolti ai nemici o recuperavano quelli momentaneamente persi .

Dai tempi remoti la Vittoria in guerra rappresentava la massima aspirazione militare di Roma e per lei , pur di giungere allo scopo finale , si sacrificarono sui campi di battaglia intere Legioni , Legati e Consoli , come ad esempio i famosi Publio Decio Mure , padre e figlio di epoca repubblicana , il primo sacrificatosi offrendo la vita per la Vittoria contro i Latini nel 340 a.C. ed il figlio , con lo stesso rituale votivo del padre , si sacrifico’ anche lui offrendo la propria vita sul campo di battaglia a Sentino contro la Lega Italica nel 295 a.C. ; durante l’ Impero la Vittoria nelle monete e’ sempre raffigurata alata , andante o stante in piedi , in alcuni esemplari anche seduta , mentre regge una ghirlanda o una palma , porta uno scudo o lo incide , oppure erige un trofeo .

Numerosissime furono le monete emesse durante l’ Impero con l’ immagine della Vittoria rappresentata nei canoni sopra descritti , ma esistono anche alcune rappresentazioni generalmente rare o poco comuni dove la Vittoria appare al fianco dell’ Imperatore in atto di incoronarlo con una ghirlanda , partendo da questa rara iconografia della Vittoria ho svolto delle ricerche , probabilmente incomplete , ma per quanto mi risulta questa allegoria e’ presente solo per tre Imperatori che in ordine di epoca storica sono : Domiziano , Traiano e Massimino il Trace .

Non e’ da escludere che oltre ai tre Imperatori elencati , la Vittoria abbia incoronato altri Imperatori nelle pose come compaiono nelle sottostanti monete , per questo chiederei un vostro aiuto per completare l’ elenco di questa allegoria nel caso esistessero altri esemplari con questa particolare allegoria , supponendo che la storia ce le abbia conservate .

Ora dopo il preambolo storico numismatico vorrei soffermarmi sul significato storico  delle tre monete in quanto essendo nella Sezione di Storia credo utile e pertinente studiare singolarmente le tre monete per capire il contesto storico dell’ allegoria del rovescio , partendo in ordine cronologico dalla moneta emessa da Domiziano , oltre tutto perche’ la legenda del dritto ci fornisce indicazioni utili e precise per la datazione della moneta e di conseguenza del fatto storico relativo al rovescio , fatta questa premessa , la legenda del dritto cosi’ recita :

IMP CAES DOMIT AVG GERM COS XIIII CENS PER P P

In base al XIIII consolato di Domiziano si puo’ ricavare facilmente che la moneta fu emessa tra l’ anno 88 e 89 compreso , quindi l’ allegoria della Vittoria che incorona Domiziano dovrebbe celebrare la seguente Vittoria :

“Dopo una sospensione delle ostilità per due anni , durante la quale Domiziano divise la Mesia in due parti ciascuna presidiata da due legioni , la guerra riprese nell' 89 . L' esercito fu affidato a Tettio Giuliano che nel 69 aveva già combattuto vittoriosamente in Mesia contro i Roxolani . Raggiunta Tapae , vi sconfisse i Daci , senza però ottenere una vittoria decisiva , mentre Domiziano conduceva una campagna in Germania contro i Quadi e i Marcomanni che lo sconfissero e costringendolo alla ritirata . Tenuto conto delle difficoltà incontrate da Giuliano a continuare l' avanzata verso la capitale Sarmizegetusa , Domiziano dovette accettare le offerte di pace di Decebalo . Benché la campagna militare si fosse conclusa con un nulla di fatto , Domiziano ottenne a Roma il trionfo , il titolo di Dacicus e l' erezione di una statua equestre nel Foro”

Piu’ difficile datare la moneta di Traiano con la identica allegoria al rovescio della Vittoria che lo incorona e fare riferimento al conseguente fatto storico , la cui legenda al dritto cosi’ recita :

IMP CAES NERVAE TRAIANO AVG GER DAC PM TR P COS V PP

Rimane quindi complicato datare con precisione l’ emissione della moneta , poiche’ il V consolato di Traiano fu molto lungo , parte dall’ anno 103 e termina nel 111 , inoltre la legenda del rovescio che gira intorno alle due figure : SPQR OPTIMO PRINCIPI , non aiuta circa la datazione del fatto storico in quanto questo riconoscimento fu dato a Traiano , sembra , solo nel 114 , pero’ questo attributo dato dal Senato a Traiano striderebbe contro il COS V della legenda perche' terminato nel 111 ; questo lungo arco di tempo del V consolato racchiude infatti gli anni delle due guerre daciche e della conquista dell’ Arabia , di conseguenza il rovescio della moneta puo’ fare riferimento sia alla Vittoria dacica , prima o seconda , sia a quella arabica , oppure stando alla legenda del rovescio , ma lo escluderei , anche a quella Partica , ma il COS V del dritto negherebbe questo evento bellico conseguito durante questo consolato di Traiano .

Infine la moneta di Massimino il Trace , grazie alla legenda del rovescio che recita :

Victoria Germanica , ci porta con certezza agli anni 235/6 quando Massimino sconfisse gli Alemanni nella battaglia di Harzhorn , addentrandosi in territorio germanico per alcune centinaia di chilometri , si stima tra i 450 / 600 chilometri oltre il Reno ; fu l’ ultima volta che Legioni romane penetrarono cosi’ in profondita’ in Germania .

Concludendo il post ringrazio quanti utenti sapranno fornire ragguagli qualora esistessero altre iconografie della Vittoria che incorona Imperatori , uguali alle tre monete trattate , grazie .

In foto le tre monete , Sesterzi , di Domiziano , Traiano e Massimino , trattati nel post .

Domiziano , RIC639.jpg

Traiano , RIC549.jpg

Massimino I , RIC93.jpg

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Legio II Italica

L' atto votivo dei Decii , padre e figlio , al fine di ottenere la Vittoria sui nemici , ebbe grazie a Tito Livio una enorme risonanza storica in tutte le epoche , tanto che il famoso pittore Rubens volle riprodurre in fantasia artistica il celebre momento della morte di Decio padre in una sua opera pittorica . Il passo di Tito Livio , Libro VIII , IX :

 "In questo momento di smarrimento, il console Decio chiamò Marco Valerio a gran voce e gli gridò : «Abbiamo bisogno dell' aiuto degli dèi , Marco Valerio . Avanti, pubblico pontefice del popolo romano , dettami le parole di rito con le quali devo offrire la mia vita in sacrificio per salvare le legioni"

 

Sacrificio di Publio Decio Mure (padre) in un dipinto di Rubens.jpg

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