marco castelli Inviato 27 Maggio, 2020 #1 Inviato 27 Maggio, 2020 (modificato) Buonasera gruppo, avrei bisogno del vostro aiuto per capire a quale moneta falsa si riferisce l'interessante lettera che ho da poco aggiunto alla mia collezione. La lettera datata 27 Settembre 1862 è spedita da Cortale a Nicastro, provincia di Catanzaro. Il mittente è Andrea Cefaly, pittore e parlamentare del Regno, nonché grande patriota, mentre il ricevente è Michele Cefaly, musicista e anch'esso patriota. https://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_Cefaly " Dovete sapere che qui come in quasi tutti i paesi della provincia circolavano molte monete di rame, le quali quantunque non coniate dalla Zecca, pure venivano generalmente ricevute senza osservazioni. Ora i Ricevitori le respingono, e così gli esattori e tutti i venditori di piazza, ne vi è modo di averne in cambio la nuova moneta: e tale inconveniente pesa molto sulle classi bisognose che dovendo del piccolo ...... perderne una porzione mal volentieri lo soffrono, e giornalmente avvengono contrasti, ne mancano i nemici della Patria, i quali soffiano nell'animo del popolo sentimenti di odio contro il nuovo ordine di cose, spingendolo a maledire l'Italia, e chi la vuole. ....Si tratta di rame che dovrà rifondersi, e non può immaginarsi che quel diavolo di Prete (perché si dice che un Prete coniò tali falsi pezzi da 5 grani) non ne abbia potuto smaltire migliaia." Se non erro entro Ottobre del 1862 si dovevano cambiare tutte le monete Borboniche con quelle del Regno, e la lettera è del 27 Settembre... Ringrazio anticipatamente chi potrà e vorrà aiutarmi, Marco Modificato 27 Maggio, 2020 da marco castelli Cita
ilnumismatico Inviato 27 Maggio, 2020 #2 Inviato 27 Maggio, 2020 Ho spostato la tua discussione nella sezione di pertinenza così potrai avere commenti più specifici Fabrizio Cita Awards
gennydbmoney Inviato 28 Maggio, 2020 #3 Inviato 28 Maggio, 2020 8 ore fa, marco castelli dice: Buonasera gruppo, avrei bisogno del vostro aiuto per capire a quale moneta falsa si riferisce l'interessante lettera che ho da poco aggiunto alla mia collezione. La lettera datata 27 Settembre 1862 è spedita da Cortale a Nicastro, provincia di Catanzaro. Il mittente è Andrea Cefaly, pittore e parlamentare del Regno, nonché grande patriota, mentre il ricevente è Michele Cefaly, musicista e anch'esso patriota. https://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_Cefaly " Dovete sapere che qui come in quasi tutti i paesi della provincia circolavano molte monete di rame, le quali quantunque non coniate dalla Zecca, pure venivano generalmente ricevute senza osservazioni. Ora i Ricevitori le respingono, e così gli esattori e tutti i venditori di piazza, ne vi è modo di averne in cambio la nuova moneta: e tale inconveniente pesa molto sulle classi bisognose che dovendo del piccolo ...... perderne una porzione mal volentieri lo soffrono, e giornalmente avvengono contrasti, ne mancano i nemici della Patria, i quali soffiano nell'animo del popolo sentimenti di odio contro il nuovo ordine di cose, spingendolo a maledire l'Italia, e chi la vuole. ....Si tratta di rame che dovrà rifondersi, e non può immaginarsi che quel diavolo di Prete (perché si dice che un Prete coniò tali falsi pezzi da 5 grani) non ne abbia potuto smaltire migliaia." Se non erro entro Ottobre del 1862 si dovevano cambiare tutte le monete Borboniche con quelle del Regno, e la lettera è del 27 Settembre... Ringrazio anticipatamente chi potrà e vorrà aiutarmi, Marco Buongiorno, credo si riferisca ad una moneta da 5 grana coniata da Ferdinando III di Borbone per il regno di Sicilia, l'ultima tipologia di 5 grani ad essere coniata dalla zecca di Palermo nel 1814 e 1815 prima di unire i regni di Napoli e Sicilia in regno delle due Sicilie... Siamo però molti anni prima dalla data della tua lettera ma non furono coniate monete in rame da 5 grani durante il regno delle due Sicilie, quindi è possibile che tali monete abbiano circolato ben oltre la data di coniazione, cosa che si verificò anche per altri nominali della zecca di Napoli... Cita
azaad Inviato 28 Maggio, 2020 #4 Inviato 28 Maggio, 2020 (modificato) Bisognerebbe conoscere con che parole si fosse soliti chiamare le varie monete a metà 800. Non è detto (o quantomeno non scontato) che la notazione colloquiale 5 grani si riferisse ad una moneta con impresso il valore di 5 grani. i 5 grani, a rigore, sono quelli siciliani, coniati però più di 50 anni prima per l'ultima volta. Oltre a una questione temporale, non ricordo di aver visto un gran numero di 5 grani falsi. Sono però abbastanza certo che queste monete rimasero a corso legale fino a 1860. Quindi nulla vieta che un certo numero di falsi fosse finito nelle mani di alcuni contadini che ora faticavano a disfarsene. Non si può escludere nemmeno che un falsario avesse volutamente coniata moneta vecchia, in maniera da potersi permettere di poter imitare moneta usurata dalla circolazione, che potesse facilmente circolare senza destare eccessivi sospetti. Se vogliamo pensare che i 5 grani fossero un modo colloquiale per riferirsi ai 5 grana, si potrebbe pensare o un mezzo carlino da 5 grana in rame argentato. Tuttavia nella lettera si parla esplicitamente di rame. Ma la parola 5 grani potrebbe riferirsi anche ad un 10 tornesi. Dei 10 tornesi, del valore di 5 grana, sono in effetti noti un numero enorme di falsi d'epoca, arrivati fino a noi. Ma in questo caso non si capisce perché lo scrivente parli di grani e non di tornesi. Sarebbe interessante sapere se la moneta spicciola era comunemente chiamata in termini di grani o di tornesi. Seguo la discussione, che può dare numerosi spunti per la conoscenza della circolazione monetaria di metà '800. Modificato 28 Maggio, 2020 da azaad Cita
gennydbmoney Inviato 28 Maggio, 2020 #5 Inviato 28 Maggio, 2020 34 minuti fa, azaad dice: carlino da 5 grana in rame argentato Ciao azaad, forse ti sei confuso, il mezzo carlino da 5 grana era in argento e non in rame... Per il resto sono d'accordo con te, anch'io in primis avevo pensato ad un 10 tornesi, ma perché chiamarlo 5 grani e non come il nominale propriamente impresso? Inoltre nella lettera si parla di "grani" e non di "grana" ecco perché ho pensato ai 5 grani di Ferdinando III di Borbone,gli ultimi ad essere stati coniati in Sicilia prima dell'unificazione dei due regni... Inoltre è risaputo che anche ben oltre la caduta dei Borbone le monete, soprattutto in rame, continuarono a circolare tra le piccole comunità,e questo potrebbe aver spronato qualche falsario a realizzare falsi di monete che erano comunque fuori corso... Cita
azaad Inviato 28 Maggio, 2020 #6 Inviato 28 Maggio, 2020 (modificato) Ciao @gennydbmoney, penso di essermi espresso male. Pensavo ad un falso mezzo carlino, una "cingranella", che potesse essere in rame argentato invece che in solo argento come l'originale. Modificato 28 Maggio, 2020 da azaad Cita
nikita_ Inviato 28 Maggio, 2020 Supporter #7 Inviato 28 Maggio, 2020 (modificato) Ciao a tutti, ma per caso quel "prete" potrebbe essere l'abbate Vella? Solo che è morto nel 1814 https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Vella Però ho comunque letto che la data della morte è insicura, ma in ogni caso è stata indicata come 1814/1815. Modificato 28 Maggio, 2020 da nikita_ Cita Awards
borbonik Inviato 28 Maggio, 2020 #8 Inviato 28 Maggio, 2020 4 ore fa, azaad dice: la parola 5 grani potrebbe riferirsi anche ad un 10 tornesi. Dei 10 tornesi, del valore di 5 grana, sono in effetti noti un numero enorme di falsi d'epoca, arrivati fino a noi. È molto probabile, se ne sono arrivati così tanti fino ai giorni nostri, aggiungiamo tutti quelli che sono stati distrutti, a quei tempi ne dovevano circolare parecchi. Cita
marco castelli Inviato 28 Maggio, 2020 Autore #9 Inviato 28 Maggio, 2020 Vi ringrazio per le opinioni espresse. In effetti dal testo della lettera non è facile capire di che monete si parla. Penso però che dovessero essere ben conosciute se come scritto nessuno le accettava, e poi lo scrivente sottolinea il fatto che andassero fuse dopo il cambio con la "moneta nuova", il che potrebbe farci pensare che fossero monete con poco rame... Ma magari sto dicendo bischerate. Marco Cita
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