Agostino Inviato 4 Febbraio, 2020 #1 Inviato 4 Febbraio, 2020 (modificato) Buongiorno È da un po’ di tempo che mi chiedo quale possa essere la differenza tra un aes rude propriamente detto ( con la funzione di scambio premonetale ) ed una fusione di bronzo di un periodo successivo . Capita sovente che genericamente ,anche in aste affermate, mostrino delle fusioni in bronzo con l’identificazione “ aes rude” A questo punto mi chiedo se possa esserci quantomeno una scala ponderale delle varie tipologie, così da poter escludere le casuali fusioni o scarti di fusione successivi al periodo dell’aes rude. Grazie per l’attenzione Modificato 4 Febbraio, 2020 da Agostino Cita
Litra68 Inviato 4 Febbraio, 2020 #2 Inviato 4 Febbraio, 2020 Buongiorno, @Agostino, interessante il tuo quesito, dovrei rispolverare un vecchio studio Dattiloscritto che mi regalo' anni fa Andrea Morello ( grande Numismatico di Formia e Presidente del Circolo Mario Rasile di Formia LT). Intanto per farti un idea e iniziare a studiare, ti posto una discussione che ho trovato qui sul Forum e che potrebbe essere di tuo interesse. Saluti Alberto https://www.lamoneta.it/topic/61591-valore-aes-rude/ 1 Cita
arrigome Inviato 4 Febbraio, 2020 #3 Inviato 4 Febbraio, 2020 salve, sull'aes rude e su altre forme monetali simili, senza simboli che riportano alle forme pre-monetali, a mio avviso, occorre molta prudenza. Per me l'aes rude è un "reperto archeologico" di interesse storico e anche numismatico, solo quando risulta presente nel contesto dello scavo archeologico. Fuori da quel contesto e senza nessuna informazione del suo rinvenimento, e qui secondo me la è la differenza, rimane un semplice pezzo di bronzo fuso. 2 1 Cita
Litra68 Inviato 4 Febbraio, 2020 #4 Inviato 4 Febbraio, 2020 Buonasera, @Agostino e @arrigome, a prima vista un Aes Rude (non avendo impresso forme, effigi e quant'altro) può sembrare un semplice pezzo di metallo, quindi confondibile con degli scarti di metallo, anche se generalmente hanno forme particolari, se la memoria non mi inganna hanno un peso ben definito per assolvere la funzione monetale. Cerco di trovare altre notizie, per dare il mio modesto contributo a questa interessante discussione. Saluti Alberto Cita
Litra68 Inviato 5 Febbraio, 2020 #5 Inviato 5 Febbraio, 2020 Buongiorno, posto delle immagini tratte da uno studio sull'Aes rude. Spero possano servire. Saluti Alberto Cita
Agostino Inviato 5 Febbraio, 2020 Autore #6 Inviato 5 Febbraio, 2020 Grazie Alberto . Per caso c’è descritta anche una sequenza o ipotesi ponderale ? Cita
gennydbmoney Inviato 5 Febbraio, 2020 #7 Inviato 5 Febbraio, 2020 Il 4/2/2020 alle 11:28, Agostino dice: Buongiorno È da un po’ di tempo che mi chiedo quale possa essere la differenza tra un aes rude propriamente detto ( con la funzione di scambio premonetale ) ed una fusione di bronzo di un periodo successivo . Capita sovente che genericamente ,anche in aste affermate, mostrino delle fusioni in bronzo con l’identificazione “ aes rude” A questo punto mi chiedo se possa esserci quantomeno una scala ponderale delle varie tipologie, così da poter escludere le casuali fusioni o scarti di fusione successivi al periodo dell’aes rude. Grazie per l’attenzione Buona lettura... http://numismaticamente.it/numismatica-antica/aes-rude 2 Cita
Agostino Inviato 5 Febbraio, 2020 Autore #8 Inviato 5 Febbraio, 2020 54 minuti fa, gennydbmoney dice: Buona lettura... http://numismaticamente.it/numismatica-antica/aes-rude Magnifico studio analitico. Era proprio quello che volevo leggere. Grazie ! Cita
Litra68 Inviato 5 Febbraio, 2020 #9 Inviato 5 Febbraio, 2020 1 ora fa, Agostino dice: Grazie Alberto . Per caso c’è descritta anche una sequenza o ipotesi ponderale ? Buonasera, credo, anzi sono sicuro che il link postato da @gennydbmoneysia molto esaustivo e come giustamente dicevi sopra, era quello che cercavi, non aggiungo altro e continuo a seguire questa interessante discussione. Saluti Alberto Cita
arrigome Inviato 5 Febbraio, 2020 #10 Inviato 5 Febbraio, 2020 ...per interesse numismatico.... intendevo proprio quanto proposto da genny l'aes rude diventa di interesse numismatico solo se rinvenuto e studiato in un contesto archeologico. (mi sono ripetuto. ma volevo sottolineare l'importanza del contesto archeologico che certifica quel pezzo di bronzo e lo fa diventare un "aes rude", o di una conchiglia che diventa un altro oggetto di scambio o di un semplice sasso levigato che si trasforma in un amuleto o offerta votiva) 3 Cita
Vel Saties Inviato 20 Giugno, 2021 #11 Inviato 20 Giugno, 2021 (modificato) Buongiorno a tutti. Spero di fare cosa gradita segnalando questo studio del 2012 di A. BERTOL e K. FARAC "AES RUDE AND AES FORMATUM – A NEW TYPOLOGY BASED ON THE REVISED MAZIN HOARD" che rivede il tesoro di Mazin e fornisce una nuova suddivisione tipologica. Mancano dei disegni ma le fotografie a corredo sono abbastanza chiare. Da notare come sotto il termine di "Mazin", luogo del primo (1896) più importante ritrovamento di questo tipo si definiscano tutta una serie di "tesoretti" che comprendono non solo frammenti di aes rude + aes formatum, frammenti di decorazioni ed oggetti in bronzo, ma anche pezzi di aes grave e monete coniate di varia provenienza (Numide, tolemaiche, puniche, etc). Quindi questi tesoretti, anche sorprendentemente "recenti" (a Mazin c'erano tarde emissioni di Massinissa morto nel 148 a.C.) , erano stati nascosti specificamente per tesaurizzare bronzo. Che questo fosse utilizzato come "moneta" a pezzo o a peso indipendentemente dalla sua forma e dagli insiemi di raffigurazioni e legende su esso apposti o per il valore in vista di sue trasformazioni in altri oggetti (tesoretto di fonditori) o per motivi simbolici o votivi questo è ancora difficile dirlo. Aes rude and aes formatum Modificato 20 Giugno, 2021 da Vel Saties Cita
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