Alessandro C. Inviato 24 Gennaio, 2018 #1 Inviato 24 Gennaio, 2018 (modificato) Buonasera a tutti gli amici del forum, è da un po' di tempo che penso al mondo antico e a come poteva avvenire la circolazione di denaro all'interno di esso. In particolar modo mi stavo chiedendo in che modo e quando le monete venivano considerate"fuori corso". Ad esempio, era possibile che sotto il principato di Galba girassero ancora coniazioni del periodo augusteo o di quello repubblicano? Le monete, passatemi il termine, "sorpassate", venivano magari ritirate e il loro materiale riutilizzato per coniarne altre con le effigi del nuovo imperatore? C'era un ufficio preposto a requisire i tondelli ormai desueti? Nel caso un imperatore fosse colpito dalla damnatio memoriae, poi, cosa accadeva alle sue monete (a parte deturpazioni e cancellature)? Grazie in anticipo a tutti coloro che vorranno intervenire Modificato 24 Gennaio, 2018 da Alessandro C. Cita
Gallienus Inviato 24 Gennaio, 2018 #2 Inviato 24 Gennaio, 2018 Nessun fuori corso "politico", almeno in epoca imperiale: nella gran parte dei casi le monete andavano naturalmente fuori corso tramite legge di Gresham quando c'era un cambiamento nel valore della moneta (come la modifica del contenuto di fino). Cita
Alessandro C. Inviato 24 Gennaio, 2018 Autore #3 Inviato 24 Gennaio, 2018 (modificato) 17 minuti fa, Gallienus dice: le monete andavano naturalmente fuori corso tramite legge di Gresham che fine facevano a questo punto le monete "buone"? Modificato 24 Gennaio, 2018 da Alessandro C. Cita
Gallienus Inviato 24 Gennaio, 2018 #4 Inviato 24 Gennaio, 2018 7 minuti fa, Alessandro C. dice: che fini facevano a questo punto le monete "buone"? Tesaurizzate come metallo prezioso o rifuse per guadagnare sul fino. 1 Cita
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