Augusto60 Inviato 2 Aprile, 2019 #1 Inviato 2 Aprile, 2019 Buonasera, vorrei proporre all'attenzione questo follis di Arcadio mm. 17 gr. 2.53. zecca di Cizico VIRTVS-EXERCITI In wildwins ho trovato due riferimenti che possono essere comparati con questa moneta e cioè RIC X 66 A oppure RIC X 66 B. A me sembra più compatibile il RIC X 66 B, cosa ne pensate ? Grazie Cita
Stilicho Inviato 2 Aprile, 2019 #2 Inviato 2 Aprile, 2019 28 minuti fa, Augusto60 dice: Buonasera, vorrei proporre all'attenzione questo follis di Arcadio mm. 17 gr. 2.53. zecca di Cizico VIRTVS-EXERCITI In wildwins ho trovato due riferimenti che possono essere comparati con questa moneta e cioè RIC X 66 A oppure RIC X 66 B. A me sembra più compatibile il RIC X 66 B, cosa ne pensate ? Grazie A me pare di leggere, in esergo, SMKA. Ciao da Stilicho Cita
Augusto60 Inviato 2 Aprile, 2019 Autore #3 Inviato 2 Aprile, 2019 SMKA è la zecca di civico ? Ma la mia domanda era una altra... Saluti Cita
Stilicho Inviato 2 Aprile, 2019 #4 Inviato 2 Aprile, 2019 11 minuti fa, Augusto60 dice: SMKA è la zecca di civico ? Ma la mia domanda era una altra... Saluti SMKA dovrebbe significare "Sacra Moneta Kyzici (zecca di Cyzico) , prima officina (A)" così mi sembra. Quindi potrebbe trattarsi della RIC X 66A? Leggendo su Wildwinds a proposito della RIC X 66B però c'e' scritto "Known mintmarks SMKA and SMKB" Onestamente non capisco bene.. Sentiamo il parere di qualcuno esperto. Buona notte. Stilicho Cita
Hirpini Inviato 2 Aprile, 2019 #5 Inviato 2 Aprile, 2019 (modificato) Buonasera, credo in una imprecisione di Wildwinds nel senso che la moneta, che penso sia un centenionalis per Cyzicus (395-402) e non un follis, andrebbe distinta in 66a e 66b solo per la marca di officina, che nella 66a è la A (prima), nella 66b dovrebbe essere solamente la B (seconda). SEAR, a comprova, unisce le officine A e B in un solo numero, 20831, specificando che per quella unica moneta, le marche possono essere giustamente A o B. Perciò, come chiaramente si legge all'esergo, il centenionalis di @Augusto60 è quello detto 66"a", che in RIC dovrebbe essere il 66, mentre quello con marca B dovrebbe essere il 67. Data l'ora, non sono troppo chiaro. Insomma sbaglia Wildwinds a riportare sia SMKA che SMKB sotto lo stesso numero "66b". Sotto quel 66b dovremmo leggere solo SMKB. Uffa, ce l'ho fatta! CIAO Modificato 2 Aprile, 2019 da Hirpini 2 Cita
Augusto60 Inviato 3 Aprile, 2019 Autore #6 Inviato 3 Aprile, 2019 (modificato) Molte grazie, non si finisce mai di imparare qualcosa. A proposito che differenza c'è tra un follis e un centenionalis ? Modificato 3 Aprile, 2019 da Augusto60 Cita
Hirpini Inviato 3 Aprile, 2019 #7 Inviato 3 Aprile, 2019 In poche parole, il "follis", plurale folles, è una moneta di bronzo introdotta da Diocleziano con la riforma monetaria del 294. Inizialmente era di grande diametro, aveva un peso di circa 10-15 grammi e conteneva una minima quantità di argento, intorno a 4% così come il "mezzo follis", del peso di 7-8 grammi. Lo stesso Diocleziano cercò di calmierare i prezzi con un editto dei prezzi e del valore dei principali prodotti, ma la svalutazione monetaria non si fermò e col tempo il peso del follis fu via via ridotto finché dovette essere sostituito con una moneta più piccola. Nel 346 fu infatti introdotto un bronzetto di circa 3 grammi di peso e 18-20 mm. di modulo. che fu chiamato "nummus centenionalis" in quanto equivalente, si pensa, ad 1/100 di "siliqua", la moneta d'argento a sua volta equivalente a 1/24 del "solido d'oro" (insieme nacque anche il "mezzo centenionalis"). Col tempo anche il valore del centenionalis andò via via diminuendo finché nel 354 fu "ridotto". Successivamente si dovette ricorrere a suoi sottomultipli ma qui le ipotesi sul nome di queste monete più piccole e sul loro peso non sono concordi. Detto tutto e bene? Chi lo sa! 3 Cita
Xenon97 Inviato 3 Aprile, 2019 #8 Inviato 3 Aprile, 2019 9 minuti fa, Hirpini dice: In poche parole, il "follis", plurale folles, è una moneta di bronzo introdotta da Diocleziano con la riforma monetaria del 294. Inizialmente era di grande diametro, aveva un peso di circa 10-15 grammi e conteneva una minima quantità di argento, intorno a 4% così come il "mezzo follis", del peso di 7-8 grammi. Lo stesso Diocleziano cercò di calmierare i prezzi con un editto dei prezzi e del valore dei principali prodotti, ma la svalutazione monetaria non si fermò e col tempo il peso del follis fu via via ridotto finché dovette essere sostituito con una moneta più piccola. Nel 346 fu infatti introdotto un bronzetto di circa 3 grammi di peso e 18-20 mm. di modulo. che fu chiamato "nummus centenionalis" in quanto equivalente, si pensa, ad 1/100 di "siliqua", la moneta d'argento a sua volta equivalente a 1/24 del "solido d'oro" (insieme nacque anche il "mezzo centenionalis"). Col tempo anche il valore del centenionalis andò via via diminuendo finché nel 354 fu "ridotto". Successivamente si dovette ricorrere a suoi sottomultipli ma qui le ipotesi sul nome di queste monete più piccole e sul loro peso non sono concordi. Detto tutto e bene? Chi lo sa! Alla grande! Cita
Augusto60 Inviato 3 Aprile, 2019 Autore #9 Inviato 3 Aprile, 2019 Grazie dela precisa ed esaustiva risposta !!!!! Cita
Hirpini Inviato 3 Aprile, 2019 #10 Inviato 3 Aprile, 2019 (modificato) PS: il "follis" fu reintrodotto nella monetazione bizantina da Anastasio I con la riforma del 498. Era una moneta di bronzo di grande modulo (diametro) e del valore di 40 nummi. Fu distinto da una grande o m o in numeri romani da un . I suoi sottomultipli erano indicati: con la lettera o (30 nummi); con la lettera o (20 nummi); con la lettera o (10 nummi); e poi con le lettere (cinque nummi); (2 nummi) e (un nummo). Beh, ora vado a pranzo Modificato 3 Aprile, 2019 da Hirpini Cita
Stilicho Inviato 3 Aprile, 2019 #11 Inviato 3 Aprile, 2019 19 ore fa, Hirpini dice: Buonasera, credo in una imprecisione di Wildwinds nel senso che la moneta, che penso sia un centenionalis per Cyzicus (395-402) e non un follis, andrebbe distinta in 66a e 66b solo per la marca di officina, che nella 66a è la A (prima), nella 66b dovrebbe essere solamente la B (seconda). SEAR, a comprova, unisce le officine A e B in un solo numero, 20831, specificando che per quella unica moneta, le marche possono essere giustamente A o B. Perciò, come chiaramente si legge all'esergo, il centenionalis di @Augusto60 è quello detto 66"a", che in RIC dovrebbe essere il 66, mentre quello con marca B dovrebbe essere il 67. Data l'ora, non sono troppo chiaro. Insomma sbaglia Wildwinds a riportare sia SMKA che SMKB sotto lo stesso numero "66b". Sotto quel 66b dovremmo leggere solo SMKB. Uffa, ce l'ho fatta! CIAO Era quello che intendevo io, ovviamente in modo molto meno chiaro e fumoso. Grazie Hirpini, buona serata. Stilicho Cita
Massenzio Inviato 4 Aprile, 2019 #12 Inviato 4 Aprile, 2019 Il 3/4/2019 alle 12:59, Hirpini dice: In poche parole, il "follis", plurale folles, è una moneta di bronzo introdotta da Diocleziano con la riforma monetaria del 294. Inizialmente era di grande diametro, aveva un peso di circa 10-15 grammi e conteneva una minima quantità di argento, intorno a 4% così come il "mezzo follis", del peso di 7-8 grammi. Lo stesso Diocleziano cercò di calmierare i prezzi con un editto dei prezzi e del valore dei principali prodotti, ma la svalutazione monetaria non si fermò e col tempo il peso del follis fu via via ridotto finché dovette essere sostituito con una moneta più piccola. Nel 346 fu infatti introdotto un bronzetto di circa 3 grammi di peso e 18-20 mm. di modulo. che fu chiamato "nummus centenionalis" in quanto equivalente, si pensa, ad 1/100 di "siliqua", la moneta d'argento a sua volta equivalente a 1/24 del "solido d'oro" (insieme nacque anche il "mezzo centenionalis"). Col tempo anche il valore del centenionalis andò via via diminuendo finché nel 354 fu "ridotto". Successivamente si dovette ricorrere a suoi sottomultipli ma qui le ipotesi sul nome di queste monete più piccole e sul loro peso non sono concordi. Detto tutto e bene? Chi lo sa! @Hirpini ci sono alcune imprecisioni, sui così detti mezzi Follis che non raggiunsero mai quel peso perché vennero coniati quando il peso del nummo aveva già di suo raggiunto i 6 grammi, inoltre questi non erano argentati, proprio come i radiati bronzei post riforma. riguardo il centenionale che sembra essere stato introdotto molto prima (quasi 30 anni prima della data da te proposta) ti consiglio di leggere NUMMI E CENTENIONALES di Patrick Magnus Bruun. 1 Cita
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