antares Inviato 25 Febbraio, 2020 #1 Inviato 25 Febbraio, 2020 (modificato) Mi sto allambiccando il cervello da ore... Sgorbie...sorci...carte da gioco...se non é un rebus questo... Qualche idea sul significato di questo astruso medaglione? Modificato 25 Febbraio, 2020 da antares 1 Cita
antares Inviato 25 Febbraio, 2020 Autore #2 Inviato 25 Febbraio, 2020 Non si vedavano le sgorbie. Nulla sul retro. Cita
gpittini Inviato 26 Febbraio, 2020 #3 Inviato 26 Febbraio, 2020 (modificato) DE GREGE EPICURI Ci vuole un esperto di enigmistica. Io capisco solo che 5+2=7, ma che cosa voglian dire i due topini sotto, l'altro 7 e il topone...Che abbia a che fare con lo scopone scientifico?? O col domino? Modificato 26 Febbraio, 2020 da gpittini Cita
littleEvil Inviato 26 Febbraio, 2020 #4 Inviato 26 Febbraio, 2020 Carissimi, Bello quest'arzigogolo! Ho notato che la tessera in basso è in rilievo, quelle sopra in incuso. Che voglia dire qualcosa ? Servus Njk 1 Cita Awards
gigetto13 Inviato 26 Febbraio, 2020 #5 Inviato 26 Febbraio, 2020 @apollonia qui ti voglio! Io non ne vengo a capo. Forse sarebbe utile conoscerne la provenienza. Cita
sandokan Inviato 27 Febbraio, 2020 Supporter #6 Inviato 27 Febbraio, 2020 Ciao Antares, davvero insolito quella sorta di medaglione che hai mostrato. Ha un appiccagnolo, però sembra di dimensioni esagerate per essere portato come un ciondolo (a proposito, potresti comunicarne il diametro ?). Come ha acutamente osservato littleEvil, la carta (o tessera) in basso al centro reca nove punti, come quelli che compaiono nella terza carta a destra. La chiave di volta per azzardare una qualche ipotesi sono a mio avvisdo le due sgorbie incrociate che compaiono in alto sotto l'appiccagnolo. Mi è venuto fatto di pensare ad arnesi impiegati per ricavare le tessere del domino (ve ne sono anche di bellissime, antiche, realizzate in avorio, in corno, ebano, spesso sovrapponendo il lato con i punti fatto di avorio ad una base sottostante di legno duro, e le due lastrine sono tenute assieme da perni di ottone), ma i tre simboli assomigliano di più a tre carte da gioco che non a tessere di un certo spessore. Potrebbe essere allora una matrice per stampare carte, ma in tal caso per incidere una lastra di metallo servirebbero bulini, più che sgorbie. Vedo che anche g.pittini ha avanzato l'ipotesi del gioco del Domino : ma le sgorbie e quanto indicato da littleEvil mi fanno pensare piuttosto ad un lavoro manuale per costruire appunto un gioco, di tessere o di carte. Perché poi celebrarlo con un imponente medaglione...magari è opera di chi usava appunto le sgorbie per realizzare quanto effigiato nella medaglia, quien sabe..... Grazie Antares per averlo mostrato, un saluto. Cita
apollonia Inviato 27 Febbraio, 2020 Supporter #7 Inviato 27 Febbraio, 2020 Le tessere del domino sono tutte suddivise in due sezioni recanti dei punteggi segnati con dei pallini, da 0 (nessun pallino) a 6 (sei pallini), mentre qui c’è un solo valore come nelle carte da gioco. Potrebbe trattarsi di un gioco di carte in cui conta il settebello e la primiera e quindi ogni sette, che può far presa di un altro sette o di due carte la cui somma dà sette, è una carta importante. La presenza del sette ruotato a sinistra tra i topi è un mistero, come pure la presenza del globetto tra i due topolini a sinistra (carta di valore 2?) e del globo sotto il ratto a destra (carta di valore 5?). Naturalmente anche la presenza dei topi su una medaglia o un medaglione è insolita e rende difficoltosa l’interpretazione della scena. Per quanto concerne i due oggetti incrociati a h 12, chissà che non facciano riferimento a un'associazione dei lavoratori della pietra (cavatori e scalpellini) o qualcosa del genere. 1 Cita
Brios Inviato 27 Febbraio, 2020 #8 Inviato 27 Febbraio, 2020 4 ore fa, sandokan dice: Ciao Antares, davvero insolito quella sorta di medaglione che hai mostrato. Ha un appiccagnolo, però sembra di dimensioni esagerate per essere portato come un ciondolo (a proposito, potresti comunicarne il diametro ?). Come ha acutamente osservato littleEvil, la carta (o tessera) in basso al centro reca nove punti, come quelli che compaiono nella terza carta a destra. La chiave di volta per azzardare una qualche ipotesi sono a mio avvisdo le due sgorbie incrociate che compaiono in alto sotto l'appiccagnolo. Mi è venuto fatto di pensare ad arnesi impiegati per ricavare le tessere del domino (ve ne sono anche di bellissime, antiche, realizzate in avorio, in corno, ebano, spesso sovrapponendo il lato con i punti fatto di avorio ad una base sottostante di legno duro, e le due lastrine sono tenute assieme da perni di ottone), ma i tre simboli assomigliano di più a tre carte da gioco che non a tessere di un certo spessore. Potrebbe essere allora una matrice per stampare carte, ma in tal caso per incidere una lastra di metallo servirebbero bulini, più che sgorbie. Vedo che anche g.pittini ha avanzato l'ipotesi del gioco del Domino : ma le sgorbie e quanto indicato da littleEvil mi fanno pensare piuttosto ad un lavoro manuale per costruire appunto un gioco, di tessere o di carte. Perché poi celebrarlo con un imponente medaglione...magari è opera di chi usava appunto le sgorbie per realizzare quanto effigiato nella medaglia, quien sabe..... Grazie Antares per averlo mostrato, un saluto. Le carte Domino erano fatte di carta. Cita
sandokan Inviato 27 Febbraio, 2020 Supporter #9 Inviato 27 Febbraio, 2020 Certo. Ma ci si gioca anche con le tessere che le riproducono che, a loro volta, possono essere di materiali vari, dall'avorio alla plastica : ma forse non ho interpretato correttamente la tua precisazione. Saluti. Cita
Brios Inviato 27 Febbraio, 2020 #10 Inviato 27 Febbraio, 2020 7 ore fa, sandokan dice: Ciao Antares, davvero insolito quella sorta di medaglione che hai mostrato. Ha un appiccagnolo, però sembra di dimensioni esagerate per essere portato come un ciondolo (a proposito, potresti comunicarne il diametro ?). Come ha acutamente osservato littleEvil, la carta (o tessera) in basso al centro reca nove punti, come quelli che compaiono nella terza carta a destra. La chiave di volta per azzardare una qualche ipotesi sono a mio avvisdo le due sgorbie incrociate che compaiono in alto sotto l'appiccagnolo. Mi è venuto fatto di pensare ad arnesi impiegati per ricavare le tessere del domino (ve ne sono anche di bellissime, antiche, realizzate in avorio, in corno, ebano, spesso sovrapponendo il lato con i punti fatto di avorio ad una base sottostante di legno duro, e le due lastrine sono tenute assieme da perni di ottone), ma i tre simboli assomigliano di più a tre carte da gioco che non a tessere di un certo spessore. Potrebbe essere allora una matrice per stampare carte, ma in tal caso per incidere una lastra di metallo servirebbero bulini, più che sgorbie. Vedo che anche g.pittini ha avanzato l'ipotesi del gioco del Domino : ma le sgorbie e quanto indicato da littleEvil mi fanno pensare piuttosto ad un lavoro manuale per costruire appunto un gioco, di tessere o di carte. Perché poi celebrarlo con un imponente medaglione...magari è opera di chi usava appunto le sgorbie per realizzare quanto effigiato nella medaglia, quien sabe..... Grazie Antares per averlo mostrato, un saluto. Hai ragione. Questa medaglia è associata al lavoro dei maestri del domino. Cita
fagiolino Inviato 27 Febbraio, 2020 #11 Inviato 27 Febbraio, 2020 come questa, associata agli scacchi. Cita
giancarlone Inviato 27 Febbraio, 2020 #12 Inviato 27 Febbraio, 2020 (modificato) Questa medaglia non è un rebus, un milanese moolto, insisto moolto anziano saprebbe il significato. ( Te set un ratt, te set un pulaster ) A domani il seguito Modificato 27 Febbraio, 2020 da giancarlone 6 1 Cita
apollonia Inviato 27 Febbraio, 2020 Supporter #13 Inviato 27 Febbraio, 2020 Quindi si tratta di una medaglia curiosa uniface di Renato Chiavacci. Vista la passione per le bocce dell’autore, il globetto vicino ai topolini può essere il boccino e il globo sotto il topo una boccia. Quanto all’insulto "allegorico", potrebbe essere in dialetto milanese “Ciaparàtt!”, letteralmente “Acchiapparatti”, ovvero “Buono a nulla”, oppure “Va a ciapà i ratt” ovvero “Vai a prendere i topi”, come invito a perder tempo altrove. E il riferimento va inteso non solo al gioco delle bocce ma anche a quello della scopa. 1 Cita
giancarlone Inviato 28 Febbraio, 2020 #14 Inviato 28 Febbraio, 2020 Renato Chiavacci era un importante collezionista di medaglie e gettoni soprattutto dei Luoghi Pii, nel volume citato ha descritto una cinquantina di medaglie con tema gioco delle bocce e carte. Negli anni 30 e seguenti a Milano vi erano molte osterie con gioco delle bocce e con tavoli per giocare alle carte. Passiamo al motivo delle medaglie, queste non erano premio per chi vinceva ma bensì per i più scarsi che perdevano sempre ed erano chiamati "te set un rat", ossia sei proprio scarso. 3 Cita
ciosky68 Inviato 28 Febbraio, 2020 #15 Inviato 28 Febbraio, 2020 Volevo aggiungere una cosa curiosa che mi ha ricordato mia moglie (giocatrice di pallavolo) Nei tornei estivi vengono fatte eliminatorie, cosi che i piu' bravi vanno verso le finali mentre i piu' scarsi fanno i gironi dei Topi. Ma e' cosa tipica solo Milanese? Cita
antares Inviato 28 Febbraio, 2020 Autore #16 Inviato 28 Febbraio, 2020 Bhe, ragazzi, che dire, siete fenomenali. Grazie infinite Cita
giancarlone Inviato 29 Febbraio, 2020 #17 Inviato 29 Febbraio, 2020 Ciao ciosky68, pare proprio che sia una tradizione milanese, infatti nel volume cita alcune osterie milanesi con gioco delle bocce, e la frase ricorrente era " Ti sét un ratt a giugà ai bocc" con la quale viene definito il peggior giocatore alle bocce, oppure il giocatore più scadente definito "Topo" condannato a pagare il tradizionale fiasco di vino, o comunque il perdente, decorato della medaglia. Sempre dal volume di RENATO CHIAVACCI 2 Cita
sandokan Inviato 29 Febbraio, 2020 Supporter #18 Inviato 29 Febbraio, 2020 20 ore fa, ciosky68 dice: Volevo aggiungere una cosa curiosa che mi ha ricordato mia moglie (giocatrice di pallavolo) Nei tornei estivi vengono fatte eliminatorie, cosi che i piu' bravi vanno verso le finali mentre i piu' scarsi fanno i gironi dei Topi. Ma e' cosa tipica solo Milanese? Ciao Ciosky : a Bologna si potrebbe dire "a giocare a bocce sei proprio un cane", ma se venisse usato il termine "TOPO" la frase non avrebbe alcun significato. Cita
apollonia Inviato 29 Febbraio, 2020 Supporter #19 Inviato 29 Febbraio, 2020 Il “rat” (topo) e i “ratt” (topi) sono protagonisti di molti proverbi e detti popolari milanesi. Ad es.: Vià 'l gàt 'l bàla 'l ràt = Quando il gatto non c'è, il topo balla. Anche nella versione femminile: Via la gatta, ballen i ratt = Via la gatta, i topi ballano. Semplice ed efficace modo per dire che quando chi controlla non è nei paraggi, ognuno fa i propri comodi. Cita
apollonia Inviato 1 Marzo, 2020 Supporter #20 Inviato 1 Marzo, 2020 Ben 500 proverbi milanesi sono stati tradotti in otto lingue (inglese, francese, tedesco, spagnolo, russo, arabo, cinese e giapponese). Quello del post precedente si traduce in inglese “When the cat is away, the mice will play”. Il proverbio che ho citato al post # 13 “Va’ a ciappà i ratt” diventa “Go and catch mice” in inglese, “Geh Mause fangen” in tedesco, “Ve a cazar ratones” in spagnolo e, elegantemente, “Va attraper les souris” in francese. Cita
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