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IGNORED

Raccolta di rebus attinenti alla Numismatica


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apollonia


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Dante si batté a Campaldino

da N tesi B, a'  T tea ,  campa LD in O

La battaglia di Campaldino si combatté l'11 giugno 1289 fra guelfi, prevalentemente fiorentini, e ghibellini, prevalentemente aretini. Ad essa parteciparono, tra gli altri, Dante Alighieri e Cecco Angiolieri. La vittoria dei guelfi, dovuta soprattutto al ruolo di Corso Donati, costituì un evento chiave nel processo di progressiva affermazione dell'egemonia di Firenze sulla Toscana.

Diogene di Sinope  (circa 412-323 a.C.), celebre filosofo greco della scuola cinica, è noto per aver scelto uno stile di vita ascetico e radicale, vivendo all'interno di una botte (più probabilmente un pithos, un grande contenitore di terracotta) per le strade di Atene. 


Inviato

Quando Alessandro Magno era a Corinto, molti statisti e filosofi erano andati a fargli visita per rendergli onore, ma tra questi non c’era Diogene nonostante dimorasse in quella città. Così Alessandro si recò di persona a rendergli visita; e lo trovò disteso al sole. Diogene sollevò un po' lo sguardo, quando vide tanta gente venire verso di lui, e fissò negli occhi Alessandro. Quando il monarca si rivolse a lui salutandolo e chiedendogli se volesse qualcosa, egli rispose "Sì, stai un po' fuori dal mio sole".

Si dice che Alessandro fu così colpito da questa frase e ammirò molto la superbia e la grandezza di un uomo che non aveva nulla ma solo disprezzo nei suoi confronti, e disse ai suoi seguaci, che ridevano e scherzavano sul filosofo mentre si allontanavano: "Davvero, se non fossi Alessandro vorrei essere Diogene”.

apollonia

 


Inviato
Diogene di Sinope, il celebre filosofo cinico,

viveva in una botte (spesso descritta come un grosso vaso di terracotta o pithos), simbolo della sua scelta di vita ascetica e del rifiuto delle convenzioni sociali e del lusso. Questo alloggio spartano era aperto e situato in luoghi pubblici, rappresentando l'autosufficienza e il disprezzo per le comodità.  

Più che una botte di legno, si trattava probabilmente di un pithos, un grande vaso o giara di terracotta usato nell'antica Grecia per conservare derrate alimentari come vino o olio;

andava in giro per Atene di giorno con una lanterna accesa.  Quando gli chiedevano perché, rispondeva: «Cerco l'uomo». Intendeva cercare un essere umano autentico, onesto e fedele alla natura, non corrotto dalle convenzioni sociali.


Inviato
27 minuti fa, apollonia dice:

Quando Alessandro Magno era a Corinto, molti statisti e filosofi erano andati a fargli visita per rendergli onore, ma tra questi non c’era Diogene nonostante dimorasse in quella città. Così Alessandro si recò di persona a rendergli visita; e lo trovò disteso al sole. Diogene sollevò un po' lo sguardo, quando vide tanta gente venire verso di lui, e fissò negli occhi Alessandro. Quando il monarca si rivolse a lui salutandolo e chiedendogli se volesse qualcosa, egli rispose "Sì, stai un po' fuori dal mio sole".

 

Si dice che Alessandro fu così colpito da questa frase e ammirò molto la superbia e la grandezza di un uomo che non aveva nulla ma solo disprezzo nei suoi confronti, e disse ai suoi seguaci, che ridevano e scherzavano sul filosofo mentre si allontanavano: "Davvero, se non fossi Alessandro vorrei essere Diogene”.

 

apollonia

 

 

Nella sua biografia di Alessandro, Robin Lane Fox fissa l'incontro nel 336 a.C., l'unico anno in cui Alessandro fu a Corinto. Quindi l'Alessandro della storia non è il re dei re, sovrano della Grecia e dell’Asia, ma il promettente ed esuberante ventenne figlio di Filippo di Macedonia, alla prima prova del suo coraggio in Grecia.

La risposta di Diogene, principale esponente della scuola cinica, riflette lo stile di vita ascetico e provocatorio del filosofo che viveva in una botte, disprezzava le convenzioni sociali e cercava la virtù nella natura predicando l'autarchia (indipendenza) e la libertà interiore.

Ci sono molte varianti minori di ciò che si suppone abbia risposto Diogene ad Alessandro. Secondo Cicerone, Diogene rispose con le parole: "Ora muoviti almeno un po' fuori dal sole". Secondo Valerio Massimo, Diogene rispose: "Più tardi, per ora vorrei che tu non stessi al sole." La dichiarazione di Alessandro, "Se non fossi Alessandro vorrei essere Diogene." si trova anche in altre versioni dell'aneddoto.

Diogene morì a Sinope, la città in cui nacque circa nel 412 a. C., nel 323 a. C., si dice nello stesso giorno in cui Alessandro morì a Babilonia.

apollonia


Inviato

Per il rebus facile, 

AR tè, ora T, ori A = arte oratoria


Inviato

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apollonia


Inviato (modificato)

manie pie di bigotti

mani e piedi B, I gotti

gòtto s. m. [lat. gŭttus, forse dal gr. κώϑων, nome di un recipiente]. – 1. a. Bicchiere grande di vetro o di cristallo, di solito con manico; nell’uso ant. e di alcune regioni (soprattutto nel Veneto), bicchiere in genere.

Modificato da Albser

Inviato

con CI s'apre M ,  è SS adorato re = concisa premessa d'oratore

Bello !

non so se è già stato postato, ma non penso

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Inviato
12 minuti fa, Albser dice:

con CI s'apre M ,  è SS adorato re = concisa premessa d'oratore

Bello !

non so se è già stato postato, ma non penso

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Impresa concorrente

Dalla figura si vede che la lampadina spenta non è bruciata.

apollonia


Inviato

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apollonia


Inviato

quarto di vino

Qu arto divino

non so se già postato

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Inviato
52 minuti fa, apollonia dice:

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apollonia

 

Zeus, il re degli dei nella mitologia greca, risiedeva sul maestoso Monte Olimpo da dove governava il mondo. Era spesso raffigurato seduto su un trono imponente, simbolo della sua autorità e del suo potere assoluto, accompagnato dall’aquila, il suo animale sacro. Dal suo trono Zeus presiedeva su tutte le questioni divine e umane, garantendo la giustizia e l'ordine nel mondo. 

apollonia

 


Inviato

Zeus (in greco antico Ζεύς?, Zeus AFI: [zděu̯s]) nella religione greca è il re degli dèi olimpi, dio del cielo e governatore dei fenomeni meteorologici[1], in particolare del tuono. I suoi simboli sono la folgore, il toro, l'aquila, la quercia e l'olivo.

Figlio del titano Crono e di Rea, è il più giovane tra i suoi fratelli e le sue sorelle: Estia, Demetra, Era, Ade e Poseidone. Nel mito è sposato con Era (protettrice del matrimonio e dei figli), anche se nel santuario dell'oracolo di Dodona come sua consorte si venerava Dione (viene raccontato nell'Iliade che Zeus sia il padre di Afrodite, avuta con Dione).

Il frutto dei suoi numerosi convegni amorosi furono i suoi molti celeberrimi figli, tra i quali Apollo e Artemide, Hermes, Persefone, Atena, Dioniso, Mida, Perseo, Eracle, Elena, Minosse e le Muse, mentre secondo la tradizione da Era, la moglie legittima, ebbe Ares, Ebe, Efesto, Ilizia ed Eris. Tali rapporti amorosi venivano consumati da Zeus anche sotto forma di animali (cigno, toro, ecc.), dato che tra i suoi enormi poteri egli aveva anche quello di tramutarsi in qualsiasi cosa o umano volesse.

La figura equivalente a Zeus nella mitologia romana era Giove, mentre in quella etrusca era il dio Tinia.


Inviato

Tempo fa ho imparato questo termine riferito a Giove che non conoscevo:

 

ìpato s. m. [dal gr. ὕπατος, propr. agg., «altissimo, supremo»]. – Presso gli antichi Greci, termine usato inizialmente come epiteto di Zeus in quanto reggitore supremo degli dei e, in seguito, come traduzione del lat. consul «console». In età bizantina, titolo di funzionarî imperiali in Italia.

 

Inviato

Non me lo ricordo proprio questo termine.

Me lo segno !


Inviato

Tra i numerosi epiteti attribuiti a Zeus per enfatizzare i vari campi nei quali esercitava la sua autorità, uno dei più particolari è quello di Zeus Apómuios, cioè Zeus scaccia-mosche, al quale, secondo Pausania, si facevano sacrifici affinchè allontanasse le mosche.

apollonia

 

 

 


Inviato

L’epiteto di Zeus Xenios – Zeus degli stranieri gli era attribuito in quanto protettore degli ospiti e dell'accoglienza, sempre pronto a impedire che fosse fatto qualcosa di male ai forestieri.

apollonia

 

 


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