Ictino Inviato 11 Maggio, 2020 #1 Inviato 11 Maggio, 2020 Salve a tutti, mi capita di vedere con molta frequenza denari in argento di periodo imperiale con piccole efflorescenze sparse in corrispondenza dei rilievi in superficie, di colore verdastro come nell’esempio in foto. Si tratta di ossidazione? È possibile rimuoverla? È un difetto e quindi una moneta che in genere va scartata e non collezionata? Grazie a chi risponderà. Cita
mazzarello silvio Inviato 11 Maggio, 2020 Supporter #2 Inviato 11 Maggio, 2020 Ciao NON E' UN DIFETTO!!!!!!! ci sono voluti duemila anni per avere questa patina, perché andrebbe rimossa? Silvio Cita
Ictino Inviato 11 Maggio, 2020 Autore #3 Inviato 11 Maggio, 2020 Allora credo di essere in errore. La ringrazio per la risposta, però vorrei capire meglio. Preciso che non mi riferisco alla patina naturale del tempo, questa presente in modo omogeneo in quasi tutta la superficie ma al fenomeno di ossidazione del materiale per quelle monete che non sono in argento purissimo al 100%, ma mistura. Se non erro infatti sono più spesso presenti sulle monete in rame. Sono le stesse che nelle monete in bronzo vengono segnalate come “cancro del bronzo”. Qui nell’esempio in foto sarebbero queste evidenziate nei riquadri rossi. Mi sono allora sbagliato io? È la patina dell’argento? Cita
Ross14 Inviato 11 Maggio, 2020 #4 Inviato 11 Maggio, 2020 Non è cancro. Sono ossidazioni non pericolose del rame nella lega. Mi raccomando non spatinarla. Comunque se proprio vuoi liberartene io sono disponibile ?? 1 1 Cita
cliff Inviato 11 Maggio, 2020 #6 Inviato 11 Maggio, 2020 Guarda qui, ci sono vari metodi di facile realizzazione per togliere quelle incrostazioni: Cita
Stilicho Inviato 11 Maggio, 2020 #7 Inviato 11 Maggio, 2020 Faccio una domanda, magari ovvia e scontata, ma per me è un argomento piuttosto ostico: Come e' possibile distinguere il cancro del bronzo da semplici incrostazioni? Grazie e scusate la banalità. Stilicho Cita
cliff Inviato 13 Maggio, 2020 #8 Inviato 13 Maggio, 2020 Beh intanto il cancro del bronzo non esiste sull'argento o sulle monete in mistura dove l'argento è preponderante, è già una prima cosa che in questo caso specifico aiuta molto Per riconoscere il cancro del bronzo, di solito è polverulento con produzione di polvere verde chiaro/azzurrognola che si stacca facilmente dalla moneta già passandoci le dita/unghie. Se le concrezioni sono invece dure di solito è malachite o altre incrostazioni calcaree non pericolose. Nel forum ci sono molte discussioni sull'argomento: 1 Cita
Stilicho Inviato 13 Maggio, 2020 #9 Inviato 13 Maggio, 2020 @cliff Grazie!! Molto chiaro. Argomento comunque davvero interessante Ciao da Stilicho Cita
apollonia Inviato 13 Maggio, 2020 Supporter #10 Inviato 13 Maggio, 2020 Volevo aggiungere ai precedenti interventi alcune osservazioni in risposta alle domande di Ictino. L'argento non si ossida né all'aria secca né all'aria umida, né a freddo né a caldo, e per questa ragione entra a far parte del gruppo dei metalli nobili. Il metallo annerisce quando è esposto all'ozono che lo trasforma in ossido Ag2O, che a temperatura ambiente appare come un solido cristallino di colore grigio-nero, insolubile in acqua. Anche l’acido solfidrico annerisce l’argento trasformandolo in solfuro Ag2S di colore nero, che si forma anche all’aria contenente tracce di composti dello zolfo come l’anidride solforosa presente nell'atmosfera urbana. Pure i cibi contenenti composti dello zolfo generano dei marcati annerimenti dell'argento a causa della formazione superficiale di solfuri (es. patina uovo). Un altro prodotto di ossidazione che si forma sulla superficie di monete d’argento per azione dei cloruri nel suolo o del cloro presente nell’atmosfera di località di mare è il cloruro d’argento AgCl, un solido cristallino di colore bianco che sulle monete appare grigiastro/bruno. La colorazione dei prodotti di trasformazione superficiale dell'argento responsabili della patina di una moneta può essere quindi quella scura del solfuro e, raramente, dell’ossido oppure quella biancastra/grigiastra del cloruro. Responsabili di altre colorazioni sono quelle caratteristiche dei prodotti di ossidazione del metallo presente nella lega, generalmente il rame, che appaiono in alcune zone come su questo denario. E anche la patina del metallo in lega va rispettata. 4 Cita
apollonia Inviato 14 Maggio, 2020 Supporter #11 Inviato 14 Maggio, 2020 Su una moneta composta di una lega d’argento con un contenuto elevato di metallo non prezioso come il rame (es. biglione o mistura), la patina del rame può essere ancora più estesa. Un esempio è la monetina di Sergio Gr sulla quale si notano ampie zone rossastre di cuprite con zone di dimensioni più ridotte di color verde-azzurro dovuto all’ulteriore ossidazione a malachite e azzurrite. https://www.lamoneta.it/topic/188332-identificazione-monetina-argento/ 2 Cita
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