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roman de la rose

Il Re Nevio

Risposte migliori

roman de la rose
Supporter

Giustamente su osservazione del moderatore mi sono accorto che c'era già un'altro topic in tema la mia distrazione e fretta di fare mi porta spesso a tralasciare importanti dettagli, chiedo venia. @Legio II Italica

 

suggestiva-visione-della-sala-del-guerriero1.jpg.7ddefddaaad2a5d58790505d74ec0a7d.jpg

La statua fu rivenuta nel 1934 del signor Michele Castagna, il quale stava trattando il proprio terreno per lavorarlo, in una località situata nei pressi di Capestrano in località Cinericcio,e mai avrebbe immaginato che il suo nome sarebbe rimasto per sempre legato a questo casuale ritrovamento, che rappresenta uno dei più importanti per la storia dell'archeologia italiana. Venne ritrovata anche una statua di figura femminile e altri reperti nella stessa zona. Ma ovviamente la più eclatante resta quella del guerriero,che la gente del posto  chiamava 'nu mammocce', che in dialetto abruzzese significa  il bamboccio (di pietra) ma anche lui il Sig. Michele castagna si meritò un soprannome; quello ci “ju mammocce”. All'epoca, al momento del ritrovamento non si capì per intero un certo valore storico, artistico ed archeologico, nonchè  antropologico di questo reperto

Dopo le iniziali incertezze, venne osservato da alcuni studiosi che, comprendendone l'importanza, lo trasferirono presso il museo delle Terme a Roma, dove venne analizzato in toto.Tra le varie ipotesi che furono formulate, e fu anche quella che si potesse trattare di una donna,anche perché la statua non presenta uno sesso distinguibile, ma appare androgino.Inoltre ha i fianchi 'larghi',la vita stretta, e gambe che  non definiremmo certo 'virili'.

Come oggetti di ornamento e indossa: un collare in bronzo, con capi aperti, da cui pendono due pendagli rettangolari, sulle braccia ha due armille(bracciali), verosimilmente in bronzo; un cinturone a cui è appeso un perizoma in cuoio(mitra o mitria) e i calzari. 

La panoplia ai fini della datazione è costituita da armi i da offesa e armi da difesa: la coppia di dischi-corazza in bronzo,lisci e privi di emblema centrale; la spada lunga in ferro con elsa a croce sul cui fodero è fissato un lungocoltello(pugnale).Il tutto molto ben lavorato e arricchito con figurazioni simboliche,per quanto è possibile vedere in base a ciò che ci è pervenuto. Un'assoluta rarità nel panorama protostorico abruzzese è l'ascia in ferro impugnata nella mano destra.

Sull'elsa della spada sono scolpite due figure umane,in verticale:una sopra all'altra;mentre sull'impugnatura del pugnale sono scolpite due figure animali,che non ci sentiamo di identificare.

Il personaggio sembra tenere fieramente le sue belle armi.La mano destra appoggia sul petto,in un gesto quasi carezzevole di volerle trattenere a sè (simboli del suo potere?);la mano sinistra è invece appoggiata alla parte superiore del 'gonnellino'che gli scende fin sotto gli inguini,terminando posteriormente come da figura:

 I piedi del 'Guerriero'sono infilati in calzari aderenti,noti in altri esemplari rinvenuti sul territorio delle necropoli Vestine.Si noti come l'aspetto delle gambe del Guerriero sia particolarmente 'appuntita'.Perchè?

Ma la dotazione bellica del bellissimo e remoto personaggio non è ancora terminata. A 'sorpresa', ai lati del suo corpo, su ciascun lato dei due 'supporti' che inquadrano la statua, sono incise due lance(una per parte).

 Ma il Guerriero non ci ha lasciato con tutta la 'suspance' derivante da un rigoroso anonimato! Credevate? Chi lo realizzò,con il benestare di chi lo commissionò molto probabilmente,pensò di vergare nella propria lingua, sul pilastrino destro e verticalmente, un'iscrizione che per decenni(da quando fu ritrovato) non ebbe una decifrazione.Si diceva fosse una lingua osco-peligna, o una di quelle lingue locali delle popolazioni di origine indoeuropea stanziate in Abruzzo prima dell'arrivo dei Romani.Di esse si comincia a sapere qualcosa di più grazie allo studio sistematico delle necropoli e degli insediamenti che in alcuni casi emergono alla luce.Attualmente l'iscrizione presente sul Guerriero di Capestrano è attribuita ad una lingua  sud-picena che è stata interpretata come;

"ME BELLA IMMAGINE FECE ANINIS PER IL RE NEVIO POMPULEDIO".

A questo punto dovremmo avere addirittura a che fare con il ritratto di un re! Ciò spiegherebbe perchè fu così ben curata la sua lavorazione,l'uso dei dettagli,la posa ieratica.Ma la stessa iscrizione potrebbe indicare che lo scultore si chiamava Aninis e che venne fatta per il re, ma non sappiamo con certezza che essa rappresenti effettivamente il sovrano.La fece Aninis per il re, ma è il ritratto dello re stesso o questi volle, magari, che gli si scolpisse una statua ad altezza reale di un Guerriero (straniero o locale?) di cui magari ammirava la forza e il coraggio o che si era distinto per particolari prodezze,o con 'poteri' particolari (sciamano?). Non lo sapremo forse mai,comunque ufficialmente è oggi riconosciuto sia proprio lui,il re Nevio Pompuledio.

slide5-n.jpg.c150be456931a207ec697be57f2508fc.jpg

https://vimeo.com/128013527

https://www.youtube.com/watch?time_continue=24&v=oaELZY4PsIc

https://www.youtube.com/watch?v=T9G1QVQ-Dfg

Sono in corso studi,da parte della Soprintendenza e di altri organi come il C.N.R e l'E.N.E.A.,per acquisire maggiori informazioni relative al contesto in cui fu ritrovato il reperto, nonchè per fornire linee-guida per eventuali interventi di restauro (che, viene specificato in loco, sono da eseguirsi solo se strettamente indispensabile)e di conservazione.

Il linguaggio figurativo con cui un popolo fu in grado di esaltare se stesso,dimostra come le conoscenze degli antichi abitatori 'italici'siano ancora avvolte dalle nebbie del mistero,anche se molti progressi sono stati fatti negli ultimi decenni.Il Guerriero di Capestrano, o il re Nevio Pompuledio è, ad oggi, l'unico esempio pervenutoci di statuaria simile, perchè nella stessa sala sono allestiti altri reperti ,ritrovati in contesti limitrofi, ma piuttosto diversi nella tecnica di esecuzione, nella precisione dei tratti, nella espressione artistica.

Si ritiene che questa sia la risultante di un'evoluzione (dai menhir all'antropomorfizzazione delle statue-stele) ma ciò non spiega perchè 'il re Nevio' sia così diverso anche dalla sua vicina, la stele di Guardiagrele,da cui 'fisicamente' lo separa,nella sala,solo qualche passo e, temporalmente, forse meno di un solo secolo(stando alle datazioni ufficiali).Gli esperti hanno proposto che tra il VII e il VI secolo a.C.,popolazioni che abitavano l'area adriatica possano aver 'mutuato'lo stile scultoreo /ritrattistico degli Etruschi: stessa gestualità,con le braccia aperte portate l'una sul petto e l'altra sull'addome,indice di alto rango,come nel caso del nostro Guerriero/re, acuito dal fatto che porti anche l'ascia dal lungo manico.

                                                          analogie;       images.jpg.a4aca479d3d307d33c38c157dadd97b5.jpg                                     

Modificato da roman de la rose
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Legio II Italica

Ciao , repetita iuvant ?   

 

  • Grazie 1

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roman de la rose
Supporter
3 ore fa, Legio II Italica dice:

Ciao , repetita iuvant ?   

 

A quanto pare si, cerco di rimediare.

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