laborienti Inviato 15 Maggio, 2018 #1 Inviato 15 Maggio, 2018 In questi giorni mi sono imbattuto nell'articolo : Ricerche sulla zecca orvietana, Bollettino dell'Istituto Storico Artistico Orvietano del 1956 , anno XII, a firma Francesco Puppo. Sono rimasto perplesso e stupefatto dalla dichiarazione dell'autore che riferisce che gli è stato possibile osservare un piccolo tipo di denaro orvietano che porta impresso al diritto il simbolo di un cavallo. Al fine di evitare incomprensioni o descrizioni errate allego le foto della pubblicazione. Gradirei conoscere le vostre competenti impressioni in merito. Buon Lavoro. Cita
laborienti Inviato 18 Maggio, 2018 Autore #3 Inviato 18 Maggio, 2018 Mi sono documentato sul professor Francesco Puppo, autore dell'articolo sopra riportato. Era Insegnante di disegno alla Scuola di Avviamento di Orvieto negli anni 1935-40. Il padre era un conosciuto pittore, che amava anche il restauro, la ceramica ed insegnava disegno: Fernando Puppo. Buon Lavoro a tutti. Cita
mfalier Inviato 20 Maggio, 2018 #4 Inviato 20 Maggio, 2018 Da quel che dice l'esemplare con il cavallo stava (e sta) in una collezione privata, altrimenti avrebbe detto la fonte (collezione reale, ecc.). La ricerca quindi potrebbe proseguire fra gli appassionati di Orvieto... Cita
Andreas Inviato 21 Maggio, 2018 #5 Inviato 21 Maggio, 2018 Il 15/5/2018 alle 20:04, laborienti dice: In questi giorni mi sono imbattuto nell'articolo : Ricerche sulla zecca orvietana, Bollettino dell'Istituto Storico Artistico Orvietano del 1956 , anno XII, a firma Francesco Puppo. Sono rimasto perplesso e stupefatto dalla dichiarazione dell'autore che riferisce che gli è stato possibile osservare un piccolo tipo di denaro orvietano che porta impresso al diritto il simbolo di un cavallo. Al fine di evitare incomprensioni o descrizioni errate allego le foto della pubblicazione. Gradirei conoscere le vostre competenti impressioni in merito. Buon Lavoro. Io direi che si tratta semplicemente di uno dei "piccioli" romani con la croce ed il leone (CNI, XV, tav. IX, nn. 10-13), con l'errata lettura di SENATVS come SE - V. VETVS, cosa che giustificherebbe anche quel "rozzamente impresso" riferito al cavallo. Andreas 1 Cita
laborienti Inviato 21 Maggio, 2018 Autore #6 Inviato 21 Maggio, 2018 8 ore fa, Andreas dice: Io direi che si tratta semplicemente di uno dei "piccioli" romani con la croce ed il leone (CNI, XV, tav. IX, nn. 10-13), con l'errata lettura di SENATVS come SE - V. VETVS, cosa che giustificherebbe anche quel "rozzamente impresso" riferito al cavallo. Andreas Il commento del signor Andreas mi ha fatto riflettere ; tempo fa avevo visionato un provisino romano molto rovinato tanto che il pettine aveva assunto le sembianze di un cavallo o cane stilizzato, tipo pittura del neolitico. Visto che la ricerca non ha mai fine andrò a ricercarlo. Ringrazio per la felice intuizione. Laborienti Cita
laborienti Inviato 26 Maggio, 2018 Autore #7 Inviato 26 Maggio, 2018 Il 21/5/2018 alle 12:36, Andreas dice: Io direi che si tratta semplicemente di uno dei "piccioli" romani con la croce ed il leone (CNI, XV, tav. IX, nn. 10-13), con l'errata lettura di SENATVS come SE - V. VETVS, cosa che giustificherebbe anche quel "rozzamente impresso" riferito al cavallo. Andreas Mentre per Senatus e SE - V. VETVS possono effettivamente esserci delle attinenze , non ho trovato una spiegazione simile, dalla personale ricerca effettuata, per ANTA. MARI presente sul rovescio. Non demordo, ma un aiuto sarebbe molto gradito. Cordialità. Cita
Andreas Inviato 27 Maggio, 2018 #8 Inviato 27 Maggio, 2018 Vista la difficolta di lettura dei denari romani col leone, uno volta ipotizzato che la moneta appartenga ad Orvieto, direi che la trasformazione della legenda ROMA CAPUT in ANTA MARI non sia poi così difficile: in entrambe ci sono due A separate da uno spazio ed una lettera, la seconda delle quali seguita in una legenda da una P e nell'altra da una R (lettere piuttosto simili). Anche la trasformazione di ROMA in ANTA, se vogliamo, non è del tutto impossibile, se qualcuno lo desidera ardentemente: la R potrebbe apparire come una A, la O e la M come una bella cicciotta lettera N seguita da una T. Credo pertanto che anche questa legenda sia dovuta più ad wishful thinking che ad una vera lettura. Andreas 1 Cita
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