VALTERI Inviato 28 Marzo, 2020 #1 Inviato 28 Marzo, 2020 (modificato) Forse di antiche origini enotrie (XI sec. A.C.) , dalla fine dell'Impero Romano in occidente, Rossano diventa centro importante dei domini in Italia dell'Impero di oriente essendovi anche la sede dello stratego di Bisanzio : e bizantina, la città resterà fino al 1059 quando diverrà parte del ducato di Puglia e Calabria costruito dal normanno Roberto il Guiscardo, conquistando la Calabria bizantina . Nella cattedrale cittadina, intitolata a Maria Santissima Achiropita, viene portato, forse attorno al 640 o più tardi ad inizio VIII sec., probabilmente da monaci greci da Antiochia di Siria, il codice purpureo, opera attribuita al V-VI sec. composta da 188 fogli di pergamena appunto di colore rossiccio, con 15 miniature : ritrovato casualmente nella sacrestia nel 1879, è un rarissimo, superbo evangeliario (mancano 2 Vangeli) manoscritto in greco con scrittura onciale ad inchostro in oro e argento, tra pochissimi altri manoscritti assimilabili pervenutici . Nei presunti tempi di arrivo in Italia di questo prezioso documento, erano forse circolanti solidi d'oro bizantini quali ad esempio quelli di Eraclio II (610-641) con leggende ancora in latino, o quelli più tardi di Costantino V (741-775) con leggende ora in greco . Modificato 28 Marzo, 2020 da VALTERI 7 Cita
gigetto13 Inviato 28 Marzo, 2020 #2 Inviato 28 Marzo, 2020 Bellissimo. Sono davvero unici i codici rubri, mi viene in mente il Salterio di Angilberga (sì, quella che ha emesso monete!) ora a Piacenza. 1 Cita
DOGE82 Inviato 28 Marzo, 2020 #3 Inviato 28 Marzo, 2020 Bellissimo!! Certo che chi l'ha scritto e disegnato era proprio un grande artista. E chissà quanto tempo ci avrà messo!! Cita
Adelchi66 Inviato 28 Marzo, 2020 #4 Inviato 28 Marzo, 2020 Anni fa ho visto dal vivo il Codex Rossanensis, una delle emozioni della mia vita... Ah! A proposito : tempo fa ne è stato trovato uno anche dalle mie parti, di Codex purpureus intendo... Se lo stavano letteralmente mangiando i fedeli di una piccola parrocchia... Cita
VALTERI Inviato 28 Marzo, 2020 Autore #5 Inviato 28 Marzo, 2020 Ed infatti @Adelchi66 la discussione nasce da un tuo 'suggerimento' trattando di Longobardi (e Bizantini) nel lontanissimo Agosto scorso . Cita
gigetto13 Inviato 29 Marzo, 2020 #6 Inviato 29 Marzo, 2020 Domanda... come venivano prodotti questi purpurei? Pergamena immersa in soluzione colorante? Data la loro preziosità immagino che il processo fosse costoso e difficile. Di sicuro volevano differenziarsi dai codici "normali", che comunque erano davvero già molto impegnativi ai tempi. O forse era una specie di ricercatezza di moda? Cita
VALTERI Inviato 29 Marzo, 2020 Autore #7 Inviato 29 Marzo, 2020 La pergamena @gigetto13 era comunque un prodotto (come la scrittura) non comune e piuttosto costoso, tanto è vero che i cosiddetti 'palinsesti' erano reimpieghi mediante raschiatura di scritti preesistenti . Probabilmente per ulteriormente impreziosire opere particolari, ad esempio per esaltare il contrasto cromatico con inchiostri d'oro o argento, il foglio veniva anche colorato, magari con tintura con porpora . 1 Cita
Adelchi66 Inviato 29 Marzo, 2020 #8 Inviato 29 Marzo, 2020 (modificato) 22 ore fa, Adelchi66 dice: Anni fa ho visto dal vivo il Codex Rossanensis, una delle emozioni della mia vita... Ah! A proposito : tempo fa ne è stato trovato uno anche dalle mie parti, di Codex purpureus intendo... Se lo stavano letteralmente mangiando i fedeli di una piccola parrocchia... Dunque vorrei illustrare un attimo le mie parole e spezzare una lancia a favore del Codex Purpureus a me più vicino, con il permesso del buon @VALTERI, si tratta del Codex Purpureus Sarzanensis, detto "Codice J" il codice consta di 72 fogli in pessimo stato di conservazione, é di pergamena purpurea finissima preziosissima, scritto in caratteri onciali a lettere auree, si conservano frammenti della copertina in pelle decorata con perle. Dei quattro Vangeli originali rimangono poche pagine del Vangelo di S. Luca e tutto il Vangelo di S. Giovanni. Il testo é scritto in "Vetus Latina" di ambito nord africano, ma riveduto e corretto a Roma e quindi nella versione definita "L'Italia" precedente alla "Vulgata" di S. Gerolamo (383 d. C). Interessantissime sono anche le Glosse di epoca longobarda (VII-VIII sec. d. C) scritte a mergine. Ma cosa ci fa un Codex Purpureus Aureus a Sarezzano? A quanto pare una delle teorie più accreditate lo danno portato dai Santi Ruffino e Venanzio ufficiali dell'esercito Franco, vincitore dopo la battaglia di Mortara (774 d. C) in cui vennero sconfitti i Longobardi e donato loro forse da Carlo Magno stesso dopo che essi manifestarono l'intenzione di ritirarsi a vita ascetica. Dopo molte peripezie finalmente fu riscoperto e messo alla "mercé" dei pii parrocchiani che per "assorbirne" la santità non esitarono a mangiucchiarne pezzettini dopo averlo baciato (S. Ruffino era un Santo taumaturgo) riducendolo così alle condizioni che oggi lo caratterizzano. Divertente è la diceria secondo cui la riscoperta in epoca moderna avvenne grazie ad un parroco di Sarezzano in visita a Milano, dove gli furono mostrati alcuni testi antichi di grandissimo valore... Egli senza scomporsi, a quanto pare, si limitò a dire:"Mah... noi a Sarezzano ne abbiamo di più belli". Incuriosito il suo anfitrione volle indagare innescando così una serie di eventi che portò al riconoscimento di un Codex Purpureus Aureus di V secolo exeunte. Fonte : Modificato 29 Marzo, 2020 da Adelchi66 1 Cita
VALTERI Inviato 29 Marzo, 2020 Autore #9 Inviato 29 Marzo, 2020 Molto interessanti @Adelchi66 le notizie su questo anch'esso raro codice purpureo del quale non sapevo . Sul tuo cenno ad un mio permesso, quanto scrivo, una volta editato sul forum, non è mio, bensì degli eventuali lettori Cita
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