angelickevin Inviato 8 Agosto, 2019 #1 Inviato 8 Agosto, 2019 buonasera, mi piacerebbe classificare questa moneta, qualunque informazione è gradita grazie 1 Cita
eliodoro Inviato 8 Agosto, 2019 #2 Inviato 8 Agosto, 2019 8 ore fa, angelickevin dice: buonasera, mi piacerebbe classificare questa moneta, qualunque informazione è gradita grazie È un follis di Crispo, zecca di Siscia.saluti Eliodoro 1 1 Cita
Stilicho Inviato 8 Agosto, 2019 #3 Inviato 8 Agosto, 2019 (modificato) Ci provo. Mi sembra di leggere così: D/: IVL CRIS PVS NOB C; testa laureata di Crispo Cesare, a destra R/: CAES(ARVM) (NO)STROR(VM) (legenda consumata); al centro, in una corona: VOT dot X; in esergo: (..?)SIS seguito, a come mi sembra, da un sole con i raggi. Se così fosse potrebbe essere la RIC VII 181, zecca di Siscia, officina non leggibile Cosa ne pensate? In attesa dei vostri commenti, saluto tutti i partecipanti. Stilicho Modificato 8 Agosto, 2019 da Stilicho integrazione: Crispo Cesare 4 Cita
arrigome Inviato 8 Agosto, 2019 #4 Inviato 8 Agosto, 2019 Si. ha risposto bene Stilico. è un follis o centionale di Crispo con il retro Vot X - voti decennali - ricorda il decimo anno di regno. il simbolo "sole nascente" accanto alla zecca di SIS - Siscia . lo si può trovare in diverse lievi varianti... che portano alla RIC 181 1 Cita
Stilicho Inviato 10 Agosto, 2019 #6 Inviato 10 Agosto, 2019 Incuriosito da questa moneta, ho fatto una breve ricerca per quanto mi è stato possibile, anche alla luce alle mie poche conoscenze specifiche di semplice appassionato. Interessante mi è parsa l’interpretazione del rovescio. Da come trovato, la legenda va letta tutta in successione. Ovvero: CAESARVM NOSTRORVM VOT X , che si potrebbe esplicitare in CAESARVM NOSTRORVM VOTA DECENNALIA (i voti decennali dei nostri Cesari). A questo punto occorrono alcune considerazioni. La moneta fu coniata a Siscia, in Pannonia, tra il 321 d.C. ed il 324 (su questo ho letto cose diverse; la maggioranza comunque propenderebbe per il 323/324). Quelli sono anni particolari. Il mondo romano è diviso tra Costantino (imperatore d'Occidente) e Licinio (imperatore d'Oriente). Dopo l’eliminazione di Massenzio ad Occidente e di Massimino Daia ad Oriente e il matrimonio tra Costanza (sorellastra di Costantino) e Licinio in occasione degli accordi politico-religiosi di Milano (comunemente noti come “Editto di Milano”) tra i due imperatori vi fu una sorta di accordo che però durò poco. Presto infatti tra Costantino e Licinio cominciarono a nascere contrasti soprattutto di natura politica e dinastica. La situazione (pur tra alti e bassi) si deteriorò rapidamente fino a giungere allo scontro diretto che avvenne a Crisopoli nella tarda estate del 324 che vide la sconfitta proprio di Licinio. Da quel momento Costantino divenne imperatore unico. I “CAESARVM NOSTRORVM” a cui si riferisce la moneta sono Crispo e Costantino II. Essi erano stati nominati Cesari nel 316/317 insieme a Licinio II, figlio di Licinio. È molto probabile però che Licinio II non abbia partecipato a questa emissione in accordo con il fatto che tra suo padre e Costantino in quegli anni regnava un clima di guerra. La cosa mi pare avvalorata anche dal fatto che guardando su Wildwinds (pur coi suoi noti limiti) ho trovato monete con quel rovescio anche per Costantino II, ma non per Licinio II. Quanto ai “VOTA DECENNALIA”, penso che si tratti di “vota suscepta” ovverossia voti beneauguranti, rinnovati per altri 10 anni. Ho letto però una altra interpretazione e cioè che i “vota” fossero stati fatti per il prossimo decennale della loro nomina a Cesari che sarebbe dovuto cadere nel 326/327 (che comunque il povero Crispo non avrebbe festeggiato). Io personalmente, così di primo acchito, propenderei per la prima, ma e' solo un mio pensiero. Non dovrebbe trattarsi invece di “vota soluta” (ovvero avveratisi) in quanto non erano ancora trascorsi 10 anni dalla loro nomina. Comunque, questa storia dei “vota” mi fa sempre impazzire Alla fine, in sostanza, il rovescio starebbe ad indicare che si formulavano voti per augurare protezione divina ai due Cesari nello svolgimento delle loro funzioni. Spero di non avervi annoiati e anche che non si sia già parlato della questione in altre discussioni (in questo caso, spero mi scuserete). Serena giornata. Stilicho 2 Cita
eliodoro Inviato 10 Agosto, 2019 #7 Inviato 10 Agosto, 2019 2 minuti fa, Stilicho dice: Incuriosito da questa moneta, ho fatto una breve ricerca per quanto mi è stato possibile, anche alla luce alle mie poche conoscenze specifiche di semplice appassionato. Interessante mi è parsa l’interpretazione del rovescio. Da come trovato, la legenda va letta tutta in successione. Ovvero: CAESARVM NOSTRORVM VOT X , che si potrebbe esplicitare in CAESARVM NOSTRORVM VOTA DECENNALIA (i voti decennali dei nostri Cesari). A questo punto occorrono alcune considerazioni. La moneta fu coniata a Siscia, in Pannonia, tra il 321 d.C. ed il 324 (su questo ho letto cose diverse; la maggioranza comunque propenderebbe per il 323/324). Quelli sono anni particolari. Il mondo romano è diviso tra Costantino (imperatore d'Occidente) e Licinio (imperatore d'Oriente). Dopo l’eliminazione di Massenzio ad Occidente e di Massimino Daia ad Oriente e il matrimonio tra Costanza (sorellastra di Costantino) e Licinio in occasione degli accordi politico-religiosi di Milano (comunemente noti come “Editto di Milano”) tra i due imperatori vi fu una sorta di accordo che però durò poco. Presto infatti tra Costantino e Licinio cominciarono a nascere contrasti soprattutto di natura politica e dinastica. La situazione (pur tra alti e bassi) si deteriorò rapidamente fino a giungere allo scontro diretto che avvenne a Crisopoli nella tarda estate del 324 che vide la sconfitta proprio di Licinio. Da quel momento Costantino divenne imperatore unico. I “CAESARVM NOSTRORVM” a cui si riferisce la moneta sono Crispo e Costantino II. Essi erano stati nominati Cesari nel 316/317 insieme a Licinio II, figlio di Licinio. È molto probabile però che Licinio II non abbia partecipato a questa emissione in accordo con il fatto che tra suo padre e Costantino in quegli anni regnava un clima di guerra. La cosa mi pare avvalorata anche dal fatto che guardando su Wildwinds (pur coi suoi noti limiti) ho trovato monete con quel rovescio anche per Costantino II, ma non per Licinio II. Quanto ai “VOTA DECENNALIA”, penso che si tratti di “vota suscepta” ovverossia voti beneauguranti, rinnovati per altri 10 anni. Ho letto però una altra interpretazione e cioè che i “vota” fossero stati fatti per il prossimo decennale della loro nomina a Cesari che sarebbe dovuto cadere nel 326/327 (che comunque il povero Crispo non avrebbe festeggiato). Io personalmente, così di primo acchito, propenderei per la prima, ma e' solo un mio pensiero. Non dovrebbe trattarsi invece di “vota soluta” (ovvero avveratisi) in quanto non erano ancora trascorsi 10 anni dalla loro nomina. Comunque, questa storia dei “vota” mi fa sempre impazzire Alla fine, in sostanza, il rovescio starebbe ad indicare che si formulavano voti per augurare protezione divina ai due Cesari nello svolgimento delle loro funzioni. Spero di non avervi annoiati e anche che non si sia già parlato della questione in altre discussioni (in questo caso, spero mi scuserete). Serena giornata. Stilicho Lo sai Crispo che fine fece? Saluti Eliodoro Cita
Stilicho Inviato 10 Agosto, 2019 #8 Inviato 10 Agosto, 2019 1 minuto fa, eliodoro dice: Lo sai Crispo che fine fece? Saluti Eliodoro Purtroppo sì; finì ucciso da suo padre Costantino forse per presunto adulterio con sua moglie Fausta (anche lei poi uccisa). E' corretto? Ciao e grazie per il riscontro! Stilicho Cita
eliodoro Inviato 10 Agosto, 2019 #9 Inviato 10 Agosto, 2019 5 minuti fa, Stilicho dice: Purtroppo sì; finì ucciso da suo padre Costantino forse per presunto adulterio con sua moglie Fausta (anche lei poi uccisa). E' corretto? Ciao e grazie per il riscontro! Stilicho Alcuni studiosi ricollegano al rimorso per queste uccisioni, l'adesione del buon Costantino al Cristianesimo ( per me fu solo una scelta politica e non credo ad una sua conversione) 1 Cita
Arka Inviato 10 Agosto, 2019 #10 Inviato 10 Agosto, 2019 Un'altra cosa da tenere in considerazione riguardo ai voti, è che erano occasione per indire feste per la popolazione. Diventavano così uno strumento politico che gli imperatori usavano per ingraziarsi il popolo. Arka Diligite iustitiam 1 1 Cita
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